Finita la pacchia dei soldi gratis

Finita la pacchia dei soldi gratis
Finita la pacchia dei soldi gratis

Se negli anni passati avete ascoltato chi vi diceva: “guai indebitarsi”, oppure: “mai chiedere un mutuo, sarai schiavo per tutta la vita”, beh sappiate che avete perso un treno che non è possibile prevedere se e quando ritornerà.

Oggi cercherò di spiegarvi i danni che una cattiva informazione finanziaria può provocare e certamente ha provocato tra la gente, mostrando come si sfrutta al meglio un prestito bancario e quali sono le opportunità che pochi riescono ad afferrare proprio perché si fidano delle chiacchiere da bar.


Finita la pacchia dei soldi gratis

La prima cosa che dovete sapere è che è più o meno dal 2013 che i tassi sui mutui sono in continuo calo. Questo vuol dire che negli scorsi anni era possibile chiedere un prestito restituendo poco più di ciò che vi veniva dato. Gli anni dal 2018 fino circa alla fine del 2021 sono stati d’oro per richiedere un prestito, visto che i tassi per i mutui a 20 e 30 anni erano scesi intorno allo 0,8% mediamente. Questo significava che su un prestito di 100.000 euro, in 20 anni ne restituivi più o meno 108.000, cioè pochissimi di più. Vi lascio il link a questo comodo calcolatore così potete fare tutte le verifiche del caso, ma ciò che importa osservare è che praticamente vi regalavano i soldi.

Oggi, se chiedete lo stesso prestito i tassi sono saliti tra il 2 e il 2,5%, questo significa che di quei 100.000 euro in 20 anni ne restituite più o meno 125.000, quindi decisamente di più.

Insomma i tempi d’oro per avere i soldi "aggratis" sono passati e se avete perso quel treno ringraziate chi vi ha riempito la testa di concetti sbagliati. Sì perché un giovane che aveva tutte le carte in regola per chiedere un prestito avrebbe potuto fare questo: acquistava con un mutuo la prima casa, quindi con tutte le agevolazioni del caso, e poi tornava a vivere con i genitori oppure condivideva un appartamento in affitto con altri studenti, lavoratori o la sua ragazza, spendendo pochissimo. La legge in Italia consente tutto questo, si mantengono tutte le agevolazioni prima casa a patto che la residenza rimanga nello stesso comune.

A questo punto il giovane avrebbe potuto mettere in affitto l’appartamento acquistato tramite prestito e l’affitto avrebbe coperto la rata del mutuo. É vero che avrebbe pagato l’Imu su quella casa non risiedendovi, e poi non avrebbe potuto godere delle detrazione del 19% sulle rate del mutuo (circolari Agenzia Entrate n. 38 del 12/08/2005, n. 19/E del 01/03/2001 e n. 1/E del 02/03/1994), ma sono cifre piccole, anche perché le detrazioni non possono superare i 760 euro annui.

Col tempo dunque quel giovane avrebbe avuto la possibilità di estinguere rapidamente il mutuo, perché oltre alla rata pagata in automatico dall’affitto, avrebbe potuto versare un ulteriore cifra mensile alla banca, direttamente dal suo stipendio. Oppure crearsi un piano di accumulo a parte, con il quale far fruttare i risparmi e ad un certo punto estinguere anzitempo il debito. Insomma in relativamente pochi anni, sfruttando la leva garantita da prestiti a tassi ridicoli, si potevano ottenere case di proprietà senza diventare schiavi delle banche, e qui ne abbiamo parlato spesso, perché questo è uno dei metodi più interessanti per sfruttare il sistema in cui viviamo.

Se voi o i vostri figli avete perso questo treno, beh è un vero peccato perché queste opportunità non tornano molto rapidamente. Ora i tassi non sono particolarmente alti quindi qualcosina si può fare, certo, con qualche sacrificio in più e qualche vantaggio in meno.

10 commenti:

  1. Non so come é la situazione in Trentino, ma qua a Verona fino a poco tempo fa era difficile vendere o affittare casa, e si trovavano case in vendita dappertutto. Poi dal punto di vista demografico le prospettive non sono rosee. Dal punto di vista geografico puntare tutto sull'Italia non mi sembra una bella idea. Dal punto di vista dell'incasso dell'affitto oltre al solito rischio paese magari trovi l'inquilino giusto che ti copre di insolvenza quando va bene. Io rimango dell'idea che solo la prima casa giustifica l'accensione del mutuo.

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    1. anch'io (l'esperienza personale giustifica quanto hai scritto)

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  2. Per esperienza personale, secondo me, non conviene affitto a lungo termine. Ho affittato per 3 anni e con l'inquilino mi è anche andata benissimo: sempre puntuale nei pagamenti, ha riparato di tasca sua guasti a lavatrice e sciacquone del water, ha ridipinto ringhiere del balcone e termosifoni, sempre facendosi carico di tutto. Ma a conti fatti il guadagno è stato irrisorio. Quando se ne è andato ho venduto il prima possibile.
    Per guadagnare con l'affitto bisogna cercare l'affare al momento dell'acquisto dell'immobile e fare affitti brevi (airbnb) o affittare a studenti. Ma a quel punto diventa un lavoro e comunque un appartamento non basta.

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  3. Buongiorno,
    non sono d'accordo con i due commenti precedenti. Come ogni lavoro, bisogna acquisire un'abilità. Facile dire che con gli affitti non si guadagni se magari ti hanno lasciato un 30mq in eredità e non lo valorizzi. Io non ho ricevuto nulla da nessuno ed ho due appartamenti in affitto a 30 anni. quasi 1.000€ ad appartamento. Come fate a dire che così il guadagno è irrisorio? Se lo dite è perché il vostro stile di vita si basa troppo sul superfluo! Infine, concordo con l'articolo. Il secondo appartamento l'ho acquistato circa un anno fa sfruttando proprio un mutuo a tassi bassi, che verranno annullati negli anni dall'inflazione. Morale della favola? Tolte rate, tasse, IMU e altre spesette di manutenzione varia (esclusi quindi eventuali rifacimenti che comunque fanno aumentare il valore PATRIMONIALE dell'immobile), mi resta ad oggi circa il 70% delle entrate. Facile dire che non si guadagni se offri un'immobile fatiscente. Ma provate un po a valorizzarlo come faccio io (mobilio dalla linea moderna, elettrodomestici hi-tech, che non significa costosi...ikea o mondoconv bastano e avanzano) e vi garantisco che ho la fila di persone che vorrebbero entrare da me (mai avuto appartamenti vuoti nemmeno un giorno....)

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    1. dipende anche dove si trova l'immobile ... nella mia città, in provincia di Ancona, neanke appartamenti nuovi di zecca si affittano a quelle cifre!!

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    2. Giusto per chiarire meglio, la casa che avevo era un bel bilocale in una corte completamente ristrutturata nel 2003, con finiture non certo di lusso, ma comunque di un certo pregio (ad esempio travi a vista, termosifoni in ghisa), abbastanza vicina al centro di Brescia. Premetto che inizialmente non fosse un investimento, l'avevo scelta per abitarci e non ho badato a fare l'affare durante l'acquisto. Credo comunque di aver comprato a un prezzo in linea con il mercato dell'epoca.
      Per varie vicissitudini che non sto qui a raccontare mi sono trasferito da un'altra parte e non avendo bisogno di vendere ho tentato la strada dell'affitto. Sempre cercando di rimanere in linea con il mercato ho proposto un affitto a 450€ al mese, quindi 5400€ l'anno. Con la cedolare secca rimangono 4266€, che, togliendo circa 1500€ tra spese condominiali e IMU, diventano 2766€ ovvero 230,50€ al mese.
      Concordo pienamente con quello che dici tu: "Come ogni lavoro, bisogna acquisire un'abilità.". Infatti bisogna sapere fare l'affare quando si acquista, bisogna sapere sfruttare tutti i bonus e vantaggi fiscali, bisogna saper individuare inquilini affidabili e bisogna saper proporre costi di affitto che permattano il guadagno maggiore. Io sicuramente non sono molto affermato in tutte queste abilità, che si possono certamente imparare ma ci vuole tempo e molta pratica, diventando quindi un vero e proprio lavoro.

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    3. Certo. Per esempio io utilizzo il canone concordato, così le tasse sono fisse al 10% e le spese condominiali sono sempre in carico agli inquilini. Già solo con queste due cose capisci come anche con i tuoi dati ti saresti ritrovato con un affitto "più decente" (passami il termine, ma il concetto sicuramente lo hai capito). Poi come dici te il prezzo di acquisto fa molto. Tu l'hai pensato come fosse per casa tua, quindi quando una casa ti piace sei disposto a spendere qualcosina in più per averla, mentre io acquistandole per puro affitto sono decisamente più aggressivo come tecnica di acquisto e se l'acquisto non va in porto passo al prossimo immobile. Sicuramente due cose totalmente diverse. E poi si, utilizzo altre cosucce per risparmiare, per esempio la registrazione dei contratti, il calcolo Imu (che specifico, bisogna conoscere come farle per non fare futuri disastri) ecc me li gestisco senza un commercialista e così via, in modo che quei 1000€ di partenza, tolte le varie spese, rimanga una cifra che si avvicini

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    4. p.s. poi certo, Francesco Narmenni la mette giù semplice però di fatto è un altro modo di lavorare. Intendo dire che non sono certamente 8 ore al giorno ogni giorno, però quando ristrutturo qualcosa, che di fatto cerco di farlo da me se non per alcune cose per cui mi servono certificazioni ecc mi portano via tempo. A grandi linee con due appartamenti potrei dire che mi portano via un sabato al mese per i lavori e circa altre 2/3h al mese fofettarie tra varie gestioni collaterali (ctrl incassi, calcolo imu o simili, ricerca delle prossime modifiche da fare ecc)

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  4. Ricavare una rendita da un immobile è un investimento e come tutti gli investimenti potenzialmente redditizi ha un certo grado di rischio. Io non me la sono sentita di indebitarmi x mettere in affitto un appartamento perché la legge italiana non tutela tempestivamente il proprietario dalla morosità e per quanto riguarda invece i negozi, con una pandemia non ancora terminata, il rischio che ti rimanga vuoto nonostante la buona posizione, c'è.

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  5. Felice di aver perso questo treno, visto che l'Italia perderà almeno 20 milioni di abitanti entro il 2100... a chi affitterete le case? Agli studenti universitari, una razza in via di estinzione?

    https://www.populationpyramid.net/italy/2019/

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