Come Essere Felici Usando il Percome

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Se stiamo cercando un metodo rapido e veloce per essere felici, allora questo articolo non fa per noi, ci sono tanti articoli che spiegano come ritrovare la felicità in 3, 5, 10 semplici mosse, ma sono solo specchietti per le allodole, testi per generare visite e fare soldi, niente di più.

Essere felici invece è un lavoro a tempo pieno, richiede una profonda riflessione e applicazione quotidiana. La felicità non cade dal cielo e non può essere spiegata in poche righe. In questo articolo, se avremo la pazienza di leggere, troveremo una guida precisa e completa per il raggiungimento della vera gioia.



Perché sono infelice?


Spesso il punto di partenza per risolvere un problema è lo stravolgimento delle proprie convinzioni. La questione è semplice: noi e solo noi siamo gli architetti della nostra vita, la maggior parte di ciò che siamo e di ciò che accade dipende da noi, dalle scelte che facciamo e dal nostro modo di interagire con gli altri, per questo, se siamo infelici, è possibile che (in buona parte) dipenda da noi.

Tutti sono convinti di agire al meglio, ma se queste azioni ci hanno portato all’infelicità, allora è probabile che abbiamo commesso degli errori, magari senza accorgercene perché chi farebbe qualcosa di nocivo per sé stesso? Eppure tutti sbagliamo pensando di fare bene, perché errare è umano, nessuno non sbaglia mai e se qualcuno è convinto di non sbagliare mai, allora ha una percezione della realtà altamente distorta.

Ecco perché ho codificato la strategia del "percome".

Si inizia ponendosi una semplice domanda: perché sono infelice? La risposta però non deve riguardare ciò che ci manca (sono infelice perché mi mancano i soldi, gli affetti, perché non riesco a realizzarmi ecc.) ma perché tutto questo ci manca. Mi mancano i soldi perché mi sono sempre speso tutto finché ne avevo, mi manca l’amore perché ho commesso questo e quest’altro errore, oppure, non riesco a realizzare il tal desiderio perché non mi impegno a sufficienza, perdo tempo in cose inutili, non riesco ad essere costante o non ho le competenze. In questa analisi dobbiamo essere spietati con noi stessi, e dirci la verità. Non dobbiamo cercare cause esterne o scaricare la colpa sugli altri; certo, ci può essere una parte (anche importante) di motivazioni esterne, ma solo noi possiamo badare a noi stessi e alla nostra felicità, e se abbiamo lasciato che cause esterne ci rovinassero la vita, siamo noi ad averne pagato le conseguenze.

Scaricare la colpa, inoltre, è facile e ci solleva da ogni responsabilità, ma non risolve i problemi. Più difficile e utile invece è comprendere che finché passiamo il tempo a lamentarci e dare la colpa gli altri, saremo condannati a ripetere gli stessi errori, e quindi ed essere costantemente infelici.

Il secondo passo è comprendere come possiamo fare per non commetterli più. Come posso riconoscere se una certa persona avrà gli stessi difetti di chi mi ha portato ad una grande delusione d’amore? Come posso cambiare il mio atteggiamento per evitare che questa nuova storia finisca male? Come posso gestire le mie finanze in modo da non ritrovami più senza soldi, come evito di combinare altri guai sul lavoro o di farmi voler male dai colleghi?

La buona notizia è che una volta compreso tutto questo dobbiamo solo evitare di rifare questi errori e, per differenza, automaticamente compiremo azioni corrette, che ci porteranno ad essere felici. Non dobbiamo per forza inseguire chissà quale traguardo, la maggior parte delle persone può trovare il suo equilibrio di felicità semplicemente smettendo di sbagliare.

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Le piccole azioni quotidiane che aiutano ad essere felici


Quello che abbiamo appena visto è il punto di partenza, un’analisi della nostra attuale situazione che serve a dipanare la nebbia e rendere chiara la condizione in cui ci troviamo. È dura criticare sé stessi, ma più saremo bravi a farlo, maggiori possibilità avremo di costruire una vita soddisfacente.

Rimane un concetto ancora da esplorare, e cioè il fatto che sono le nostre piccole azioni quotidiane a creare la realtà. Le persone sono abituate a pensare che la vita cambi grazie a grossi stravolgimenti o scelte drastice: scappo e vado a vivere all’estero per essere felice, divento buddista per abbracciare una filosofia di vita che mi dia maggior appagamento, se avessi la fortuna di vincere alla lotteria allora sì che sarei felice, cambio lavoro per aver maggior gratificazione.

È vero, alcune di queste scelte potrebbero aiutarci ad essere più felici, ma sono difficili da realizzare e spesso si tratta di strade insidiose e piene di incognite. L’85% di chi va all’estero torna a casa deluso entro 3 anni, cambiare lavoro può riservare cattive sorprese, come capi tremendi o colleghi insopportabili.

È invece più semplice e a maggiori probabilità di successo realizzare che sono le piccole scelte quotidiane, le decisioni, i modi di porsi, di relazionarsi, di affrontare i problemi, le parole dette o non dette a creare, passo dopo passo, la realtà che stiamo vivendo. La nostra allegria, gioia e spensieratezza dipendono da queste azioni, non ci sono grandi eventi o grandi scelte che possono cambiare tutto dall’oggi al domani, ci sono piccole azioni quotidiane che lentamente cambiano tutto e ci portano sulla strada della felicità.

Questa è una altra buona notizia perché significa che ritrovare la serenità è meno difficile di quello che pensavamo, non servono grandi stravolgimenti, ma solo piccoli aggiustamenti. Rimane solo da comprendere quali sono queste azioni, ed è per questo che ora vado ad elencarle una ad una.

Per approfondire: L'allenamento Quotidiano per Ritrovare la Serenità



1. Rendere la vita meno complicata

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Per vivere una vita felice occorre avere poche preoccupazioni, più cose si hanno da fare più preoccupazioni si hanno. Un gatto o un cane sono animali tranquilli perché non hanno nulla di cui preoccuparsi, si nutrono e dormono. L’essere umano, invece, è bravissimo a complicarsi la vita. Deve rispettare orari, aspettative e scadenze, deve essere sempre produttivo e all’altezza delle sfide, deve crescere i figli, vestirli, nutrirli, garantire loro un’educazione di buon livello, in società deve rispettare molte regole, vestirsi adeguatamente, comportarsi nel modo corretto a seconda delle persone con cui si relaziona. Deve mantenere tutto ciò che possiede, dall’automobile agli elettrodomestici per la casa,  fino alle proprietà che vanno seguite, fatte fruttare, gestite nel modo corretto. Tutto va controllato, protetto, aggiustato, sostituito e questo richiede tempo ed energie. Più cose abbiamo, poi, più la burocrazia è complicata e maggiori sono le leggi che dobbiamo conoscere. Più possediamo e più tasse paghiamo, quindi dobbiamo lavorare di più, con la diretta conseguenza che abbiamo meno tempo per noi stessi, per la famiglia e i figli.

Insomma, guardiamo le nostre vite, se non abbiamo un minuto libero, continuiamo a correre e siamo pieni di preoccupazioni per il presente e il futuro, come possiamo essere sereni?

Per essere felici è necessario abbracciare la semplicità, avere poco, fare poco, rinunciare e semplificare la nostra vita in modo da avere meno pensieri, maggior serenità e tempo per vivere veramente la vita. Rinunciamo ad un impegno sociale, tagliamo i rapporti con le persone che non ci interessano, lavoriamo meno, acquistiamo meno e impariamo a trarre godimento dal tempo che dedichiamo a noi stessi e non dalle cose.

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2. Non basarsi sugli altri

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Molte persone fanno il grave errore di voler per forza piacere agli altri, ma non solo, anche di dare retta alle opinioni altrui, farle proprie, riportarle come verità e comportarsi secondo le aspettative dei propri cari. Anche se crediamo di non appartenere a questa categoria chiediamoci, ad esempio, da dove derivano le nostre convinzioni politiche: per caso da un’attenta lettura del programma di ogni partito o dalle chiacchiere da bar e le liti che sentiamo in televisione? Sui social intavoliamo discussioni con le persone, magari perfetti sconosciuti, per cercare di far cambiare loro opinione o esporre il nostro punto di vista? E ancora, l’anno scorso, ci siamo mica comprati un paio di pantaloni con il risvoltino?

Questi comportamenti sono tipici di chi dà retta a gli altri e crede a ciò che sente, cioè si comporta in un certo modo, acquista certe cose e si è creato una certa "cultura" quasi esclusivamente basandosi sulle chiacchiere.

Purtroppo la maggior parte delle persone agisce così, e lo dimostra il fatto che in tutto il mondo gli estremismi hanno successo, perché chi li diffonde sa che basta spararla grossa in modo che le persone si indignino, ci credano ciecamente, senza chiedersi se quello che viene detto sia verità o bugia. Ma lo dimostra anche la larga diffusione della fake news, di chi crede che l’omeopatia funzioni (quando in realtà è una truffa), che i vaccini causino l’autismo o addirittura che la Terra sia piatta!

Il problema in tutto questo ragionamento è che se crediamo che le cose siano in un certo modo, quando invece sono l’opposto, nella vita non faremo altro che prendere decisioni sbagliate, che ci porteranno inevitabilmente ad avere problemi e quindi essere infelici. Inoltre, se diamo troppo peso all’opinione altrui, non facciamo altro che consegnare nelle mani degli altri la chiave della nostra felicità: vediamo che gli altri ci accettano? Allora siamo felici! Vediamo che gli altri ci criticano? Ecco che siamo infelici.

La felicità e la gioia, invece, devono dipendere solamente da noi, quello che pensano di noi gli altri è un problema degli altri, noi dobbiamo fare solo ciò che è giusto per noi. Inoltre le nostre idee e opinioni le dobbiamo basare su fonti attendibili, non sulle chiacchiere da bar o su quello che ha detto Arcobaleno97 su Facebook!

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3. Affrontare le paure per riuscire a risolvere i problemi

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Ognuno di noi vive nella propria zona di comfort, cioè l’insieme di persone, abitudini e luoghi dove si trova a proprio agio, non si sente in imbarazzo e sguazza in allegria e spensieratezza. Tutti noi stiamo ben attenti a rimanere all’interno di questa sfera, perché uscirne significa esporsi al pericolo di commettere errori o non sapere come comportarsi.

La maggior parte delle persone non riesce a cambiare la propria vita, e quindi trovare la felicità, perché rimane per sempre dentro questi confini: è più facile non fare nulla e lamentarsi di essere infelici, che tentare qualcosa di nuovo e rischioso ricercando un futuro di gioia. Se lo facessimo, allora, faremmo parte di quella piccola categoria di persone che cerca sempre di migliorarsi, si butta, prova nuove strade, prova a superare i propri limiti e paure, e non si ferma prima di provare adducendo le classiche considerazioni: "Questa non è roba per me", "Io non ci riuscirei mai", "Non mi interessa" o peggio ancora offende e disprezza chi vive in modo diverso da lui.

Il fatto è che se siamo infelici significa che buona parte di quello che abbiamo fatto fino ad ora è sbagliato, e che serve cambiare e fare qualcosa di diverso, probabilmente uscendo dalla nostra zona di comfort. Se stiamo cercando la strada della felicità è probabile che questa sia nascosta in mezzo a quello che sappiamo dovremmo fare (o semplicemente dire), a quelle decisioni che dovremmo prendere o quelle abitudini a cui dovremmo rinunciare, per questo dobbiamo trovare la forza di farlo.

Rimanere confinati nel proprio comodo orticello però ha anche un altro risvolto negativo: Ogni tanto la vita ci mette di fronte a delle prove, tipicamente difficoltà o problemi che richiedono forza interiore e azioni concrete. Queste azioni vanno eseguite quasi sempre fuori dalla nostra zona di comfort, per cui, quando capiterà (e capita sempre) se non siamo allenati ad andare oltre i nostri limiti non risolveremo facilmente i problemi e quindi non saremo mai felici.

Per approfondire: Come si Superano le Paure



4. Essere buoni

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Questa, tra tutte le buone pratiche quotidiane per raggiungere la beatitudine, è quella che preferisco, perché la bontà è una qualità sempre più rara. Le persone sono sempre più individualiste, pensano ai propri affari, non si aiutano a vicenda e vanno avanti convinti che finché le cose stanno bene a loro, tutto andrà sempre bene. In questa società essere buoni è visto come una debolezza, se sei buono ti fregano, se sei buono con chi ti ha trattato male sei un pirla, se sei buono con chi ha sbagliato, questo non imparerà mai a comportarsi nel modo giusto.

Io invece penso che la vita sia dura per tutti, e se tutti fossimo più buoni con gli altri, allora troveremmo conforto e aiuto quando ne abbiamo bisogno… e quante persone oggi hanno bisogno di aiuto?! Tantissime. Se fossimo tutti più buoni e ben disposti verso gli altri non saremmo così divisi; la divisione è ciò che ci rende vulnerabili, da soli non abbiamo sufficienti forza e risorse per evitare che i più forti ci mettano i piedi in testa, ma insieme è più facile far sentire la propria voce, forgiare le opinioni e risvegliare le coscienze. Inoltre arriverà certamente un momento in cui avremo bisogno di aiuto, fosse anche una malattia o la semplice vecchiaia, e allora sarà lì che le persone con cui siamo stati buoni si ricorderanno di noi e verranno in nostro soccorso.

Tutto questo non i porterebbe alla felicità? Non ci sentiremmo più scuri e fiduciosi nel futuro se avessimo qualcuno sui con sappiamo di poter contare? Non rischieremmo di inseguire i nostri sogni (e quindi la gratificazione personale) sapendo che se le cose andassero male potremmo contare sull’aiuto delle persone care? Ma anche, più semplicemente, non si è felici quando si è circondati da persone che ci vogliono bene?

Iniziamo ad essere buoni con gli altri, la bontà è contagiosa e rende tutti più felici.

Per approfondire: Come Imparare a Comunicare in Modo non Violento



5. Trovare sempre il lato positivo delle cose

riuscita

La prima volta che ho sentito questa affermazione credo di aver avuto dieci anni e se non erro la pronunciò Heidi quando la signorina Rottenmeier le chiese come potesse essere sempre così felice: "Cerco sempre il lato positivo delle cose", rispose candidamente. Ricordo che rimasi abbastanza colpito da quella affermazione, tanto semplice quanto reale.

Quando capita qualcosa di spiacevole è totalmente inutile lamentarsi e concentrarsi su ciò che è andato storto, si perde tempo e non si fa altro che aumentare la propria infelicità visto che il passato non può essere cambiato. È molto più costruttivo provare a capire se si può ricavarne qualcosa di buono e utilizzarlo a proprio vantaggio, oppure, più semplicemente, pensare che le cose sarebbero anche potute andare peggio e che (nella sfortuna) siamo anche stati fortunati.

Questa pratica ha lo scopo di aiutarci a costruire un approccio mentale positivo alle cose; è un’abitudine importante per migliorare la nostra serenità, perché la felicità altro non è che uno stato d’animo che possiamo imparare a governare. Col tempo si diventa così forti che nessun evento esterno può intaccare la nostra spensieratezza, i fatti accadono, i problemi si susseguono, ma noi li affrontiamo e li risolviamo mantenendo il sorriso, forti della consapevolezza che questo è esattamente ciò che va fatto, mentre lamentarsi e disperarsi peggiora solo le cose.

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6. Avere sempre un obiettivo

estasi
Spesso l’infelicità è dovuta alla mancanza di stimoli, viviamo una vita piatta, senza nessun obiettivo a lunga scadenza, andiamo avanti giorno dopo giorno facendo sempre le stesse cose, lavoriamo, portiamo i bimbi a scuola, facciamo la spesa e aspettiamo agosto per andare in vacanza. Chi sarebbe felice in questo scenario?

Invece, se si ha un traguardo, un progetto, qualcosa da realizzare, dove mettere il proprio tempo e le proprie energie, allora la vita si colora. Subentra l’entusiasmo, l’attesa del prossimo momento buono per aggiungere un pezzettino al puzzle, e la gioia di riuscire a creare qualcosa che derivi dal nostro intelletto e dalla nostra manualità.

Avere un traguardo, poi, fa passare tutto il resto in secondo piano, compresi i fatti spiacevoli che accadono ogni giorno, perché l’obiettivo diventa un luogo dove dirigere i nostri pensieri e dimenticare le preoccupazioni. Siamo infelici perché lavoriamo in un posto orrendo; se non avessimo altro passeremmo la serata nell’ansia che arrivi il giorno seguente, mentre un progetto su cui concentrarci ci fa dimenticare i problemi e ci ridona qualche ora di felicità.

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Alcune interessanti citazioni sulla felicità


Lascio cinque citazioni di personaggi famosi che si sono interrogati sul concetto della felicità, e che in poche battute hanno saputo riassumere tutto quello che cercato di spiegare in questo lungo articolo:

  • La felicità più grande è essere utili agli altri (Madre Teresa di Calcutta)
  • Le persone più felici sono coloro che traggono il meglio da ciò che hanno (Khalil Gibran)
  • Se vuoi una vita felice devi dedicarla ad un obiettivo, non a delle cose (Albert Einstein)
  • Felice è chi è capace di amare molto (Hermann Hesse)
  • Un bambino può insegnare ad un adulto ad essere felice senza motivo (Paulo Coelho)

Altre Citazioni sulla Felicità


Risorse in italiano per approfondire

 

 

Alcune risorse in inglese



Infografica per essere felici

giubilo
Per aiutare chiunque avesse bisogno di un piccolo sostegno quotidiano per ricordarsi quali sono le buone abitudini da adottare per essere felici, ho realizzato questa piccola infografica che può essere scaricata e stampata in formato A4 direttamente cliccando sulla miniatura qui a fianco.

Appenderla in un luogo dove l'occhio cada ogni mattina, ad esempio in sala da pranzo o vicino all'uscio di casa, può essere un buon modo per rammendarci che come ci comporteremo o le decisioni che prenderemo durante l'arco della gernata, determineranno se il nostro futuro sarà radioso o meno.



Conclusioni


Concludo questo lungo articolo volto alla ricerca della beatitudine intesa come stato di felicità prolungato, ricordando cosa non è felicità: Se crediamo che saremo felici cercando ricchezza, gloria o potere, probabilmente non saremo mai veramente felici. Ogni giorno vedo uomini e donne correre a destra e manca per inseguire obbiettivi futili, pestare i piedi a tutti per ritagliarsi un ruolo nel lavoro o nella società, invidiarsi per questioni di denaro e mettersi continuamente in mostra cercando di apparire migliori di quello che si è. La società ci spinge a credere che è felice solo chi è ricco bello e famoso, e noi ci crediamo ciecamente, altrimenti non imiteremmo il modo di vestire de ricchi e non sbaveremmo dietro le loro auto di lusso.

Ma noi non siamo così, siamo gente comune con una vita normale e se continuiamo a fingere di essere ciò che non siamo, spendendoci tutto quello che guadagniamo, non saremo mai felici. Una persona si sente veramente appagata solo quando può essere sé stessa in tutto e per tutto, perché solo in quella condizione si trova la pace.

Chiediamoci chi siamo veramente e di cosa abbiamo bisogno per sentirci realizzati, e usiamo tutte le nostre energie e il nostro tempo per diventare "veri", cioè veramente noi stessi. Così facendo la felicità arriverà automaticamente.

4 commenti:

  1. Salve,
    penso che l'umana condizione e la consapevolezza della nostra provvisorietà, non consenta la felicità. ma, forse, la serenità.

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  2. Ottimo articolo!!

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  3. Bell'articolo, che condivido.

    Sono passata attraverso molte esperienze di felicità e non, e anche attraverso molti concetti e convinzioni sulla felicità stessa, basata su quelle esperienze.
    Poi ho capito che sbagliavo tutto, e ho capito cos'è la vera felicità:
    Essere il proprio "centro di gravità permanente".
    Ovvero, qualunque, ma proprio qualunque cosa accada avere la consapevolezza interiore che noi saremo ancora il nostro baricentro, che non abbiamo bisogno di altre persone o situazioni od oggetti posseduti o soldi per provare questa felicità interiore che niente e nessuno possono scalfire perché splende come una luce al nostro interno.
    Questa consapevolezza mi ha ribaltato completamente la vita, e sono uscita da situazioni difficili e dolorose in modo sereno e dicendo a me stessa "Ma questo è niente rispetto alla vita intera, è solo un momento difficile, passerà e io sarò ancora qui, integra come e più di prima".

    Janis Joplin diceva "Non vendere te stesso. Tu sei tutto ciò che hai".
    Credo che questo riassuma un pò il concetto di felicità. La nostra unicità su questo pianeta. Bisogna avere il coraggio di restare fedeli a se stessi e non cambiare o svendersi per nessuno, ma per fare questo bisogna avere autostima ed essere consci del proprio valore già solo per il fatto di esistere (io sono convinta sostenitrice del reddito di esistenza su questo pianeta per tutti, lavoro obbligatorio eliminato così).
    Felicità è andare col flusso della vita, non remare contro.
    E' non aspettarsi niente e amare liberamente.
    E' pensare a noi stessi come a creature viventi sulla superficie di un'altra creatura vivente, la Terra, in un universo affascinante e sconosciuto, all'interno di altri universi sconosciuti.
    La felicità è un luogo in noi stessi da visitare ogni volta che possiamo, è un pianeta al nostro interno ancora tutto da esplorare!


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  4. Ottimo articolo :)
    consiglio la lettura di Napoleon Hill, che tratta anche lui di argomenti simili.

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