Trovare il Lavoro Perfetto

Trovare il lavoro perfetto
Trovare il lavoro perfetto

Facciamo finta di non poter o non voler smettere di lavorare, ma comunque essere interessati ad entrare in una dimensione diversa, ovvero essere soddisfatti di quello che facciamo. Se ci pensiamo un secondo non è forse questa la condizione migliore alla quale possiamo aspirare? Se ogni mattina ti alzi e non vedi l'ora di fare ciò che per quella giornata hai programmato, direi che hai trovato il tuo equilibrio.

Dunque ora la domanda è: che lavoro devo fare affinché questa condizione si verifichi o almeno abbia buone probabilità che per la maggior parte del tempo possa fare ciò che amo?



Trovare il Lavoro Perfetto


Beh, in tutti questi anni di ricerca e approfondimenti sul tema del lavoro e, soprattutto, dopo aver cambiato non so quanti lavori, posso dire che è estremamente difficile che un unico posto di lavoro ci porti ad una situazione tanto idilliaca. Deve trattarsi di un impiego estremamente vario, che ci dia sempre nuovi stimoli e che non ci obblighi a seguire, per lunghi periodi, attività che detestiamo o anche semplicemente monotone. Esiste un lavoro di questo tipo?

Beh se siamo dei lavoratori dipendenti è molto probabile che il nostro compito sia limitato ad un pugno di mansioni che sono sempre le stesse praticamente a vita, e per questo la ripetitività e la mancanza di stimoli saranno il nostro pane quotidiano. Come lavoratore dipendente difficilmente puoi sceglierti i colleghi e difficilmente puoi essere libero di lavorare quando meglio credi e nei luoghi che desideri, e per questo è assai improbabile che tutto sarà sempre meravigliosamente stimolante e avvincente.

Se siamo imprenditori, beh sappiamo molto bene che passeremo l'80% del tempo a fare cose che non amiamo particolarmente, ma che poi ci permettono finalmente di dedicarci a quel 20% di attività che veramente abbiamo piacere di fare. Per quanto possa essere “libero”, un (appunto) libero professionista ha sempre molti problemi da risolvere e tante responsabilità che spesso non sono affatto piacevoli da affrontare.

Credo che si possa dire che nella concezione classica di lavoro sia difficile trovare una nostra dimensione ideale; diciamo che questa potrà durare per un tempo limitato, ma nell'arco di un'intera vita difficilmente avremo sempre nuovi stimoli, soprattutto nel cosiddetto "posto fisso". Quindi, quali alternative rimangono?

Ci sono sostanzialmente due possibilità.

La prima è quella di cambiare spesso impiego: inizialmente molti lavori sono stimolanti, vuoi per l'ambiente nuovo, vuoi per il nostro approccio mentale positivo; quando, col passare del tempo, la “magia” svanisce, ecco che possiamo pensare di muoverci, cercare qualcosa che ci dia nuovi stimoli e cambiare impiego. Così facendo accumuleremo esperienza e avremo sempre nuove opportunità. Capisco che alcuni diranno che questa strada è impraticabile perché in Italia non c'è lavoro, ma esiste una larga fetta di popolazione che invece ha sufficienti competenze per poter agire esattamente in questo modo. Certo che con la terza media e zero competenze sarebbe un po' pretenzioso sperare anche di potersi scegliere il lavoro perfetto, quindi dobbiamo essere realisti e onesti con noi stessi. 

La secondo possibilità, quella che preferisco, è crearsi un contesto di vita dove il lavoro è sempre qualcosa di marginale, non necessario. Se riesci a porre le basi per vivere anche senza un lavoro fisso e continuativo, magari perché hai bisogno di poco denaro o perché hai altre entrate, allora potrai fare sempre ciò che ami, compreso abbandonare qualsiasi attività quando questa non trasmette più nessuno stimolo. Questa è esattamente la condizione in cui mi trovo da molti anni (ed è anche il vero significato dello slogan “smettere di lavorare”) cioè fare quello che desideri e poter smettere quando vuoi, improvvisamente e senza obblighi. 

È errato accomunare questo modo di agire al lavorare, perché il termine lavoro deriva dal latino labor, e significa “fatica”, ma nessuno fa fatica quando sta facendo ciò che ama. In queste condizioni ogni attività è un piacere, non una fatica. Adattato ai tempi moderni, questo concetto diventa ancora più reale, perché il vero peso del lavoro oggi consiste quasi esclusivamente nel non potersene privare.

Dunque, se siamo alla disperata ricerca del lavoro perfetto, quello che ci darà soddisfazioni ed entusiasmo per sempre, beh è meglio non avere troppe aspettative. È molto improbabile che un unico impiego sia sempre così stimolante da farci saltare giù dal letto ogni mattina, carichi di entusiasmo. Se è questo che vogliamo, cioè sentirci sempre motivati e soddisfatti, beh non è propriamente un lavoro ciò che stiamo cercando.

8 commenti:

  1. Cito tue parole "ma esiste una larga fetta di popolazione che invece ha sufficienti competenze per poter agire esattamente in questo modo"...intendi in Italia?? E a quale tipologia di competenze ti riferisci che permetterebbero di variare lavoro? Ciao

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    1. L'informatica è uno di questi settori.

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    2. Ho sprecato la mia vita nell'informatica, statene alla larga!!! Adesso odio l'informatica e tutto cio' che la circonda

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  2. Buongiorno,molte volte un lavoro affascinante e stimolante
    come quello dell' ingegnere (libero professionista),
    come dici tu, ha tante responsabilità, ma la causa è solo la burocrazia
    che stritola fino a soffocare! Ecco perchè molti giovani non se la sentono di farla questa professione.

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    1. Confermo...poi il nostro Paese non offre chissà quali possibilità in tal senso...

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  3. Da circa un anno sto cercando un nuovo posto di lavoro, dato che dove sto adesso sono pagato poco (16.500,00€ annue per un responsabile dell' Area Informatica di un'Azienda ...) e costantemente male, con una media di 15 giorni di ritardo. In quasi quattro anni che lavoro in questa Azienda non c'è stato un solo mese in cui abbiano pagato gli stipendi il 10.
    In passato ho lavorato in altre 3 Aziende, quindi cambiare non mi mette pensiero.
    Il problema è che, almeno nella mia zona (vivo in Umbria), uno che ha diverse esperienze di lavoro alle spalle (anche se tutte nello stesso campo), invece di essere valutato per le esperienze che ha fatto, non viene visto di buon occhio.
    Sembra quasi che, più della professionalità, conti il fatto di essere disposto a sopportare qualsiasi sopruso, senza mai lamentarsi.
    Povera Italia, come siamo messi.
    Detto fra noi il sto cercando un lavoro dove stare per poco più di una decina di anni.
    Se guardo quello che dice l'INPS dovrei andare in pensione il 1 gennaio 2040, ma (anche grazie ai consigli di Francesco) mi sto attrezzando per ritirarmi felicemente dal lavoro nei primi mesi del 2032.
    Non se ne può proprio più!
    Posso dire che nella mia zona (vivo in Umbria), essere uno che cambia frequentemente lavoro

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  4. Io infatti seguo più la strategia del "trovare un lavoro per cui sono più portata rispetto a quello che faccio ora, e che non mi esaurisca a livello psicofisico". Cioè: non deve per forza trattarsi di un lavoro che mi piace o una vera e propria passione, ma di un compromesso. È già qualcosa, perché almeno mi permetterebbe godere del tempo libero con meno stanchezza e paranoia.

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  5. Io avendo 53 anni, confermo che per un lavoratore dipendente, é difficile trovate la posizione ideale e che proprio x questo io ho cambiato spesso lavoro (25 anni fa nn era cosí difficile) per trovare nuovi stimoli e ho accumulato nuove competenze, però col tempo purtroppo nn sono riuscita a tenere vivi i miei "sogni". Se nn si é condizionati dalle poche possibilità della famiglia, sí, si può studiare ma contemporaneamente anche lavorare. La mia soluzione è stata fare le scuole serali x ottenere poi un diploma e lavorare di giorno: ma che fatica ragazzi! Ora ci sono più famiglie che possonono fare studiare x più anni i propri figli, ma grossi problemi di lavoro e quindi é difficile stare in equilibrio... Però se uno ha un minimo di possibilità e a distanza di un tot. di anni nn trova "la posizione ideale", fare la scelta di Francesco può essere la cosa migliore!

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