Il Marketing è Qualcosa di Aberrante

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Se c’è un aspetto davvero curioso che riguarda la nostra società è come determinate "attività" siano accettate da tutti in modo così scontato e naturale, che a nessuno passa per la testa di metterle in discussione. 

Riflettendo però scopriamo che, in verità, si tratta di aberranti manifestazioni di meschinità e bramosia, delle quale dovremmo vergognarci. Al contrario, ne andiamo fieri e riteniamo addirittura che siano un ottimo e onesto modo per guadagnarci da vivere. L’essere umano, o meglio, la sua integrità morale, si misura però soprattutto in questo.


Il Marketing è Qualcosa di Aberrante

La definizione base di marketing è stata per la prima volta data dall'economista italiano Giancarlo Pallavicini, che nel 1959 disse: “È l'arte di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato, realizzando un profitto”. Sono passati quasi sessant'anni e le cose sono leggermente cambiate, tanto che se dovessi dare una definizione di marketing, oggi propenderei per utilizzare una sola, unica, parola: “inganno”.

Immaginate un’azienda qualunque e, in questa, in gruppo di persone riunite intorno ad un tavolo che discutono del lancio di un nuovo prodotto. Qualunque cosa dicano, qualunque sia l’azienda e ovunque questa si trovi, quelle persone hanno in testa un solo e unico obiettivo: fare soldi. Certo, di fronte agli altri si riempiranno la bocca di parole come “etica”, “sostenibilità”, “utilità”, qualcuno interverrà anche qui, nei commenti affermando che la sua azienda si basa su valori diversi, ma provate per un solo istante a dire a quelle persone, dirigenti compresi, che il prodotto non venderà o che quel mese non avranno lo stipendio… quanti porterebbero avanti tali nobilissimi intenti?

Non che questo sia sbagliato, si lavora per denaro, ovviamente, ma non dobbiamo mai dimenticarci che nel mondo tutto è business, tutto è profitto e tutto quello che vediamo e sentiamo ha solamente quello scopo.

Nell'immaginario comune si ritiene che quelle persone siano sedute intorno a quel tavolo per elaborare un piano di marketing, un’attività ritenuta “normale”, che serve a far conoscere al pubblico il prodotto e quindi pagare a tutti gli stipendi. Questa è la menzogna che ci raccontiamo, “far conoscere il prodotto alle persone” è ciò che si fa quando si vende qualcosa di indispensabile, come il pane, non quando il prodotto è totalmente inutile. Quando si vende l’inutile non si fa altro che cercare un modo per “rifilarlo" alla gente, cioè trovare il metodo giusto per far credere che sia indispensabile, anche se è spazzatura.

In situazioni come questa (che sono la realtà quotidiana per la stragrande maggioranza delle aziende) fare marketing significa trovare il miglior modo di ingannare il più grande numero di persone possibile, affinché queste sentano il falso bisogno di acquistare. “Inganno” non è un termine esagerato, è perfetto. Il marketing infatti ha il preciso scopo di far leva sulle debolezze, sulle aspettative e sui sogni della gente, di costruire una storia che ci faccia sentire degli eroi, dei protagonisti speciali e importanti. Di emozionare, colpire, impaurire, far parlare di se. Di analizzare le persone, suddividerle in target d’utenza, catalogarle per classe sociale, cultura, ideologie e credenze, in modo da poterle colpire più efficacemente.

Ed è da questa analisi che poi inventano strategia di marketing come queste:













Guarda questo articolo di BoredPanda per altre foto

Sei costretto a fare così quando quello che vendi, altrimenti, sarebbe ignorato, quindi devi confondere, camuffare. Una delle definizioni di inganno, da vocabolario è: “Rendere accettabile, con qualche artificio, cosa altrimenti molesta”, e cosa c’è di più molesto di qualcuno che ci vuole vendere a tutti i costi qualcosa che non ci interessa? Ecco quindi la necessità dell’artificio, di manipolare, far apparire diverso, accettabile, desiderabile, nascondere la volontà di avere i nostri soldi, farla passare in secondo piano. Lo si fa con trucchetti psicologici che facciano dimenticare il vero scopo di chi vende, in modo che le persone non si sentano infastidite, anzi, finiscano per desiderare ciò che prima nemmeno sapevano esistesse, figuriamoci servisse.

Questo è il marketing, che riteniamo normale, ma che in verità è orribile e vergognoso. Nella vita possiamo scegliere se appartenere a questo gruppo di persone, coloro che studiano sempre nuovi modi per fregare l’altro, oppure se andare totalmente nella direzione opposta. Nessuno ci obbliga ad una o l’altra scelta, sta tutto nella nostra coscienza, e nella nostra onestà. Alla fine si tratta solo di decidere che tipo di persone essere.

22 commenti:

  1. Spesso guardo la pubblicità che mi circonda, ad esempio aspettando la metropolitana, e penso dentro di me: tanto non me lo compro! Mi da la stessa soddisfazione che provo girando per un centro commerciale senza essere indotto a comperare qualcosa!

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  2. Parole da incorniciare. Io ho addirittura un genitore che ha "lavorato" in questo "campo" nel settore farmaceutico. La sua esistenza è stata caratterizzata (e lo è tuttora) da comportamenti " standardizzati" privi di un qualsivoglia senso critico praticamente in ogni ambito della vita. Una mente completamente programmata e irrecuperabile... Che tristezza....

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  3. I trucchetti del cosiddetto marketing ne rivelano la natura illusoria e fraudolenta. prima di qualunque acquisto bisognerebbe chiedersi: mi serve davvero? Resta il fatto che nell'occidente "evoluto" tante persone credono e investono sul fregare il prossimo, nella stolida illusione che a loro non tocchera' lo stesso destino.
    Il punto e' che se in una societa' si premia l'inganno sistematico a scapito dell'onesta', se il cavillo legale vince sulla giustizia e la falsita' sulla verita', allora il conto alla rovescia e' gia cominciato.

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    1. Anche nell'Oriente "meno evoluto" la gente frega il prossimo. Non è un problema di nazionalità.

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    2. Su questo ti dò ragione.
      Non è un problema di nazionalità.
      Io per anni ho "tifato" per gli abitanti dei paesi del terzo mondo, salvo poi sbatterci i denti personalmente.

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  4. La vera definizione di "Marketing" come quella di "azienda" sono ormai state dimenticate. Ad esempio l'azienda è "un’organizzazione di persone e beni economici che mira al soddisfacimento dei bisogni umani". Vi sembra che le aziende di oggi siano così? Il problema non è la professione quanto il suo svuotamento nel significato.

    Chi decide poi cosa è utile o inutile? Una caramella può farti venire la carie o regalare un sorriso ad un bambino: è inutile o utile?

    La via di semplicità che abbiamo intrapreso non può essere estrema nella sua forma. L'essere umano desidera, è nella sua natura. Distruggere totalmente il desiderio è sbagliato come assecondarlo.

    Per finire, le immagini mostrate non sono marketing, sono truffe. Basta denunciarle. Inoltre hanno vita breve perchè le persone non hanno mica l'anello al naso: comprano una volta e poi basta, e quell'azienda fallisce.

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    1. In effetti nessuno può decidere a priori cosa è utile o inutile. Chi lo fa diventa estremista; qualcuno, cioè, che non rispetta il pensiero altrui. Il marketing, poi, non è necessariamente un termine negativo, anzi. Il semplice fatto di vendere libri implica, alla base, un'opera di marketing.

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  5. E' giusto così!
    Ovviamente è una provocazione, vado a spiegarmi brevemente.
    La fregatura è basata sul fatto che la gente è disattenta e disinformata e manca di consapevolezza nei confronti di se stessa e di come funzionano le cose, ahimè.
    Se non si vuole essere fregati è ora di comprendere come funziona il mondo che gli essere umani hanno creato (o han lasciato creare..) per poter scegliere consapevolmente. Anche quando si fa la spesa!
    Se si viene fregati la responsabilità è comunque nostra e poche sono le risposte: mancanza di consapevolezza nei confronti delle proprie emozioni, bisogni e possibilità economiche, nonchè mancanza di conoscenza.
    Trovo non si possa dire a qualcun altro come dovrebbe fare il proprio lavoro perchè siamo tutti diversi e tutti con bisogni diversi. Se tutti fossimo consapeboli di noi stessi nessuno potrebbe essere fregato, ne al supermercato ne alle elezioni.
    Le persone si sono sempre affidate credendo nella buona fede del prossimo e questo è meraviglioso come concetto, sono il primo che prova ad attuarlo. E' anche vero che QUALUNQUE essere umano può sbagliare, in buona o cattiva fede quindi la responsabilità resta dell'essere umano che prende la decisione per se stesso e talvolta anche per i figli o altri in generale e, il resto, sono pareri.
    Questo processo di "fregature" è essenziale per rendere ogni essere umano responsabile di se stesso e permettergli di crearsi la realtà che vuole.
    Ahimè si arriva da una società dove ci si fidava ciecamente di politici e chiesa ma ora, con il dovuto tempo, le cose stanno cambiando e le bufale venendo a galla. Chi viene fregato è perchè fa le cose ad "occhi chiusi" (si, mi son fatto fregare anche io nella vita ovviamente, capita ma l'esperienza e lo studio/conoscenza ovviano alle fregature future).
    Ogni cosa ha il proprio tempo di realizzazione ed ogni essere umano può accellerare questo tempo dando il suo contributo quindi il motto è:
    STUDIATE, LEGGETE, FATE ESPERIENZA E SIATE CURIOSI DI COME FUNZIONANO LE COSE. Quando sapete come funziona qualcosa allora sarete immuni da fregature perchè potrete valutare coscientemente, non addossate la colpa a gli alrti che "vi fregano". Se uno vuole agire così è libero di farlo, sei tu responsabile di te stesso, non gli altri per te. E proprio grazie a questo processo di crescita della consapevolezza, arriveremo a fidarci l'uno del l'altro, esprimendo noi stessi consapevolemente.

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  6. Ciao Francesco, nella nostra cultura, l'arte dell'inganno è considerata malvagia.

    Tutta la pubblicità e le vendite hanno qualche elemento di inganno.

    Il Controllo psicologico e
    la manipolazione sono elementi essenziali.

    Il male NON esiste nell'inganno stesso, ma piuttosto attraverso l'utente e gli usi.

    Per esempio:

    1) "Quante persone che cercano lavorano, INVENTANO ESPERIENZE sul curriculum, pur di farsi assumere?"

    E questo NON è inganno? Dato che si spacciano per quello che non sono?

    2) "Quante volte c'è la barista con le tette di fuori, che attira la sua attenzione più sul suo seno, che non sul cocktail che prepara?"

    E questo NON è inganno? :)

    Tutti inganno. Ma come mai se lo fa un venditore, o un'azienda pensi subito il male possibile?

    Allora dovresti voler male anche a coloro che inventano balle sul curriculum (per dire).

    Poi Tu stesso, mica vendi un libro?

    Per dire sostanzialmente cose che si trovano GRATIS su internet? :)

    Certo, il tuo obiettivo NON è fare profitti elevati.

    Ma questo NON significa che non stai comunque "indottrinando/modificando" il comportamento delle persone tramite:

    ➡ Articoli del blog
    ➡ Video

    affinché comprino il tuo libro. Perché tu pensi che se io (esempio) chiedo 10000€ per un libro, la persona diventa povera.

    No NON è che le persone diventano povere. Semplicemente son persone con 10000€ in meno.

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    1. La differenza la fa solo il fine: qual'è lo scopo? Fare soldi o aiutare le persone. Se è aiutare le persone allora ben vengano le tecniche persuasive, che servono per arrivare lì dove, in altri modi, non si arriverebbe o si arriverebbe con molta più fatica.

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    2. Fintanto che le cose le vendi anche tu lo fai per soldi. Non solo, ovviamente, ma non puoi negare che la parte economica, per te, così come per ogni altra persona, abbia un valore importante.

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    3. Ma sono daccordo :). Dico solo che TUTTI manipolano e ingannano (tu compreso). Anche chi deve "rimorchiare" una ragazza, i primi appuntamenti (se ci fai caso) sono tutti improfumati, vestiti a modo ecc..

      Poi quando iniziano a convivere TORNANO ad essere
      i soliti "scemi" di prima senza trucco ecc..

      Perchè? Perchè tendono a spacciarsi per quello che non sono. Altrimenti nessuno se li cagherebbe.

      Le persone VOGLIONO "essere" manipolate. Altrimenti NON comprerebbero. Il "marketing" ha più a che fare con il "modificare" il comportamento delle persone affinchè acquistino qualcosa che li rende felici (momentaneamente).

      Si perchè devi sapere una cosa. Le persone spesso, acquistano cose che non possono permettersi, per avere un comportamento che NON hanno. Ma è semplicemente un problema di AUTOSTIMA. Le persone sono "insicure", "infelici" ecc..

      E chi si occupa di packaging,marketing, posizionamento, brand ecc.. QUESTE COSE LE SA. Comprando quelle robe acquisiscono una SICUREZZA nel comportamento che prima non avevano. Ma è un problema di ATTEGGIAMENTO, non di oggetti che uno possa avere o meno.

      Alla fine è un po' come uno spettacolo.

      Noi (compreso te ed altri) siamo degli attori. Le persone sono il pubblico pagante che assistono allo spettacolo. Una volta finito si torna alla vita di prima.

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  7. Francesco, ti stimo davvero un sacco. Hai messo in pratica molte idee che erano per me piacevoli fantasie. Sei un esempio per molti di noi.

    Per quanto riguarda l'articolo devo ammettere di essere stato molte volte "vittima" del marketing, però davvero non so che posizione prendere. Io credo infatti che in qualsiasi campo si è soggetti all'influenza di diversi fattori. Pertanto il marketing da un lato è uno strumento che permette da una parte di ottimizzare i processi di vendita, facendo diventare consapevoli delle dinamiche che altrimenti si farebbero comunque ma in maniera inconsapevole, dall'altro di dare valore al cliente cheche ne ha bisogno che altrimenti rimarrebbe ignaro e di scartare i clienti che non ne hanno bisogno. Siamo manipolati e manipoliamo ogni giorno (uso il termine in un'accezione positiva in quanto processo facente parte di ogni sistema vivente). Il discorso più sottile secondo me è invece riguardo l'etica ed il plusvalore associato al prodotto. Senza l'arte di saper parlare ed i mezzi io forse non ti avrei mai conosciuto e non mi avresti potuto ispirare come stai facendo ora

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  8. Ciao Francesco, scrivo per la prima volta, ti seguo frequentemente e sono spesso in sintonia con le tue idee. Quindi ho molta stima di te , voglio contribuire al post indicando questo link https://www.corriere.it/19_marzo_14/intervista-berrino-segreto-felicita-leggerezza-556d882e-4682-11e9-a4ff-e29a115180ab.shtml Claudio da Roma

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  9. Abbiamo voluto il neoliberismo economico, questo è il risultato.
    Ormai è una guerra per l'unica cosa che interessa alla gente: il profitto.
    Personalmente sono come Fred e l'ho detto più volte.
    Sono impermeabile a ogni singolo tentativo di farmi sborsare soldi per qualunque prodotto e iniziativa finta umanitaria che per me sono prese in giro e soprattutto non ho bisogno di lavarmi la coscienza illudendomi di star aiutando qualcuno secondo gli standard di gente lobotomizzata dalla TV.
    E devo dire che se anche da piccola avessi voluto farmi prendere in giro dalla pubblicità desiderando qualcosa non avrei potuto, avendo dei genitori che non essendo ricchi non compravano assolutamente niente di inutile e dal prezzo a loro (giusto) parere fasullo e ingiustificato. Questo mi ha aiutato a sviluppare una mia coscienza critica al sistema fin dalla più tenera età e a non lasciarmi tentare da alcuna illusione su vestiti, oggetti o cibi di marca che ho poi scoperto fare schifo ed essere molto spesso di pessima qualità.
    La libertà VERA è liberarsi da tutto, desideri effimeri inclusi.

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    1. Insomma, fare come Francesco, da qualcuno definito santo. A me un minimo di "materia" non dispiace, purché sia io a scegliere cosa, quando, quanto e perché.

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    2. Di San Francesco ce ne sono già due, credo bastino e avanzino �� la materia non deve dispiacere infatti, siamo a questo mondo per farne esperienza, è la consapevolezza il segreto, sempre. Senza quella ogni singola esperienza in questa vita è inutile e senza senso.

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    3. Anna,
      siamo in sintonia, ma concedimi due cose effimere al giorno: un bicchiere di vino ed un sigaro!
      Concordo con te su tutto, specialmente sulla TV, a casa mia l'ho eliminata da diversi anni...
      Ciao

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  10. In effetti è proprio vero...

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