È sbagliato risparmiare?

È sbagliato risparmiare?
È sbagliato risparmiare?

In questa società se si vuole sostenere la crescita e l’economia i cittadini devono fare due cose. La prima è indebitarsi e la seconda e spendere. Solo se si fanno entrambe le cose ci si può definire “bravi cittadini” che contribuiscono al funzionamento di questa grande macchina.

Dobbiamo indebitarci per fare impresa, cioè contrarre debiti con le banche al fine di avere quel denaro per avviare la nostra attività. Questo permette il fiorire di nuove fabbriche o società, che danno posti di lavoro alle persone. E poi tutti abbiamo il dovere di spendere perchè altrimenti tutti gli esercizi commerciali non funzionano e con essi se ne vanno i servizi che utilizziamo.

È sbagliato risparmiare?

Questa è la favoletta che ci raccontano ogni giorno, le balle che si bevono tutte quelle persone che non sono solite riflettere più di qualche secondo sulle questioni. Qui però, in questa community, non facciamo chiacchiere da bar, guardiamo ai numeri e accendiamo il cervello provando ad andare oltre il primo pensiero che ci passa per la testa, cioè quello dominante.

Il primo dato che dobbiamo osservare è la percentuale di persone che lavorano nel nostro paese. L’ISTAT certifica che in Italia l’avorano circa 23 milioni di persone, ovvero solo il 38% della popolazione. Questo significa che la stragrande maggioranza degli italiani non solo non produce nulla, ma non contribuisce nemmeno in maniera diretta a far girare l’economia. Se non lavori e non guadagni non stai spendendo i tuoi soldi, al massimo spendi quelli della mammina. Ne deriva inoltre che tantissimi non pagano tasse, quindi non contribuiscono alla riduzione della spesa pubblica.

Si potrebbe allora pensare che: “proprio per questo in Italia le cose vanno male” perché siamo in crisi e c’è disoccupazione, ma non è così. Da un'elaborazione del sito True Numbers, basata su dati ISTAT, scopriamo che i disoccupati sono una piccolissima parte di chi non lavora. La maggior parte delle persone che non produce nulla sono giovani che non hanno ancora l’età per lavorare (< di 15 anni) o anziani in pensione. I disoccupati veri e propri, quelli che potrebbero lavorare, ma non trovano un impiego, oggi sono solo il 4,5% della popolazione.

Cosa comprendiamo allora da tutto questo? Beh, ma che quello che credevamo fino ad oggi è falso: la nostra economia non funziona (e non ha mai funzionato) sul concetto di spendere tutti i nostri soldi fino all’ultimo centesimo. Basta che produca e spenda una piccola parte della popolazione e tutto gira. Ne consegue che già la stragrande maggioranza degli italiani non spende, semplicemente perché non guadagna nulla ed è quindi naturale che risparmi. Inoltre una parte della popolazione, i pensionati, non solo non produce, ma spende denaro che proviene dalle casse dello Stato, quindi di fatto contribuisce ad impoverire il bilancio generale. Ma questo non è un problema, l'economia prevede già che le cose vadano in questo modo, tanto che l’INPS è in rosso per altri motivi. 

La credenza per cui più si spende nel superfluo meglio è per l’economia, è pura invenzione, chiacchiere da bar appunto. Questo è dimostrato anche dal fatto che (da sempre) la stragrande maggioranza del denaro che gli italiani spendono è per mantenere la propria casa, pagare l’affitto, le bollette, l’automobile e la sanità (ecco qui i dati). La gente non spende tutti i soldi in borsette e aperitivi, cioè non fa e non ha mai fatto girare l’economia andando al bar o comprando scarpe.

Dunque se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sul fatto che risparmiare potesse essere una pratica nociva per la nostra economia, oggi abbiamo visto che in realtà il risparmio (cioè la non spesa) è già ciò che l’attuale economia prevede. Credere che bisogna spendere tutto quello che si ha per far funzionare il nostro sistema equivale a non aver capito niente del mondo che ci circonda.

8 commenti:

  1. Anche perche' tolte ke spese essenziali ( affitto,bollette,spesa,macchina, dentista,eventuali debiti o imprevisti,..),non rimane quasi niente.
    Irene

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    1. A me rimane abbastanza ma non lo spendo!

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  2. Se acquisti un'auto nuova ti fanno un bel sconto se la paghi a rate ! Ma come, una volta ti facevano lo sconto se pagavi subito ! Come sono cambiate le cose ...

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  3. Di solito apprezzo i tuoi interventi e ti seguo molto, questa volta però non sono d'accordo, nè con le premesse, nè con le conclusioni (il che non significa che io apprezzi il sistema economico vigente, tutt'altro!).

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  4. Non è sbagliato risparmiare, ma è sintomo di un rapporto non sano col denaro. Indica paura del futuro.

    Viviamo in un paese col risparmio privato più alto su cui tutti vogliono mettere le mani di questi tempi, forse ci riusciranno chissà.

    I paesi col risparmio privato più basso sono quelli coi migliori servizi al cittadino e welfare, in Italia si è costretti a risparmiare perché anziché ribellarsi al fatto che le proprie tasse non producano servizi decenti, ci si rassegna a dover spendere parecchi soldi per visite specialistiche o esami privati, specie di questi tempi, ben felici di avere i soldi per farlo.
    In realtà è la sconfitta di una nazione e di un'economia che non ha mai funzionato e che basa i suoi principi sulla scarsità di denaro, cosa del tutto assurda, perché abbiamo visto come creino montagne di soldi dal nulla con un tasto del computer per salvare le solite banche, ma non hanno mai i soldi per sanità, infrastrutture e welfare.

    Non si dovrebbero avere soldi in più né per spenderli e né per risparmiarli, perché dovrebbe essere lo stato a provvedere ai suoi cittadini, cosa che questo orrendo paradigma capitalista neo liberista non permette ovviamente.
    Inoltre, dovrebbe essere vietato fare soldi con i soldi, ovvero risparmiare per speculare in borsa o acquistare beni immobiliari da cui trarre profitto perché è esattamente ciò che ha portato alla situazione in cui ci troviamo da parecchi anni.
    Speculare finanziariamente non è etico e in alcune culture infatti non è assolutamente permesso.

    I soldi sono solo un mezzo, carta straccia a cui si attribuisce un valore nominale basato su illusioni, non devono mai diventare un fine e tantomeno essere visti come libertà.
    La vera libertà è liberarsi dai soldi e far crollare definitivamente questo sistema di disuguaglianze sociali affinché tutti abbiano un tetto sulla testa, del cibo e tutto ciò che serve per vivere dignitosamente, altro che shopping e centri commerciali.
    I diritti fondamentali dell'essere umano non hanno prezzo e non vanno pagati.

    Per cui io risparmio solo per i mesi in cui non intendo lavorare, non proietto paure o ansie sul futuro perché il sistema cambia talmente in fretta oggi che ciò che vale oggi non varrà domani, e tra dieci, venti anni se saremo ancora qui avremo trovato modi alternativi di vivere senza soldi e senza centri commerciali (che spero stavolta falliscano tutti).

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  5. Articolo molto interessante e non scontato, sono iscritto al tuo canale YouTube e guardò ogni tanto i tuoi video, bel lavoro, complimenti!

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  6. Una precisazione importante sui dati di chi non lavora. Se no i conti non tornano.
    In realtà (dal sito che hai citato) c'è una terza categoria di chi non lavora, oltre ai disoccupati e a chi non lavora per motivi di età. Sono gli inattivi in età lavorativa, cioè quelli che non lavorano e non cercano lavoro, e sono in realtà la categoria più numerosa.
    Immagino che fra questi ci siano molte donne, che hanno lasciato il lavoro per occuparsi della famiglia: il tasso di occupazione femminile in Italia è il più basso d'Europa.

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