Pensioni 2024, meno soldi e più tardi

Pensioni 2024

Molti degli attuali lavoratori non vedranno mai la pensione e, se la vedranno, probabilmente sarà magra e a ridosso della propria morte. Anno dopo anno il Governo introduce piccoli cambiamenti che complicano le regole e impediscono alle persone di avere una visione chiara di ciò che sta accadendo.

Alzano continuamente l’asticella facendo sì che i lavoratori vadano in pensione il più tardi possibile e, contemporaneamente, pagando pensioni più magre a chi sceglie di ritirarsi anticipatamente. In questo articolo voglio chiarire l’attuale situazione, spiegandola in modo semplice e dando un valido strumento per simulare l’importo della propria pensione.

Pensioni 2024, meno soldi e più tardi

La legge di bilancio 2024 ha da poco introdotto alcuni importanti cambiamenti. La prima cosa da sapere è che in Italia (per tutti) si può ottenere la normale pensione di vecchiaia a 67 anni di età, ma avendo versato almeno 20 anni di contributi. Un tempo si andava in pensione molto prima (60-65 anni), ma un po’ alla volta l’età pensionabile è stata via via alzata. Il sistema attualme, almeno per i giovani lavoratori, è quello contributivo, quindi si ottiene una pensione che dipende da quanto si versa mese dopo mese nelle casse dell’Inps. Il calcolo non è semplice, ma per darvi un’idea chi (con le attuali regole) nell’arco della sua storia lavorativa ha dato all’Inps 250.000€ di contributi, riceverà una pensione di circa 1000€ al mese. Se vuoi simulare quando andrai in pensione e quanto percepirai, puoi utilizzare il nuovo portale online dell’Inps, che permette di valutare il proprio futuro pensionistico senza la necessità di effettuare alcuna registrazione, inserendo solo pochi dati, sia anagrafici che contributivi. Si chiama “Pensami” ed è raggiungbile a questo indirizzo.

Se, invece di attendere i 67 anni d'età, si vuole andare in pensione prima, allora esistono le famose “quote”. Ad oggi siamo arrivati a quota 103, cosa vuol dire? Vuol dire che se hai 62 anni e hai lavorato (versando contributi) per almeno 41 anni, puoi andare in pensione. Il problema qui è che prendi meno soldi! Il calcolo di quanto perderesti non è semplice da fare (meglio usare il simulatore), ma diciamo che si perde un 10-15% della pensione che spetterebbe. Questo accade perché si applica il calcolo contributivo per tutti, anche se avessi diritto a quello misto (contributivo + retributivo). Ci sarebbero altri dettagli da aggiungere, per esempio un tetto massimo percepibile pari a 5 volte il trattamento minimo, ma in questo frangente non ci interessa molto.

Una cosa che non molti sanno è che se aderisci a quota 103 non puoi andare in pensione quando vuoi, hai delle finestre all’interno delle quali puoi aderire. Per esempio se avessi maturato i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2023, non ci puoi andare dal primo di gennaio 2024, ci potrai andare dopo un certo numero di mesi. Nello specifico 7 per i privati (luglio 2024) e 9 per i dipendenti (settembre 2024), prima erano 3 e 6 mesi… Anche “opzione donna”, che è una sorta di pensione anticipata solo per le donne, cambia, cioè sale di un anno, a 61 anni. Con un figlio scende a 60 e con due o più figli a 59.

Il risultato di queste politiche è che a partire dal 2024 potranno andare in pensione la metà delle persone rispetto a quanto previsto in precedenza, con il risultato sottolineato ad inizio articolo, ovvero che il Governo dovrà sborsare meno soldi per i pensionati. Questa è la direzione che ormai l’Italia ha intrapreso dalla Fornero in poi (legge che il Governo in campagna elettorale aveva promesso di abolire, ma che ha mantenuto) pertanto il destino degli attuali giovani lavoratori è segnato: in pensione sempre più tardi e con meno soldi, visto che le casse dell’Inps sono in rosso in più del 50% delle regioni italiane. La domanda quindi è: vale ancora la pena lavorare?

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