Arriva il Downsizing

Arriva il Downsizing
ecco il Downsizing

Cos'è il downsizing e cosa comporta l'arrivo di questo inatteso ospite nella nostra economia? Beh il downsizing è il risultato della doppia recessione che si sta verificando in Italia e che ci sta lentamente portando verso il baratro.

Sì perché la crisi non è finita, anzi, si sta inasprendo e non ci sono segnali positivi che fanno presagire ad un miglioramento. Perché siamo arrivati a questo punto e cosa accederà nei prossimi anni, lo vediamo in questo nuovo articolo.




Arriva il Downsizing


Ogni anno l'ISTAT pubblica il un Rapporto Molto Completo che non è un insieme di opinioni, ma di fatti basati esclusivamente sui numeri. E si tratta dei numeri più precisi e veritieri che abbiamo a disposizione. Leggere questo rapporto è essenziale per comprendere lo stato di salute dell'Italia e quindi capire come comportarsi. Basarsi invece sugli articoli di giornale, sulle parole degli economisti, degli opinionisti e dei politici, significa sbagliare, perché questi soggetti non raccontano la verità, ma solo quello che fa loro comodo. Questo accade perché i numeri possono essere manipolati attraverso il linguaggio verbale, cosa che invece non accade quando si ha a che fare con statistiche elaborate e presentate in una determinata maniera.

Facciamo un esempio: se dico che attraverso una serie di interviste svolte nell'ultimo anno il cinquanta per cento dei tedeschi sostiene che la carbonara si fa con la panna, nella nostra testa saremmo portati a pensare che mezza Germania ne sia convinta e che quindi non capiscano niente di cucina. Peccato che in questa affermazione io non abbia specificato il numero di soggetti intervistati cioè, potrei aver intervistato solo 10 persone che, di fatto, non rappresenterebbero il pensiero di tutti gli 82 milioni di tedeschi. I politici, ma anche la pubblicità (ad esempio quando dice che un prodotto è il 30% più efficace... efficace di cosa, e secondo quali studi?) giocano costantemente con giri di parole e informazioni non-date per far credere quello che vogliono.

Dunque, dicevamo, i dati ISTAT appena rilasciati sono precisi e si basano su campioni statistici rilevanti; questi numeri mostrano un quadro abbastanza critico della nostra bella Italia, ovvero una doppia recessione che ora andremo ad analizzare puntualmente:

  • Recessione demografica: si tratta di una tendenza già consolidata da anni che vede la popolazione diminuire costantemente. Semplicemente ci sono sempre meno donne che possono diventare mamme, le quali, al contempo, rimandano il progetto di genitorialità per via delle incertezze economiche. Se la popolazione scarseggia non ci può essere crescita e, anche se più di una volta l'abbiamo criticato, l'attuale sistema economico è basato esclusivamente sulla crescita, per cui eccoci in piena e inarrestabile crisi. Andando avanti di questo passo, e non vi sono motivi per pensare che la tendenza si inverta, la popolazione calerà di 2,2 milioni rispetto ad oggi.
  • Recessione economica: Il PIL (per quanto ne dicano i politici) continua ad essere vicino allo zero, anzi, si ipotizza un ritorno del segno meno per la fine dell'estate, e questo naturalmente significa aumento della disoccupazione e miseria diffusa. In questo scenario naturalmente, il debito pubblico non può che crescere e questo si traduce sempre ed inevitabilmente in più tasse da pagare per i poveri cittadini.

Ecco quindi quello che viene definito “downsizing”, ovvero un rimpicciolimento diffuso, sia dal punto di vista numerico che economico. In poche parole siamo sempre meno e sempre più poveri, un vortice, questo, che porta solo verso ulteriore miseria. Se fosse volontario, se avvenisse per scelta, lo chiameremmo “downshifting” (semplicità volontaria), ma a queste condizioni, con un modello economico ancora totalmente basato sulla crescita, questo cambiamento porterà solo problemi. 

Il rischio più grande riguarda l'impossibilità di avere sufficiente denaro per pagare le pensioni, oltre naturalmente all'inevitabile segno negativo davanti ai rendimenti di quelle integrative già sottoscritte da moltissimi italiani. Sì perché con meno giovani al lavoro, ma con la popolazione che vive decisamente più a lungo, chi pagherà le pensioni di questa enorme massa di anziani improduttivi?

15 commenti:

  1. Volevo fare una piccola considerazione riguardo la recessione demografica: Franceso dice che le donne "rimandano il progetto di genitorialità per via delle incertezze economiche".
    Secondo me è vero solo in parte, perchè a mio parere c'è un'altra motivazione. Mentre in un passato remoto fare figli significava aumentare gli aiuti per i lavori familiari e domestici, e in un passato recente era un obiettivo di vita da raggiungere in età giovanile (tra i 20 e i 30), adesso è fortemente spostato in età avanzata, e non solo per motivi economici, ma culturali.
    Adesso si pensa che sia più importante prima fare carriere, poi viaggiare per il mondo, e si allunga sempre più il momento in cui si decide di procreare.
    Conosco decine e decine di coppie, con un'ottima situazione economica, che rinviano a dopo i 35 (in alcuni casi anche dopo i 40) l'idea di diventare genitori, adducendo i motivi suddetti, viaggiare, fare carriere, paura di perdere la libertà, ecc.
    Secondo me è proprio un cambio culturale, avere uno o più figli tra i 20 e i 30 non è più considerata una cosa "giusta" da fare.
    Poi ovviamente ci sono tanti casi di difficoltà economiche, ma paradossalmente vedo più coppie he si arrangiano ad arrivare a fine mesem e che magari hanno figli, e coppie con due buoni stipendi che decidono di viaggiare, fare carriera, "godersi la vita" e rimandano a oltranza il progetto di mettere su famiglia.
    Secondo voi esiste questo cambio culturale o è solo un discorso che non si fanno più figli per via delle incertezze economiche?
    Mi piacerebbe avere un parere anche da Francesco

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    1. Condivido l'articolo e in pieno le tue parole. Oggi non si da più molto importanza di crearsi una famiglia propria e spesso l'orologio biologico decide che non è più il momento di procreare. Ma come detto prima, questo sembra non essere importante. È giusto seguire i propri desideri, sogni ecc., ma credo si stia andando in una direzione totalmente ridotta al nulla dove ciò che conta è apparire. Profondamente dispiaciuta perché noto come questo si ripercuote anche nei rapporti di amicizia, è difficile trovare al giorno d'oggi una persona sincera e leale di cui fidarsi.

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    2. Secondo me esiste sicuramente anche il cambio culturale, inoltre aggiungerei che esiste anche anche (e l' ISTAT lo dichiara) l' aumento della vita media sia maschile che femminile, quindi soprattutto le donne hanno meno problemi ad avere un figlio anche dopo i 40 anni.

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  2. Sarà che siamo più poveri ma io vedo sempre aumentare i Suv e Audi ...

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    1. Questo accade per il motivo scritto sopra ma più ricchi non lo siamo di sicuro. Si ostenta anche ciò che non si ha.

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    2. Presi a noleggio o in leasing...

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    3. Si con leasing con maxirata finale, se distruggi il mezzo sei rovinato! Oppure con finanziamenti interminabili. Dei genitori di alcuni compagni di mio figlio vengono con il SUV, hanno l'ultimo modello di iphone e poi fanno storie per pagare 10 Euro per un'attivita' culturale per i figli. Io mi tengo i miei risparmi e ne riparliamo fra qualche anno!

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  3. Articolo illuminante
    A mio avviso il minor gettito necessario per pagare le pensioni alla popolazione sempre più longeva deriverà da web tax ... soltanto tassando gli eccessivi profitti derivanti dal mondo on-line e dall'automazione si potrà redistribuire in parte la ricchezza per la sopravvivenza della specie umana... altrimenti saremmo spacciati...

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    1. Anch io credo avverra una situazione del genere, invece di "pagare gli stipendi" ai robot verranno distribuiti ai poveri cosi potranno sopravvibere...

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  4. Per me il pianeta ideale è composto da poche centinaia di milioni di abitanti ma più consapevoli e cooperanti per riportare un equilibrio, Malanga lo definisce entropia, nel pianeta stesso.
    Deve esserci decrescita in tutto ciò che riguarda gli umani, dal numero dei viventi al consumo delle risorse del pianeta, affinché la Natura e gli animali tornino a prendersi ciò che gli togliamo ogni giorno con la nostra presenza.

    Di mio sto facendo molto, dal non essermi riprodotta al cercare di condurre una vita quanto più a bassissimo spreco e consumo, ma non basta chiaramente, ripeto bisognerebbe che specialmente nei luoghi in via di sviluppo si fornissero i mezzi educativi e contraccettivi affinché smettano di riprodursi come conigli.

    La chiave è la decrescita della popolazione mondiale e conseguente ridistribuzione equa delle risorse alle persone.

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    1. Totalmente d'accordo...siamo in troppi e soprattutto con nessun rispetto per il nostro povero pianeta. Altro che lamentarsi della crescita zero!

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  5. Onestamente io credo invece che siamo in troppi; e se fossimo molti meno sarebbe molto meglio.
    Infatti i paesi con migliore qualita della vita sono paesi con bassa densita di popolazione; e i motivi sono molteplici ad esempio: piu facile gestione del territorio, maggior ricchezza reale pro capite, abitazioni piu spaziose, maggiori opportunita, minor concorrenza, piu facilita nello specializzarsi in un settore, burocrazia semplificata, etc etc
    "Nel largo si sta meglio"

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  6. Assolutamenre vero : siamo in troppi, anzi, in troppissimi.Speriamo in una nuova elite d'illuminati che decidano di manipolare e ridimensionare le nascite, altrimenti sara' un vero dramma.Ormai, l'essere umano, e' ben peggio dei topi, per via di riprodursi.Che schifo...

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    1. Avrei una risposta appropriata a questo commento ma lascio che si autodistrugga fa solo 😥

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    2. In realtá gia sta avvenendo: l omosessualitá é la soluzione piu ecosostenibile e naturale al sovrappopolamneto.

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