Problemi al Lavoro: Cosa Fare

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È inutile che ci raccontiamo storielle, la maggior parte delle persone odia il proprio lavoro e, se potesse, manderebbe tutti a quel paese e vivrebbe facendo veramente quello che ama. Lo so, non sono cose che si dicono, ma tra noi possiamo essere sinceri: il lavoro non piace a nessuno.

Proprio per questo motivo dobbiamo imparare a gestire i problemi al lavoro, cioè comprendere cosa fare per affrontarli e risolverli. In questo articolo capiremo da dove derivano i nostri problemi lavorativi, come affrontarli e quali soluzioni possiamo mettere in campo per eliminarli definitivamente.



È normale avere problemi sul lavoro


Prendi un gruppo di persone che non si conoscono e che non hanno scelto di stare insieme, obbligale ogni giorno a fare cose che non vogliono, a stare chiuse in un posto che preferirebbero evitare. Aggiungi un pizzico di crisi economica che ha portato tagli al personale, ridotto la formazione e obbliga i dipendenti a fare gli straordinari, magari gratis. Condisci bene con dirigenti improvvisati, che non sanno gestire le persone e prendono decisioni a casaccio. Completa con stipendi non adeguati, stress costante e clienti arrabbiati, ed ecco servita la ricetta per avere problemi sul posto di lavoro.

Questa è l'esatta descrizione del nostro lavoro, per questo motivo non ci dobbiamo stupire che insorgano problemi. Nella vita, semplicemente, smettiamo di frequentare le persone con cui non andiamo d'accordo, evitiamo quei luoghi nei quali non stiamo bene e smettiamo di fare ciò che riteniamo poco interessante, ingiusto o privo di significato, ma nel lavoro tutto questo non è possibile, siamo obbligati a fare ciò che detestiamo.

Mi stupirebbe sentir parlare di luoghi di lavoro dove non ci sono problemi.

La prima buona notizia quindi è che non c'è nulla di strano se le cose non vanno bene nel nostro impiego, siamo in buonissima compagnia perché la maggior parte delle persone prova un senso di ansia e rifiuto alla sola idea di recarsi al lavoro ogni stramaledetto giorno.

Ora che il contesto è chiaro, cerchiamo di capire da dove iniziare per risolvere i nostri problemi sul posto di lavoro.



Valutare bene la situazione


Come al solito i "perché" non risolvono le situazioni, sono i "come" che ci permettono di capire cosa deve essere fatto affinché il nostro malessere, derivante dai problemi lavorativi, sparisca. I "come, a loro volta, sono poco efficaci se prima non analizziamo bene la nostra situazione lavorativa, perché si rischierebbe di mettere in campo tutta una serie di strategie di miglioramento che non funzionano, semplicemente perché non si è compreso a fondo il problema.

La prima cosa che dobbiamo fare è prenderci un po' di tempo per noi. Anche se siamo convinti di sapere esattamente cosa non va nel nostro lavoro, stacchiamo comunque la spina anche soltanto per uno o due giorni, chiudiamo tutto, non leggiamo le email lavorative o il gruppo di Whatsapp dei dipendenti, ma semplicemente restiamo a casa a riposare. È terapeutico staccare tutto, perché la testa si svuota degli inutili problemi lavorativi che dobbiamo affrontare ogni giorno, e ritorna a capire cosa veramente conta per noi. Ritrovando la pace capiamo cosa ci manca, cioè cosa non ci permette di essere sereni sul posto di lavoro e aiuta a vedere tutto più chiaramente.

È importate, in questa fase, dividere in più parti l'universo lavorativo e attribuire un peso ad ogni aspetto, determinando quanto, ogni sfaccettatura del nostro lavoro, contribuisca al malessere che proviamo. Suddividere i problemi al lavoro in più parti, aiuta a trovare più facilmente la soluzione.

Non dobbiamo inventarci nulla, continuiamo semplicemente a leggere perché ho già suddiviso gli aspetti più critici del lavoro in 10 punti, e per ognuno ho indicato una possibile soluzione o, diciamo, almeno un'idea di quello che andrebbe fatto per cambiare le cose. Cerchiamo di capire quali di questi problemi lavorativi abbiamo e quale soluzione possiamo adottare.


1) Troppo lavoro, pochi dipendenti


Come accennato in moltissimi posti di lavoro la crisi ha causato tagli al personale o comunque un chi-va-là relativo alle spese, per questo molti dirigenti sono restii ad assumere nuovo personale, ma questo naturalmente va in conflitto con la mole di lavoro complessiva. Molti dipendenti sono sovraccaricati di cose da fare, e questo porta a fare tutto in fretta e quindi male, causando spesso altri problemi e malcontento nei clienti. Come se non bastasse il capo ci rimprovera per aver fatto le cose male e noi viviamo tutto questo come un'ingiustizia. Se ci rivediamo in questa situazione dobbiamo però capire se si tratta realmente di troppo lavoro o se siamo noi a non essere in grado di gestire più cose contemporaneamente, se ci facciamo sopraffare dallo stress o andiamo in tilt perché siamo disorganizzati. Inoltre valutiamo anche se la nostra demotivazione o la scarsa voglia di portare a termine certi compiti, non sia, in effetti, la reale causa del lavoro accumulato.

Soluzione: La prima cosa da fare è comunicare al nostro superiore che abbiamo questo problema realtivo al nostro impiego, ovvero che non riusciamo a fare tutto quello che ci chiede. Naturalmente dobbiamo essere in grado di sostenere la nostra causa con i fatti, in modo da non essere smentiti. Spieghiamo che non possiamo sempre fare gli straordinari e che riusciremo a tenere duro ancora per un po', ma poi saremo costretti a tornare a ritmi normali (il che è assolutamente lecito). Spieghiamo anche che dover seguire troppe cose ci rende poco produttivi, soprattutto se dobbiamo saltare da un compi all'altro. Ricordiamoci che il lavoro è un contratto, lo Statuto dei Lavoratori ne sancisce diritti e dovei, non siamo in debito con il datore o dobbiamo ringraziarlo perché ci ha dato da lavorare! In questo modo obbligheremo il capo risolvere il problema e, anche se non troverà una soluzione, avremo "la scusa" per tornare a lavorare il giusto, tralasciare qualche compito e non fare continuamente gli straordinari.

2) Non c'è una direzione chiara

 

problemi al lavoro

Molti dipendenti sono convinti che il capo abbia chiara la direzione in cui andare e che sappia prendere le decisioni giuste. Purtroppo però, in tanti anni di lavoro, mi sono accorto che i capi spesso non sono adeguati al ruolo, scelgono senza riflettere e, spesso, non sono abbastanza competenti per sapere cosa sia giusto fare. Quello che più infastidisce è il continuo cambio di direzione: ciò che oggi è importantissimo domani diventa inutile senza un vero motivo e per questo le persone si sentono disorientate, se non prese in giro. In alcuni casi ho avuto a che fare con dirigenti incapaci di comunicare, di spiegare bene ciò che deve essere fatto e in che tempi, salvo poi pretendere che tutto sia pronto per "domani" e esattamente come se lo immaginano. Questa è certamente una delle principali cause di malessere sul posto di lavoro.

Soluzione: Prima di tutto parliamo con il nostro capo per chiedere quali sono i progetti futuri, comunicandogli che la mancanza di informazioni è per noi causa di problemi al lavoro. In questo colloquio capiremo se ha un piano d'azione o se ci sta facendo solo l'ennesima "supercazzola" per intortarci. Se non c'è un business plan chiaro allora significa che il capo non ha le doti per dirigere l'azienda e che quindi questa non crescerà mai e i problemi resteranno sempre lì. In questo caso la cosa più conveniente da fare è cambiare impiego, perché questo posto di lavoro non ha futuro.


3) I ruoli non sono ben definiti


Un'altra classica situazione è quella in cui non si sa bene chi deve fare cosa. Ci sono capi che non capiscono l'importanza di assegnare ruoli precisi alle persone e di verificare che ognuno svolga il suo compito e solo quello. Soprattutto nelle piccole aziende si verificano casi di vera follia, dove arriva un'email a tutto lo staff con scritto "c'è questo da fare". Naturalmente non si capisce chi esattamente lo debba fare, nessuno si prende in carico l'attività, e poi il capo si domanda perché non sia stato fatto. Altro esempio lampante è quando, durante le riunioni, si mette sul tavolo tutto ciò che c'è da fare, ma poi ci si lascia senza compiti chiari né scadenze… una riunione inutile. Siamo tutti bravi a dire "c'è da fare questo, c'è da fare quello" ma i problemi e le incomprensioni lavorative si evitano assegnando i compiti secondo i ruoli, verificando che vengano eseguiti e assicurandosi che tutti abbiano gli strumenti e le informazioni per andare avanti.

Soluzione: Per noi non è importante che tutti i ruoli siano definiti, l'importante è che lo sia il nostro, per questo, ancora una volta, chiediamo spiegazioni sulla nostra posizione, indicazioni chiare su ciò che compete e ciò che invece devono fare gli altri. Utilizziamo esempi presi dal passato o da ciò che stiamo facendo in questo momento e pretendiamo risposte chiare. Quando dobbiamo consegnare? Fino a che punto del lavoro dobbiamo arrivare? Chi comunica con il cliente? Ricordiamoci che non è normale che tutti facciano tutto, le migliori realtà lavorative sono quelle dove i compiti sono ben definiti e tutto è organizzato. Se riusciremo a chiarire quali sono i nostri compiti il problema sparirà, perché nessuno potrà più dirci cosa dovevamo fare e non abbiamo fatto, se questo non ci compete.

4) I colleghi sono insopportabili


Come dicevano non deve stupire di non andare d'accordo con i propri colleghi, d'altro canto non ce li siamo scelti e non si può andare d'accordo con tutti. In questo caso bisogna comprendere quali siano le cause dell'astio tra colleghi, perché questo problema lavorativo è tra quelli più complicati da risolvere, a meno che non se ne comprendano bene le cause. Solitamente ci sono due situazioni: colleghi arrivisti che cercano di metterci in cattiva luce per emergere e ricevere una promozione, oppure semplicemente persone che non ci vanno a genio, troppo diverse da noi, con le quali non possiamo avere un rapporto sereno. Naturalmente è importante rivolgersi a noi stessi in modo onesto per capire se invece non siamo noi quelli che si comportano in modo antipatico, supponente o arrivista nei confronti degli altri. Non possiamo aspettarci simpatia e rispetto se abbiamo atteggiamenti avversi o parliamo sempre male degli altri.

Soluzione: Prima di tutto valutiamo se siamo noi ad essere gli insopportabili, in questo caso dovremo lavorare su noi stessi. Se nella vita siamo sempre stati allontanati dagli altri, allora è possibile che il problema sia il nostro atteggiamento. Ci sono persone che vivono una vita intera senza accorgersi di avere atteggiamenti che irritano gli altri. In secondo luogo cerchiamo di chiarirci con le persone con cui non abbiamo un buon rapporto, prendiamole una ad una e cerchiamo di affrontare con loro il problema. Cerchiamo di essere molto sinceri, non attacchiamo l'altro, ma troviamo un modo per chiarirci, parlare degli eventi passati che ci hanno portato a questa situazione e chiedere scusa per primi! L'umiltà e la buona volontà a migliorarsi portano sempre ottimi risultati. Dopo un po' di tempo, se le cose non cambiano e il contesto lo permette, possiamo chiedere di essere spostati di ufficio, reparto o filiale, in modo da poter ricominciare un ‘ambiente dove i rapporti non sono rovinati ed arginare i nostri problemi al lavoro.

5) Rischio il licenziamento da un giorno all'altro


Soprattutto in tempi di crisi la precarietà è un problema concreto, per questo molti datori di lavoro tagliano il personale, causando grossi problemi ai dipendenti che (ricordiamolo) sono padri e madri di famiglia. Considerando che, come abbiamo visto, spesso i dirigenti non hanno un piano d'azione chiaro, nei momenti di massimo declino aziendale quello che si verifica è che le persone vengono licenziate a caso: ogni tanto arriva una telefonata attraverso la quale veniamo convocati e ci viene comunicato il licenziamento. Questo naturalmente crea molto disagio tra le persone e rappresenta un problema con il quale dobbiamo convivere. Il problema, in questo caso, non è rappresentato tanto dal licenziamento, ma dal non sapere cosa accadrà, perché se ci comunicassero per tempo che verremo licenziati, allora ci potremmo organizzare di conseguenza, ma se tutto rimane un mistero, ci ritroviamo nella situazione peggiore possibile.

Soluzione: Se stiamo vivendo in una situazione ambigua che causa "problemi al lavoro", la prima cosa da fare è chiedere un colloquio individuale con il responsabile del personale per chiarire la situazione. L'importante è che ci vengano comunicati i criteri di licenziamento e che quindi capiamo se siamo o meno a rischio. È probabile che chi gestisce il personale chiederà al nostro diretto responsabile quali persone licenziare, per questo parliamo anche con lui e chiediamo se siamo a rischio e cosa possiamo fare per non avere questo problema. Evitiamo di vivere nel dubbio, non dobbiamo avere paura di chiedere, è un nostro diritto. Se siamo tra i possibili candidati al licenziamento, risolviamo il problema alla radice e iniziamo subito a cercare un nuovo impiego, trascurando quello attuale, perché non ha senso restare ad aspettare in attesa che il destino si compia, meglio giocare d'anticipo.

6) Non mi piace quello che faccio

 

poca voglia di lavorare

Odiare il lavoro che facciamo, il più delle volte non è "IL" problema, ma la causa di altri problemi. È abbastanza scontato che la maggior parte delle persone non ami ciò che fa, questo perché siamo costretti a lavorare per vivere, ma se questo peso è troppo grande, allora può diventare la causa primaria di altri problemi. Ad esempio, se recarci al lavoro ogni giorno è causa di continuo stress, questo modifica il nostro umore e ci può portare ad essere scorbutici nei confronti dei colleghi, contribuendo a generare un pessimo ambiente di lavoro. Se non amiamo quello che facciamo lo faremo con superficialità e quindi non produrremo qualità, rendendo i clienti scontenti e causando rimproveri da parte dei nostri dirigenti.  Non è facile trovare un lavoro che piace, ma questo aspetto va analizzato per capire se i problemi che abbiamo al lavoro derivano indirettamente dal fatto che detestiamo le nostre mansioni.

Soluzione: Nelle piccole realtà è molto complesso cambiare ruolo, perché solitamente tutti fanno un po' di tutto, quindi, se non ci piace quello che stiamo facendo dovremmo valutare di cambiare impiego. Nelle grandi aziende il problema dei lavoratori demotivati può essere risolto con la pratica del "job rotation" ovvero un cambio periodico di mansioni che serve a trovare la collocazione che valorizzi le qualità di ognuno. Un capo attento che intende evitare problemi al lavoro, dovrebbe avere tutto l'interesse ad avere dipendenti produttivi che fanno quello che più li aggrada, per questo non dobbiamo avere paura di chiedere al nostro capo un cambio di posizione lavorativa.

7) Non viene fatta formazione ai dipendenti

 

disagio sul posto di lavoro

Crescere è importante, anche dal punto di vista delle nostre competenze. In una buona azienda la formazione ricopre un ruolo fondamentale perché, anche se non ha risvolti diretti nel fatturato, sulla lunga distanza rende le persone più competenti e quindi migliora le condizioni lavorative di tutti. Se i problemi che abbiamo al lavoro dipendono dal fatto che il ruolo che ricopriamo non fa per noi e vorremmo cambiare, la mancanza di formazione può essere un ostacolo a questo passaggio, per questo il malessere che proviamo potrebbe dipenderne indirettamente.

Soluzione: Abbiamo mai espresso il desiderio di imparare qualcosa di nuovo? In molte aziende non c'è la cultura della formazione, ma questa può essere inculcata informandosi su quelle che potrebbero essere le novità su cui venire formati e chiedendo ai dirigenti di organizzare un corso su quella "materia". In alternativa chiediamo di poter dedicare qualche ora a studiare in autonomia un argomento. Se ne abbiamo le doti possiamo pensare, una volta imparato, di tenere noi (internamente) il corso, il che sarebbe visto come una forma di risparmio e un nostro forte interesse nel far crescere l'azienda.

8) Ho parlato dei problemi con il capo ma non è cambiato nulla


Questo è veramente un classico, nel senso che nella stragrande maggioranza dei casi i capi non sono in grado di (o non vogliono) risolvere i problemi dei dipendenti. Sia che lavoriamo in una piccola azienda, sia che facciamo parte di un grande gruppo, manifestare i propri problemi e constatare che nulla viene fatto è decisamente un brutto segnale. Nelle piccole realtà questa disattenzione nasconde l'incapacità del capo di comprendere che il benessere dei propri dipendenti è di importanza vitale per il fiorire dell'azienda. Quello che capita alle piccole aziende, dove i dipendenti non vengono ascoltati, è che questi, uno alla volta, se ne vanno. Nelle grandi aziende invece può essere una precisa politica quella di non rendere migliori le condizioni lavorative delle persone. Le grandi realtà spesso pensano solo al fatturato e lasciano che tutti i dipendenti siano perfettamente sostituibili, in modo da non poter essere "ricattati" dalle richieste del singolo, che possono licenziare senza incassare il colpo. In entrambi i casi stiamo parlando di uno dei problemi aziendali più gravi, sempre ammettendo che le nostre richieste siano sensate e non dei semplici capricci. Prima di chiedere qualunque cosa, chiediamoci cosa stiamo dando e se ce lo meritiamo.

Soluzione: Ci sono capi che credono che i dipendenti dovrebbero baciargli i piedi solo perché stanno dando loro da lavorare, senza comprendere che senza di loro non andrebbero da nessuna parte e che il lavoro è un contratto, un accordo dove entrambe le parti hanno un vantaggio. Se ci accorgiamo che i nostri responsabili la pensano in questo modo o che l'azienda ha scarso interesse nel rendere più serena la vita dei dipendenti, allora cambiamo lavoro, perché la situazione non migliorerà mai. In caso contrario potremmo risolvere questo problema lavorativo solo se abbiamo un capo che sa ascoltare e ha una certa sensibilità nei confronti delle persone, dote però piuttosto rara oggigiorno.


9) Il mio capo è incompetente


Nessuno ha competenze in ogni campo, per cui tutti siamo incompetenti in qualche settore, ma un leader dovrebbe avere precise qualità per guidare la baracca, cioè non solo essere competente nel suo settore, ma anche avere doti comunicative e organizzative. Nel mondo del lavoro nessuno pretende che le persone siano perfette, ma almeno che sappiano riconoscere i propri limiti e non ostentino sicurezza in campi nei quali non sono preparati. Spesso però accade che i nostri superiori fingano di sapere per essere all'altezza della situazione, per non apparire impreparati e quindi preservarsi il ruolo. Purtroppo però chi paga le conseguenze di questa messa in scena sono i dipendenti, costretti ad eseguire compiti errati, rimediare agli errori dei propri capi, fare le cose in fretta perché il lavoro non è stato organizzato per tempo o rifare più volte le stesse cose perché le direttive non erano chiare. Questo, tra i problemi che si possono avere sul posto di lavoro, è certamente uno dei più complessi da risolvere.

Soluzione: Se il nostro diretto superiore è palesemente incompetente abbiamo due scelte di fronte a noi. La prima è quella di aiutarlo, ovvero affiancarlo nelle scelte, in modo da colmare noi le sue lacune. Sono conscio che questa strada non è sempre praticabile, ma dipende dalla sua disponibilità, dal rapporto che abbiamo con il datore di lavoro e dal grado di interesse che nutriamo nel far funzionare le cose. La seconda è quella farsi trasferire di ufficio, in modo da cambiare responsabile, oppure proprio cambiare lavoro, perché spesso queste situazioni sono irrisolvibili. La competenza non si acquisisce dall'oggi al domani, soprattutto se di mezzo c'è l'orgoglio o il ruolo e sono poche le persone che fanno continua autocritica, capiscono i proprio punti deboli e rimediano.

10) Vengo trattato/a male

 

ansia da lavoro

Purtroppo ancora oggi esistono tutta una serie di luoghi di lavoro dove il rapporto tra il datore e i dipendenti è tremendo. I capi aggressivi non sono un'eccezione, personalmente ricevo quasi quotidianamente testimonianze di lavoratori che vogliono lasciare il posto fisso per problemi di aggressività dei loro superiori, per questo stiamo parlando di un "problema lavorativo" molto diffuso e sentito.

Soluzione: Imparare a trattare con colleghi antipatici o capi aggressivi è la soluzione, questo perché chi tratta male gli altri ha un grosso disagio interiore che deriva da situazioni di vita poco piacevoli o un passato difficile. Per affrontare questo problema lavorativo ho scritto un apposito articolo dal titolo: Come Affrontare un Capo Aggressivo.



Cosa fare ora


Ora che abbiamo capito quali sono le dieci cause principali dei problemi al lavoro, dovremmo essere in grado di valutare meglio la nostra situazione e comprendere quali di questi aspetti sono la causa della situazione infelice che stiamo vivendo sul posto di lavoro. Suddividere un grande problema in tanti piccoli problemi rende tutto più chiaro e permette di intervenire più efficacemente laddove le cose non funzionano come vorremmo. Tutto quello che dobbiamo fare quindi è applicare la soluzione che ho indicato per ciascuna voce, o almeno prenderne spunto per elaborare una nostra strategia. In questo modo sarà più semplice trovare la soluzione giusta per ogni aspetto negativo della nostra esperienza lavorativa.

C'è però un ultimo aspetto importante che va considerato: i problemi al lavoro pesano e ci rendono infelici perché abbiamo bisogno di lavorare e non siamo nelle condizioni di mandare tutti a quel paese. Se, in un qualunque momento, potessimo alzare il sedere dalla sedia e andarcene, allora ce ne potremmo fregare di qualsiasi situazione. Il miglior modo per trasformare i problemi lavorativi in sciocchezze di poco conto è infatti quello di non aver bisogno di lavorare. Visto che non esiste il lavoro perfetto e ogni impiego ha i suoi problemi, per essere certi di non avere mai problemi al lavoro, costruiamoci sempre un'alternativa, cioè un piano "B" che ci dia la libertà di fregarcene dei problemi ed affrontare anche la più "spaventosa" delle conseguenze: essere licenziati.

Una buona alternativa a questa strada è quella di fare costantemente colloqui di lavoro con altre aziende, concorsi o partecipare a corsi di formazione, perché questo ci rende competenti, qualificati, e appetibili per il mercato. Toglie cioè quella paura di perdere il lavoro, che è il motivo per il quale diamo così tanto peso ai problemi lavorativi.





Conclusioni


Ho scritto anche troppo, per cui sarò breve: spero in questo articolo di aver dato qualche spunto interessante per riuscire ad affrontare i problemi al lavoro che tutti quanti abbiamo. Lavorare è difficile per tutti, ci sono giorni in cui vorremmo alzarci e andarcene per sempre, ma mentre prepariamo la dipartita occorre imparare a risolvere i problemi per tirare avanti, visto che smettere di lavorare è un progetto che richiede tempo per essere attuato

4 commenti:

  1. la mia situazione sul lavoro era gestibile, finchè non mi hanno affiancato un collega che fa finta di lavorare tutto il giorno e scarica sugli altri quello che dovrebbe fare lui ...
    ho fatto presente la situazione del mio collega al mio superiore, che ha risposto: vedo in effetti che ha un basso rendimento ma è sempre impegnato, si ferma fino a tardi, questo purtroppo è quello che può dare ...
    tra l'altro ha un alto inquadramento con macchinone aziendale ...

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  2. Ottima analisi, condivido in pieno, purtroppo le strategie a disposizione del dipendente(sempre di essere assunto a tempo indeterminato) per risolvere le situazioni sono abbastanza poche, blande o costose.

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  3. Buongiorno da 20 anni lavoro per un azienda nel commercio . Io negli ultimi quattro anni mi ammalo sempre.. Depressione vertigini attacchi di panico..per l ambiente caotico e oltre luci suoni passaggi dei clienti...cosa posso fare?mi ammalo in continuazione....

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  4. Ho appena mandato u Commento . Vorrei restare anonima... Grazie.. Mi devo rivolgere a chi???? Sindacato? Avvocato?

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