Risparmiare con i Farmaci Equivalenti 200 Euro

farmaci equivalenti
Farmaco generico
Non se ne parla molto, anche perché scegliamo i farmaci in base alle pubblicità, un po' come scegliamo i biscotti al supermercato, ma esisto dei farmaci praticamente uguali a quelli di marca, che hanno lo stesso effetto e costano molto meno; sto parlando dei farmaci equivalenti o generici.

Sappiamo bene che per la salute si spende parecchio e che queste uscite incidono anche pesantemente sul bilancio famigliare di ognuno di noi, allora perché non servirsi dei farmaci equivalenti e risparmiare, semplicemente informandosi sul loro funzionamento? In questo articolo cercherò di dare tutte le informazioni che servono e capire quanto si risparmia.



Da leggere con attenzione


Cos'è un farmaco? Sembra una banalità ma questa definizione è la cosa più importante da conoscere. Il componente principale di ogni farmaco è il principio attivo, ovvero quella sostanza che è responsabile della suo effetto terapeutico. La confezione, ciò che ci scrivono sopra o ciò che dicono le pubblicità non conta niente, l'unica cosa che conta è il principio attivo.

Quando scegliamo o ci facciamo consigliare un farmaco dal nostro farmacista, questo ci proporrà uno dei tanti farmaci che fanno al caso nostro, cioè che contengono quel determinato principio attivo, in una certa dose. Come si fa a sceglierne uno piuttosto che un altro? Bene, qui entrano in gioco i concetti di "medicinale di marca" e "medicinale equivalente", che dobbiamo comprendere bene per capire cosa conviene fare.

Medicinale di marca o equivalente?


Quando una delle grandi case farmaceutiche scopre una nuova molecola che ha un particolare principio attivo e che quindi può curare o alleviare determinate malattie o patologie, immette un nuovo farmaco sul mercato e per molti anni ne detiene il totale monopolio. Questo processo può costare da 100 a 800 milioni di euro, ed il motivo non è legato ai soli costi di ricerca, ma a tutta la trafila di test di sicurezza che un farmaco deve superare prima di poter essere lanciato sul mercato, oltre che agli elevatissimi costi di brevetto. Nessuno può produrre un farmaco uguale, proprio perché questo è stato brevettato, ma i brevetti hanno una durata di 20 anni (massimo 25) poi scadono e a quel punto la cosa diventa interessante.

E' dal 1995 che in Italia la legge n.425 del Decreto Legge n. 323 del 20.6.1996 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16.8.1996, Art 3, Comma 130) decreta la possibilità, dopo lo scadere del brevetto, di immettere sul mercato medicinali equivalenti a quelli di marca. Si tratta di farmaci che contengono lo stesso principio attivo, dose e modalità di somministrazione e per questo sono quasi del tutto identici ai farmaci originali, con una piccola, ma sostanziale differenza: il prezzo! Siccome per immettere questi medicinali sul mercato la trafila burocratica e i test sono molto meno complessi perché di fatto deve essere dimostrata solo la bioequivalenza, il prezzo di mercato è anche sensibilmente inferiore.

Quanto si risparmia


In Italia il prezzo dei medicinali generici (dal 2005 definiti equivalenti perché il termine "generici" induceva a pensare che fossero meno efficaci) è stabilito per legge che deve essere almeno il 20% in meno rispetto al medicinale di riferimento, cioè quello di marca che vediamo pubblicizzato ovunque. In realtà le aziende propongono spesso un prezzo ancora più basso. Ad ogni modo il massimo del risparmio lo abbiamo sui medicinali di fascia A, cioè quelli identificati come essenziali o per curare malattie croniche, che sono gratis a meno che non acquistiamo quelli di marca, nel qual caso dobbiamo pagare la differenza. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha stabilito, per quasi tutti i farmaci ci classe A equivalenti, un prezzo che è inferiore del 50% rispetto alla loro controparte di marca!

Gli Ultimi dati ISTAT di cui Disponiamo dicono che ogni famiglia italiana mediamente spende 1050 euro ogni anno per curarsi. Nello specifico, per il solo acquisto di medicinali la spesa è di circa 500 euro l'anno.

Se facciamo quindi una media e consideriamo un risparmio possibile di circa il 40%, l'acquisto di soli farmaci equivalenti porta ad un risparmio annuo di 200 euro. Non stiamo parlando di cifre enormi, ma considerando che spesso non vi è un particolare motivo per non acquistare questa tipologia di medicinali, vene da chiedersi perché spendere di più quando invece possiamo risparmiare qualcosina pur non rinunciando a curarci.

Va poi tenuto in considerazione che negli ultimi 5 anni la spesa per l'acquisto di farmaci è aumentata del 66%, per cui c'è da aspettarsi che in futuro le persone saranno costrette a ricorrere sempre più spesso alle cure (per stile di vita, inquinamento e alimentazione sregolata) per cui stiamo parlando di un risparmio che nel tempo tenderà ad essere sempre più importante.

Il farmaco equivalente è uguale a quello di marca?


Questa è una domanda importante perché con la salute non si scherza e quindi è meglio cercare di approfondire bene la questione e comprendere se stiamo veramente parlando di medicinali equivalenti in tutto e per tutto, o se ci sono delle differenze che dobbiamo tenere in considerazione. Ogni volta che abbiamo bisogno di un farmaco è bene prediligere la farmacia al supermercato, anche se in quest'ultimo ormai si trovano diverse tipologie di medicinali; il vero motivo risiede nel fatto che il farmacista è a tutti gli effetti un esperto di farmaci, per cui possiamo chiedergli consiglio su quale prodotto prediligere.

I medicinali, anche quelli equivalenti, infatti, contengono sempre degli eccipienti che possono modificare in diversa misura le caratteristiche del principio attivo di cui sono fatti. Gli eccipienti possono incidere sul tempo d'azione e di assorbimento del farmaco, per questo motivo, per alcune persone farmaci bioequivalenti (anche se identici) possono avere effetti diversi. In pratica è vero che il farmaco equivalente è uguale a quello di marca, ma per via degli eccipienti potrebbe funzionare meglio o peggio. Alle volte, inoltre, due medicinali equivalenti possono avere costi diversi perché a tutti gli effetti uno di questi ha una diversa efficacia terapeutica.

In definitiva quindi un buon farmacista, esperto, aggiornato e onesto (non condizionato da rapporti con particolari case farmaceutiche), dovrebbe essere in grado di consigliarci se utilizzare uno o l'altro medicinale a seconda di diversi fattori, anche banalmente l'età, il peso o i sintomi che presentiamo, per questo affidiamoci a chi può consigliarci sul miglior farmaco da acquistare.

Come trovo un farmaco equivalente?


Esiste un Comodissimo Servizio Realizzato da Altrconsumo che permette di indicare il principio attivo e quindi ottenere la lista dei farmaci equivalenti che fanno al caso nostro. Possiamo fare un breve test con l' Acido acetilsalicilico", cioè il principio attivo della famosa "Aspirina" prodotta dalla Bayer. Il risultato è una tabella che predilige i medicinali generici, mostra il prezzo e lo mette a confronto con quello delle controparti di marca, citando anche la casa produttrice.

trovare farmaci complementari


Interessante anche la possibilità di stampare il tutto e portarsi un foglietto quando ci rechiamo in farmacia.
Il principio attivo lo troviamo sulla scatola del medicinale di marca che abbiamo in casa; nel caso in cui il medico di base o un altro medico ci prescriva l'assunzione di un medicinale, ricordiamoci di chiedere qual è il principio attivo così possiamo usare questo comodo servizio per acquistare un farmaco meno costoso, ma altrettanto valido.

Quando ci rechiamo in farmaci e vogliamo avere la conferma che quello che ci è stato dato sia un medicinale equivalente, ricordiamoci che di solito l'azienda produttrice di equivalenti dà al medicinale il nome del principio attivo, seguito dal nome dell'azienda stessa. Questa non è une regola ed esistono prodotti equivalenti con nomi di fantasia, in ogni caso, sulla confezione del farmaco deve essere presente, per legge, la dicitura "medicinale equivalente".

Conclusioni


Non tutti sono al corrente dell'esistenza dei farmaci equivalenti, e vi è anche una certa diffidenza nei confronti di un prodotto che (ingiustificatamente) viene considerato meno efficace di quello di marca, semplicemente perché non ha una bella confezione o non è pubblicizzato in televisione.

Con l'utilizzo dei farmaci equivalenti non risparmiano solo noi, ma anche il Servizio Sanitario Nazionale, perché moltissimi di questi farmaci appartengono alla classe A, ovvero quella rimborsata dall'SSN. Attenzione però che ci viene rimborsato solo il prezzo dell'equivalente, se vogliamo quello di marca la differenza la mettiamo noi. L'introduzione degli equivalenti quindi ha permesso alla sanità di risparmiare e di avere più fondi da investire in altri importanti settori.

Questa pratica poi ha aumentato la concorrenza e quindi ha contribuito a far scendere di prezzo anche i medicinali griffati, evitando che le case farmaceutiche speculino oltre ogni decenza sulle malattie delle persone, esponendo prezzi d'acquisto esageratamente elevati.

Tutto quindi ci spinge a prediligere i farmaci equivalenti e non vi è un reale motivo per continuare spendere denaro in più per curarci; ricordiamoci tuttavia che anche se questi farmaci sono bioequivalenti, alcuni potrebbero essere più efficaci di altri, pertanto chiediamo sempre consiglio al medico o al farmacista.

smetteredilavorare.it

3 commenti:

  1. Caro Francesco, mi piace molto il tuo blog e trovo spunti molto utili.

    A proposito di farmaci e malattie, non mi sembra che tu abbia mai affrontato nel tuo blog l'argomento: come pensi che si possa affrontare, avendo smesso di lavorare, le eventuali spese per una/un badante, nel caso ci fosse un familiare che ne ha bisogno?

    Mio padre ha l'alzheimer e non può essere lasciato solo neanche mezzora. Abbiamo assunto una badante che ci costa (ovviamente in regola) 1300-1400 euro al mese (compresi tutti i contributi). Ogni mese ci sono poi le spese delle casa, la spesa settimanale per lui e per la badante (dato che il vitto è compreso nel contratto), circa 80-100 euro a settimana, più i farmaci (non tutti sono forniti gratuitamente). Lo stato rimborsa (e non è sempre facile ottenerli, lo stato della malattia deve essere particolarmente avanzato) 500 euro al mese.

    Tenere invece il familiare in casa propria è una scelta complicata, già con una badante comporta molti sacrifici, perché devi comunque coprire le 2 ore al giorno in cui non lavora, più da sabato a mezzogiorno sino a domenica a mezzanotte (oppure pagare ancora un'altra persona).

    Non avendo inoltre, chi soffre di questa malattia, la memoria a breve termine, mi è capitato di passare interi pomeriggi a rispondere decine di volte alla stessa identica domanda e non è facile.

    Ti ringrazio,
    Patrizia

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  2. ciao Francesco, leggo i tuoi articoli con interesse, vorrei dire che a proposito dei farmaci "equivalenti" a me è successo questo: su consiglio di un'aiuto farmacista della quale mi fidavo, ho accettato un farmaco generico contro la pressione alta, dopo 4 giorni dall'assunzione ho iniziato a stare male ma proprio male. sconsiglio di affidarsi ai farmaci generici per malattie importanti. finché si parla di un mal di testa va bene ma per altro....lasciar perdere.
    mi risulta che dopo che il brevetto scade, si possono produrre medicinali cosiddetti generici o equivalenti...ma le molecole che li compongono non sono nello stesso numero. è vero? io credo di si. sennò non sarei dovuta correre al pronto soccorso con la minima a 120!
    questo tema che hai toccato, Francesco, è molto molto delicato. grazie. saluti.cinzia

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    1. Legalmente la concentrazione del farmaco equivalente può variare del 10% (in più o in meno) rispetto a quella dichiarata sulla scatola del medicinale; in pratica se in una compressa teoricamente dovrebbero esserci 100 mg di principio attivo è possibile, e legalmente accettabile, che ve ne siano 90 o 110 mg. La molecola biologicamente attiva che compone il farmaco rimane in qualunque caso la stessa. Ciò che può variare sono gli eccipienti, cioè tutto quello che non è principio attivo, e questo può portare ad una variazione nell'assorbimento del farmaco.
      I farmaci generici sono, secondo me, sempre da preferire quando il farmaco è generalmente sicuro. Il discorso è diverso se la malattia prevede l'utilizzo di principi attivi a basso indice terapeutico o il farmaco è ottenuto con vie diverse dalla sintesi chimica.
      In qualunque caso è sempre meglio chiedere al medico (non al farmacista che ha generalmente un ricarico più elevato sui generici) se è meglio prendere il farmaco equivalente o quello originale.

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