Anche nel GREEN ci sono le FAKE news

Green fake news

Sistematicamente mi imbatto in articoli che non mi convincono e, quando vado a verificare, scopro che sono spesso falsi e tendenziosi. Voglio cogliere l’occasione di mostrare come ci ingannano anche gli insospettabili, anche chi crediamo dalla “nostra” parte, attraverso un recente fatto.

Lo voglio fare per mostrare che il problema delle fake news non riguarda solo la medicina o la guerra, ma anche il mondo del cambiamento, perché purtroppo esiste chi specula persino in questo settore, che dovrebbe invece essere composto da persone oneste e di buon cuore.


Anche nel GREEN ci sono le FAKE news

Leggo su una famosa rivista online italiana (che non cito per evitare di creare odio) che la Germania ha raggiunto un “record storico di riduzione delle emissioni di gas serra nel 2023 grazie al boom delle rinnovabili”. Consulto l’articolo e viene specificato che rispetto al 1990 le emissioni sono diminuite del 46% e che oltre il 50% del consumo elettrico tedesco è stato coperto da energie rinnovabili. Penso, wow, virtuosa questa Germania, allora è vero che si può ridurre notevolmente il nostro impatto grazie alle rinnovabili!

Poi, come faccio sempre, vado a verificare l’articolo originale, in inglese lo traduco e scopro che le cose non stanno proprio così. Molte parti dell’analisi originale sono state omesse. Per esempio la riduzione nella produzione di CO2 è legata semplicemente al fatto che la Germania ha importato più energia, cioè ha lasciato che fossero i paesi limitrofi a inquinare. Inoltre, solo la metà dell’energia importata proveniva da fonti rinnovabili. Scopro poi che ha inquinato meno perché le sue industrie sono state obbligate a produrre meno per via della crisi. Infine viene specificato che la Germania probabilmente mancherà, per il quarto anno consecutivo, i suoi obiettivi climatici concordati nel quadro del regolamento europeo e dovrà compensare questo fallimento acquistando certificati di emissioni da altri stati membri, oppure affrontando multe.

Chi ha riportato l’articolo sul portale italiano a cui mi riferisco è stato un vero artista della disinformazione, capace di rivedere buona parte delle informazioni in chiave diversa. Per esempio parla in modo generico di “aumento delle importazioni” senza però dire che si tratta proprio di importazioni di energia. Spiega che c’è stato sì un calo della domanda di energia, ma slega questa informazione dalla crisi economica, lasciando spazio a chi immagina un volontario calo virtuoso dei consumi. Parla di “record grazie al boom delle rinnovabili” e in particolare del fotovoltaico, ma omette di specificare che l’aumento interno delle rinnovabili è stato solo del 5%. Questo, inoltre, è dipeso quasi esclusivamente dall’eolico (non dai nuovi pannelli solari installati) che ha prodotto di più solo per via di condizioni climatiche molto favorevoli. Anzi, nell’analisi originale si dice che l’eolico si sta espandendo più lentamente del previsto e degli obiettivi europei 2030.

La domanda ora è: ma perché dare le notizie in questo modo? Perché omettere volontariamente alcune informazioni cruciali? Il motivo è presto spiegato: sul web, per creare uno zoccolo duro di persone che ti seguono hai bisogno di polarizzare, cioè fare di tutto per confermare nelle loro menti ciò in cui già credono. Se sei un portale green devi scovare notizie green ovunque, anche dove non ci sono, perché il tuo pubblico vuole quello. Solo così manterrai alto l’interesse, indurrai gli altri a condividere ciò che scrivi, amplierai il tuo pubblico e aumenterai i tuoi guadagni. Perché alla fine sempre di soldi si tratta.

Tutto questo funziona perché le persone non verificano, non vanno a scovare le fonti (che spesso non vengono linkate) e non conoscono l’inglese. Leggono solo i titoli e la parte iniziale degli articoli, e chi li scrive lo sa bene, lasciando la verità alla fine. Insomma, un'arte sottile che gioca tra il detto e il non detto, basato su un uso scorretto della sintassi e veri e propri trucchetti psicologici, da cui impariamo che con i numeri si può dire tutto e il contrario di tutto.

Il problema grave è che così facendo si sortisce l'effetto contrario: invece di gridare al mondo che non stiamo facendo abbastanza per diventare più “green”, sembra che tutto stia andando nel verso giusto. Invece si spronarci a fare di più, ci inducono a fare meno, perchè con ttute queste belle notizie green, nella nostra testa ci facciamo l'idea che il mondo sta facendo bene.  Alla fine, chi ci da le notizie in questo modo per un mero tornaconto economico, fa male al mondo tanto quanto chi inquina indiscriminatamente.

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