Creare un Business a Tutti i Costi

Creare un Business
fare business ovunque

Nel mondo in cui viviamo tutto è profitto. In questi anni non ho idea di quante volte io abbia ripetuto questa frase. Dietro ad ogni cosa c'è sempre l'intento di guadagnare, guardatevi intorno, osservate con mente critica quello che succede e scoprirete che ogni essere umano alza il sedere solo se ha un tornaconto personale, spesso economico.

Tutto è mercificato oltre ogni grado di decenza e questo altro non è che il male che sta distruggendo le persone. Non abbiamo bisogno di parlare di come le multinazionali sottomettano intere popolazioni per il fiorire del proprio business, il tutto si manifesta in modo subdolo anche nel nostro quotidiano.



Creare un Business


Più la civiltà è “evoluta” più il denaro diventa il centro di ogni cosa. Se iniziamo la nostra analisi dal passato scopriremo come siamo passati da una società dove le persone praticavano principalmente il baratto, per arrivare gradualmente all'esclusivo utilizzo della moneta. Oggi siamo all'estremo, addirittura si scambia moneta per moneta (il mercato del Forex) allo scopo di speculare.

Geograficamente più ci avviciniamo a zone economicamente prospere, più i soldi sono necessari per fare qualunque cosa. Tanto per fare un esempio: se ti trovi nel sud Italia troverai chilometri di spiagge gratuite dove puoi stare tutto il tempo che desideri, anche campeggiando. Più risali l'Italia più le spiagge libere diventano sottili lembi di terra e non puoi piantare l'ombrellone a un tot di metri dalla spiaggia per non rovinare il business dei bagni a pagamento. In Trentino alto Adige diventa addirittura impossibile accedere a certi laghi senza pagare: non ci sono parcheggi gratuiti e non ci sono porzioni di spiaggia che non siano stati recitanti e monopolizzati da qualche costosa struttura. Addirittura è vietato campeggiare liberamente in alcuni comuni, anche se sei in un luogo sperduto e non dai fastidio a nessuno.

Tutto questo deriva ovviamente dalla bramosia di denaro dell'essere umano, ovvero la volontà di creare un business a tutti i costi. Se esiste un'opportunità di guadagnare ecco che ci si adopera per scaricare tremende colate di cemento, recintare, fare parcheggi a pagamento o impedire il libero accesso. Per poter accedere gratuitamente ad alcune zone delle mie meravigliose Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell'Umanità, quindi di tutti, sono costretto a recarmici alle 5 del mattino, quando il povero ragazzo che viene messo lì, all'ingresso del parco per vigilare, sta ancora dormendo. È talmente accettata come “normalità” la pratica di guadagnare da ogni cosa, che anche la vita stessa diventa oggetto di mercificazione: se ci sono migliaia di morti, i telegiornali, i quotidiani, i siti web e le mediocri trasmissioni televisive per casalinghe annoiate ci speculeranno sopra per settimane.

Ok direte, ma tutto questo serve per preservare la natura, evitare che le persone ci campeggino sotto casa, che i barboni sostino sulle panchine puzzando tutt'attorno, per proteggerci, fornire servizi di qualità e per mantenere tutti informati. In parte possono anche essere d'accordo, ma c'è un aspetto che dimentichiamo di considerare: creare business a tutti i costi priva gli esseri umani di alcuni diritti fondamentali.

In particolare sto parlando del diritto alla libertà, sancito dall'Articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo dove viene chiaramente esplicitato che: “Ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza. Nessuno può essere privato della libertà”. Quando non ci permettono di godere di qualcosa che la natura ci ha donato gratuitamente, come il mare, un bosco, o un meraviglioso lago, non ci stanno privando di una nostra libertà?

E poi l'articolo 8 spiega chiaramente che “Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.” E allora perché i giornalisti possono assediare le case dei poveri disgraziati che hanno avuto una figlia morta ammazzata o una qualsiasi altra vicenda scabrosa? Spiattellare le conversazioni private in prima pagina distruggendo spesso anche l'immagine di chi magari non ha colpe, ma viene indiziato? Se pensiamo che fanno tutto questo per il lurido denaro, beh, viene da pensare che viviamo in una società dove si possono calpestare anche i diritti più basilari in nome del business.

Ecco perché il business è il male del nostro tempo. Finché le cose andranno in questo modo ogni singolo individuo che sente il bisogno di allontanarsi dalla società è più che giustificato, anzi, sta facendo l'unica cosa che può cambiare tutto questo: rifiutare il denaro.

8 commenti:

  1. il denaro in sè è solo energia, una misura del tempo impiegato per guadagnarlo... ma in sostanza sono pezzi di carta con cui avere potere su altre persone. Siamo una civiltà che folle che collasserà su se stessa se non inizieremo ad avere azioni "razionali" e rimettere le cose al loro posto. smetterla con i falsi problemi come la fame del mondo e indirizzarci verso un mondo in cui si lavora due ore al giorno e il resto si vive e si cresce godendo della natura e dello spirito.

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    1. Altri falsi problemi: i terremoti, le epidemie, le guerre, i femminicidi e altro.

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    2. Per te la fame nel mondo sarebbe un falso problema?

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    3. Però Francesco anche tu stai creando un business. I libri li vendi, il blog genera profitti, lo studio di registrazione di cui parlavi non è gratuito...

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  2. ciao Francesco, purtroppo è la triste verità: purtroppo in una società dove tutto è tassato all'inverosimile, le case costano un patrimonio (soprattutto nelle grandi città dove vivo ahimè io!), ogni minimo divertimento costa (e non parlo di locali di cui non mi interessa nulla, ma ad es. andare a pescare, prendere il sole ai laghetti, ecc.), siamo improntati a non far nulla se non sotto compenso economico;
    ed è un peccato, perché vne vanno di mezzo i rapporti sociali, umani e il volontariato

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  3. Grazie mille per la condivisione. Hai fatto un lavoro brillante. Il tuo articolo è veramente rilevante per il mio studio in questo momento e sono davvero felice di aver scoperto il tuo sito web. Tuttavia, mi piacerebbe vedere maggiori dettagli su questo argomento. Continuerò a tornare qui.

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  4. salve francesco, concordo in buona parte di quello che hai scritto; è bello fare del volontariato, ma oggi come oggi in una vita così tassata è IMPOSSIBILE non avere neanche un'entrata..io poi che vivo in una grande città del nord dove la vita è carissima sono obbligato a lavorare: credimi, io sono libero professionista e guadagno esentasse 1200-1600 euro al mese, ma non comprandomi NULLA nei cnentri commerciali e girando SOLO COI MEZZI -non ho auto- mi bastano al pelo..arivano di quelle sberle di tasse tra imu tasi riscaldamenti bollette, scadenze partita iva, che ho dovuto eliminare il mio volontariato e lavorare 6 giorni alla settimana; credimi se la vita costasse meno farei piu volontariato e meno attaccamento alle ore di lavoro

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  5. Ho smesso di fare volontariato all'estero e in Italia perché è solo schiavitù gratuita.
    A casa mia il volontariato è che decido io se, quando, come e dove donare alcune ore del mio tempo, che già è pieno di cose, e non certo farmi dire da chicchessia che devo lavorare, si lavorare è il termine che viene usato da certe associazioni, un tot di ore a settimana e se non posso presentarmi un giorno devo dare le motivazioni con largo anticipo pena l'essere esclusa dai turni.
    Il volontariato ormai è una fregatura travestita da falso e appiccicoso buonismo, adatto per lo più a chi ha dei grossi vuoti esistenziali da riempire e crede di star facendo qualcosa di mobile. In realtà sta solo facendo lo schiavo gratis mentre le associazioni ingrassano e prosperano coi soldi di chi glieli dà. Essendo divenuta del tutto impermeabile a pietismi televisivi e spot strappalacrime di qualsivoglia natura, il volontariato lo faccio quando e come mi garba.
    Anche perché parliamoci chiaro, i problemi si risolvono a monte, non tappando buchi con ONG e associazioni varie, che abbiamo visto ultimamente di che pasta sono fatte, e qui mi fermo.
    Il business è dappertutto, specie dove non sembra esserci, io la mia scelta l'ho già fatta affrontando tutte le possibili conseguenze, se al resto del mondo piace farsi sfruttare, mingere e poi macellare come bestiame affari suoi. Ognuno ottiene ciò che pensa e quindi crea.

    Anna

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