Perché Vogliono Imporci il Denaro Virtuale

denaro virtuale
denaro virtuale

L'Italia detiene alcuni primati piuttosto tristi. Il primo è certamente quello dell'evasione fiscale (100 miliardi di euro l'anno) che va di pari passo con la corruzione e questo dipende principalmente dal largo uso del contante.

Il contante non è tracciato e quindi una marea di piccoli lavoratori indipendenti si fanno pagare (totalmente o parzialmente) in nero, versando meno tasse del dovuto. Naturalmente ci sono anche i grandi evasori, ma comunque ognuno, in questo gioco, ha il suo ruolo, sia esso protagonista o comparsa.

Cosa accadrebbe se il denaro "virtuale" sostituisse tutto il denaro contante, e chi si arricchirebbe?




Perché Vogliono Imporci il Denaro Virtuale


Non ci importa ora discutere sul perché questo accada o sul fatto che molti sostengono come l'evasione sia la naturale conseguenza di tasse esageratamente elevate, ci interessa comprendere un'altra questione. Spesso s'inneggia all'abolizione del contante o all'abbassamento del tetto di utilizzo di questo, come contromisura all'evasione e corruzione; d'altronde con il totale uso della moneta virtuale ogni transazione verrebbe tracciata e quindi non si potrebbero più fare tanti scherzetti. Ma siamo veramente certi che sia tutto così banale?

Un aspetto che non molti tengono in considerazione è che attualmente, sull'utilizzo del denaro contante non ci sono (quasi mai) commissioni. Pago 10 euro un pranzo al bar e 10 euro arrivano immediatamente nelle mani del titolare. Ma se pagassi con carta di credito, beh di quei 10 euro all'esercente ne resterebbero meno, diciamo 9 per semplificare, perchè 1 euro se ne va in commissioni. I POS (obbligatori per legge) infatti, oltre ad avere un costo d'affitto mensile (anche se non tutti) Trattengono una Percentuale su ogni Commissione che Va dall'1% al 3%. Se poi consideriamo che quei 9€ il commerciante li userà per acquistare altra merce o fruire di qualche altro servizio e, usando la carta di credito, dell'ammontare subirebbe un ulteriore accertamento per via delle commissioni, capiamo che in questo modo si verificherebbe un continua perdita di denaro. I soldi, infatti, continuano a circolare, ma mentre il passamano di contante non subisce trattenute, se utilizzassimo tutti la carta di credito, su ogni singolo movimento si applicherebbe un prelievo.

Dove vanno a finire questi soldi? Beh, manca a dirlo sono commissioni che si intasca la banca, che nel passaggio all'uso del denaro digitale è quella che ci guadagna di più. Soldi nostri che, per il solo fatto di essere utilizzati, finiscono un po' alla volta nelle loro tasche.

A questa affermazione si contrappongono svariate questioni, come ad esempio il fatto che oggi, su alcuni servizi si verifica il contrario: se ad esempio ti rechi in banca a pagare le bollette in contanti, paghi commissioni che non avresti se impostassi un accredito automatico. Questo è vero, ma un conto è pagare per specifici servizi, un conto è avere un continuo prelievo forzoso su singolo pagamento, dalla spesa alimentare al caffè al bar.

La banca spiega che l'utilizzo del contante ha costi legati alla sicurezza, perché il denaro fisico va mantenuto nelle casseforti o nei cavò e va trasportato con i mezzi blindati. Tralasciando che in verità il denaro fisico non è mai presente in banca, ma viene “digitalizzato” all'atto del versamento, la banca omette di spiegare che anche la difesa del denaro virtuale ha dei costi: vengono infatti pagate apposite società per garantire la sicurezza informatica dei sistemi e (questo ve lo garantisco personalmente perché ci ho lavorato), certo non si fanno pagare poco.

Altri sostengono che se il furto di contanti e l'evasione non fossero più un problema, le forze di polizia sarebbero meno impegnate su questo fronte e potrebbero dedicarsi ad altre questioni. E' giusto, ma va anche considerato che i furti più importanti non riguardano gli scippi, ma raggiri che operano sul filo della legalità e si concretizzano in versamenti di denaro eseguiti alla luce del sole. La stessa grande evasione continuerebbe ad esistere anche con l'utilizzo del denaro virtuale: i grandi evasori spostano capitali con semplicissime transazioni grazie ad un noto sistema di scatole cinesi e false società, verso paradisi fiscali che non hanno trasparenza nei dati e che quindi non fornisco, al fisco italiano, informazioni sulla destinazione e l'uso del denaro. Sfatiamo il mito delle borse di soldi portate fisicamente all'estero, oggi ci sono metodi informatici molto più sofisticati e "sicuri".

Non parliamo poi di grandi colossi che hanno sedi legali in luoghi dove la tassazione è a loro vantaggiosa, ma operano comunque nel nostro paese, evadendo. Quel tipo di ladrocinio non dipende dall'uso o meno del contante e quindi non sparirebbe.



Ma anche se la gestione del contante, a conti fatti, risultasse meno conveniente dell'uso di denaro virtuale, c'è un aspetto più importante di  ogni altro: le spese per creare e mantenere le banconote sono costi vivi, necessarie alla gestione del denaro e proporzionali alla quantità di denaro in circolazione. Se si passasse al solo pagamento con carta di credito, invece, saremmo tutti in balia di una percentuale di “prelievo” su ogni transazione che potrebbe essere alzata e abbassata a piacimento dalla banche. Questo significherebbe  dare alle banche un potere enorme, di fatto potrebbero imporre ai cittadini una patrimoniale indiretta senza che nessuno possa fare nulla, oppure potrebbero salvarsi da imminenti fallimenti cambiando qualche punto percentuale dalla sera alla mattina. Ogni banca oggi, sulle transazioni, applica le percentuali che meglio crede, e le può modificare senza che nessuno glielo impedisca.

Dunque, ben venga l'utilizzo del denaro virtuale come modo per rendere più trasparenti le attività illecite, ma a fronte di una regolamentazione ferrea che impedisca alla banche di arricchirsi a scapito dell'intera popolazione, altrimenti si andrebbe verso un peggioramento delle condizioni della povera gente e un arricchimento continuo e inarrestabile dei soliti soggetti.

15 commenti:

  1. Ho lavorato a lungo nel settore bancario proprio ai sistemi di pagamento ed ho potuto verificare personalmente quanti dati vengono raccolti sui nostri acquisti, come viene creato un nostri profilo. Infatti, non posiedo più la carta di credito e non uso il bancomat per i pagamenti, pago soltanto ed esclusivamente in contanti.

    RispondiElimina
  2. Quando e' possibile preferisco sempre i contanti, per i motivi che hai descritto e perche' non mi piace essere "spiata". E per quest'ultimo motivo rifiuto qualsiasi tessera fedelta', anche a costo di rinunciare alle offerte.
    Irene

    RispondiElimina
  3. Io pago quasi tutto con bancomat e carta di credito. Tra gli svantaggi del passaggio alla moneta virtuale anche un prevedibile crollo dei consumi: chi ha evaso per anni e ha tanto contante che spende regolarmente si troverebbe a non spendere o comunque a farlo molto meno, cercando soluzioni estere.

    RispondiElimina
  4. Essendo povera, per essere più conscia delle mie entrate e uscite pago sempre in contanti.

    RispondiElimina
  5. Siamo passati dall'antica nota di banco alla banconota (pagabile al portatore) e scambiabile con oro all'odierna banconota che è proprietà della BCE, perciò non più nostra... Affrontando questo argomento che mi trova contrario all'abolizione del contante con un più vasto sguardo si può notare un'irreversibile privatizzazione della moneta nella direzione del suo controllo assoluto.
    Quando il denaro contante verrà abolito saremo completamente in balia di un sistema che potrà in futuro cancellare il cittadino scomodo (per qualsiasi ragione...), in fondo già l'identità è elettronica (patente e carta d'identità), quando gradualmente anche tutto il resto lo sarà e siamo già a buon punto, quando cioè tutto ciò che l'individuo è per la società, sarà virtuale a quel punto il controllo potrà essere totale.
    Vi chiedo, secondo voi, se l'ho pensato io, i corrotti e mai sazi padroni del vapore non ci avranno pensato a tutto ciò? ...ovvero, tutto questo "work in progress" riguardante la completa digitalizzazione della nostra vita è casuale o c'è un'agenda ben precisa?

    RispondiElimina
  6. Analisi molto interessante... Vediamo come si muoveranno le cose

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per questo bisogna usare Bitcoin

      Elimina
  7. L'articolo non tiene pero' conto di quello che potrebbero diventare in futuro la tecnologia blockchain e le criptovalute.
    Transazioni velocissime, a costi ridicoli rispetto ai meccanismi bancari e senza limitazioni di festivi, notturni ecc ecc.
    senza contare che sulla blockchain risulta tutto registrato al centesimo e saremmo noi i proprietari unici del nostro denaro.

    Oggi e' utopia ma domani, chissa' ;)

    RispondiElimina
  8. >senza contare che sulla blockchain risulta tutto registrato al centesimo

    Vedo che lei ha capito tutto... non si preoccupi, la sua "idilliaca" utopia diventerà ben presto una "distopica realtà".

    RispondiElimina
  9. Eh, analisi interessante, ma che non tiene conto di un aspetto importante a favore del contante.
    Gli interessi negativi.
    Diversamente dalle commissioni sui pagamenti, gli interessi negativi agiscono anche quando i sokdi non vengono usati.
    Finira gli interessi sono sempre stati positivi per la impossibilità di fare interessi negativi con il contante.
    Già adesso ci sono interessi negativi su una fetta enorme di investimenti obbligazionari.Diciamo che gli interessi negativi non vanno mai oltre -0,5%.
    Ma se tutto diventa digitale, sarebbe possibile applicarli con piu forza.
    Soprattutto in caso di recessione.
    Diventerebbe una spinta fortissima verso l'uso dei soldi, piuttosto della loro immobilizzazione.
    Verrebbe applicata per dare impulso ad una economia stagnante.
    Bene o male?
    Sicuramente non fa bene alla economia l'immobilizzo dei capitali.
    I soldi sono nati per lo scambio, non per l'accumolo.

    RispondiElimina
  10. Ciao Francesco,
    leggo sempre con grande entusiasmo e condivisone molti dei tuoi articoli, spesso un mio commento non aggiungerebbe nulla di quanto hai detto, questa volta vorrei però arricchire con alcune considerazione l'articolo in quanto credo che vada rafforzata la tua ultima frase dove giustamente concordi con il denaro virtuale,
    d'altronde a questo servono i blog per confrontarsi ed a volte approfondire i concetti.

    Chi ci guadagna: le banche !??!
    A primo vista parrebbe vero che il denaro elettronico porterebbe un guadagno superiore alle banche ed ai sistemi di sicurezza atti a salvaguardare i consumatori su eventuali frodi.
    Ma va detto che un eventuale passaggio al SOLO denaro virtuale dovrebbe essere una decisione politica e strutturale per cui potrebbe essere facilmente imposto anche un tetto massimo sulle commissioni che verosimilmente potrebbe attestarsi sullo 0,1% ed anche meno.
    Sempre per informazione sul circuito pagobancomat oggi le banche (tutte) hanno commissioni molto più basse di quelle indicate nell'articolo circa lo 0,4%.
    Diversa commissione c'è invece per le carte di credito (1/2%) che però non sono solo denaro virtuale ma anche un prestito a rischio banca.

    Ora se pensiamo al rischio dell'utilizzo del denaro contante, soprattutto per i negozianti, credo che converrebbe a loro stessi accollarsi una piccola commissione perche eviterebbero:
    - costi salati per il ritiro di contante
    - azzerati i rischi rapine
    - azzerati i furti da parte di dipendenti infedeli
    - assicurazioni ridotte vista la mancanza di contante

    Si annullerebbero anche i costi per lo stato per la stampa della valuta e la ricerca continua per produrre banconote non falsificabili, costi che eventualmente potrebbero anche parzialmente coprire le eventuali commissioni del denaro virtuale.

    In ultimo ma non per importanza l'utilizzo del denaro virtuale porterebbe a tracciare tutti i movimenti per cui sarebbe possibile, con poco sforzo informatico, sapere il transato/fatturato di qualsiasi azienda, ergo molto difficile fare del nero.

    E vero che le multinazionali evadono in modo diverso, cioè con triangolazioni strane anche se tracciate, ma anche qui è semplicemente una volontà non volerle sanzionare da parte dello stato.
    Come l'assurdità di far pagare le tasse ai colossi in lussemburgo invece che nei paesi dove operano (vedi amazon, apple, ecc..).

    In sintesi l'utilizzo del denaro virtuale porterebbe solo benefici con le giuste imposizioni strutturali.

    Se poi "mi spiano" dove spendo a me non importa... non ho nulla da nascondere... anzi mi rassicurerebbe che tutti gli acquisti fossero tracciati e protetti.

    Continua così... filoso dei nostri tempi... ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Voglio essere libero di spendere 100 euro per passare un'ors con una escort, voglio essere libero di fumare quancosa di buono, voglio essere libero di spendere i miei soldi senza che nessuno lo sappia, ....
      Voglio la libertà di usare il contante

      Elimina
  11. Se è vero che le banche tendono a farsi pagare in modo spesso esagerato per un servizio, il che potrebbe anche essere giusto, è anche vero che non fanno capire al cliente cosa spende. Il bitcoin di cui si parlava qualche commento fa, effettivamente, riduce i costi delle transazioni, ma è ancora tropp complicato da usare per la gente comune, purtroppo.

    Del resto credo che la tecnologia, se usata bene, possa e debba fare il suo corso, ovviamente pero' senza alienare nessuno e senza obblighi o imposizioni a nessuno di noi. Grazie dello spazio concesso e di questo interessante articolo :-)

    RispondiElimina

Sono molto felice che tu abbia deciso di lasciare un commento, la tua opinione è molto interessante per me, tuttavia prima di commentare tieni presente le seguenti informazioni:

1. Prima di fare una domanda usa il form di ricerca in alto a destra e leggi la sezione Contatti, dove ci sono le risposte alle domande più frequenti.
2. Vengono accettati solo commenti utili, interessanti e ricchi di contenuto.
3. Non linkare il tuo sito o servizio per farti pubblicità, non servirebbe, i link sono tutti no_follow e comunque il commento non verrebbe pubblicato.
3. Se il commento è offensivo (anche in modo sottile e indiretto) non verrà pubblicato.