La Nuova Generazione di Schiavi

nuova generazione di schiavi
i nuovi schiavi
Vi è una nuova generazione di schiavi che si sta lentamente formando attraverso il web, ragazzi che si allontanano sempre più dall'idea che lo studio e la cultura siano di vitale importanza per il proprio futuro, e che rincorrono il facile successo guardando a quei modelli che, sopratutto per colpa di alcune dinamiche presenti nel web, appaiono molto attraenti.

Nell'articolo di oggi scopriremo qual è l'attuale tendenza delle nuove generazioni, anche grazie ad alcuni dati estrapolati da un recente studio del CENSIS. Ci servirà per comprendere come l'abbandono delle scuole e delle università stia minando la libertà delle nuove generazioni.




Arrivano i nuovi schiavi  

Smettere di lavorare è sopratutto un percorso di libertà che richiede due passaggi molto importanti. Il primo è comprendere che la cultura è fondamentale per non essere uno "scemo della vita". Ricordiamoci sempre che i più deboli, quelli che si fanno fregare dagli slogan, dalle chiacchiere dei politici, dai modi per fare soldi velocemente (ma che sono truffe),  appartengono prevalentemente alle fasce sociali meno acculturate. Studiare è fondamentale, ma non stiamo parlando di conoscere a memoria la Divina Commedia, stiamo parlando della formazione di una mente critica, che sappia distinguere tra il vero e il falso. Oggi una persona può dirsi acculturata solo se sa interpretare la realtà che lo circonda, filtrare tutti gli input al fine di recepire solo ciò che è vero, giusto, utile e importante.

Il secondo step è quello di lavorare per un certo numero di anni risparmiando molto, in modo da poter poi essere liberi da vincoli e dedicarsi solo a ciò che si ama fare. Per avere un impiego che permetta un guadagno di discreto livello serve aver studiato. Ok, non è sempre vero, ma qui si parla di situazioni “medie”. In questo articolo non entrerò nel merito, ce ne sono già molti nei quali spiego come fare; oggi ci interessa soprattutto analizzare quello che sta accadendo in Italia e come la possibilità di vivere una vita libera sia fortemente messa in discussione dalle nuove tendenze giovanili.

Dall'ultimo rapporto del CENSIS (2018) infatti, si evince chiaramente come l'Italia sia tra i paesi che investono meno in istruzione, sia dal punto di vista governativo che da quello del singolo individuo. In pratica sia le persone sia il nostro Governo ritengono poco importante l'istruzione e non vi investono il loro denaro. Lo stesso rapporto evidenzia un alto tasso di abbandono delle università. Tale abbassamento culturale è ancor più pericoloso perché avanza di pari passo con la crescente convinzione (che riguarda la metà degli italiani) che chiunque possa diventare famoso, anche senza alcuna competenza, grazie all'esistenza dei social network.

D'altronde questa tendenza era già iniziata diversi anni fa, quando programmi come Il Grande Fratello ci insegnavano che totali sconosciuti sarebbero potuti diventare famosi (e talvolta ricchi) senza fare praticamente nulla. Internet ha aggiunto un nuovo livello di inganno a tutto questo, perché, soprattutto attraverso il fenomeno dei ragazzini youtuber e streamer, i più giovani vedono loro coetanei acquisire notorietà e denaro in breve tempo e senza sforzo. Intendiamoci, il Social Media Marketing è un lavoro a tutti gli effetti, probabilmente sopravvalutato, ma molto richiesto e che necessita di competenze precise, ma il fenomeno che descrivo qui non è niente di tutto questo. Molti ragazzi oggi arrivano ad avere milioni di followers e una buona quantità di denaro per pura casualità, addirittura comportandosi in modo estremo (volgarità, atti osceni, azioni illegali, abbuffate di cibo ecc.). Se seguite il mondo di Youtube o di Twitch come lo seguo io, sapete bene di cosa sto parlando.

Dunque si è insinuata la pericolosa idea che studiare non serva, perché i modelli che ci vengono proposti dal sistema sono quelli di personaggi famosi e ricchi che lo sono diventati senza studio né impegno.

A questo scenario si aggiunge la lotta in atto tra televisione e internet; se seguite entrambi i mondi non potete non aver notato come le star del web vengano sempre più spesso invitate in TV e, a volte , finiscano addirittura per avere un proprio show o parti in qualche film. La TV sta soccombendo sotto i colpi di internet e cerca di salvarsi sfruttandolo, ma in questa guerra quello che il ragazzino moderno vede è la possibilità, attraverso i social, di arrivare anche lì, alimentando ancora di più l’idea che sia quella la strada, non lo studio, non l'acquisizione di competenze, non l'impegno.

Insomma, ancora una volta i casi particolari e fortuiti impressionano e guidano il pensiero delle masse. Il percorso verso una vita libera invece è totalmente opposto a questo fenomeno; bisogna investire prima sulla propria cultura e poi adoperarsi di impegno e costanza per ottenere un guadagno di buon livello. Solo allora potremmo pianificare la nostra dipartita del mondo del lavoro, svincolarci dal sistema e vivere come desideriamo. Al contrario, se si rincorre il facile guadagno e si trascura l’istruzione, il numero di schiavi del sistema non farà altro che aumentare, e questo scenario (che è quello che si sta delineando oggi) è veramente molto preoccupante.

18 commenti:

  1. Buongiorno Francesco. È da poco che ti seguo. Sono molto interessanti i tuoi articoli. Soprattutto riflettono esattamente il mio modo di vedere e sentire la realtà. È triste ma è così. Buona vita

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  2. Ottimo articolo!

    Nella mia esperienza, sia plurilaureati che semi analfabeti sono allo stesso livello di totale inconsapevolezza del mondo in cui vivono e delle dinamiche stesse della loro vita. Si limitano a portare avanti modelli di comportamento individuale e sociale ormai obsoleti e dannosi solo perché glielo hanno insegnato i genitori, manco questi ultimi fossero Dio!
    E' ovvio quindi che i figli di queste persone a loro volta continueranno lo stesso percorso di addormentamento della coscienza.
    Non basta infatti, come hai giustamente rimarcato tu Francesco, aver studiato anni e anni sui libri, se poi non si è capito che erano a loro volta carta straccia da criticare per formarsi un proprio pensiero. Il mondo va osservato attentamente e tutti i pezzi del puzzle vanno pazientemente rimessi insieme per avere il quadro completo di come funziona il sistema in superficie, per poi scavare sempre di più e trovare l'abisso e l'inganno in cui tutti viviamo.
    Ma per fare questo ripeto sempre, ci vuole coraggio, termine che viene da cuore, e ci vuole risveglio.
    Roba per pochissimi.
    I giovani d'oggi sono di un omologato desolante, tutti lobotomizzati dai social e dai telefonini, che li inebetiscono ancora di più. Sono ignoranti su tutto, tranne sulle ultime cagate pseudo musicali dell'ultimo rapper analfabeta che appare in TV o in discoteca, dove muoiono pure ragazzini portati lì da genitori più bimbiminkia e senza speranza dei loro figli.

    Il mondo è avviato verso la totale catastrofe, i nuovi schiavi sono pronti e chi si è liberato dal sistema al meglio che poteva non può che restare a guardare, d'altronde non si può salvare se stessi quasi, figuriamoci chiunque altro.
    Non a caso non ho mai voluto figli, e mai decisione fu più saggia e felice.

    Anna

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    1. La condizione mentale media delle masse, e' un'immensa fortuna per proliferare nel business.Il Sistema va' sfruttato fino all'osso, prima che questi, sfrutti noi.

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  3. Volevo aggiungere una cosa: Per come è strutturata la scuola al giorno d'oggi è praticamente INUTILE mandarci i bambini e i ragazzi, molto meglio l'home schooling consapevole.
    Ho fatto l'insegnante precaria- grazie al cielo- per alcuni anni, e tranne eccezioni più rare del raro, gli studenti erano tutti viziati, arroganti, maleducati e con genitori che manco a dirlo erano peggio di loro (da qualcuno devono pur prendere). Gente che non ha la benché minima idea di come si educhino i figli al rispetto della scuola e dei compagni, che pretende bei voti per figli lavativi, indifferenti e a volte persino violenti, e che sanno di avere il lavoro già pronto appena preso un misero diplomino risicato, perché ci pensano mamy e papi a trovarglielo.
    Ne sono uscita tirando un sospirone di sollievo e libertà, il gioco non vale proprio la candela!

    Anna

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    1. Home schooling? Ma dove le trovano le competenze i genitori, se non sono manco capaci di educare i figli? Meglio la scuola vera che, seppur piena di difetti, permette ai giovani di uscire di casa, conoscere gente e fare esperienza. E poi non sarei così drastico... Il ricordo del mio periodo scolastico, fino alle superiori (anche perché l'Università è una cosa diversa), non è poi stato catastrofico, anzi. Di cose ne ho imparate tante e fra tanti professori ignoranti ho avuto la fortuna di conoscerne altrettanti molto competenti, i cui insegnamenti ancora ricordo con piacere.

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    2. Qui si parla di presente e futuro, il passato e i bei ricordi contano meno di zero. Ah, e accanto a home schooling c'è scritto CONSAPEVOLE.
      Saper leggere è una gran cosa.

      Anna

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    3. Anche saper argomentare è una gran cosa. Quale sarebbe l'home schooling consapevole, quello fatto da genitori che, se va bene, non ha manco un titolo di studio? Che poi ci sia qualcuno capace non sposta il discorso di una virgola: una rondine non fa primavara. Se la scuola pubblica fa cagare ci sono sempre le scuole private. Uscire di casa, sempre.

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  4. Come sempre un ottimo articolo. Non perdi occasione per metterci in guardia contro i falsi profeti del successo facile e dei finti metodi per fare soldi.

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  5. Ottimo articolo. I contenuti del tuo blog sono sempre rilevanti e assai opportuni.
    P.s. Caro Francesco “Qual è” in italiano si scrive senza l’apostrofo. Non si tratta di un caso di elisione ma di troncamento dal momento che “qual” esiste come forma autonoma nella lingua italiana : )

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    1. non è vero, si può scrivere come leopardi, landolfi e vari altri, anche con l'apostrofo ;)

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  6. A volte mi sono ritrovato a fare discorsi simili ma poi ho smesso: mi sono sentito troppo "vecchio" a criticare quelli più giovani di me.

    Anche se d'accordo, ritengo che c'è sempre stata una massa di schiavi a lavorare per le elitè. Quello che cambia è solo il contesto storico con cui si ottiene l'una e l'altra.

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  7. Non sarà anche che con la prospettiva di iniziare a lavorare a 25-26 anni, se va bene, facendo sacrifici immani sotto tanti punti di vista, affrontando grandi difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e la prospettiva di lavorare fino al compimento dell 75esimo anno di età, qualcuno tra i tanti giovani che abbandonino gli studi 0er iniziare prima a lavorare e a raggiungere la libertà di cui stiamo parlando?

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  8. Una domanda Francesco: il tuo stile di vita a che fare per caso anche con l' impatto Zero?

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  9. Caro Francesco, un articolo di grande attualità. C'è da capire se i nostri giovani vorranno lasciare presto questa strana generazione

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  10. Ciao francesco. Ti seguo da qualche settimana ormai...e ascolto le tue mini conferenze( cosi' le ho carinamente battezzate)...sai quelle numerate su youtube..non sempre le ascolto in fila ma a seconda del titolo che mi colpisce di piu'. Ecco questo tuo ultimo articolo mi ha colpito. Non ho figli. Ma anch'io abito in questo mondo. Come possiamo difenderci da questa diffusa e largamente accettata, ma non riconosciuta "schiavitu'?"

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  11. Grazie Francesco, ottimo articolo che fa riflettere... I commenti sono altrettanto significativi, li condivido.

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  12. Ciao a tutti,ho visto per caso alcuni giorni fa un video di Francesco, condivido le sue idee( io sono un po come te mi faccio il pane in casa, riscaldo con la legna ecc.) vai avanti così, tu fai meditare fai crescere in noi spirito critico, ormai è sotto gli occhi di tutti che questo paese - società è in declino e governata da grandi ipocriti che pensano solo al loro profitto a scapito di tutti.

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  13. Ciao Francesco, ho visto un tuo video la scorsa settimana, condivido le tue idee anno il merito di far ragionare le persone, far crescere in loro spirito critico.... in questa società destinata al declino, governata da una politica ipocrita.

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