Il Mese della Tristezza

il mese della tristezza
il mese della tristezza

È iniziato più o meno da una settimana il mese della tristezza. Dicembre è probabilmente il periodo dell’anno che meglio rappresenta (in senso negativo) la nostra società. Inizia subito dopo la pazzia del Black Friday e del Cyber Monday, due momenti in cui tutti intasano i negozi acquistando solo per il gusto di acquistare.

È l’espressione più raccapricciante del consumismo moderno: comprare solo perché costa meno, spinti dal bisogno di spendere per sentirsi almeno un po’ felici o timorosi di perdere chissà quale occasione.

Chi vende, chi confeziona le pubblicità e muove il mercato sa bene quanto siamo fragili e sa come fare leva sulla nostra debole psiche.


Il Mese della Tristezza


Bisogni e paure sono i tasti giusti da toccare per manovrare gli altri a piacimento, e lo sanno bene. 

Tra tutti i trucchetti il più rappresentativo della nostra stupidità è quello detto della “scarsità”: l’offerta è disponibile solo quel giorno e solo fino ad “esaurimento scorte”, così ecco che magicamente si formano le file fuori dai negozi. La scarsità, che barzelletta, nell'era del consumismo e dello spreco crediamo che abbiano scarsa disponibilità di televisori, o smartphone… siamo proprio facili da raggirare.

E così lentamente si avvicina il Natale, forse l’apice della degenerazione moderna. Ci devono essere i regali e un pranzo o una cena sovradimensionati, preferibilmente  con parenti di cui ci importa poco e non vediamo almeno dal Natale prima. In quel giorno ci scambiamo baci, abbracci e gran sorrisi. Tutto finto, naturalmente, perché se avessimo il coraggio di fare e dire la pura e semplice verità, l’atmosfera sarebbe ben diversa, e lo sappiamo. I più onesti spesso sono gli adolescenti, che detestano partecipare a questi eventi, e hanno ragione, c’è più ipocrisia concentrata in quelle sale da pranzo che nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica

Dover festeggiare, dover stare con i parenti, dover comprare i regali solitamente all'ultimo e assolutamente insignificanti… doveri anche quando invece si dovrebbe voler stare con chi amiamo. È il paradosso dei nostri tempi, siamo sempre così distanti dagli altri che diventano perfetti sconosciuti, con i quali non abbiamo nulla in comune. E al contempo così fortemente condizionati da quelle regole sociali, che chiamiamo romanticamente tradizioni, da esserne totalmente succubi. 

Ma questo non accade per colpa nostra, siamo diventati così per colpa della società in cui siamo costretti a vivere, un sistema dove tutto funziona solo se si coltiva l’individualismo, cioè l’opposto dell’amore.

Infine arriva il capodanno: beviamo e ci ingozziamo come maiali per festeggiare… ma esattamente cosa stiamo festeggiando? Un altro anno passato chiusi in un ufficio ogni santo giorno, oppure stiamo festeggiando l'ennesimo fallimento dei buoni propositi non mantenuti, dei sogni mai realizzati, della libertà sacrificata in nome di poco denaro? Per la maggior parte di noi, a ben vedere, non c’è niente festeggiare, dovremmo ritrovarci intorno ad un tavolo a piangere per un altro anno di vita buttato, rimproverarci per la nostra incapacità di reagire, di prendere in mano la vita e governarla.

Il mese di dicembre mette a nudo tutta la nostra debolezza. Non ce ne accorgiamo, ma in queste settimane dimostriamo chiaramente di non essere più padroni di noi stessi. Ormai la società ha preso il completo sopravvento, siamo burattini che si muovono tutti da una parte e poi tutti dall'altra in base a come tira il vento. Di fatto non sappiamo nemmeno perché lo facciamo, ma sarebbe già qualcosa se incominciassimo a chiedercelo.

6 commenti:

  1. Se le "persone" scegliessero davvero cosa fare e come comportarsi il tuo discorso sarebbe molto sensato. Ma se non potessero assolutamente scegliere alcunché come cambierebbe la tua prospettiva? Domandatelo sinceramente Francesco, senza aspettative. Un abbraccio

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  2. Bravo Francesco! La penso proprio come te ed apprezzo il tuo coraggio nell'esporti così pubblicamente a tutte quelle persone che proprio perché non se lo chiedono, continuano ad alimentare questo festival dell'ipocrisia e del consumismo chiamato Natale. Continua cosi, un abbraccio.

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  3. Ciao Francesco,

    Il Natale può rappresentare anche un’occasione per stare insieme alle persone che ami, dipende sempre da che famiglia ti ritrovi. Uso questo termine visto che non possiamo scegliere i parenti.
    Beh nel mio caso, vivendo all’estero per la maggior parte del tempo, il periodo delle feste diventa il momento della Reunion familiare, i nonni che rivedono la nipotina insieme ai figli, due dei quali vivono un po’ fuori mano ( 13 ore di aereo il sottoscritto e 3 ore mia sorella). Qualche anno fa abbiamo abolito i regali, solo qualche pensiero (utile) per i bimbi ma niente per gli adulti. Pranzo parco, senza strafare, perché condividiamo il tempo Con l’obiettivo di stare bene e non sprecare risorse. La piacevolezza del convivio senza etichetta e ipocrisia. Ognuno gode dell’altrui presenza senza aspettative.......questo è il Natale che amo.

    Auguri a te Francesco e a tutti i lettori del Blog!

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  4. Ogni frase di questo articolo è una lama tagliente che ci ferisce interiormente perché rispecchia fedelmente la nostra realtà.
    Avete presente la fiaba del "Il re è nudo" ? Noi siamo come i suoi sudditi che, per non essere giudicati male, "lodiamo" la magnificenza del tessuto che indossa il re.

    Siamo un branco di pecore tutte omologate a ripetere sempre le stesse azioni perché, come dice Francesco, sono le nostre tradizioni.
    Un perverso mix di ipocrisia, di individualismo, di voler far tacere quella parte di noi che è ben consapevole che è soltanto tutto una farsa, un inefficace tentativo di nascondere i nostri vuoti.

    E come non bastasse siamo pronti a giudicare e condannare con ogni mezzo chi si ribella a questo schema perché il "diverso" è una persona pericolosa, misantropa, depressa, incapace di gioire dei momenti di festa.

    Io invece sono ben orgoglioso di fare esattamente l'opposto: disertare i negozi durante le feste, astenermi ad ogni forma di abbuffata, rispettare e amare le persone tutto l'anno e non scimmiottare falsi abbracci a giorni prestabiliti.

    Concludo con una battuta per farvi sorridere: se a Natale qualcuno mi dice "Buon Natale", io rispondo "Buon Carnevale e buona Pasqua !" ... giusto per far capire che tutti i giorni dell'anno sono validi per essere "buoni".

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  5. A me piace comprare e ricevere i regali di natale, quello che non sopporto è sto black friday che ti vorrebbero far spendere i soldi prima della tredicesima perché fanno sconti imperdibili. E poi passate le feste fanno i Saldi di fine stagione (come se a gennaio l'inverno fosse finito). Insomma, ogni mese s'inventano un modo per farti spendere. Io compro quello che voglio e quando voglio. Più proposte mi sbattono in faccia e meno mi attirano.

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  6. Grazie anche a te, da un bel pezzo ho smesso di comprare solo per il gusto di comprare. Sono felice di poter dire che black friday e ciyber monday per me sono trascorsi come un normale venerdì e lunedi.
    Parenti, escludendo mia sorella e mia nipote non ne ho più. A natale siamo noi e alcuni nostri amici che abbiamo fortemente voluto con noi.
    I regali li abbiamo eliminati da un bel pezzo, fortunatamente.
    L'unica cosa che mi rimane - a me perlomeno - è il mangiare.
    Sono a dieta da due mesi e ho deciso che il 25 dicembre mangerò tutto quello che mi sono negata sino ad oggi, e su questo non si discute!!!!
    Buon Natale, ma in assoluto Buona Vita!
    Cristina

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