Il Potere della Semplicità Volontaria

semplicità volontaria
vivere semplice
Quando si abbraccia la semplicità volontaria e si segue questa strada per un certo lasso di tempo, diciamo pure qualche anno, la vita fiorisce in tutta la sua bellezza. Si comprende chiaramente che i nostri problemi erano generati dal folle e malato stile di vita che il sistema ci imponeva. Tolti di mezzo tutti i condizionamenti a cui siamo soggetti ecco che la vita, da pesante e difficoltosa, diventa leggera e pacifica.

Ho abbracciato e rielaborato a mio modo il concetto di semplicità volontaria e cerco di vivere così da ormai molti anni, per questo oggi vorrei spiegare perché tutti dovrebbero seguire questa strada.


Cos'è la semplicità volontaria


In un mondo dove avere, avere, avere è lo slogan diffuso dal sistema e ripetuto dalla massa, un piccolo, ma solido gruppo di individui si muove nella direzione opposta. Parlo con loro ogni giorno, ci scriviamo per condividere pensieri e idee allo scopo di vivere in modo diverso. Da quando ho intrapreso questa strada sono entrato a far parte di un silenzioso esercito di combattenti non violenti che ha scelto di rifiutare le regole che la società gli vorrebbe imporre, uscire dal coro e ritrovare la strada maestra.

La semplicità volontaria è la precisa scelta di spogliarsi da tutto quello che non serve, di non avere ambizioni, ripudiare la gloria personale, il potere, il profitto, l'apparire e il voler prevaricare sugli altri. Rifiutiamo il lavoro continuo, distruttivo e alienante per dare spazio ad una vita fatta di pochi soldi e più tempo per le cose che contano veramente. Si alimenta di gesti lenti e pazienti, perché le persone che seguono questa filosofia non si votano alla produzione sfrenata, non hanno a cuore gli obiettivi aziendali, i premi produzione e gli avanzamenti di livello. Non sono interessati alla gratificazione materiale, ma alla crescita interiore. Ricercano la lentezza, la tranquillità e la pace. Non devono dimostrare nulla perché non hanno bisogno di nulla, si accontentano di quello che la vita gli dona, sanno che la natura ha già pensato a tutto e non si preoccupano del futuro vivendo prevalentemente nel presente.

Sono dei pazzi? Degli scansafatiche? Degli irresponsabili? Degli illusi? Può darsi, ma quanti tra coloro che giudicano chi ha cambiato radicalmente il proprio modo di interpretare la vita e i suoi valori ha mai provato a vivere in questo modo? E allora quando ci si eleva a giudici delle esistenze altrui, su che base lo si fa? Sulle proprie sensazioni, sul fatto che è "ovvio" che vivendo in questo modo le cose non possono andare bene? "Ovvio" è l'aggettivo che usano le persone che credono di aver capito tutto, e che di solito, poi, si dimostrano non aver capito niente.

Come applicare la semplicità volontaria


In verità è estremamente semplice abbracciare la semplicità volontaria perché si stratta solo di smettere di "fare", in tutti i sensi in cui riusciamo a declinare questo concetto. Nella semplicità volontaria meno sovrastrutture creiamo nella nostra vita più ci si avvicina all'essenza della vita stessa, visto che questa è una cosa estremamente semplice e risulta complicata proprio perché siamo noi che la rendiamo tale.

Si inizia vedendo tutto da un'angolazione diversa e, per farlo, è sufficiente chiedersi il "perché" delle cose.

Perché correre per andare in ufficio? Perché lavorare così tanto? Perché desiderare oggetti inutili? Perché voler essere migliori dell'altro? Perché ricercare l'apparire o l'essere diversi da ciò che siamo realmente? Perché ambire al successo, all'essere ammirati, all'instillare invidia nell'altro?

L'aspetto interessante è che non abbiamo nemmeno bisogno di trovare una risposta: nel momento stesso in cui iniziamo a chiederci "perché", nel nostro cuore appare chiaro quanto sia ridicolo desiderare queste cose. La vera difficoltà sta nell'accettare di aver basato, fino ad oggi, la propria vita su vere e proprie sciocchezze, idiozie che ci hanno impedito di vivere felici. Pazzesco, no, che sia tutto così semplice? E noi che per tutto questo tempo ci siamo fatti in quattro per inseguire traguardi privi di significato! Che incredibile spreco di tempo e che esistenza senza logica.

La buona notizia, come dicevo, è che è davvero molto semplice cambiare direzione, basta adottare come unica regola quella per cui "meno è meglio". Non è mai troppo tardi per incamminarsi lungo questa strada, e così, a partire da domani mattina possiamo iniziare a mettere in pratica le strategie che da anni anch'io applico alla mia vita per rendere la felicità l'unico vero traguardo da raggiungere. Ben venuti nel mondo della semplicità volontaria, dove le persone vivono una vita al minimo per trarne il massimo.

Serenità

la serenità nella semplicità volontariaMeno cose possediamo, meno preoccupazioni avremo. Meno ambizioni abbiamo, meno faremo. Se non abbiamo preoccupazioni e non siamo costretti a continuare a "fare", allora ci ritroveremo con pochi problemi e più tempo a disposizione, perché i problemi nascono dalle cose. Questa altro non è che la ricetta per avere una vita serena. Osservando tutto da questo punto di vista risulta chiaro che chi trascorre la vita a produrre, costruire, cercare e accumulare allo scopo di renderla migliore, in realtà non fa altro che complicarla, e quando le cose sono complicate non possono che nascere problemi. Controllare qualcosa di semplice è semplice, governare ciò che è complicato richiede un enorme impiego di tempo ed energie, che sottraiamo alla vita, peggiorandola.

La semplicità volontaria punta al togliere il più possibile, allo scopo di avere più spazio per costruire un'esistenza tranquilla e porre le basi per l'assenza di quei problemi di cui possiamo tranquillamente fare a meno e che solitamente ci creiamo da soli.


Famiglia


Nella vita non possiamo prescindere dalla famiglia, sia che si sita parlando dei nostri genitori che di quella che abbiamo creato con le persone che amiamo. La sua serenità dipende da diversi fattori, ma soprattutto da come ci relazioniamo con gli altri. Se avremo tempo da dedicare alle persone che amiamo costruiremo con loro rapporti solidi, supereremo i momenti difficili e creeremo insieme un futuro felice. La semplicità volontaria permette di dedicare più tempo alle persone con cui viviamo e per questo non può che aiutare ad avere una famiglia armoniosa. Semplicità volontaria però significa anche avere poco e così, i nostri figli, non avranno montagne di giocattoli e vestiti, non saranno abituati a guardare ore di televisione e ad essere costantemente intrattenuti. Ecco che incominceranno a giocare con quello che hanno, a divertirsi in modo semplice; sarà sufficiente una palla e un pezzo di prato per dar vita a ore felici. Non si annoieranno facilmente e apprezzeranno tutto ciò che di nuovo capiterà, anche le cose più semplici, che gli altri bambini danno per scontate.

Anche nella coppia la semplicità permette di apprezzare maggiormente determinati valori. Se siamo abituati ad uscire sempre, a comprare ogni cosa che desideriamo, a viaggiare in luoghi esotici e costosi e a circondarci di ogni lusso, ecco che presto ci abitueremo ad uno stile di vita pieno di aspettative, dispendioso e non sostenibile. Tutto ci sembrerà banale, scontato e non riusciremo a trarre piacere dal quotidiano e dalle piccole gioie di ogni giorno. Se trasmettiamo ai nostri figli e alle persone che ci sono accanto i valori della semplicità volontaria, ecco che tutta la famiglia ne risentirà positivamente.



Soldi

i soldi nella semplicità volontaria

Se conduciamo una vita semplice, priva di acquisti e sprechi ecco che smetteremo automaticamente di consumare denaro in tutto quell'inutile di cui ci circondiamo ogni giorno e che intasa la nostra esistenza. Molte persone, nonostante percepiscano un normale stipendio, si ritrovano sempre senza soldi per via delle continue spese incontrollate che sostengono. La maggior parte di queste uscite sono sacrificabili soprattutto alla luce del fatto che non siamo noi a scegliere cosa volere, sono i media ad inculcarcelo. Smettendo di comprare dimostriamo di essere più forti dei messaggi pubblicitari che subiamo quotidianamente, di avere un cervello saper ragionare per conto nostro.

Ok, vi chiederete, ma cosa ce ne facciamo dei soldi se non li spendiamo? I soldi devono servire per affrontare i momenti difficili e, fidatevi, la vita ne è costellata. Se tutto andrà bene allora potranno essere investiti e quindi generare altro denaro, rendendo più semplice e sicuro il nostro futuro. Se abbiamo figli o pianifichiamo di averi (come quasi tutti) i soldi serviranno per garantire loro un futuro, farli studiare e aiutarli a comprare casa. Facile dire: "Si arrangeranno come ho fatto io", in cuor nostro lo sappiamo bene che questa è solo una scusa, un mentire a noi stessi perché incapaci di risparmiare. La semplicità volontaria permette un futuro più sicuro e tranquillo perché porta ad un utilizzo intelligente del proprio denaro.



Soddisfazione personale


Creare qualcosa di valore, di cui andare fieri, un progetto dove canalizzare le nostre energie e godere dei risultati è la concretizzazione del concetto di soddisfazione personale. Purtroppo nella vita non abbiamo abbastanza tempo per dare vita a qualcosa di nostro; la maggior parte delle persone sta la lavoro tutto il giorno e quando non lavora si fa intrattenere da continui input esterni che, letteralmente, si mangiano il suo tempo. Quanto stiamo davanti alla TV o su Facebook? Ce lo dicono le statistiche: almeno 4 ore al giorno. Così si passano i pochi momenti di vita vera a scorrere le immagini su Instagram o seguire i battibecchi su Facebook, a guardare i talent in TV, a leggere le riviste scandalistiche e, poi, a fare shopping nei centri commerciali.

Attraverso l'applicazione della semplicità volontaria riusciamo a liberarci da tutto ciò che è deleterio per il compimento dei progetti che abbiamo sempre accantonato, ritroviamo il tempo perduto e possiamo finalmente dedicarci allo sviluppo di quelle idee che avremmovoluto sviluppare, ma che non siamo mai riusciti a trasformare in qualcosa di concreto.



Amore

l'amore nella semplicità volontaria

Nel sistema in cui viviamo tutto è finzione. L'economia funziona fintato che gli esercizi vendono e per vendere sono disposti a fare carte false, raccontando balle, cercando di convincere i clienti, confezionando pubblicità che fanno sembrare i loro prodotti più belli, utili e indispensabili di quello che siano realmente. I modelli che ci vengono proposti, pertanto, non solo sono finti, ma anche irraggiungibili. Le persone, pur sapendolo, cercano comunque di imitarli, vogliono raggiungere quello status, essere belli, sicuri di sé, intriganti, misteriosi, affascinanti, provocanti e tutte quelle caratteristiche che ci spacciano come qualità indispensabili nei rapporti con l'altro. Ne deriva che tutti fingiamo di essere migliori di quelli che siamo, e così ci innamoriamo dell'immagine dell'altro, non della sua vera essenza. La finzione contamina anche l'amore e per questo le aspettative di coppia sono sempre disilluse, con l'ovvia conseguenza che difficilmente si trova il vero amore e che le relazioni finiscono.

Grazie alla semplicità volontaria le persone si spogliano della corazza di finzione e tornano ad essere ciò che sono realmente. Accade dunque che quando si incontra qualcuno che sta bene con noi, lo sta realmente, non fintanto che la finzione dura... cioè desidera la persona che siamo, non la nostra immagine. Risulta evidente che in questo scenario la semplicità volontaria può creare rapporti veri, relazioni che durano e si hanno più probabilità di trovare il vero amore.



Salute


Nella società della produzione continua e dello stress portato all'estremo, dove le città non dormono mai e le fabbriche producono a ciclo continuo nel nome dello stramaledetto profitto, le persone vivono in una realtà frenetica e rumorosa, respirando i gas di scarico delle vetture bloccate sulla tangenziale sotto casa e mangiando prodotti pieni di conservanti, coloranti, che ci saziano per poco tempo e ci spingono ad ingozzarci. Negli Stata Unti l'85% delle persone è in sovrappeso, se non obesa.

Non ci dobbiamo stupire se le malattie cardiovascolari, i tumori e un'infinità di altre patologie legate anche allo stress si stanno diffondendo come un morbo. Siamo vittime della tossicità di ciò che produciamo e ne paghiamo le conseguenze. Nella semplicità volontaria si smette di produrre come i forsennati, ci sia allontana dalle città, si ha il tempo di cucinare, auto-produrre, coltivare cibi sani e acquistare i prodotti direttamente dai contadini e dagli allevatori. La vita assume tutto un altro sapore, certamente più genuino, ma anche meno frenetico e quindi molto più piacevole. 

Conclusioni


Abbracciare i valori della semplicità volontaria significa migliorare ogni aspetto della propria vita, poco importa se questo va contro le leggi della crescita e del progresso, la produzione senza fine e la ricerca del successo personale non hanno nulla a che fare con la felicità del singolo, servono solo a tenerci tutti piegati e produrre e consumare per arricchire i potenti. Nessuno vorrebbe vivere in questo modo, però poi si ritrovano intrappolati in una vita priva di significato, questo perché da soli è molto difficile mettere in discussione quei valori che, fin dalla nascita, ci sono stati inculcati come indiscutibilmente veri.

Abbracciamo la semplicità volontaria come unica strada per avere una vita felice e piena, tutto il resto è solo una grande illusione, destinata a finire nel peggiore dei modi.

26 commenti:

  1. Direi che per riassumere il tutto semplicità = vivere..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vivere Semplicemente = Semplicemente Vivere

      Se ne potrebbe fare uno slogan! :-)

      Elimina
  2. Francesco,
    quando avevo la mia azienda e lavoravo 15 ore al giorno per gestire 13 dipendenti soffrivo di psoriasi alle mani, la pelle delle dita si staccava e si formavano delle ferite sanguinanti. Quando ho deciso di venderla e cambiare vita sono guarito nel giro di un mese.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, una bellissima testimonianza. Ti posso chiedere, anche in poche parole se vuoi, in che modo sei riuscito a cambiare vita ?

      Elimina
    2. Con molta volontà e determinazione, seguendo un progetto studiato a tavolino ma, soprattutto, cambiando la mia mentalità. Se fai una cosa al giorno per cambiare e la metti in pratica... sono 365 all'anno...

      Elimina

  3. Ciao Francesco,
    Ho passato cinque anni nei dormitori pubblici dove ho appreso quella semplicita'.
    Sono stato sempre bene. Nel
    Mentre ho imparato l'inglese e adesso lavoro come corriere aereo. Trasporto cellule staminali per i malati di leucemia in tutto il mondo. Affermo per esperienza personale che vivere semplicemente ti permette di vivere una vita al massimo delle sue potenzialita'.
    Un abbraccio Maurizio

    RispondiElimina
  4. Ciao Francesco dire che sottoscrivo tutto il tuo bellissimo articolo al 100% è limitativo, di sicuro la Società deve porsi questa domanda se ha senso continuare a vivere così speriamo che la maggior parte delle persone condividano in futuro questa concettualità di vita.
    ForeverSamp

    RispondiElimina
  5. Bellissimo articolo, davvero stimolante.
    Grazie
    Nicola

    RispondiElimina
  6. eccellente articolo: conosco il tuo blog da meno di un anno e non mi perdo mai un post; alcuni li leggo più velocemente, ma questo l'ho letto tutto e condivido appieno: parlo per me: quanti soldi potrebbero avere i miei genitori, che si lamentano sempre che non ci sono soldi, c'è crisi, tasse ecc. (cose vere per carità), ma sono i primi (mia madre) ad avere 30 paia di scarpe o 25 borse o andare alle terme ogni settimana (mio padre)... io fossi in un comune pensionato che ha lavorato una vita e si trova con ventimila euro mi sentirei un pirla (perdnami il termine), che non ha capito nulla della vita e ha letteramente BUTTATO via la sua vita in cose inutili;
    io faccio due lavori, ma ho 29 anni e me ne voglio andare dalla mia città, dal mio squallido quartiere, in un posto tranquillo e lavorare poco 2-3 ore al giorno al max
    prima o poi ce la farò, grazie anche ai tuoi spunti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con due o tre ore al giorno, fermo restando che non ti assume nessuno, non riesci a pagare neanche le bollette. Se poi ha un bel gruzzolo da parte e riesci a farlo fruttare il discorso cambia...

      Elimina
    2. ...mai sentito parlare di lavoro in proprio?
      certo, non ci si inventa un lavoro da un giorno all'altro, ma almeno porre le basi per farlo quello sì: magari costruendomi una casa passiva (ovviamente dove costano meno!), oppure provando a fare del telelavoro; adesso ho i miei due lavori part-time, ma solo perché ho la grande sfortuna di vivere in una città carissima, in quartiere squallido e ancora coi miei, ma il progetto di vita ce l'ho ben chiaro: ripeto, ho solo 29 anni, ma mi sembra già un bel passo in avanti, visto che alla mia età si vuole spendere i soldi in locali, macchine e borse di lusso

      Elimina
    3. Ah, beh, in proprio è un altro discorso, ma non è detto che lavori necessariamente meno. Dipende da cosa fai e da come lo imposti. Poi, se riesci ad inventarti ciò che ti piace, allora è tutta un'altra storia. Hai già qualche idea in mente per quanto riguarda il settore in cui vorresti lavorare?

      Elimina
    4. io già adesso sono giornalista scientifico e redigo articoli in campo previsionale, poi come secondo lavoro faccio corsi e-learing; il mio obiettivo è campare con un sito di divulgazione scientifica (come fa francesco, ma di scienza) e vivere -relativamente- con poco: due anni fa che lavoravo a tempo pieno non avrei mai pensato così, poi ho letto questo blog e qualche domandina me la sono posta.....

      Elimina
  7. Condivido appieno l'articolo e sto iniziando pure io a gustare il valore della semplicità volontaria. Forse perché ho 50 anni e sono giunta a capire che nn ho vissuto ciò che desideravo e sto ricominciando ora. Metà della mia vita é andata: ho lavorato lavorato studiato e poi consumato, fino a consumarmi io e ora inizio a fare qualcosina, ma "vedo" cn occhi nuovi e sperimento qualcosa di grande, la vita che ormai molti intendono in altro modo. Grazie Francesco per i tuoi bellissimi e utilissimi articoli. Un caro saluto Lorenza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho cinquant'anni come te e mi permetto di farti osservare che che è passata ben oltre della metà della nostra vita. La vita media in questa nazione è di 82 anni. Quindi ce ne rimangono 32 anni se tutto va bene. Un terzo li passiamo dormendo, un'altro terzo in incombenze varie, ... non abbiamo tempo da perdere. Come diceva Seneca: non fondo non rimane solo la patre più scarsa ma anche la parte peggiore... Muoviamoci!

      Elimina
  8. Condivido il tema del tuo articolo ,e noto che il problema più grosso per me e riuscire a rallentare i ritmi e recuperare tempo se hai suggerimenti sono bene accetti...

    RispondiElimina
  9. Sono d'accordo anche se ho appena comprato una moto e ha dei costi per mantenerla,con lo stile di vita che ho ora e la compagnia di amici mi è difficile.... o che ne sono comodo non so........

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma la domanda è: sei felice? Se si, non hai problemi di sorta. La semplicità volontaria non è detto che renda felici tutti, anche perché dipende da come la imposti.

      Elimina
  10. Oh, meno male che ogni tanto si leggono commenti belli e pregni di significato come quello di Maurizio.
    Per vivere una vita semplice e non assoggettata ad alcuna regola sociale e di mercato ci vogliono le palle, punto.
    Perché riuscire a trascorrere ben 5 anni nei dormitori pubblici avendo compreso in pieno cosa quell'esperienza ci insegna non è per tutti e non è neanche per pochi, è per POCHISSIMI.
    Ribadisco per l'ennesima volta che bisogna acquisire una incredibile consapevolezza e un'incrollabile fiducia in se stessi per arrivare a fare determinate scelte, senza giudicarsi e senza coltivare minimamente tutti i condizionamenti mentali e familiari che ci vogliono imprigionati in una quieta disperazione alleviata in parte da psico farmaci e continue visite dal medico per i disturbi più svariati, solo per far vedere che si ha un buon lavoro, una casa grande con mobili costosi, una macchina ancora più costosa e vestiti firmati.
    Tutta sta roba è solo spazzatura, ma solo chi sa chi è al di là del corpo fisico e di questo tempo terrestre limitato lo comprende fino in fondo, godendosi ciò che ha imparato e gettando nello scarico del cesso l'identificazione con ciò che gli altri pensano di lui/lei.

    Il resto del mondo può solo disintegrarsi nella sua folle corsa al consumismo distruggendo definitivamente il pianeta e se stesso.

    Anna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sono ammalato di depressione x vivere così....ho perso totalmente la fiducia nel futuro e in me stesso.....

      Elimina
    2. Per vivere così come?
      Dario, il futuro lo crei tu ADESSO, non accade per caso come la massa incosciente crede.
      Non avere paura è il primo passo e non essere schiavo di nessuno il secondo.
      Per la depressione cerca aiuto, e liberati da tutto quello che è convenzione sociale o familiare. Non veniamo al mondo per dovere qualcosa a qualcuno, ma per essere FELICI. Se tradiamo noi stessi per accontentare gli altri commettiamo un crimine verso la nostra umanità e nessuno ci restituisce il tempo buttato.

      Anna

      Elimina
  11. Vivere con poco è l'insegnamento di Cristo.

    RispondiElimina

Sono molto felice che tu abbia deciso di lasciare un commento, la tua opinione è molto interessante per me, tuttavia prima di commentare tieni presente le seguenti informazioni:

1. Prima di fare una domanda usa il form di ricerca in alto a destra e leggi la sezione Contatti, dove ci sono le risposte alle domande più frequenti.
2. Vengono accettati solo commenti utili, interessanti e ricchi di contenuto.
3. Non linkare il tuo sito o servizio per farti pubblicità, non servirebbe, i link sono tutti no_follow e comunque il commento non verrebbe pubblicato.
3. Se il commento è offensivo (anche in modo sottile e indiretto) non verrà pubblicato.