La Gioia di Vivere con Poco

la gioia di vivere senza denaro
felici e poveri
Da quando ho scelto di vivere con poco e quindi non aver bisogno di lavorare, la domanda più ricorrente che mi viene posta (ma più che una domanda è un'insinuazione) è la seguente: "Se vivi con pochi soldi e non compri mai niente, la tua vita è certamente orrenda".

La verità è che è tutto il contrario: vivere con poco è fantastico, perché il bisogno di comprare è una prigione nella quale non sappiamo di essere rinchiusi. Quando vivi con poco ti senti forte, consapevole e comprendi finalmente cosa ha veramente importanza e cosa invece era un male per la tua esistenza.


Spendere non è normale


Nessuna persona che non abbia sperimentato la vita frugale, cioè l'arte di vivere con poco (al minimo, come dico io) può veramente comprendere cosa significa condurre un'esistenza di questo tipo. Non lo dico con saccenza o arroganza, lo dico con la stessa sicurezza con la quale direste ad una persona vergine: "Se non hai mai fatto l'amore puoi solo immaginare quello che si prova".

obesità


Per capire dobbiamo cambiare completamente il nostro punto di vista: immaginiamo di essere una persona che soffre di obesità cronica, incapace di smettere di mangiare e priva della sufficiente forza di volontà per fare l'esercizio quotidiano che la riporterebbe in forma. Probabilmente saremmo costantemente a dieta, ma una dieta sbagliata, inefficace, che dura solo qualche settimana, per poi cadere nuovamente nel vizio del cibo spazzatura, nella sedentarietà e nelle abbuffate notturne. Chi si ritrova in questa condizione è come se avesse un demone da combattere, qualcosa che sta nella sua testa e di cui non riesce a liberarsi, ma che farebbe di tutto per eliminare. Visto che, superato un certo peso è molto difficile dimagrire e tenersi costantemente in forma, spesso si mente a sé stessi dicendo che è il Mondo ad essere sbagliato perché promuove l'anoressia, che essere grassi è solo uno stereotipo e che il parere degli altri non conta. Poi però l'infarto che sopraggiunge a 50 anni è vero come l'aria che respiriamo e di certo non dipende dalle mode o dagli "assurdi preconcetti" della società.

Ho volutamente fatto questo esempio provocatorio per spiegare che il bisogno che tutti abbiamo di acquistare è molto simile al demone che sta nella testa delle persone obese: se volessimo non riusciremmo tanto facilmente a liberarcene. Se non ci crediamo facciamo un esperimento: la prossima volta che andiamo a fare un giro in centro, per esempio di sabato pomeriggio, mettiamoci in tasca 50€ e proviamo a non spendere niente, nemmeno un centesimo. Scopriremo, non solo che trattenersi dallo spendere è estremamente difficile, ma che dentro di noi abbiamo dovuto reprimere un impulso, qualcosa che, se lasciato correre, ci avrebbe fatto mettere mano al portafogli a più riprese. Queste sensazioni sono del tutto paragonabili a quelle di un obeso che non riesce a darsi delle regole.

A questo fattore va aggiunto un ulteriore aspetto psicologico: se fossimo con un amico/a e questa persona dicesse: "Fermiamoci qui a bere qualcosa", saremmo in grado di rispondere (senza provare vergogna): "No, non voglio spendere nulla, grazie."? Ci sentiremmo quantomeno "strani" a rispondere in questo modo e, come per l'obesità, lasciare che il demone abbia la meglio ha precise conseguenze.

La differenza sta solo nel fatto che spendere è considerato normale, mentre, essere grassi, no.

Il bisogno di spendere invece non è una cosa normale e nemmeno una cosa positiva; così come il cervello dell'obeso difende i chili di troppo, noi difendiamo lo spendere incontrollato spacciandolo per "ciò che fanno tutti", anche se in cuor nostro sappiamo che il motivo per cui dobbiamo comprare l'automobile a rate o non abbiamo un centesimo per aiutare i figli a comprare casa, è solo colpa dello spendere incontrollato.

Cosa accade quando si prova a vivere con poco, "guarire" da questa compulsione, cambiare il meccanismo e smettere di spendere in modo incontrollato? Una cosa straordinaria.

Vivere con poco ci fa trovare nuova consapevolezza


Immaginiamo, da domani, di iniziare a non spendere più nulla. Smettiamo di fumare, di andare al bar a bere il caffè due, tre, quattro volte al giorno, di comprare i gratta e vinci, di fare shopping nel weekend, di acquistare cibo d'asporto, di stare attenti a come facciamo la spesa, di non frequentare più le edicole, le pasticcerie, i ristoranti, i cinema e di non concederci mai nessuno sfizio. Benvenuti nella mia vita, dove, con la tariffa telefonica a consumo delle Poste spendo (mediamente) un euro al mese, non vado dal barbiere da almeno 20 anni, e ho lo stesso paio di scarpe da sette anni.

Inizialmente si prova una certa sofferenza, qualcosa di molto simile all'astinenza: si vorrebbe uscire a cena perché non si ha voglia di cucinare, cambiare telefono per l'ennesima volta e comprarsi quelle belle scarpe da duecento euro che stanno in vetrina. La nostra giornata è costellata di eventi che ci portano a spendere, messaggi pubblicitari che bramano il nostro denaro e contesti sociali dove siamo in adeguati se non "possediamo", per questo non è semplice, ma come tutti i cambiamenti, se si vuole vivere con poco, bisogna riuscire ad andare oltre, tenere duro e superare le difficoltà iniziali per vedere i primi risultati.

A mano a mano che il tempo passa, continuando a vivere con poco si realizza qualcosa di straordinario, ma allo tesso tempo semplicissimo: non è cambiato niente! Rispetto a prima, intendo, non c'è nessuna differenza, se non che abbiamo meno cose (inutili) e molti più soldi. Ci accorgiamo che quelle cose che ritenevamo irrinunciabili, in realtà lo sono sciocchezze, che eravamo drogati di oggetti e servizi, e che senza stiamo comunque molto bene. Abbiamo snobbato qualche evento e saltato qualche cena fuori, ma in modo del tutto naturale abbiamo trovato altri modi per passare il tempo e divertirci, metodi gratuiti, e abbiamo scoperto che ce ne sono tanti e che è semplicissimo trovarli!  Una passeggiata nei boschi, un pic-nic all'aperto, un museo visitato nei giorni in cui è gratis, una bella cenetta preparata per gli amici o una serata trascorsa a leggere un libro preso in biblioteca.

essere semplici


Insomma, non siamo meno felici e facciamo comunque un sacco di cose, anzi, iniziamo a sentire dentro di noi una sensazione di liberazione, qualcosa di molto simile a quando si risolve un grosso problema (come l'obesità) e ci si sente finalmente leggeri.

Si comprende che prima eravamo schiavi di impulsi incontrollati che ci attiravano verso le vetrine, ci facevano sentire l'acquolina in bocca ogni volta che passavano davanti ad una pasticceria e attivavano in noi voglie incontrollate quando l'odore di una sigaretta che brucia raggiungeva le nostre narici. Eravamo schiavi inconsapevoli del consumo, credevamo si trattasse di un comportamento normale, ma ora abbiamo realizzato che era tutto artificiale, indotto. Compivano una serie di atti a dir poco folli e privi di una vera ragione, ma che non avevamo mai messo in discussione. Che senso aveva acquistare una nuova maglietta se ne possediamo già venti pressoché nuove? Perché bere cinque inutili caffè ogni giorno pagando ogni volta 1,20€ per una tazzina che contiene 30 millilitri di acqua sporca? Come abbiamo potuto spendere 30.000€ per un'automobile bella e potente, che poi lasciamo parcheggiata per il 90% del tempo? E perché? Per far vedere a tutti che siamo ricchi? Ma non siamo ricchi! E non siamo migliori se abbiamo un bolide sotto il sedere. E vogliamo parlare di un mutuo trentennale per una casa enorme, perlopiù inutilizzata, sempre in disordine e in cui andiamo solo a dormire?

Da non perdere: 100 Modi per Risparmiare Soldi Facilmente



Senza sodi il mondo cambia aspetto


Liberi dagli artigli dello spendere incontrollato si inizia ad osservare la società con occhi nuovi e di fronte a noi il mondo si manifesta in tutta la sua assurdità. Al supermercato guardo il carrello del mio "vicino di cassa" e so che spenderà 80€ mentre io forse 25, eppure entrambi sono stracolmi. Il mio contiene chili di farina, latte, uova e tutta la frutta e la verdura di stagione che non riesco a produrre; il suo: merendine, biscotti e solo Dio sa quanta roba surgelata e precotta. Vedo un ragazzo ordinare due tranci di pizza e pagare 6€, quando con la stessa cifra faccio quasi 10 pizze nel mio forno, per me e gli amici. Osservo donne con acconciature elaboratissime che saranno costate 40 o 50€, quando il mio barbiere mi ha dato per disperso ormai 20 anni fa.

Tutte le abitudini che si adottano in maniera pressoché automatica, per il solo fare parte della società, contemplano l'utilizzo del denaro. Se ti trovi nel bel mezzo di una città, grande o piccola che sia, non fai nulla senza denaro. Se ci vuoi stare allora devi spendere, ma spendere obbliga a lavorare e lavorare ci impegna per l'intera giornata e per ogni giorno della nostra vita. Ecco che tutti corriamo per produrre, ma questo, se potessimo veramente scegliere non è ciò che vorremo fare ogni giorno: preferiremmo riposare, andare al mare o in montagna, giocare, stare con la famiglia o coltivare hobby e passioni. Per questo siamo infelici e dentro il nostro cuore lo sappiamo bene: alzarci ogni giorno per andare in quello stramaledetto ufficio, affrontando il traffico e i colleghi che non sopportiamo non è felicità, è ansia, stress, stanchezza, fastidio e senso di inutilità (è veramente indispensabile il nostro lavoro? Siamo medici che salvano vite o operatori di call center di una qualche compagnia telefonica?). E tutto questo solo per il nostro spendere incontrollato, per quell'idea che "una pizza ogni tanto non te la concedi?". Ma non è una pizza ogni tanto, fosse solo quella non ci sarebbero problemi, è tutto l'inutile di cui ci circondiamo ogni giorno a fare la differenza, piccole spese incontrollate che a fine mese prosciugano il conto corrente.

Ecco che "vivere con poco" offre la via d'uscita: siamo liberi dal demone dell'acquisto e possiamo ritirarci dalla società, trovare un posto tranquillo dove snobbare le regole del lavoro senza fine e del consumo senza senso. Vivere veramente, usando bene il tempo. Possiamo accettare un lavoro part time, andare a vivere in campagna, in una casa piccola, piccolissima, muoverci in bicicletta, acquistare lo stretto necessari autoproducendo ciò di cui abbiamo bisogno e ritornare padroni delle nostre azioni. Nessuno ci potrà più comandare e finalmente ritroveremo la gioia perduta.

scegliere una vita povera


Questa è quella che possiamo veramente chiamare vita.

Per approfondire: Vivere Bene è Molto Semplice



Ed ecco la gioia di vivere


Non usare il denaro è inebriante, il nostro conto in banca lievita in maniera costante, mese dopo mese, risparmio dopo risparmio si vedono i frutti delle proprie rinunce e non si può fare a meno di sentirsi forti, capaci di tenere fede ad un progetto che sta dando grandi risultati. Ora nessun imprevisto sarà più un problema e nessuna spesa necessaria dovrà essere affrontata a rate, pagando molto più del dovuto. Col tempo il capitale accumulato permetterà di liberarsi dai debiti, investire in una passione o dare vita a quel progetto che abbiamo sempre accantonato per mancanza di fondi. Potremmo, come nel mio caso, licenziarci senza problemi, perché anni di risparmio hanno costruito una base solida su cui atterrare nel caso le cose non andassero bene. Non saremo più obbligati a sopportare gli ordini assurdi del nostro datore di lavoro o le pretese senza senso dei clienti. Se abbiamo un'alternativa allora nulla ci può spaventare perché non vivremo nella paura di perdere il lavoro.

Allo stesso tempo, vivendo con poco, si scopre che tutte quelle strategie che abbiamo messo in campo per divertirci senza l'uso del denaro, o per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno senza soldi, sono un modo attivo e ingegnoso di affrontare la vita, certamente migliore della passività a cui siamo abituati. Si prova un immenso piacere quando si usa il tempo per creare qualcosa invece che farsi intrattenere pagando, si scopre di essere capaci di fare cose che prima non immaginavamo nemmeno e si diventa protagonisti della propria esistenza. Personalmente non avrei mai immaginato di sentire il bisogno di piangere dalla gioia mentre aspettavo l'alba su una tavola da surf in mezzo all'oceano o capito aspetti della mia personalità mentre meditavo al tramonto su una cima alta tremila metri, e tutto questo solo perché il surf e lo skyrunning sono gli sport a costo zero che ho abbracciato, in perfetta linea con il vivere con poco.

Conclusioni


Vivere con poco è l'esatto contrario di quello che la maggior parte delle persone crede: ad uno sguardo superficiale e disattento la vita volutamente sobria appare orrenda, ma questa è solo l'opinione di chi non vuole approfondire e si basa sulle sensazioni. Chi si immerge in questo mondo comprende che si tratta di una e vera e propria liberazione, che fa stare bene, crea opportunità e aiuta le persone a ritornare padroni della propria esistenza.

Se credete che senza l'uso del denaro la vita sia monotona, provate anche solo per un mese a non spendere niente, e scoprirete che vi sbagliavate di grosso. La povertà volontaria è una soluzione semplice per molti dei mali che oggi affliggono la nostra società, abbracciandola si riscopre la gioia di vivere, e lo possiamo fare tutti, a partire da questo preciso istante, basta voler essere felici.

25 commenti:

  1. grazie Francesco, che bello iniziare settembre con questo articolo. :-)

    RispondiElimina
  2. Quella foto è casa tua Francesco?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, la mia casa è una casa moderna, se la vedessi non diresti mai che è la casa di uno che non lavora :D

      Elimina
  3. Probabilmente uno dei migliori articoli... Complimenti Francesco!

    Andy

    RispondiElimina
  4. La persona veramente ricca vive così

    RispondiElimina
  5. Seguendo il tuo blog, i tuoi consigli e ispirandomi a te ho avviato il mio piccolo blog facendo ciò che faccio in maniera naturale e senza lo stress da lavoro da fare entro. Spero vada bene.
    Ti seguiamo io e la mia ragazza e crediamo fermamente in ciò che fai/dici. La felicità viene da dentro non da cosa si possiede o dal conto corrente

    RispondiElimina
  6. Articolo interessante, se mi spieghi come trovare un lavoro part time nel 2018 e come muoversi in provincia senza auto Come evitare di fare un mutuo o di comprare casa grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lavoro part time la vedo dura, sia perché è difficile da trovare e sia perché nessuno ti darebbe mai un mutuo...
      Luigi

      Elimina
  7. D'accordo quasi su tutto, tranne sul non frequentare edicole e librerie;
    Riviste/giornali/libri: pochi ma buoni. Giusto finanziare chi lavora bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto! Ma quando uno è estremista mette tutto nello stesso calderone, senza neanche ragioanre. I libri, poi, sono fondamentali: arte, cultura, conoscenza e non c'è risparmio che tenga.
      Luigi

      Elimina
  8. Questo racconto dovrebbe rappresentare l'ovvio, invece in pochi lo capiscono.

    RispondiElimina
  9. Francesco ho visto in un tuo vecchio articolo,che t 6 congedato da lavoro,con una bella cifra da parte,circa 300.000 euro tra te e tua moglie,direi un ottima base,non credo che per tutti possa essere così,posso chiederti quanto guadagnavate al mese entrambi? E in quanto tempo siete riusciti a mettere via quella cifra?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma non è così, non avevo quella cifra quando mi sono licenziato, non avevo praticamente niente. Comunque prima ho accumulato 250.000 euro in 7/8 anni lavorando e risparmiando io e mia moglie e poi li abbiamo usati per costruire casa. Di questo ne parlo nel mio nuovo libro :D

      Elimina
    2. Avevi già i figli all'epoca del grande accumulo di denaro?
      T faccio tante domande perché sto prendendo spunto dai tuoi consigli e quindi cerco di avere un quadro chiaro della situazione

      Elimina
  10. Francesco, non hai nominato i viaggi. Spero che quelli, almeno, non li consideri inutili, perché altrimenti è meglio buttarsi direttamente da un ponte e farla finita. Il risparmio va anche bene, se ti permette di essere felice e approcciare la vita in un certo modo, ma ci sono cose che, seppur non gratuite, non hanno prezzo. Parlo dei viaggi, certo, ma anche dell'arte e della cultura e della conoscenza in generale...
    Luigi

    RispondiElimina
  11. Ciao Francesco, leggo da tempo il tuo blog e non posso che essere d'accordo praticamente su tutto. Purtroppo io ho due grandissime sfortune: vivere a Milano e non avere nessuno al mio fianco che la pensi come me. Ho notato che altri utenti si "Lamentano" di non trovare amici o partner che la pensino così e ti assicuro che in una città come la mia è praticamente impossibile. Qui costa tutto peggio dell'inferno, dai mutui e affitti fuori da ogni logica umana, alle tasse mostruose ai parrucchieri (altro che 40-50 euro, qui si viaggia sui 200 per donna...!).
    Io riesco a mettere da parte soldi sia perché non compro praticamente nulla da 2 anni, sia perché vivo coi miei e lavoro, altrimenti in questa maledetta realtà servono 200.000 euro per comprarti una topaia, sporca, rumorosa e inquinata. Sono 2 anni (da quando ti conosco e ho letto il tuo libro) che evito centri commerciali, duomo, negozi ecc. e che sto mettendo da parte soldi per scappare da questo posto. L'unica cosa su cui dissento in parte è investire nel mattone a Milano in periferia: per esperienza personale è quasi impossibile vendere qui (checchè ne dicano gli stupidi notiziari in TV), mentre le agenzie di affitto ti rubano così tanto che non ti rimane quasi nulla. O erediti una casa storica in centro (e la vendi a cinesi o arabi) o una casa in provincia (dove costa meno e vengono le famiglie), altrimenti ereditare casa sono solo un'altra pesante botta di tasse.
    Un saluto cordiale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove ti piacerebbe andare Davide?
      Paolo

      Elimina
    2. Milano è invivibile,Davide dove vorresti andare?,che cifra t 6 posto come base x mollare?

      Elimina
    3. Ciao, io ho 28 anni e non mi sono ancora posto il mio "futuro remoto", o meglio so che SICURAMENTE non sarà qui dove sono ora (periferia di milano), ma il luogo preciso non lo so ancora… ci sono realtà sicuramente più vivibili e meno costose, senza allontanarsi troppo: qui ad esempio, oltre a pagare cifre assurde per gli immobili, hai la tassa sui parcheggi, la TARI più alta d'italia, non puoi avere un orto, non hai un terrazzo, hai spese condominiali ecc., senza contare i 5€ per un the o 13€ per un'insalata (giuro!); la mia città è proprio l'opposto della mentalità di Francesco, questa realtà è un sistema dove costa tutto e ti dona poco, in quanto lavoro e stipendi non si discostano dalla media della Lombardia, mentre sotto i 1000€ al mese non vai, ovviamwente non comprando nulla e avendo la casa di proprietà: io, coi miei 1200€ mensili di lavoro, non riesco a uscire di casa e me ne guardo bene da andare in affitto; metto da parte e in futuro andrò via, in realtà più compatibili con la mentalità sobria.

      Elimina
  12. Se hai una casa di proprietà non è vero che è invivibile Milano. Non peggio di altre città italiane, comunque. Anzi, da quando sono qui non uso più la macchina ma mi muovo con i mezzi e in effetti sto rismarmiando molto. Poi dipende che vita uno cerca, ma essendo una città piuttosto grande si può trovare un po' di tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "invivibile" inteso con la mentalità di Francesco: è chiaro che (tu generico) se ti piace bere drink sui navigli o lavorare 48 ore a settimana e comprarti oggetti di lusso è la città ideale… ha un clima obiettivamente orribile (per me), lontanissima da natura, montagne e paesaggi, certo, sicuramente offre di più rispetto a cittadine o paesi, ma il costo della vita non è controbilanciato da queste offerte: io vivo in uno squallido palazzone di periferia, magari se fossi nato in una casa signorile sarebbe cambiata la mia opinione. Ciò non toglie che in questa città (così come Roma, Venezia ecc.) devi lavorare come un somaro, perché è IMPOSSIBILE sopravvivere se guadagni come un lavoratore precario, figuriamoci come fa Francesco. poi sai, non frequentando alcun tipo di bar, locale, discoteca, centro commerciale, Milano sinceramente non mi offre proprio più niente, sarò un giovane atipico ma è così.

      Elimina
  13. E il sabato sera come lo passi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è un giorno come gli altri, evito locali, discoteche e tutta questa roba qui da anni, al massimo se sono invitato da 1 o 2 amici vado a feste o in piscina: non mi pesa affatto, anzi mi pesa non potermi godere il sabato sera sul lungolago o a vedere il tramonto in montagna

      Elimina
  14. Bellissimo articolo Io sono uno che risparmia molto anche se adesso mi voglio concedere una moto usata da €3000 poi su tutto il resto spendo pochissimo Cosa ne dici Francesco?

    RispondiElimina
  15. Gentile signore,
    ciò che lei suggerisce io e mio marito lo applichiamo da anni...niente roba superflua, lo stesso cellulare da anni (finché non emana l'ultimo bip non si cambia, e quando verrà cambiato sarà per uno il cui prezzo non va oltre i 120 euro..quello di adesso è costato 99,00 euro ed ho sudato per pagarlo), niente cibo spazzatura, niente cibo da asporto, compriamo le scarpe o l'abbigliamento quando ci sono gli sconti (a meno che non capiti un'urgenza...che so, si rompono le scarpe), ho due paia di stivali da 9 anni (tenuti benissimo, tanto da sembrare nuovi), non compro gioielli, niente gratta e vinci, non fumiamo e non abbiamo nessun altro vizio, la tariffa telefonica è la più vantaggiosa. Ci concediamo solo 4 libri l'anno (il resto lo prendiamo nelle nostre rispettive biblioteche personali...entrambi amiamo leggere da sempre) e 2 uscite l'anno (preferiamo vederci in casa con gli amici o andiamo da loro).
    Eppure nonostante questo, ciò che guadagnamo lavorando sodo a mala pena ci basta.
    E non abbiamo né mutuo né affitto!
    Ma ci sono da pagare: spesa alimentare, bolletta della luce, del gas, dell'acqua, il condominio, la spazzatura, l'imu, il bollo e l'assicurazione dell'auto (per noi indispensabile), la benzina, le visite mediche, i farmaci, gli occhiali (almeno le lenti vanno cambiate ogni 3 anni e le mie costano circa 250 euro...l'ultima volta ho riutilizzato la montatura che avevo perché era ancora in ottime condizioni, ma se si dovesse rompere?).
    Non credo si possa vivere con 500 euro al mese avendo famiglia.
    Lei comunque scrive e vende libri, ergo per poter guadagnare qualcun altro deve comprarli commettendo l'atto di accumulare altra roba.

    RispondiElimina

Sono molto felice che tu abbia deciso di lasciare un commento, la tua opinione è molto interessante per me, tuttavia prima di commentare tieni presente le seguenti informazioni:

1. Prima di fare una domanda usa il form di ricerca in alto a destra e leggi la sezione Contatti, dove ci sono le risposte alle domande più frequenti.
2. Vengono accettati solo commenti utili, interessanti e ricchi di contenuto.
3. Non linkare il tuo sito o servizio per farti pubblicità, non servirebbe, i link sono tutti no_follow e comunque il commento non verrebbe pubblicato.
3. Se il commento è offensivo (anche in modo sottile e indiretto) non verrà pubblicato.