Con la terra non si campa

Con la terra non si campa
Con la terra non si campa
Quante volte lo abbiamo sentito dire e ci abbiamo creduto: coltivare non fa guadagnare abbastanza per vivere, meglio trovarsi un lavoro “vero”. Dalla mia ormai pluriennale esperienza posso tranquillamente affermare che si tratta di un un credo falso, pronunciato da chi, probabilmente, non ha mai messo le mani nella terra.

Quello che dispiace è che forse là fuori ci sono decine e decine di giovani che rinunciano all’idea di diventare contadini o agricoltori e vivere una vita diversa, perché qualcuno gli ha raccontato questa incredibile fandonia. Di agricoltura, ragazzi, si vive eccome.


Con la terra non si campa

Certo è che se per campare si intende fare l’aperitivo ogni sera, mangiare sempre al ristorante, cambiare smartphone ogni sei mesi o voler guidare un auto da 60.000 euro, allora sì, di agricoltura non puoi campare. O meglio: possedendo ettari e ettari e producendo vini di un certo livello, piccoli frutti o altri prodotti che hanno un grande mercato, sì, puoi vivere anche da signore. Ma i terreni adatti a queste colture sono costosi, e dovresti impegnare qualche milione di euro.

Se invece per campare intendiamo scegliere una vita semplice, lontani dalle città e a contatto con la natura, allora sì che di agricoltura campi. Stiamo parlando di un esistenza diversa da quella che abbiamo condotto fino ad ora; ci si alza presto, ci si sporca le mani e si ritorna dai campi con il sole che tramonta e la schiena dolorante. Ve lo dico perchè oltre a gestire i miei orti, ogni anno raccolgo uva e mele ed è davvero stancante. Il punto è che è altrettanto stancante starsene chiusi 10 ore in una fabbrica e, quando si lavora in un ufficio davanti ad un monitor, si baratta la stanchezza fisica con quelle mentale. Avendo provato entrambe le soluzioni, oggi preferisco di gran lunga le braccia stanche allo stress da computer.

Insomma, sembra che molti abbiano paura di fare fatica nei campi, ma sono altrettanto faticosi un’infinità di altri lavori, solo che su quelli non aleggia l’idea che non ci si possa campare, anche se alcuni sono pagati pochissimo. Inoltre l’agricoltura è semplice, infinitamente meno complessa e problematica tanti altri ruoli che la gente sceglie oggi di ricoprire. Non sto dicendo che non ci voglia competenza ed esperienza, ma che una volta appresi i concetti quelli sono e quelli restano. Nei campi non hai nessuno che ti comanda, nemmeno la natura: si tratta solo di raggiungere un equilibrio di rispetto reciproco dove ognuno degli attori si prende cura dell’altro. Rispetto che genera rispetto. 

Ovviamente non fila sempre tutto liscio e talvolta i raccolti sono compromessi dal gelo o dalle forti piogge, ma (ad esempio) se scegli di fare l’agricoltore di professione ci sono le assicurazioni. Guardate, e non sto scherzando, che se un anno il mio raccolto di uva va male per colpa del gelo o di qualcos’altro, prendo più soldi dall’assicurazione di quelli che solitamente ottengono vendendola. E poi oggi ci sono molti incentivi, sia per avviare una propria attività che per rinnovare le colture.

Allora mi voglio rivolgere a tutti i giovani che non si sentono felici nell’ambiente cittadino e vogliono trovare un’alternativa. Vivere facendo il contadino è possibile e non è la fine del mondo. Non fatevi impaurire da chi vi dice che si fa fatica e che è una vitaccia, non è vero, è meravigliosa, a patto che ti piaccia l’idea di vivere in modo semplice, lontano dai lussi e dagli sprechi, e con la terra sotto le unghie.

14 commenti:

  1. Ciao Francesco,
    grazie per aver riportato la tua testimonianza. A me da tempo piacerebbe fare il grande salto verso la terra, ma ogni volta che ne parlo con persone che conosco mi rispondono sempre le stesse cose: è faticoso, non si guadagna nulla e soprattutto "che ne vuoi sapere tu della terra che sei sempre vissuto in città". Quindi grazie ancora per avere detto la tua un po' controcorrente e chissà che un giorno troverò il coraggio di provarci!
    Dario

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  2. La terra e' solo bassa....per il resto e' il lavoro piu' bello del mondo...

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  3. Ciao Francesco sono un perito Agrario-Forestale
    Volevo dirti che hai un'ottimo intuito anche in fatto Agronomico.

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  4. Federico Zappacosta15 febbraio 2021 17:26

    Ma intendi coltivare la terra con l obbiettivo di vendere quello che si produce o coltivarla a scopo personale?

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  5. Lavoro della terra nobilita l'uomo e lo rende simile a una bestia

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  6. Grazie per i tuoi articoli sempre interessanti! Sei Mitico!

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  7. Purtoppo oggi lavorare la terra è considerato un lavoro umiliante, il solito sorrisetto che degrada il lavoro più bello del mondo ... nella mia zona siamo rimasti molto in pochi ad aver l'orto, tutti preferiscono avere un bel giardino e spendere soldi (giardiniere, acqua ecc...) salvo poi lamentarsi per il costo della verdura ...

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  8. Andateci voi a lavorare la terra

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    1. Andateci voi tutti i giorni in ufficio a sopportare i colleghi e il capo, magari sotto la minaccia di un trasferimento in una sede lontana o peggio del licenziamento.
      Andateci voi a lavorare in banca a vendere prodotti finanziari truffa ai risparmiatori.
      Andateci voi a fare lavori assurdi come il commercialista che passa la vita a pagare le tasse o l'avvocato che la passa fra liti condominiali e avanzi di galera.
      Andateci voi a fare i vigili urbani, i poliziotti e i carabinieri sfoggiando atteggiamenti arroganti in virtù del potere che vi hanno concesso.
      Andateci voi a fare i dipendenti statali (super tutelati) che campano alle spalle di gente tassata al 60%.
      Andateci voi a fare i consulenti aziendali in giacca e cravatta che dicono una valanga di caz..te.
      Andateci voi a fare gli informatici che in pratica stanno completando la realizzazione del "grande fratello".
      Andateci coi! Vi ci mandiamo volentieri mentre coltiviamo zucchine e fagiolini nell'orto!

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  9. Se ci provi te ne innamori,i primi insuccessi ti stimoleranno a fare meglio e a metterti in gioco!

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  10. Se I prodotti venissero pagati per il loro valore all agricoltore senza subire mille passaggi per arrivare al consumatore finale forse l agricoltura diventerebbe anche un bel po' redditizia

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  11. No, con la terra non si campa se per campare appunto si intende voler passare da una cagata tipo comprarsi il SUV nuovo all'altra per riempire i propri vuoti esistenziali, e quello effettivamente richiede molti soldi.
    Se invece si vuole VIVERE, il discorso cambia.
    Vivo in campagna da 10 anni e non lavoro per nessun padrone, nessuno mi dice cosa fare e quando farlo e preferisco raccogliere bietole nell'orto la mattina presto che andare a fare la schiava ovunque.

    E non parliamo poi dei soldi risparmiati in giro avendo la propria frutta e verdura, che ha un sapore paradisiaco se confrontata a quella dei vari super, e del tempo passato per lo più all'aria aperta già da adesso, viste le temperature miti al momento.

    Per non citare sempre il risparmio su vestiti, scarpe, trucchi e parrucchi inutili, visto che ho chi mi taglia i capelli gratis e non vedo un parrucchiere da anni, ho il colorito sano di chi mangia bene e si mantiene in perfetta salute per cui zero trucchi e creme inutili.
    Insomma nella mia esperienza solo lati positivi.

    Ma sono strafelice che questo tipo di vita non sia per tutti, l'ultima cosa che vorrei è vedere le zone rurali assaltate da cittadini viziati che distruggerebbero il territorio anziché valorizzarlo, oltre a dare fastidio coi loro rumori molesti.

    Chi vive in campagna vuole il silenzio assoluto e tollera solo i rumori della natura, tutto il resto non è affatto gradito.

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  12. Se non l'hai già fatto, ti consiglio di leggere "La rivoluzione del filo di paglia " di Masanobu Fukuoka .

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