Prenderò la Pensione? No, e Nemmeno Tu.

non avere la pensione
essere senza pensione
Il nuovo sistema previdenziale è stato creato per scaricare sulle persone la responsabilità degli sbagli e della scarsa lungimiranza di chi ci governa. In quest'articolo capiremo insieme perché non avremo la pensione d'anzianità e cosa hanno architettato per tenerci incollati alla scrivania a lavorare, in modo da evitare la bancarotta schiavizzandoci fino a quando non saremo in punto di morte.

Capiremo inoltre come stanno andando i fondi pensione integrativi e cosa conviene fare oggi per non ritrovarsi nei guai quando non avremo le forze per lavorare, visto che di soldi ne vedremo ben pochi.


Informazioni di base


Se non abbiamo la più pallida idea di come funziona l'attuale sistema delle pensioni allora cercherò di riassumerlo in modo semplice dicendo solo quello che serve sapere. Ci sono mille varianti legate a tipologie di lavori particolari (nella difesa, usuranti, nello spettacolo…) che Consiglio di Consultare QUI, ma per la stragrande maggioranza delle persone la regola per andare in pensione è:

  1. Avere almeno 20 anni di contributi e avere 66 anni e 7 mesi per l'uomo o 65 anni e 7 mesi per la donna, ma solo se ci spetta una pensione di almeno 670 euro, altrimenti si passa al punto 4.
  2. Avere almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e 7 mesi, ma solo se ci spetta una pensione di almeno 1250 euro, altrimenti si passa al punto 4.
  3. A prescindere dall'età, aver lavorato per almeno 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne).
  4. Avere almeno 70 anni e 7 mesi di età e aver lavorato per almeno 5 anni.

Queste regole diciamo che valgono per chi ha appena iniziato a lavorare fino circa agli attuali quarantenni, che non hanno mai lavorato prima del 1996. Per tutti gli altri c'è una gestione mista, ma in quest'articolo vorrei rivolgermi ai giovani e ai miei coetanei, cioè chi è nel pieno della propria vita lavorativa e in qualche modo è ancora in tempo cambiare strada, dopo aver capito quello che sta accadendo a sua insaputa.

Quindi quando andremo in pensione?


A questa domanda non si può rispondere con precisione perché ci sono troppe variabili in gioco, ma se guardiamo al momento attuale le prospettive sono pessime. Oggi si possono fare solo ipotesi, tutto dipenderà dalle nuove riforme, ma sopratutto dall'andamento dell'economia, perché, come abbiamo appena visto, i requisiti per andare in pensione prima dei 70 anni dipendono dall'importo della pensione stessa, ma questo a sua volta dipende dall'andamento dell'economia!

Se l'economia andrà male la nostra pensione sarà bassa e non riusciremo ad andare in pensione prima dei 70 anni. Questo scenario è oggi il più probabile perché gli economisti, a differenza dei politici, non prevedono una crescita significativa per i prossimi anni. A dirlo naturalmente non sono io, ma uno (dei tanti) studio del Corriere che mostra come (per gli attuali trentenni) anche avendo uno stipendio elevato, si rischia quasi di non rientrare nelle soglie di legge (i 670 euro e i 1250 euro citati prima).



Nell'immagine si parla di stipendi da 1000 o 2000 euro, ma manca lo stipendio medio ISTAT che è di circa 1450 euro mensili, e per questo il conto l'ho fatto io: con quel salario ci si deve attendere una pensione di circa 620 euro! (sotto la fatidica soglia dei 670!). Questo vuol dire che la stragrande maggioranza di noi non andrà in pensione a 65 o 66 anni, ma a 70 anni!

Si potrebbe dire che c'è il punto 3 (dell'elenco precedente) a salvare capra e cavoli, perché se una persona ha lavorato per 42 anni, va in pensione di sicuro, ma se facciamo un breve calcolo e consideriamo che Almalaurea ha stabilito che causa crisi oggi l'età media nella quale ci si laurea è Tra i 26 e i 27 Anni, ci rendiamo conto che, iniziando a lavorare a 28 anni, andremo comunque in pensione a 70 anni. Tra l'altro stiamo immaginando di avere un lavoro fisso e continuativo, ma l'attuale scenario è quello della precarietà e quindi ogni mese che si resta senza lavoro ci avvicina sempre di più alla vecchiaia, ma senza che maturiamo contributi.

In pratica lo scenario oggi più probabile è che andremo tutti in pensione a 70 anni e con una pensione estremamente bassa, diciamo tra i 600 e gli 800 euro al mese, un vero disastro.

Chi dobbiamo ringraziare?

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Perché?


Perché questo disastro? Beh, ve la ricordate la Fornerno che si era addirittura messa a piangere quando ha annunciato in diretta questi cambiamenti sulla pensione? Quello era un governo tecnico che sapeva benissimo quello che stava combinando con le nostre pensioni, e alla luce di tutto questo vi esorto a rivedere i primissimi secondi del discorso in cui la Fornero dice: “Senza crescita questa riforma delle pensioni rischia di causare un impoverimento collettivo!”


La Fornero aveva ben chiaro la porcata che stavano combinando, e non ha retto la tensione cedendo sotto il peso della sua coscienza!

Tutto questo è stato fatto apposta perché era l'unico modo per salvare lo Stato. La Corte dei Conti ha recentemente appurato che il patrimonio dell'INPS è in negativo di quasi 8 miliardi di euro, quindi come possono garantire a tutti una pensione di anzianità? Naturalmente non c'è modo, quindi l'unica soluzione possibile è obbligare tutti a lavorare quasi fino alla tomba, in modo da non dover distribuire le pensioni (che non hanno in cassa).

E questo è ciò che accadrà, perché In Italia l'Aspettativa Media di Vita è di circa 80 anni, per cui vuol dire che la stragrande maggioranza di noi, dopo aver pagato contributi per 42 anni, si “godrà” la pensione per solo 10 anni, anni che probabilmente trascorrerà (se va bene) curandosi dagli acciacchi, e se va male chiuso in una casa di riposto di proprietà del Servizio Sanitario Nazionale, a restituire sotto forma di “affitto” tutta la pensione.

In pratica, per gli errori e alla scarsa lungimiranza di chi ci governa, pagano sempre i poveri cittadini.

La pensione integrativa?


In effetti, se ci pensiamo, ce lo avevano detto che la pensione non ci sarebbe bastata, e per questo ci hanno spinti a sottoscrivere una pensione integrativa che dovrebbe servire a permetterci di avere una pensione un po' più consistente.

Il punto è che chiunque mastichi un minimo di economia sa che le pensioni integrative sono normalissimi Fondi Comuni di Investimento, a vari profili di rischio, che vengono alimentati con i nostri soldi. Ovviamente tutto questo funziona se non c'è crisi e se c'è crescita, altrimenti i fondi vanno in perdita, o comunque rendono molto poco. Allora quanto rendono oggi le tre tipologie di fondi pensione integrative?

  • PIP = 0,68
  • FPN = 1,66
  • FPA = 0,82

Questi, nell'elenco qui sopra, sono la media dei rendimenti netti degli ultimi 10 anni per i tre tipi di fondi, considerando un'inflazione media del 2%. Li ho calcolati prendendo I Dati Ufficiali della COVIP che è l'organo di vigilanza sui fondi pensione, per cui sono dati reali, non chiacchiere dei politici o degli assicuratori. In realtà il dato delle PIP è addirittura lordo, per cui il reale è ancora più basso, inoltre non sono comprese le commissioni in cifra fissa o in percentuale sui versamenti applicate ogni anno, ma non importa, anche se ottimistici, questi dati sono già sufficientemente significativi così.

Come si nota il rendimento medio degli ultimi 10 anni è stato poco più che ridicolo, e visto che la crescita è ancora un miraggio, vien da sé che nemmeno i fondi pensione integrativi (alcuni sono addirittura in rosso) potranno garantirci una vecchiaia decente. A questi tassi è meglio comprarsi Titoli di Stato a 30 anni.

Allora cosa fare con questa pensione?


E' molto facile capire cosa fare, vivere la vita! Ci conviene veramente trascorrere tutta la vita chiusi 8 o 10 ore in ufficio o in una fabbrica, lavorare fino a 70 anni e poi vivere "liberi" 10 anni, pieni di acciacchi e aspettando la morte? Ci arriveremo veramente a 70 anni? E anche arrivandoci vivremo bene con 600 euro al mese di pensione?

Ma la beffa più grande ancora non l'ho svelata: chi ha trascorso la vita senza lavorare o vivendo con poco, cioè senza versare contributi e godendosi appieno il tempo, avrà comunque diritto all'Assegno Sociale che è di circa 450 euro al mese per 13 mensilità, cioè solo 150 euro in meno della probabile pensione che attende chi ha sgobbato per 42 anni.

L'assegno sociale si percepisce a partire da 65 anni, mentre (come abbiamo visto) in pensione è probabile che ci andremo a 70, quindi si “guadagnano” 5 anni di versamenti in più senza fare nulla, cioè circa 30.000€.

In due parole conviene vivere senza lavorare.

Si potrebbe pensare che chi ragiona in questo modo sia un parassita della società, che vive alle spalle di chi lavora e chi gli pagherà la pensione, ma la realtà è molto differente. E' il sistema che permette questo tipo di approccio, polemizzare o arrabbiarsi con chi sceglie di vivere libero per poi usare gli strumenti messi a disposizione dallo Stato, non cambierà le cose. Invece, paradossalmente, le cose le cambia proprio chi si ribella e sceglie di non farsi sfruttare, perché se tutti smettessimo di produrre e vivessimo con poco, il sistema dovrebbe cambiare le regole, compresa quella per cui chi lavora duramente paga l'assegno sociale anche a chi non ha fatto nulla. Quindi, se ci vogliamo arrabbiare, arrabbiamoci con noi stessi per non essere sufficientemente coraggiosi da mollare tutto e combattere il sistema, rischiando e mettendoci in gioco per quello in cui crediamo.

smetteredilavorare.it

46 commenti:

  1. E infatti se non fosse obbligatorio pagare i contributi col cavolo che lo farei! Non avrei problemi a rinunciare a quella ridicola pensione e poter usare i soldi dei contributi per investirli in qualcosa che potrebbe crearmi una rendita!

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    1. Da un lato, se la pensione fosse decente, ci starebbe che lo Stato "investa" per noi perchè non siamo tutti economisti o consulenti finanziari, ed è anche giusto che noi ci preoccupiamo di altro... purtroppo però alla fine il sistema è sempre pensato per piegare la schiena alla povera gente e farla lavorare sempre più duramente, dandogli in cambio sempre meno soldi e meno diritti.

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  2. Come non darti ragione Francesco. Io la penso pienamente come te. Mediante internet, in questi anni, sono riuscito a creare diverse forme di reddito che mi permettono di guadagnare abbastanza bene lavorando due/tre ore al giorno. Mi sono anche specializzato fortemente in investimenti e sto costruendo un portafoglio molto solido per il futuro, altro che pensione integrativa.
    Io penso che il connubio conoscenza-consapevolezza renda liberi da ogni schiavitù. Molte persone scelgono di essere schiavi optando per l'ignoranza.

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    1. Elvis come e' composto il tuo portafoglio, non vorrei essere indiscreto? quale e' la ripartizione per asset?grazie 1000

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  3. Ciao condivisibili molte tesi del tuo articolo...c'è da dire però descrivere la pensione sociale come una sorta di rifugio dei parassiti non è appropriato, questa è infatti stata istituita come forma di salvataggio e protezione nei confronti delle fasce più deboli ed indifese che storicamente non avrebbero potuto percepire una pensione derivante dai versamenti fatti nel corso della vita lavorativa, non a caso finora la differenza tra pensione sociale e media della pensione da lavoro è stata piuttosto elevata...inoltre c'è da dire che proprio a causa delle stesse argomentazioni che tu hai descritto è probabile che in un prossimo futuro anche la pensione sociale sarà oggetto di cambiamenti quindi non necessariamente si percepirà 450 euro al mese (verosimilmente di meno) e non necessariamente a partire dai 65 anni (verosimilmente di più)....saluti

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    1. Sì, non volevo far intendere che penso sia un rifugio per parassiti, probabilmente non mi sono spiegato bene :(

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  4. si il guaio è che poi ci sono di mezzo i figli, le bollette e i conti.
    Non posso vivere con l'orto in balcone o le candele in casa..
    Il guaio è proprio questo!

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    1. E' invece sì, puoi vivere con l'orto, la legna che tagli nel bosco e pochissimo denaro, credimi! :)

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    2. Sarebbe interessante quantificare quel pochissimo!

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  5. è un grosso cambio culturale questo ed in questo mondo caro Francesco alla gente i bisogni di spender soldi vengono instillati a momenti anche durante il sonno. E' però utile avere qualcuno che ci aiuti a ragionare con la nostra testa: se poi abbiamo energia e carattere e una visione della nostra vita indipendente allora la tua proposta è seriamente da prendere in considerazione. Ti chiedo ad esmpio e nel frattempo: e se la pensione sociale di 450 circa venisse tolta in nome delle solite urgenze economiche? Il downshifting è sacrosanto ma un utile pagamento a rate potrebbe rendersi necessario nonostante il downshifting. fammi sapere cosa ne pensi

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    1. Molto difficile che la tolgano, più facile che la ridimensionino, ma non fa mai comodo ad un governo avere tante persone disperate, perchè è così che nascono le rivoluzioni.

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  6. e inoltre voglio chiederti (e scusami se ritorno sul post) se a tuo parere salvare lo Stato sia una porcata
    secondo me salvare lo Stato non è una porcata perchè salviamo noi stessi in fondo, salvarlo in quel modo mettendo le mani in tasca ai cittadini già logorati da decenni di lavoro per alcune centinaia di euro mensili piuttosto che scegliere di tassare le rendite e i guadagni di borsa o alcune forme di guadagno facili forse quella è una porcata ma scrivere su un blog noto come il tuo la porcata di salvare lo Stato alimenta involontariamente un qualunquismo del quale non abbiamo bisogno
    sono un tuo fan, ho il tuo libro e seguito a novembre e dicembre le tue dirette online con la casa editrice, non c'è un hater da questa parte ma un invito alla riflessione)))

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    1. La riforma in se non è sbagliata, è il sistema precedente che era troppo "buono", la porcata sta nel aver salvato lo Stato facendo ricadere tutti gli errori della politica sulla gente, quando la gente non ha nessuna colpa! Questo mi fa venire i conati di vomito.

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    2. Comunque è una porcata..... lo dico per te che paghi i contributi pensionistici. Io aspetto la sociale .... in barca a vela

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  7. Dato che per te "vivere senza lavorare" è sinonimo di "guadagnare facendo ciò che ci piace", e che non tutti riescono a farlo, io direi che la soluzione per l'individuo medio non è "non lavorare", altrimenti farebbe la fame sin da ora, ma mettere da parte qualcosa, non spendere tutto ciò che guadagna in consumi, in modo ad esempio da poter acquistare una casa da mettere in affitto dopo tot anni, come del resto tu stesso hai spiegato in altre pagine.

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    1. Che dire, la penso esattamente come te ;)

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  8. Ciao a Tutti!
    Non mi è chiara la parte finale sui 30mila Euro:
    "L'assegno sociale si percepisce a partire da 65 anni, mentre (come abbiamo visto) in pensione è probabile che ci andremo a 70, quindi si “guadagnano” 5 anni di versamenti in più senza fare nulla, cioè circa 30.000€"

    ma è stato detto che:
    "diritto all'Assegno Sociale che è di circa 450 euro al mese per 13 mensilità"

    se sono 13 mensilità come fanno a risultare 30mila euro?

    Comunque sia ho la stessa visione ed ho fatto il passo da Dicembre 2016. Ora devo capire come organizzare la Vita..
    un Abbraccio a Tutti

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    1. 450 euro per 13 mensilità fanno 5850 euro l'anno. Moltiplicato per 5 anni fanno 29250 euro.

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    2. Un abbraccio a te e grazie all'anonimo qui sopra per aver spiegato il conto :)

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  9. Ciao Francesco,
    Complimenti come al solito per il tuo articolo.
    Sono un attuario e tutto quello che scrivi ti posso confermare che purtroppo è assolutamente vero!
    La pensione statale italiana è una grandissima truffa. Io sono andato a vivere all'estero perché stufo di questo sistema.
    Aggiungo anche che in molti paesi all'estero la pensione è privata e funziona con semplici fondi di investimento privati con contribuzione obbligatoria da parte del lavoratore e dell'azienda. Quello che versi, quello ti danno per te e i tuoi eredi, non viene usato per pagare le attuali pensioni.
    E ti assicuro che tantissimi decidono di andare in pensione anche a 50 anni, semplicemente si fanno convertire il montante in rendita e si fanno i loro calcoli se quella somma gli può andare bene o no.

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    1. Mi sembra un sistema più che corretto e onesto! Complimenti per il tuo coraggio di trasferirti all'estero!

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    2. In che paesi bisognerebbe trasferirsi per avere una pensione onesta?

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  10. Va detto che prima della riforma Fornero, le pensioni erano calcolate col sistema retributivo, che consentiva di andare in pensione prendendo più di quanto si era versato come contributi. Per cui c'è tanta gente che ad esempio prende 3.000 euro al mese di pensione, quando avrebbe versato contributi per 2.000. E' QUESTO il problema fondamentale delle pensioni italiane, ed è questo che poi ha portato i governi ad alzare troppo le aliquote per i lavoratori giovani, e ad allungare troppo l'età pensionabile. Se si ricalcolassero i contributi in base a quanto versato, si potrebbero risparmiare alcune decine di miliardi l'anno, ma non si può fare perché subito i diretti interessati, e anche politici e sindacalisti, si metterebbero a piangere e a gridare: giù le mani dai diritti acquisiti!
    Quindi la legge Fornero non è stata sbagliata, solo che doveva essere fatta almeno vent'anni fa, così avremmo evitato di avere per decenni gente che va in pensione con un assegno troppo alto.

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    1. Sacrosanto pure questo commento, grazie per il contributo!

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  11. Ma è vita questa? Mi sembra tutta una truffa...

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  12. Ma sei sicuro sul punto 2.
    Non ne avevo mai sentito parlare e il caf che mi ha fatto una previsione non me ne ha parlato.

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Mi fa piacere leggere che non sono il solo che sia giunto, autonomamente, a queste conclusioni. Vedo colleghi che come fessi continuano a sognare pensioni pubbliche che non arriveranno mai o a privarsi di migliaia di euro l'anno da buttare in fondi pensioni con rendimenti nulli e costi di gestione pesanti. Sei riuscito a condensare tutto e a spiegarlo in maniera semplice, bravissimo.

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  15. Se la pensione sociale è un rifugio per parassiti, sarò ben felice di esserlo.
    Meglio parassita che schiava, senza alcun dubbio.
    Ma al di là dei concetti che si vogliono esprimere, ritengo da sempre che il sistema vada sfruttato, visto che è nato per sfruttare i cittadini.
    Chi vuole lavorare per il miraggio della pensione non godendosi la vita lo faccia, alla fine è sempre solo questione di consapevolezza.
    Per me poi la pensione è la morte dell'essere umano.
    Tutti i pensionati che conosco io sono malati cronici con patologie anche gravi, che il tempo che sognavano (si, come no) di passare a giocare a carte al bar o a fare una vacanza in un luogo mai visto in gioventù lo stanno passando fuori e dentro ospedali e studi medici. Se questa è la vita che la gente sogna di fare, mi dissocio il più possibile. La vita è adesso, e non ho alcuna intenzione di ammalarmi per fare lavori che non mi interessano, tanto alla fine io e quelli che hanno lavorato come schiavi per 40 anni ci ritroveremo sulla stessa barca, ma almeno io avrò fatto esperienze indimenticabili che mi hanno fatto evolvere come persona e come spirito e anima.

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  16. Francesco l'innalzamento dell'età pensionabile non è stato fatto per salvare lo Stato, come i media e la politica ci hanno fatto credere. Questo vale per tutto il decreto Salva Italia approvato dal governo Monti (con i voti di PD e PDL). Non a caso dopo questo decreto il debito pubblico è schizzato dal 123% al 129% dopo 1 solo anno (ora è al 132,6%). Pertanto se tieni alla verità sostituisci "per salvare lo Stato Italiano" con "misura imposta dall'Europa". La Fornero/Monti e qualunque altro governo non hanno fatto/faranno tutto quello che l'Europa ci chiede. Naturalmente tutto questo non nell'interesse dell'Italia. Saluti e complimenti Oreste

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  17. L'inps é in questo stato perché é la cassa per la compravendita dei voti: statali (vedi INPDAP e simili) e cassa integrazione (sindacati) hanno da sempre attinto a piene mani in cambio del loro voto al governo di turno.
    L'Europa ha semplicemente obbligato l'Italia a guardare nei propri conti disastrati.
    Purtroppo ancora oggi c'é chi sbandiera intoccabili privilegi acquisiti, che sono stati cancellati d'ufficio alla massa dalle varie recenti riforme (vedi esodati per esempio, caso estremo di retroattivitá vessatoria), ma chissá perché non sono stati toccati ad alcune categorie privilegiate, eppur numerose (pensionati con calcolo puramente contributivo, politici, statali).
    Ma ormai il danno (quanti miliardi ? 8 ? 13 ?) é fatto, l'INPS é in bancarotta e non ci sara una zecca a stampare piú moneta per salvarla.
    Soluzioni ? Molte, ma non certo rassegnandosi a fare i parassiti. Se l'ospite muore, muoiono anche i parassiti, ricordatelo.

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    1. Qualche esempio di possibile soluzione?
      (A parte lo scontato quanto improbabile ricalcolo delle pensioni retributive)

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    2. o scontato quanto improbabile ricalcolo delle pensioni contributive é il punto principale, l'elefante nella stanza che nessun politico si azzarderá mai a toccare. Ma é la madre di tutte le ingiustizie pensionistiche, e dev'essere affrontato se si vuole salvare la baracca INPS.
      Ci sono altre cose da fare: revisione del sistema di cassa integrazione, riallineamento pensioni statali versus privati, eliminazione di tutte le situazioni di privilegio (indennitá politiche, dirigenti, casse pensioni minori), semplificazione e snellimento della stessa INPS.
      Dal lato legislativo bisogna eliminare gli ostacoli all'imprenditoria e fare politica di sostegno alla famiglia (semplificando al massimo il concetto: l'imponibile andrebbe diviso per il numero di componenti della famiglia, con conseguente riduzione dell'aliquota).

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  18. Articolo interessantissimo, ma aggiungo un altra cosa e cioè che tutto questo ragionamento si basa sull età pensionabile in base alle leggi attuali. Ma tra 20-30-40 anni la situazione sarà ancora peggiore perchè con molta probabilità l'età pensionabile sarà arrivata ad 80 anni e oltre quindi oltre l aspettativa media di vita, il che rende il concetto di pensione ormai vuoto. Ad oggi in Italia, e sempre di piu in futuro, pagare le tasse con l idea di contare poi sulla pensione è da illusi, un suicidio. Non parliamo poi di pagare le tasse per i servizi: tasse altissime per servizi sempre peggiori. In uno stato che ormai dal cittadino prende 10 per poi ridare indietro 2 (forse), allora conviene tenersi quei 10 e cavarsela da soli; anche perche ormai oltre a pagare un infinità di tasse, dobbiamo cmq sempre piu rivolgersi al medico privato, pensione integrativa privata, tutto privato. Ma allora tutte ste tasse, che cavolo le paghiamo a fare??

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  19. Meglio lavorare in nero e mattersi da parte i soldi!

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  20. Bisogna anche dire che certe persone amano il proprio lavoro e, rincoglionimento permettendo, lo farebbero fino alla fine dei loro giorni. Non deve passare il messaggio che lavorare fa sempre schifo. Se la professione ce la siamo scelta, il peso del lavoro non c'è. Alzarsi la mattina non sarà un peso e la vita sarà vissuta con gioia. In altre parole, dipende.

    Paolo

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  21. Lavorare significa mettere la propria vita in affitto, diamo tempo e fatica in cambio di soldi e poi corriamo appena finisce l'orario di lavoro per dare un senso alla vita ma dato che il sole sta calando e abbiamo il bisogno di gratificarci in fretta.. Spendiamo! E poi si parte da capo..

    Molte persone che vanno in pensione perdono ogni stimolo nella vita perchè si sentono persi e non sanno che fare di tutto quel tempo libero, mentre tu guardi fuori dalla finestra della fabbrica e dell'ufficio sognando e pensando al potenziale di tutto quello che potresti fare in quelle ore di libertà.

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    1. Non c'è solo la fabbrica e l'ufficio. La parola lavoro significa tutto e non significa nulla! Dipende cosa fai. Se il lavoro te lo scegli, non passi il tempo a guardare l'orologio...

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    2. La storia del lavoro che piace è una stupidata, puoi fare il lavoro più bello del mondo con la paga più alta e le condizioni migliori, ma se devi rispettare un orario imposto da qualcun'altro sei comunque uno schiavo che produce 10 e ricevi 1, se l'orario te lo imponi tu lo sei un pò meno, se hai piena libertà senza nessun orario o attività da rispettare, allora puoi dire di essere veramente libero. Certo anche il meno peggio è sempre meglio del peggio.

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    3. Tutti, nel bene e nel male, rispettano degli orari. Anche i milionari come Trump o Berlusconi hanno degli appuntamenti insindacabili. Idem, per attori, registi, musicisti. Pertanto, chi è che si può definire veramente libero? Un figlio di papà che ha ereditato il conto corrente a sei zeri, forse. Quello che vive di rendita per aver investito pirma, forse. Ma io continuo a sostenere che se uno il lavoro se lo sceglie - specie se lavora in proprio - è comunque una persona fortunata e ribadisco che parlare di lavoro in generale ha poco senso.

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  22. Per te è una stupidata, non per tutti!

    Paolo

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  23. Quindi secondo me è meglio avere 20 anni di contributi e poi andare verso una vita più libera visto che tu abbia 20 anni o 40 anni di contributi alla fine la pensione percepita non sarà cosi differente....

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