Scappare dalla Città e Aprire un B&B

Garaventa
Garaventa
Oggi inauguriamo una sorta di nuova rubrica sul blog, dove diamo spazio a storie di persone che hanno cambiato la loro vita, questo per iniziare a concretizzare il progetto che ci terrà impegnati per tutto il 2019, ovvero creare una rete di persone e una community di chi crede nei valori della semplicità volontaria.

La storia di Antonella e Riccardo è un vero e proprio allontanamento dalla città per andare a vivere in un piccolo borgo di poche anime, dove ritornare alla terra e vivere con poco, di attività indipendenti e manuali. Una testimonianza che chi vuole, chi ci crede veramente, riesce sempre nei suoi intenti.


Fuggire dalla città


Nascere in città ha sicuramente dei vantaggi, prime fra tutti certe comodità. Viviamo circondati da comodità, l'automazione, la modernità e la tecnologia ci permettono schiacciando un pulsante di avere tutto il mondo a portata di mano. Gli agglomerati urbani permettono di avere nelle vicinanze qualsiasi cosa, i servizi sono molteplici e i negozi sono raggiungibili in pochi minuti di metropolitana, scooter o altro.

C'è però, come in ogni cosa, un'altra faccia della medaglia: la comodità ha un peso. Credo che l'avvertire quel peso, il sentirlo sempre più opprimente e faticoso da portare con se, sia il motivo per cui io e mia moglie abbiamo deciso di cambiare vita. Lo stress e la frenesia che ci accompagnano in questi tempi di iper-lavoro, precarizzazione, incertezze e ritmi vorticosi, sono un peso dei tempi moderni. Questo in alcuni soggetti contribuisce a far sviluppare una critica a questo sistema e ad avvicinarsi ad un modo di vedere la vita con gli occhi dei nostri nonni e bisnonni, andando a rivalutare le piccole cose di una volta.

Forse è per questo motivo che Antonella ed io abbiamo conosciuto il sito "Smettere di lavorare", curato da Francesco, ed avvicinandoci ad un certo modo di pensare la vita, abbiamo incontrato un mondo di persone che ci somigliano. A poco a poco cresceva il nostro interesse per tutti quei gruppi, quelle correnti di pensiero che promuovono un idea di decrescita, di riavvicinamento alla terra, ai vecchi saperi, agli stili di vita più spartani ed in linea con i ritmi della natura.

Questa nostra passione ci ha spinto ad imparare cose nuove, da fare con le mani, abbiamo frequentato corsi di cucina, conosciuto gruppi di acquisto solidale (GAS) e piccoli coltivatori che ci hanno fatto conoscere l'associazione TERRA, che si propone di avvicinare i giovani e meno giovani al mondo dell'agricoltura, nell'intenzione di recuperare un sapere che si sta perdendo. Da qui la grande decisione: abbiamo frequentato corsi di agricoltura biologica e sinergica ed abbiamo imparato come si fa un orto famigliare, per mettere in pratica l'idea di trasferirci in campagna e vivere con poco ma felici.

Il primo passo è stato vendere gli immobili in città che avevamo ereditato dai nostri genitori purtroppo venuti a mancare prematuramente, eccetto un piccolo appartamento che avevamo precedentemente locato ad un inquilino decidendo di conservarlo come fonte di reddito non da lavoro. Poi ci siamo trasferiti in affitto in attesa di trovare la casa che faceva per noi, in campagna.



All'inizio ci siamo adoperati per la ricerca di un luogo che consideravamo adatto per le nostre idee. La scelta, essendo genovesi ed attaccati al nostro territorio, è caduta sul nostro entroterra, di cui conosciamo colture, prodotti e usanze. A dire il vero è stata la casa a scegliere noi, nel senso che appena l'abbiamo vista, pur essendo una giornata piovosa e grigia, ci siamo innamorati del suo giardino, della sua collocazione a sud-ovest, della vicinanza con il bosco che noi amiamo, del terreno adatto a poter allevare galline e ad avere animali in genere.

Il contesto dove abitiamo è il Parco Regionale dell'Antola, nel Comune di Torriglia, la nostra frazione si chiama Garaventa e vanta 12 residenti in totale, tra cui noi due. Il vantaggio di vendere immobili in città comprando in campagna è che fuori città le case costano molto meno. La crisi e l'aumento delle tasse sulle seconde case ha spinto molti a liberarsene e noi facendo un percorso "alternativo" rispetto al vivere "mainstream": abbiamo sfruttato a nostro vantaggio questa situazione. Arrivati a quel punto avevamo la casa dei nostri sogni e un gruzzolo che ci poteva servire per sistemarci bene, ammortizzare il trasferimento e l'assenza di redditi da lavoro.

L'inserimento nel tessuto sociale del paese vicino alla nostra frazione è stato piacevole e veloce, grazie anche alla nostra attività di volontariato presso la locale sede della Croce Rossa Italiana di Torriglia. All'inizio, nonostante l'entusiasmo, non è stato facile, per due persone abituate alla città, confrontarsi con tutti i lavori fisici e manuali che bisogna saper fare in campagna, ma ci si abitua a tutto e con forza di volontà abbiamo con gioia affrontato di volta in volta tutte le nuove sfide che ci trovavamo davanti.



Abbiamo imparato molto dalle persone che vivono qui; ci hanno accolto benissimo ed insegnato trucchi utilissimi per coltivare un orto, erigere steccati, difenderci da insetti e animali nocivi e tagliare la legna da ardere. Ormai sono cinque anni che facciamo il nostro orto e che alleviamo galline. Abbiamo anche aperto una piccola posizione autonoma per poter vendere uova ed ortaggi. Gli esperimenti riusciti sono tanti: dalla coltivazione delle patate col metodo sinergico alla produzione di carciofi, che qui nella zona non sono generalmente coltivati, fino alla messa a dimora di bulbi di zafferano.

Già dopo il primo anno qui abbiamo approfittato della vendita dell'appartamentino sopra il nostro, facente parte di una palazzina indipendente, per comprarlo e ristrutturare ed avviare così un'attività occasionale di Bed & Breakfast che ci permette, nel periodo primaverile ed estivo, di accogliere escursionisti ed amanti della campagna. L'abbiamo chiamato "A due passi dal lago" proprio per la nostra posizione sul Lago del Brugneto. Nel lotto era compreso un vecchio fienile ed una porzione di terreno nella quale da quest'anno abbiamo deciso di provare a costruire una piccola stalla dove poter allevare qualche pecora per fini alimentari.

La nostra passione per questo stile di vita ci ha portato ad aprire da poco, anche un sito internet ragazzidicampagna.it, che si propone di far conoscere la vita di campagna e fare da guida per  tutte le attività ad essa collegate, proponendo articoli, tutorial e molte altre curiosità.

Pur non avendo un lavoro fisso ci adoperiamo in una serie di piccoli lavori che ci consentono, unitamente all'affitto dell'appartamento in città ed al B&B,  di vivere con un reddito comunque inferiore (e non di poco) ai 1000 euro, ma la nostra scelta di vita era proprio questa: eliminare il superfluo, vivere con poco e godersi le ore a contatto con la natura il più possibile, per non sprecare il nostro prezioso tempo nel continuo inseguimento del profitto e del consumo al ritmo folle dei giorni nostri .

Antonella e Riccardo.

Se hai vissuto una storia di cambiamento e la vuoi raccontare su questo blog, inviami lo scritto a smetteredilavorare@gmail.com

18 commenti:

  1. Tutto molto bello e condivisibile ma.....mi domando....se non ci fossero stati gli immobili ereditati dai genitori saeebbe stato proprio la stessa cosa.....? Intendo dire che i soldi servono sempre e comunque......

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    1. Ho pensato anche io la stessa cosa

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    2. Appunto, sempre i soldi servono. E poi non è che in campagna la vita è gratuita, anzi.

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    3. Bisogna avere sempre avere un budget di partenza altrimenti non si va da nessuna parte

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  2. Ciao Francesco, questo articolo rispecchia in parte quello che vorrei fare io: ho la sfortuna di vivere in periferia di una grande città del nord, in un orribile casermone da 10 piani, vetusto e rumoroso: il mio obiettivo è lavorare sodo alcuni anni e poi prendere una (piccola!) casa al lago maggiore o di como (due gioielli assoluti di natura) e vivere lì il resto della mia vita.
    vivere in città ha innumerevoli pregi ma altrettanti costi: costo della vita spropositato, vicini di casa, rumori condominiali costanti, rumore del traffico 24/7, mancanza di verde, mancanza di un orto mio, mancanza di libertà e mancanza di paesaggio (sono circondato da casermoni di 10 piani, per fortuna vivo all'8 almeno sono un po' in alto).
    Da quando ho conosciuto te (e altre storie analoghe) il mio obiettivo (alla lunga...) è sempre più chiaro: lavorare ancora 10-15 anni e poi cambiare vita davvero, a piccoli passi, ma intenzionato a farlo.
    buona giornata

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    1. Ma poi, se non erediti, dovrai comunque fare qualcosa, immagino. Hai già delle idee? Comunque, parlo per me, anche se sto in città, ho la fortuna di avere una casa singola (non in centro, ovviamente) e sto bene. Il problema sono i casermoni, come li chiami tu: appartamenti generalmente bruttini, chiassosi e con vicini che, spesso, manco conosci. Sui prezzi, dipende. Tolti gli affitti, nei centri commerciali i prezzi sono sostanzialmente gli stessi.

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    2. giustissimo, io prendo spunto da francensco, ma in realtà io lavorerò un po': attualmente faccio due lavori, di cui uno (giornalista scientifico) che non dipende dal luogo in cui vivo (telelavoro), certo con quello arrivo a 400euro al mese, però se mantengo quello e qualcos'altro a vivere riesco...
      il mio obiettivo è in periferia di una città media (NON un borgo ma neanche una metropoli), RIGOROSAMENTE da solo, una villettina piccolina con orticello e pannelli solari, ne ho piene le scatole dei rumori condominiali dei casermoni dove vivo. di eredità ne prenderò poca, per questo lavoro sodo ora con due lavori e discrete entrate mensili per poter ragiungere il mio obiettivo

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  3. Ne riceverai talmente tante che alla fine ci scriverai un altro libro...

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  4. La comodità rende deboli.

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  5. Bella testimonianza!
    Come già scritto più volte vivo in campagna immersa letteralmente nella Natura e con svariati animaletti di varie specie che moriranno ovviamente di vecchiaia con noi :)) Io e chi vive con me abbiamo però deciso di non aprire alcun B&B perché non ci va di avere estranei intorno per i quali pulire e che non rispettano mai veramente la privacy, il desiderio di silenzio assoluto che vogliamo, e poi sarebbe un inutile stress per i nostri animaletti.
    Preferiamo vivere una vita molto semplice e austera e lavorare temporaneamente solo quando abbiamo bisogno di liquidi urgenti, ma il B&B è un'ottima soluzione per chi ama avere gente intorno e svolgere un'attività a casa sua guadagnandoci su e mantenendo la propria libertà.

    A chi si scandalizza nei commenti della questione eredità di immobili dai genitori, ma perché chi è in Italia che non eredita una casa o un garage o qualunque altro immobile dai genitori? C'è chi eredita decine di case e nemmeno ci ha mai pagato sopra le tasse..:)))

    Anna

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    1. Non so in quale Italia tu viva, ti assicuro che nell'Italia in cui vivo io c'è tanta gente che l'eredità nin ce l'ha. Nessuno, ad ogni modo si scandalizza per le eventuali eredità,beati coloro ai quali piovono dal cielo, e tu sarai sicuramente una di queste fortunate, il discorso è un altro: ma 'ndo vai se l'eredità non ce l'hai?
      Sarebbe stato altrettanto facile fare questa scelta di vita senza l'eredità del papi? Io non credo proprio.

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    2. Dai non troviamo scuse, su. C'è chi sa vivere di pochissimo e chi no, l'unica differenza è quella. Conosco gente che l'eredità la sputtana in pochi mesi, per cui conta zero. Ciò che conta davvero è lo spirito imprenditoriale e lavorare duro per ottenere la libertà, il resto sono chiacchiere che non risolvono nulla.

      Anna


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  6. Una storia romantica e bellissima. Attendiamo anche le altre :)

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  7. Io leggo:"Una testimonianza che chi vuole, chi ci crede veramente, riesce sempre nei suoi intenti."; e poi poco dopo leggo: "Il primo passo è stato vendere gli immobili in città che avevamo ereditato dai nostri genitori".. no ora vorrei dire ma che testimonianza è? Cioè grazie cosi so buoni tutti a fa le scelte di vita che uno desidera, anda a vive in campagna o gira il mondo quando erediti appartamenti di numero imprecisato che puoi vendere o affittare.

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    1. Purtroppo il 90% delle storie sono così. Fa figo lasciare il lavoro, trasferirsi in luoghi dal costo della vita meno caro, reinventarsi per seguire le proprie incllinazioni ecc. ecc. ma può farlo solo chi è ben foraggiato dalla famiglia.

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  8. io per esempio ... alla morte di mia madre abbiamo dovuto vendere l'appartamento per coprire i debiti che aveva fatto per poter mantenere mia sorella la quale non ha preso lo stipendio per quasi un anno.

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  9. prima di lagnarsi con "sò boni tutti coi sordi dei genitori", fate come Francesco, lavorate per smettere di lavorare. Risparmiate e investite, togliendo tutto il superfluo, iniziando dal bar mattutino... Senza un progetto rimarrete a fare la solita "vita", ed etichettando chi c'è la fa con i se e con i ma.

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    1. Bravo/a!!
      I commenti trasudano frustrazione e una sorta di invidia, come se ereditare un appartamentino o un pezzetto di terreno significhi vivere di rendita, che idiozia! Intanto le eredità bisogna saperle far fruttare reinvestendo con intelligenza come i protagonisti dell'articolo, niente cade dal cielo come qualcuno qui pensa. E poi le attività che ne conseguono, sia quella del B&B che quella di Francesco, vanno sapute portare avanti, che ad aprire un'attività sono davvero bravi tutti, anche con prestiti e debiti, è farla prosperare in tempi di crisi il punto.
      La verità come hai detto tu è che nessuno è disposto a rinunciare al bar, alla roba firmata, al telefonino nuovo, alla rivista o al quotidiano in edicola, preferiscono continuare a fare lavori di merda in ambienti di merda, poi si lamentano che gli altri sono fortunati perché ereditano e sanno con inventiva e creatività ribaltare la propria vita.

      Anna

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