Il Pensiero Positivo Funziona Veramente?

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In molti mi avete chiesto di parlare del pensiero positivo, soprattutto dopo aver parlato della legge di attrazione ed eccomi qui, dopo la consueta lunga documentazione e la lettura di un paio di libri, cerco di spiegare cosa c'è di vero e cosa c'è di falso in questa teoria.

In questo articolo scopriremo insieme come funziona il pensiero positivo, da dove derivano i suoi principi, cosa c'è di buono, cosa c'è di sbagliato e come sfruttarlo al meglio per cambiare la nostra vita e riuscire ad essere più felici.


Da dove proviene e cos'è


Tutto nasce dalla dottrina del Cristianesimo scientista, un movimento religioso cristiano metafisico fondato nel 1879 negli Stati Uniti da Mary Baker Eddy. Tra le varie ideologie che muovono questa dottrina vi è quella per cui il male non esiste, è solo un'illusione della mente, e può essere eliminato rimuovendo i pensieri negativi, tecnica che porterebbe anche all'auto-guarigione. Da tutto questo ha preso spunto Florence Scovel Shinn, scrittrice ed esponente del pensiero New Thought, la cui opera più famosa è il libro "Il gioco della vita", che è considerato un classico di questo movimento. Ma il pensiero positivo irrompe nel mondo con Louise Hay, che prende spunto da Shinn per scrivere il bestseller "Puoi guarire la tua vita" che ha venduto oramai più di 50 milioni di copie.

Dopo essermi documentato sia sulla dottrina religiosa che sta alla base di tutto questo e dopo aver letto entrambi i libri che cito, posso riassumere così il pensiero positivo:

Le cose belle succedono a chi allontana da se i pensieri negativi: ringrazia il mondo, le persone e la vita per tutto quello che hai, pensa solamente in positivo. Così facendo tutto andrà bene e ciò che vuoi si arriverà. 

Cito testualmente Louise Hay:
"Una delle cose meravigliose di questo processo è che non dobbiamo sapere come fare, tutto quello che ci serve, è essere disposti e aperti. L'intelligenza universale o la tua mente subconscia si occuperanno del come. Ogni pensiero che fai e ogni parola che dici ricevono una risposta e il punto di potere è adesso nel presente. I pensieri o le parole che affermi adesso nel presente, creano il tuo futuro! La mente è uno strumento, il modo in cui la usi ora è solo un'abitudine, ma le abitudini possono essere cambiate se lo vogliamo".

Ad esempio al mattino ringraziamo il letto per averci accolti in modo così confortevole, pensiamo che sarà una giornata grandiosa, che capiteranno solo cose belle, guardiamoci allo specchio e diciamoci di amarci e, se ci accade qualcosa di negativo, pensiamo che "al di fuori di questa esperienza" tutto andrà sempre bene. In questo modo, quello che pensiamo si materializza perché la realtà è generata dalla nostra mente, per cui se pensiamo positivo la realtà sarà positiva!


Come funziona il pensiero positivo?


L'effetto del pensiero positivo è reale per un semplice motivo: se smetti di pensare in modo negativo sei automaticamente più sereno perché rompi la catena di negatività che ti porti appresso e inizi a sforzarti nel vedere la vita in modo differente. Nell'immediato quindi, cioè appena s'incomincia a seguire questa filosofia, la nostra condizione mentale migliora e ci sentiamo meglio.

Questo però non significa che d'ora in poi accadranno solo cose positive, le cose negative continueranno ad accadere esattamente come sarebbero accadute se non avessimo iniziato a seguire il pensiero positivo, o almeno diciamo quelle che non dipendono direttamente da noi. Cerco di spiegarmi meglio: se il destino ci riserva un fatto spiacevole, come ad esempio la morte improvvisa di una persona cara, questo accadrà comunque, indipendentemente dal fatto che pensiamo o meno positivamente, per cui su questa tipologia di eventi non vi sarà alcun cambiamento, perché le persone muoiono, punto, e non ci possiamo fare niente.

Quelli che invece potrebbero annullarsi sono i fatti spiacevoli che dipendono in modo diretto dal nostro pensare in negativo. Ad esempio, se fossimo persone sospettose e rispondessimo male a qualcuno credendo che trami qualcosa alle nostre spalle, il pensiero positivo potrebbe evitare questa situazione perché ci aiuterebbe ad essere meno sospettose e quindi comportarci in maniera più accomodante. Stessa cosa se fossimo paranoici, intransigenti, violenti ecc. per cui da questo punto di vista sono fermamente convinto che il pensiero positivo può fare del bene.

Tuttavia queste sono normali conseguenze di un cambiamento migliorativo della nostra personalità che dipende da un atteggiamento più solare nei confronti della vita e da uno sforzarci di essere persone migliori, ma non vi è niente di spirituale o metafisico; non è Dio o l'Universo che ci sta aiutando, siamo solo noi che ci stiamo comportando meglio perché i pensieri influenzano i nostri comportamenti.


La storiella del morto


Una donna chiede ad un ragazzo come sta il padre, visto che sono mesi che non lo incontra. Il ragazzo dice che è molto malato e per questo sta spesso a letto. La donna ribatte che la malattia non esiste, che è solo un pensiero negativo, che è lui a generare la malattia attraverso la sue mente: "a vita è fatta di pensieri e tu diventi quello che pensi". "Riferiscili per favore questo messaggio!", insiste la donna. Passano alcuni mesi, i due s'incontrano nuovamente e la donna chiede come stia il padre e se gli avesse riferito il messaggio. A questo punto il ragazzo risponde: "Gli ho riferito il suo messaggio, ma ora lui pensa di essere morto e non so come fare a spiegargli che è solo un pensiero".




Dove sta la verità


Credo che nel mondo ci siamo persone più sagge e competenti di scrittrici che vendono cinquanta milioni di copie e tengono conferenze dicendo che pensando positivo non ci capiterà nulla di male e guariremo senza il bisogno di medicine. Una di questa è il Mahatma Gandhi, che dice che
"Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri, i tuoi pensieri diventano le tue parole, le tue parole diventano le tue azioni, le tue azioni diventano le tue abitudini, le tue abitudini diventano i tuoi valori, i tuoi valori diventano il tuo destino". 
Spesso questa frase viene presa come esempio della filosofia del pensiero positivo, ma se la analizziamo bene ha un ingrediente fondamentale che il New Thought non cita; le azioni! E quello, se leggiamo bene, è il passaggio più complicato da attuare, cioè trasformare le parole in azioni! Quante volte abbiamo detto che la nostra vita fa schifo, ma non abbiamo fatto niente per cambiarla? Dire che la nostra vita è fantastica, ma continuare a non fare niente per cambiarla, non la cambierà di una virgola e non la renderà migliore.

Ancora una volta, esattamente come accade per la Teoria della Mente Quantica, il successo di questa filosofia sta nel fatto che, a livello di subconscio, da alle persone una speranza di cambiare le cose pur continuando a non fare nulle. Questo è ciò che tutti vorrebbero e la filosofia del pensiero positivo lo insinua continuamente: "Non serve che ti fai un mazzo tanto per costruirti il successo e la felicità, stai pure sul divano a guardare L'Isola dei Famosi, ma pensa in positivo, e tutto andrà bene". Pensa positivo e non lavorerai più in un call center a 300 euro al mese, pensa positivo e il cancro che ti divora sparirà, pensa positivo e tua moglie smetterà di tradirti con il collega di lavoro.

Questo è proprio il tipo di concetto che fa presa sulle menti deboli, cioè coloro che si fanno affascinare da un libro motivante e ben scritto, che gli serve su un piatto d'argento formulette magiche per risollevare la propria esistenza in breve tempo, pur continuando nella passività e nella svogliatezza che li ha sempre caratterizzati. Queste teorie sono perfette per trovare l'alibi che stiamo cercando da sempre: "Non è colpa della mia pigrizia o inettitudine se le cose vanno male, è solo colpa dei miei pensieri".


I danni provocati dal pensiero positivo


Come dicevo inizialmente il pensiero positivo, se preso con coscienza, ha un influsso migliorativo sulla nostra vita; io stesso penso sempre positivo, cioè cerco di trovare i lati positivi delle cose ed essere totalmente trasparente a ciò che di negativo mi accade. Questa tecnica aiuta ad essere sereni, ma converrete con me che vi è una grossa differenza tra questo approccio e un approccio negazionista nei confronti della realtà.

Mi spiego meglio, se gli altri mi criticano e io sto male per questo, posso pensare positivo e lasciar cadere le critiche, vivendo meglio. Perfetto, la mia vita è migliorata! Sbagliato! Perché le critiche devono essere ascoltate. Bisogna essere sufficientemente intelligenti e maturi per lasciar cadere le critiche dettate dall'invidia o dall'ignoranza di chi parla senza sapere, ma accogliere e fare tesoro di quelle che ci mostrano quei difetti o quei limiti che da soli non riusciamo a vedere. Se qualcuno mi critica dicendo che sono grasso, posso fregarmene e vivere sereno, ma sarei uno sciocco se non riflettessi sul fatto che se ho 40 anni e peso centocinquanta chili, magari rischio di morire di infarto e lasciare soli i miei figli. Pensare positivo, cioè ripetere a se stessi che il nostro corpo è magro e snello, non ci farà diventare magri, eppure (e spero vi sembrerà assurdo) in questi libri viene esplicitamente detto di fare così, con questo stesso esempio!

Capirete quindi che questo metodo ha sì dei risvolti positivi sulla vita, ma va applicato con attenzione! 

Il problema è che questa "attenzione" non viene spiegata dai guru del pensiero positivo, perché hanno bisogno di trasmettere una teoria "estrema" e "forte" per impressionare le persone e colpirle dritte al cuore. Se non facessero intendere che il pensiero positivo è qualcosa di magico, non venderebbero certo 50 milioni di copie. 

Se avete letto i libri che ho citato, in più di un'occasione vi sarete immedesimati in quello che viene detto e vi sarete detti:

  • "Sembra che stiano parlando esattamente di me e della mia vita"
  • "Ciò che è descritto qui è esattamente quello che mi accade ogni giorno"

Questa è una nota tecnica persuasiva basata sui cliché della vita. Ad esempio viene detto che ci sentiamo a disagio perché gli altri ci criticano. Ma va? Non si era mai sentito che le persone criticano… sveglia! Tutti criticano tutti, per questo sembra che parlino di noi e della nostra vita, e questo serve a convincerci del fatto che le soluzioni date siano giuste per la nostra situazione, ma in realtà sono così banali e generiche che tutti vi s'immedesimano, un po' come accade per l'oroscopo.

Queste sono normali tecniche di marketing, ricordiamoci sempre che quando leggiamo o ascoltiamo qualcuno, non siamo in cerca di verità, ma di conferme di ciò che già pensiamo, e chi vuole entrare in sintonia con noi lo sa bene. Una buona trappola per le menti deboli infatti si costruisce esattamente così: prima si imbastisce un discorso che fa sentire la persona coinvolta, a suo agio e in sinergia con il nostro pensiero, poi si introducono esempi qualunquisti per far sembrare che il tutto sia fatto su misura per lui, e infine si introducono i concetti a cui deve credere ciecamente. Se avremo preparato bene la sua mente, accetterà il discorso senza alcun problema.


Conclusioni


Vivere non è semplice. Tutti, ogni giorno, hanno problemi da affrontare e tutti sono in cerca di soluzioni. Comprendere che pensare negativamente ci proietta in uno stato d'animo evitabile è un ottimo modo di affrontare positivamente la vita. Avere pensieri positivi, cercare il meglio nelle cose, concentrarsi su ciò che abbiamo di buono invece che su ciò che ci manca, è utilissimo per vivere serenamente.

Detto questo è inutile ingannarci o fingere, i problemi non spariscono e gli inconvenienti ci saranno sempre, perché è vero che diventiamo ciò che pensiamo, ma questo non vuol dire che i pensieri positivi creeranno da soli una realtà migliore o che l'universo agirà per il nostro bene. La realtà è fatta di azioni concrete che dobbiamo svolgere in prima persona, non dimentichiamolo mai, pensare positivo aiuta ad andare a avanti serenamente, ma i problemi, le delusioni, le critiche e l'infelicità stessa sono anch'esse parte della vita, servono per imparare e migliorare, e se le ignoriamo non diventeremo mai persone migliori.

smetteredilavorare.it

4 commenti:

  1. Francesco,
    dedichiamo molto tempo a pulire la casa, l'automobile e laviamo regolarmente i nostri vestiti. Eppure, non ci preoccupiamo di pulire la nostra mente che ogno giorno è "sporcata" da tanti messaggi cha arrivano dalla pubblicità, dalla televisione, da internet... Basta fermarsi in una stazione della metropolotana per ritrosi circondati di pubblicità, monitor, discorsi delle altre persone... La nostra mente è come una stanza di cui molto spesso è impossibile chiudere le finestre. Sacondo me, prima del pensiero positivo, occorre ogni giorno "pulire la propria mente", liberarla dalla "polvere" che vi è entrata e depositata. A volte c'è uno strato di "polvere" accumulato da anni. Non è un lavoro semplice... Fred

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  2. Sono anni che ... Non so spiegare perché, ma so che tutto alla fine andrà per il meglio perché mi permetterà di crescere. Ho smesso di fare strategie ... cerco di leggere i fatti, accoglierli come gente di casa mia, mettermi dal loro punto di vista e aspettare vigilando ... la soluzione si presenta da sola, poi il resto delle forze lo dedico ad attuare quella soluzione, a farla diventare realtà. Lì si gioca la partita. Buona giornata a tutti.

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  3. A chi resta un minimo di discernimento, un consiglio che posso dare per esperienza,è di stare lontane dalle persone negative, quelle che continuamente fanno elucubrazioni e prevedono che ogni cosa andrà per il verso sbagliato ... quelle sono capaci di influenzare negativamente la nostra vita e metterci di cattivo umore, e purtroppo , sempre per esperienza, anche se noi siamo persone positive, "quelle" riusciranno a trascinarci in un baratro di negatività, Scegliete persone solari, allegre, gioiose di vivere e vedrete come migliorerà anche la vostra vita!!

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  4. Ciao Francesco,
    Ho letto con interesse il post e ti ringrazio per aver affrontato l'argomento.
    Non conoscevo la Hay, e ora capisco anche perchè.
    Effettivamente sembra aver speculato su filosofie di qualcun altro.
    Infatti i termini che lei usa sembrano presi dai testi di Napoleon Hill, scrittore che già esponeva concetti simili quando la Hay non era neppure nata.
    Simili ma usati altrimenti.
    Hill parla di intelligenza infinita ( sembra che il termine l'abbia inventato lui) ma spiega che questa non sia altro che il porrre che la nostra mente ha quando ci concentriamo per trovare una soluzione, come se figurativamente ci arrivi chissà da dove. Ma niente più.
    Fa largo uso del pensiero positivo ma accompagnato nero su bianco da incoraggiamenti ad agire a favore dei nostri obbiettivi. Scrive chiaro che se non agiamo coerentemente con i nostri pensieri nulla potrà accadere. E condisce con un infinità di fatti realmente accaduti a persone note ( Henry Ford, Andrew Carnegie per esempio) dimostrando che l'azione che segue una mente positiva darà buoni risultati anche se con fatica.
    Ci tenevo a rispondere perchè leggendo della Hay mi sembrava come qualcuno travisasse concetti ben utilizzati 60 anni prima.
    Un saluto,
    Max

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