L'Arma dell'Indifferenza

arma indifferenza
Arma indifferenza

In più di un'occasione abbiamo parlato del Potere del Silenzio come metodo per evitare di cogliere le provocazioni e impedire agli altri di governare il nostro stato d'animo, ma il discorso non sarebbe completo se non parlassimo anche del potere dell'indifferenza. 

L'indifferenza è un'arma assolutamente devastante, che dobbiamo imparare ad utilizzare con consapevolezza e solo nelle situazioni corrette, altrimenti rischiamo di rovinare la nostra vita e quella degli altri. In verità, però, come vedremo, risulta assolutamente essenziale contro alcuni mali della società moderna.


L'Arma dell'Indifferenza


Ogni volta che trovo nuovi testi che riescono ad illuminarmi sull'importanza del linguaggio, imparo cose veramente straordinarie e comprendo come siamo tutti evidentemente disabituati ad utilizzare le potenzialità della comunicazione. Si tratta di diventare persone migliori attraverso nuovi livelli di consapevolezza, sopratutto nel rapporto con gli altri, evitando di ferirli con atteggiamenti che  sembrano innocui, ma che equivalgono ad una pugnalata in pieno petto. Al contempo è possibile dotarsi di un'arma contro chi invece ci vuole male e rischia di influenzarci in modo negativo. Dell'indifferenza, infatti, si parla sopratutto in senso negativo; viene considerata un male tremendo, talvolta meno auspicabile della morte stessa, ma non è sempre così.

Come spiegato, il primo aspetto da comprendere è che l'indifferenza fa veramente male: anche se molti non ne sono consapevoli, nella vita le persone altro non cercano che l'amore di chi gli sta accanto, siano questi parenti, compagni o amici. Quasi ogni nostra parola o azione quotidiana è volta ad attirare l'attenzione degli altri nel tentativo di essere ammirati, ma questo mostrarsi cela proprio il bisogno di essere amati. Se non riusciamo in questo intento siamo infelici, come quando veniamo ripresi sul lavoro, litighiamo o veniamo respinti in amore. Le sensazioni peggiori le proviamo, però, proprio quando non abbiamo alcun riscontro: se improvvisamente gli amici smettessero di cercarci e non ci invitassero più ad uscire senza un motivo preciso, beh, questa condizione sarebbe molto peggiore rispetto ad una rottura chiara, con cause precise. Ci ignorano, ovvero diventiamo oggetto di indifferenza, e noi finiamo per logorarci nel tentativo di comprenderne le cause.

L'assenza di informazioni non ci permette di mettere in capo contromisure, non sappiamo cosa fare, come comportarci e quanto sia grave e irrimediabile la situazione. L'indifferenza, in questo caso, è di gran lunga peggiore di un rifiuto netto e alla luce del sole.

Possiamo estendere facilmente questo esempio a numerose situazioni quotidiane, dal lavoro, all'amore, fino al rapporto con i figli o con i parenti. Facendolo comprendiamo che, se non vogliamo far soffrire gli altri, dobbiamo adottare l'atteggiamento contrario, comunicare e motivare sempre le nostre azioni.

Fin qui nulla di straordinariamente nuovo; quello che invece molti ignorano è che l'indifferenza è  l'atteggiamento più potente che possiamo mettere in campo nei confronti di chi ci vuole male. Una persone che vuole farci soffrire o intende metterci i bastoni tra le ruote, altro non desidera che una nostra reazione, perché il suo odio trova sfogo solo nella nostra sconfitta. Ogni nostra reazione è per lui linfa vitale, pertanto possiamo annientarlo solo attraverso l'indifferenza. Grazie a questo atteggiamento la sua rabbia si esaurisce in brevissimo tempo, e vinciamo la battaglia senza sforzi.

Questo ragionamento ci permette di valutare anche altre situazioni interessanti: nel mondo degli haters e del dissing, ad esempio, con il quale mi ritrovo a confrontarmi ogni giorno, sono costretto a relazionarmi con persone che provano piacere nel contrastarmi, nel vedermi arrabbiato o nel constatare che ho sbagliato. In situazioni come queste qualunque risposta o contromisura costituisce un feedback che restituiamo all'hater. Nessuna parola o atteggiamento può calmare l'odio che prova nei nostri confronti e per questo, dandogli corda, lo legittimiamo a continuare, perché l'unica cosa che desidera è la nostra attenzione. La totale indifferenza invece è la scelta migliore, lo disarma completamente e lo fa sentire insignificante. Di fatto, così facendo, l'hater sparisce in breve tempo.

La stessa pratica la dovremmo adottare nei confronti di quei media che utilizzano titoli provocatori e articoli volutamente ignoranti e offensivi. Loro hanno bisogno della nostra condivisione, del nostro click, del nostro citarli anche offendendoli, perché (buono o cattivo che sia) ogni click si trasforma in denaro. L'indifferenza, in questo caso, sarebbe un'arma capace di distruggerli. Se nessuno parlasse più di un giornale, di un blog, di un canale youtube, ma anche di un personaggio televisivo o un politico che suscita continue polemiche e rabbia negli interlocutori, beh questi verrebbero annullati in brevissimo tempo. Nell'era moderna l'indifferenza è l'arma più potente, nella vita reale e sui social. 

Purtroppo però le persone non sono in grado di ignorare, sono poco riflessive e troppo veniali, si scaldano facilmente e non riescono a tenere a bada la lingua (o le dita, dipende…). Creare consapevolezza sul potere dell'indifferenza è quindi estremamente importante per aiutare molti a vivere più serenamente. Se la pensate come me, se ritenete che l'indifferenza possa essere un'arma a fin di bene, gentilmente non siate indifferenti e condividete :)

8 commenti:

  1. Articolo stra fondamentale direi.
    Hai perfettamente ragione, l'indifferenza è un'arma che va usata con estrema cautela e consapevolezza in primis, altrimenti diventa arma letale di ricatto e distruzione di persone deboli e che non hanno risolto i loro problemi interiori.
    Va dosata insieme alla compassione in un equilibrio che va saputo mantenere ogni giorno.

    Personalmente sono passata dall'essere ipersensibile all'essere totalmente indifferente ed impermeabile a false lusinghe (pubblicita' in primis), critiche distruttive ed insulti di chi non ha argomenti, nel web e nella vita fuori.
    E sono totalmente indifferente ad argomenti che non mi permettono di evolvere. Li studio per un po' e se vedo che non portano a nulla li mollo al loro destino, perché il mio tempo e le mie energie sono preziosissimi e li uso solo per cose e persone a cui tengo davvero, i vicoli ciechi li lascio a chi ne ha bisogno.

    Anna

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  2. Ah, confesso di non riuscire a restare indifferente ma mi faccio delle sonore risate quando mi capita di sentire o leggere cagate pseudo scientifiche a giustificazione dell'obbligatorieta' dei vaccini, viaggi spaziali, e il debito pubblico, la peggior cagata di tutte 😊

    Anna

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    1. È più forte di te, non sai proprio resistere ehh...

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    2. Anna, ancora una volta la penso come te al 101%

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    3. Cosa ti hanno fatto i viaggi spaziali? Hai paura degli alieni?

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  3. Giusto, ma anche quest'atteggiamento richiede esercizio e autodisciplina.
    Ci ho fatto caso:quando mi capita una persona che mi offende o provoca, il mio primo istinto è di rispondere a tono. Se mi controllo subito, questo sforzo è il primo e l'ultimo, e non rischio di "sclerare". Se invece cedo, dopo sono come un fiume in piena, e comunque sto male, perché non mi piacciono i conflitti e le tensioni.Può succedere che mi viene mal di stomaco. e penso all'episodio per giorni.

    Questo autocontrollo l'ho sviluppato negli anni passati, un po' per il mio carattere e un po' perché lavoravo in un bar: di cafoni e ignoranti ne passavano molti, ma non potevo di certo essere sgradevole nel relazionarmi con loro ( anche se c'è certa gente che avrei preso a schiaffi volentieri). Avrei voluto appuntarmi certe frasi o certi comportamenti di alcuni clienti e farne un libro! Sarebbe diventato un best seller, come quello di una cassiera francese di qualche anno fa.
    Maria Luisa

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  4. Articolo preciso,immaginavo che utilizzassi questa tecnica,soprattutto in questo momento dove un altro youtuber continua a provocare in un modo neanche poco velato

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  5. Come sempre una bellissima analisi, su un atteggiamento tipico del nostro tempo...

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