La Truffa delle Offerte "Sottocosto"

La Truffa delle Offerte "Sottocosto"
La Truffa delle Offerte "Sottocosto"

Lo slogan lo conosciamo tutti: “Sottocosto”. Significa che il prezzo di un prodotto è estremamente basso e serve a farci credere che lo stiamo pagando meno di quanto è costato. Qualunque persona sana di mente può capire che è letteralmente impossibile che qualcosa venga venduto ad un prezzo inferiore addirittura al costo di acquisto.

Tutta la filiera che sta dietro quel prodotto ha lavorato gratis o addirittura ci ha perso soldi? Non è credibile, ovviamente, quindi questa formula, questo slogan, non può che essere truffaldino, vediamo perché.



La Truffa delle Offerte "Sottocosto"


Il produttore di latte è disposto a vendere al supermercato il suo latte per 1 euro al litro. Il buyer del supermercato però decide furbescamente di comprarlo ad un prezzo più elevato, ad esempio 1,20€. Anche se sembra assurdo, c’è un motivo preciso per cui lo fa. Questa scelta apparentemente sconveniente gli permette di fissare ufficialmente (da contratto) il costo del latte ad 1,20€. Attenzione alla parola “costo”, che qui è fondamentale. Per tutto l’anno quindi, nel suo supermercato, venderà il latte ad un prezzo leggermente maggiorato di quello che potrebbe applicare, ad esempio 1,30€.

Un giorno decide di lanciare una promozione molto appetitosa per i suoi clienti, che chiamerà “Sottocosto”, cioè vendere il latte a meno di quanto lo ha pagato dal produttore, quindi meno di 1,20€. E lo mette sugli scaffali ad 1,10€. Le persone, che vendono il latte ad 1,10€ invece che al solito prezzo di 1,30€ sono contente.

Apparentemente sembra quindi che, con questa scelta, il supermercato vada in perdita perché vende il latte a meno di quanto lo ha acquistato. Lo ha infatti a acquistato a 1,20€ e lo vende a 1,10€. Beh, non è così. Da contratto con il produttore di latte, il supermercato ha concordato che, perché il suo latte sia in una buona posizione sugli scaffali, abbia le foto sui volantini o garantendo che venderà un tot di litri ogni mese, il produttore deve dare al supermercato un certo numero di litri (fuori contratto) a 1,00€.

Queste partite di latte “scontato” non rientrano nel contratto ufficiale e quindi non determinano il “costo” del latte, che rimane ufficialmente (e legalmente) fissato ad 1,20€. Il supermercato può legalmente parlare di “Sottocosto” esattamente per questo motivo, perché anche se ha pagato quello specifico latte (oggetto dell’offerta) solo 1,00€ al litro, il “costo” rimane legalmente fissato ad 1,20€.

E’ facile capire che questa pratica truffa un po’ tutti: truffa il cliente che crede di star facendo un buon affare, ma non capisce che per tutto l’anno (fuori dai periodi d’offerta) ha pagato il latte più del dovuto. E truffa anche i fornitore di latte, che quando a fine anno si mette a fare i conti, scopre che complessivamente il latte lo ha venduto a meno dell’1,20€ che aveva concordato. 

Eppure ci sarebbe l’articolo 62 della legge 27 del 2012 (più nota come “cresci Italia”), che sancirebbe il divieto di imporre condizioni gravose, extracontrattuali e retroattive da parte soprattutto della grande distribuzione. Ma evidentemente denunciare questa scandalosa pratica, al produttore, non conviene, perché si rischia il famoso “delisting”, cioè perdere la possibilità di avere i propri prodotti sugli scaffali, il che (per molti) equivarrebbe alla morte.

Dunque, se fino ad oggi non conoscevate questa dinamica, adesso sapete che ogni volta che leggiamo la parolina magica “Sottocosto” sulle offerte promosse tipicamente dalla grande distribuzione, ci stanno letteralmente prendendo in giro.

6 commenti:

  1. Tutto assolutamente vero.
    E aggiungerei ... la maggior parte della gente merita di essere presa in giro.
    Ognuno ha quello che si merita.

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  2. Piú che prendere in giro noi che comunque il latte lo compriamo lo stesso con o senza offerta, mi sembra più che altro una truffa solo per i poveri produttori...

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  3. Le offerte sotto costo sono semplicemente uno slogan pubblicitario, il prezzo dei prodotti oscilla anche di molto nell'arco dell'anno quindi basta controllare quanto costa quello che stiamo acquistando cosa che poche persone fanno, noi non compriamo sempre prodotti della stessa marca ma quelli che costano meno, basta leggere l'etichetta per vedere che molto spesso alimentari di marca e non, vengono prodotti nello stesso stabilimento ed hanno gli stessi valori nutrizionali, quindi sono identici, cambia solo l'etichetta e di conseguenza il prezzo. Ben vengano quindi le offerte sotto costo, a me non interessa quanto lo pagano loro ma quanto spendo io senza calcolare anche che i prodotti più blasonati vengono spesso scontati anche del 50% in prossimità della scadenza. Quando io o mia moglie entriamo in un supermercato non abbiamo la lista della spesa, è il negozio stesso che ci suggerisce cosa comprare offrendocelo ad un prezzo vantaggioso.
    P.S. Questa nostra condotta non è dettata dal nostro stato di necessità, ci siamo fatti furbi e mangiamo bene spendendo poco.
    P.S. del P.S. Ho smesso di lavorare.

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  4. quando c'è il sottocosto del the compro e bevo the, poi quando c'è il sottocosto del latte bevo latte etc ... ora sto bevendo succhi di frutta in sottocosto.

    lo stesso vale per il cibo, vestiti , elettronica etc

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    1. Il succo di frutta è composto per la maggior parte da zuccheri, come nella marmellata ...

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  5. Leggendo i due commenti precedenti mi chiedo: quando date i vostri soldi a qualcuno in cambio di un prodotto, considerate anche motivazioni etiche?

    Ad esempio: comprare i libri su Amazon per risparmiare un paio d'euro comporta mancati guadagni per la libreria di quartiere. Quando questa chiude e ci apre un negozio low cost oppure un altro supermercato il territorio si impoverisce, economicamente e culturalmente.
    Penso al centro di Torino, città in cui abito, popolato ormai quasi soltanto di carissimi supermercati pieni di plastica, grandi catene spesso non italiane e negozietti di birre.

    Sono l'unica che cerca di spendere il giusto, e non il meno possibile?
    Ricordiamoci sempre che il valore che diamo alle cose è "traviato" da decenni di pubblicità: come può un giornale costare 50 cent? Come può un bagnoschiuma con tanto di bottiglia ed etichetta costare 1€?

    Vivere al prezzo più basso fa male a noi, al Pianeta e a tutta la società... consumare meno, consumare meglio e autoprodurre è la soluzione!

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