In smart working si risparmia o si spende di più?

In smart working si risparmia?
Nelle scorse settimane sono usciti due articoli che, separatamente, evidenziano costi e oneri dello smart working. Vorrei provare ad unire le informazioni presentate per cercare di comprendere se, a conti fatti, lo smart working è, dal punto di vista del lavoratore, conveniente.

I due articoli/studi sono rispettivamente di Sos Tariffe e Variazioni, il primo è un sito web che si concentra principalmente sul risparmio, la seconda è una società di Mantova che si prefigge lo scopo di cambiare in meglio il mondo del lavoro.


In smart working si risparmia o si spende di più?

Il primo articolo, di Sos Tariffe, indaga sull’aumento delle bollette dovuto alla maggior presenza di persone nella propria abitazione, durante il giorno. Quando lavori in ufficio, ma anche quando sei a scuola, in casa le luci sono spente e il riscaldamento è generalmente programmato per andare al minimo. Se sei sempre in casa, invece, soprattutto d’inverno e fermo davanti ad un monitor, fai girare i contatori e spendi certamente cifre più elevate, ma di quanto?

Lo studio mostra come un single spenda circa 150 euro in più all'anno, una coppia 200 euro, mentre una famiglia arriva intorno ai 270 euro. I costi sono principalmente legati ad un aumento delle bollette del gas e elettriche, della connessione internet veloce e dei pasti in casa, che (secondo uno studio di Tate) fanno lievitare la spesa alimentare dell’1,2% annuo. Non sono cifre molto elevate, ma comunque si tratta sempre di un costo sulle spalle di un popolo che sta già vivendo un devastante dramma economico. 

Per calcolare il risparmio di cui riesce a godere ogni lavoratore in smart working, invece, ci affidiamo ai dati di Variazioni, una società, come accennato, che si occupa proprio di lavoro e benessere. Hanno calcolato che ogni lavoratore, stando a casa, può ottenere un risparmio di 17 euro al giorno, derivante principalmente dall’assenza di spostamenti, pasti fuori casa e tutte le “tentazioni” extra in cui si cade per il semplice fatto di vivere la società. Considerando 5 giorni lavorativi a settimana per 11 mesi l’anno (un mese è di ferie cumulative) si risparmia qualcosa come 3700 euro.

Ora, pare che nel 2021 possa essere introdotto una sorta di bonus smart working, un contributo una tantum che potrebbe andare ad azzerare completamente i costi aggiuntivi che abbiamo elencato. Ma anche se questo non avvenisse mai, è evidente come il risparmio da smart working sia infinitamente più elevato delle spese sostenute dal lavoratore. Questi numeri ci mostrano anche quanto sia conveniente non lavorare: se non lavori, hai dei guadagni automatici da investimenti (di cui abbiamo tanto discusso) e usi il tempo per autoprodurre tutto ciò di cui hai bisogno, praticamente vivi con niente.

Naturalmente lo smart working ha anche dei risvolti negativi: sempre secondo Variazioni è vero che si risparmiano 74 minuti al giorno (per gli spostamenti), ma il 24% di questo tempo viene reinvestito nel lavoro stesso (una mezz'oretta circa). Il rischio è che si lavori di più mantenendo però il medesimo stipendio. Inoltre lo smart working richiede capacità organizzative che non tutti hanno e quando non si è organizzati si finisce per non raggiungere gli obiettivi, accumulare stress e lavorare di più per porre rimedio ai ritardi.

Insomma, risparmio economico sì, ma anche qualche problema che deve essere valutato, compreso l’impatto psicologico di vedere poche persone, non potersi confrontare e non fare movimento. Sarebbe allora interessante, per gli anni a venire, una via di mezzo. Qualche giorno a settimana di smart working farebbe risparmiare tutti, lavoratori e aziende, e allo stesso tempo regalerebbe un po’ di tranquillità in più alle persone, pensiamoci!

8 commenti:

  1. esperienza personale: In smart working si risparmia? assolutamente si.
    Si lavora di piu'? dipende.
    Tornerei indietro? assolutamente NO!

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  2. Ci sono altri vantaggi dello smartworking: mangiare meglio, poter riceve i pacchi a casa, vestirsi come si vuole.
    Ci sono vantaggi anche per la società nel suo complesso legati al minor uso di auto: meno traffico, piu' parcheggi disponibili, meno anidride carbonica e inquinamento.

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  3. Io lavoro da favola, produco di più perchè nessuno mi interrompe, mi stresso meno, risparmio benzina, i tempi casa-lavoro sono annullati e mi stanco di meno; in merito al riscaldamento il mio è centralizzato quindi non mi cambia, per la connessione internet ho un contratto flat, idem per il telefono... la luce? Capirai se un led acceso mi cambia la vita... quindi sì, mille volte sì allo smart working!

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  4. Per me chi fa lavori d'ufficio sul turno centrale dove non è necessaria la presenza fisica ha tutto da guadagnare con lo smart-working...è assurdo che sia costretto a muoversi in auto sprecando soldi per la benzina, l'usura dell'auto e soprattutto tempo incolonnato nelle tangenziali delle grandi metropoli accumulando ulteriore stress

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  5. Lavoro in un ufficio di una grande azienda manifatturiera e gran parte del lavoro potrei farlo in Smart working. Purtroppo la classe dirigente ha smania di "controllo', negando di fatto questa possibilità. Il governo dovrebbe essere più incisivo nell'obbligare le aziende.

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  6. Lavoro in Smart working da circa 3 anni (prima del coronavirus 3 giorni a settimana adesso ogni giorno). Ho meno stress, non devo vedere colleghi che non vorrei vedere, non ho gli occhi dei capi adosso e riesco ad organizzarmi meglio gestendo le mie pause come e quando voglio ma facendo il mio lavoro diligentemente. Economicamente ho solo grandi vantaggi ( no benzina, no mezzi pubblici e no caffe’ ai distributori automatici). Inoltre risparmio tutto il tempo degli spostamenti dedicandomi ai figli. Se un lavoratore e’ serio e diligente lo smart working e’ un’ottima soluzione anche se, purtroppo, esistono dirigenti che vogliono avere i dipendenti di fronte per stressarli e controllargli meglio anche solo con lo sguardo…

    Carlo

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  7. Purtroppo però lo smartwarking ha anche aspetti negativi: stare sempre a casa, da si o con i propri famigliari, tende ad accentuare le tensioni personali, non vedere altre persone non permette di evolversi come persone e molte altre... La soluzione di mezzo, cioè qualche giorno a casa e qualche giorno al lavoro mi sembra la soluzione ottimale. Ottimo articolo, ma da approfondire.

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  8. Lo "smart working", termine inventato in Italia ma che viene chiamato diversamente nei paesi anglosassoni, è la classica trappola utilizzata attualmente dai governi per far abituare le persone a restare tappati in casa h24, finendo per diventare totalmente incapaci di interagire col mondo esterno e magari pure sovrappeso e obesi, perennemente in pigiama e ciabatte, e in molti casi pure depressi e sotto psicofarmaci.

    Adesso viene santificato con la scusa della pandemia, dell'ecologia e della necessità di digitalizzare tutto, prima non mi risulta fosse così di moda e accettato entusiasticamente da tutti, al massimo qualche azienda proponeva questa cosa per 2-3 giorni a settimana e chi voleva accettava (ai miei tempi nessuno, nemmeno io), ora è quasi obbligatorio e addirittura c'è chi ne invoca l'obbligo, dimenticando molto convenientemente per lui/lei che non tutti hanno voglia di lavorare da casa stando 8-10 ore davanti ad un pc, perché hanno bisogno di vedere luoghi diversi e fare esperienze fuori dalle pareti di casa.
    Ma si sa, in Italia basta che qualcosa piaccia o convenga a qualcuno, si invoca subito l'obbligo per tutti, o al contrario si è contro qualcosa e allora deve essere negata a tutti...pessima mentalità, perché è sempre la libertà di scelta la formula vincente, cosa scomparsa in questi tempi assurdi di finte pandemie e isteria collettiva.

    Siamo sempre troppo entusiasti di tutto in nome di un finto benessere e progresso che ci ha portati allo schifo imperante, io invece ho una regola d'oro che seguo praticamente da sempre: se mi viene offerto qualcosa gratis dallo Stato o mi si obbliga a fare qualcosa con la scusa che è necessario, figo, fantastico e che porterà solo benefici, dico NO a prescindere perché conosco assai bene i meccanismi di controllo della popolazione attraverso le loro debolezze e vizi.

    La soluzione agli stress da lavoro non è il lavoro da casa, è l'ozio totale e il vivere senza che nessuno detti regole alla propria vita persino da lontano.

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