Creare un Orto da Zero per il Totale Autosostentamento

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Abbiamo abbastanza spazio per dare vita ad un orto che ci permetta di autosostenerci per tutto l'anno? Quali tipologie di verdure occorre piantare per avere la massima resa e come faccio a conservarle per tutto l'inverno?

In questo articolo scopriremo insieme cosa occorre fare per creare un orto che permetta di autosostenere una famiglia media per l'intero arco dell'anno, azzerando di fatto i costi di acquisto di tutta la verdura che ci serve, e lo faremo partendo da zero, ovvero autoproducendo tutto, dalle sementi al compost, fino all'autocostruzione di una serra.



Quanto terreno serve e come organizzarlo


Quando si costruisce un orto si sta costruendo un piccolo regno dove trascorrere del tempo in armonia con la natura, preparare e curare le piante, pulirle dopo la raccolta, preparare il compost, lasciar riposare l'acqua, riporre gli attrezzi e sedersi all'ombra per bere un buon bicchiere di vino. E' così che è fatto un vero orto, un luogo da vivere, non solo un pezzo di terra da sfruttare per produrre verdura e frutta.

Incomincio quindi con il proporre uno schema che sfrutti al meglio gli spazi, ma che allo stesso tempo permetta di ricavare una zona dove eseguire alcuni lavoretti indispensabili.

schema organizzativo piante orto
schema orto

In questo schema ho ipotizzato di avere a disposizione 100 metri quadri di orto, quindi uno spazio di 10x10 metri, che sono sufficienti per produrre la verdura per un'intera famiglia. Come è possibile notare, a parte un piccolo spazio per un capanno degli attrezzi e una tettoia, la maggior parte del terreno è dedicata alla coltivazione all'aperto (la zona verde, circa 7x5m) e alla serra (circa 3x10m), che servirà a preparare le piantine durante la primavera e coltivare certe tipologie di ortaggi anche in autunno inoltrato. Per le aromatiche basta poco spazio perché sono piante che si sviluppano rapidamente e se ne fa sempre un uso contenuto, tanto che di solito se ne scarta una buona quantità.

Importantissima la zona del compost, che può essere realizzata in modo grezzo, semplicemente accumulando le ramaglie e gli sfalci uno sopra l'altro, oppure costruendo (come vedremo) un contenitore in modo semplice e veloce. Personalmente ho costruito una sorta di cassone in legno con tettoia in plexiglas, in modo da contenere gli odori e proteggere il tutto dalla pioggia, ma vi sono anche strade più semplici.

Un'altra zona importante è quella dell'acqua: il top è avere una fontanella che riversi l'acqua direttamente in un grosso bidone, oppure poterlo riempire con una canna flessibile, questo perché alle piante è sempre meglio dare acqua "riposata". Generalmente si lascia che l'acqua rimanga qualche ora in un bidone prima di attingervi l'annaffiatoio, questo perché raggiunga la temperatura ambiente e non infastidisca le radici, ma anche perché calcare, ferro e altre sostanze che sono in soluzione si depositino sul fondo, in modo da dare alle piante un liquido più "puro" (passatemi il termine).

In inverno, purtroppo, anche pensando di riscaldare la serra con un piccolo pannello fotovoltaico, vi è troppa poca luce perché tutte le piante si sviluppino, per cui non vi sarà una grande produzione e in certi mesi (da dicembre a marzo) si produrrà praticamente zero. Nel periodo estivo e parte della primavera/autunno, quindi, dovremo generare un surplus di verdura da conservare per le stagioni fredde. Inoltre una piccola parte della produzione dovrà essere dedicata alla creazione dei semi, perché possiamo certamente acquistarli nelle classiche bustine, ma non sarebbe vera autoproduzione e autosostentamento!

Per questi ed altri motivi puramente tecnici abbiamo bisogno di almeno 100 metri quadri di orto per ogni individuo che intenda autosostenersi totalmente con il proprio coltivato.

Quali piante selezionare


Vi è un'enorme varietà di piante che possiamo scegliere di coltivare, ma molte di queste non hanno una buona resa a parità dello spazio che richiedono per svilupparsi, quindi rischiano di occupare troppo spazio e non avere verdura a sufficienza. E', ad esempio, il caso delle zucche, che espandono le loro foglie su una superficie molto ampia e impiegano molti mesi a svilupparsi completamente. In altri casi invece vi sono ortaggi che, seppur occupino una larga superficie, sono così indispensabili da non poter essere ignorati, come ad esempio le zucchine o le patate.

A fronte di queste ed altre ottimizzazioni, che per anni ho messo in pratica nei mie due orti (uno piccolo vicino a casa e uno grande in condivisione con altri componenti della mia famiglia) legate soprattutto allo spazio e al numero di raccolti che ogni pianta permette, ho stilato la lista delle piante che dovrebbero essere presenti in ogni orto:

  • Pomodorini pachino (a ciclo praticamente continuo)
  • Pomodori cuore di bue (sono molto grandi, per fare la conserva)
  • Zucchine (a ciclo praticamente continuo + fiori da friggere o fare in insalata)
  • Peperoni friggitelli (rispetto ai classici peperoni producono di più)
  • Fagiolini nani (a ciclo praticamente continuo, occupano meno spazio)
  • Basilico (per fare il pesto)
  • Cetrioli (produzione quasi esagerata per un uso non molto vario, mettere poche piante)
  • Patate (indispensabili per l'uso variegato che hanno, anche se hanno bisogno di spazio)
  • Carote (anche se occupano molto e fanno un solo ciclo produttivo)
  • Coste (fino a 3 produzioni dopo il taglio)
  • Cavolfiori e verze (per la produzione autunnale)
  • Insalate (per il periodo primaverile da far crescere in serra)
  • Radicchio (per l'autunno inoltrato) 

Questi sono gli ortaggi ai quali dedicare maggior spazio, poi nessuno ci vieta di piantare anche altre tipologie, ma diciamo che queste sono le varietà base irrinunciabili per la nostra completa alimentazione e la preparazione invernale.

Come preparare sementi e fare i germogli


Come accennato, il modo migliore per risparmiare con l'orto è quello di non acquistare i semi, ma prepararli partendo dall'ultimo raccolto, conservarli durante l'inverno e poi, da essi, far germogliare piccole piantine che poi, a primavera inoltrata, trapianteremo per un nuovo ciclo produttivo.

Iniziamo quindi con la produzione dei semi, che eseguiremo però solo a partire dal secondo anno di attività, mentre per il primo, purtroppo, saremo costretti ad acquistare le sementi in bustina o prendere direttamente le piantine in serra.

L'altra notizia non proprio positiva è che ricavare le sementi non è semplicissimo e per ogni ortaggio vi sarebbe un procedimento specifico: per la maggior parte degli ortaggi che producono semi possiamo dire che ciò che va fatto è aspettare che l'ortaggio sia molto ben maturo, diciamo più o meno al suo limite, ma senza che diventi esternamente troppo mollo e marcisca. A questo punto lo raccogliamo e lo spolpiamo con le mani, mettendo i semi "sporchi" di polpa in un contenitore con dell'acqua, lasciando il tutto a riposare per qualche giorno, fino a quando i semi non si sono depositati sul fondo. A questo punto possiamo passate i semi al colino e metterli ad essiccare in un piatto o un contenitore piano. La fase di essiccazione dura circa due settimane e deve avvenire al buio e in un luogo asciutto. Trascorso questo tempo mettiamo i semi in un barattolo con tappo o nelle classiche buste di plastica da frizzer, e conserviamoli in un luogo fresco, asciutto e naturalmente al buio.

I semi così conservati sono già pronti per la semina successiva, che eseguiremo in serra già all'inizio della primavera. Il vantaggio della serra è quello di mantenere una buona temperatura, abbastanza elevata e stabile anche quando esternamente non vi sono le condizioni, e quindi di anticipare la produzione, ritrovandosi con piantine già sviluppate da trapiantare in terrapieno, quando il clima è adatto. Per far germogliare i semi basta poco, basta mettere un po' di terriccio bagnato in vasetti per lo yogurt o contenitori delle uova, e piantare i semi appena sotto la superficie (massimo 1cm sotto). Dopo una decina di giorni le piantine spunteranno e, quando avranno sviluppato la seconda coppia di foglioline, saranno pronte per essere piantate in orto. Se il clima esterno la serra però non lo permette ancora, va valutata l'ipotesi di lasciarle in serra, e di travasarle in contenitori più grandi, altrimenti entreranno in sofferenza e rischieranno di morire.

La serra naturalmente va utilizzata anche per produrre, in primavera e autunno, verdure a crescita rapida come ad esempio l'insalata e, soprattutto in autunno inoltrato, coltivare radicchio, verze e altri ortaggi che potranno svilupparsi anche quando fuori fa troppo freddo.

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Come conservare la verdura per l'inverno


Esistono diverse metodologie di conservazione della verdura, dal sottolio/sottaceto fino all'essiccazione, e ci sarebbe materiale per scriverci un interno libro, ma a mio avviso il metodo più pratico e meno dispendioso è quello di preparare, con una parte del raccolto, grandi quantità di minestre che possiamo conservare in frizzer per più di un anno. Personalmente ho acquistato un grande frizzer, grande praticamente come il frigorifero, dove conservo tutto ciò che nel corso dell'inverno consumo un po' alla volta. Il vantaggio principale dei minestroni sta nel fatto che possono essere poi integrati con pasta, riso o altri cereali e quindi durare moltissimo, garantendoci anche un'alimentazione sana e con pasti di veloce preparazione.

Un altro ottimo modo per conservare la verdura è fare il concentrato per brodo vegetale, che consiste sostanzialmente nel cuocere molte verdure tagliate a pezzetti in una padella con olio caldo e poi aggiungere un buon quantitativo di sale. Una ricetta semplice è questa:
  • 1/2 bicchiere d'olio
  • 100 gr. di prezzemolo
  • 200 gr. di sedano
  • 300 gr. di zucchine
  • 300 gr. di pomodori
  • 500 gr. di cipolle
  • 500 gr. di carote
  • 1 porro
  • 500 gr. di sale

Quando è tutto cotto, cioè dopo circa 40 minuti, frulliamo e mettiamo in vasetti di vetro. Abbiamo così creato un dado vegetale fatto in casa che può essere sciolto in acqua bollente per fare il brodo ed usarlo per molte ricette.

Se avete voglia di imparare altre tecniche di conservazione, vi consiglio il Completissimo Forum di MaryRosa, che nella sezione "Conservazione verdure e ortaggi" contiene tutte le informazioni che desideriamo.

Come preparare il compost


Un piccolo capitolo va dedicato al compostaggio, perché il terreno, in primavera, deve essere rinvigorito con materiale organico che va frammisto alla terra quando la vanghiamo. Le piante infatti hanno bisogno delle sostanze nutritive che stanno nel terreno, ma queste non sono infinite, per questo motivo possiamo crearle semplicemente ammassando gli sfalci dell'orto, ma anche gli altri residui organici dei nostri pasti  come resti di frutta, ossa, pesce, fondi di caffè e in generale tutto il cibo che avanziamo, che lentamente si decomporrà, dado vita ad un terriccio scuro e fertile detto compost.

E' una procedura molto semplice, ma che richiede diversi mesi per avviarsi e un apposito "contenitore" che consiglio di costruire anziché acquistare, anche perché lo possiamo fabbricare con 5 pallet, qualche fascetta e se vogliamo proprio esagerare anche una retina, un pezzo di plexiglas a onduline come tetto e un paio di cerniere per aprirlo, come mostrato in questo video.



Purtroppo il video è in inglese, ma seguendolo si capisce bene il procedimento, che richiede veramente pochissimo tempo, senza contare che i pallet si trovano gratis presso qualsiasi magazzino, visto che le aziende spesso pagano per smaltirli. Il vantaggio di usare il pallet è che le pareti del composter rimangono areate, inoltre il terriccio che si forma sul fondo, come risultato della decomposizione, cade a terra tra gli spazi del pallet messo come base, e quindi si può poi estrarre facilmente con una paletta da giardinaggio e spargerlo nell'orto

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Gli attrezzi per l'orto


Gli attrezzi indispensabili sono sostanzialmente due: La vaga e il rastrello, mentre la zappa la ritengo superflua, anche se in alcuni casi può essere comoda. Ci sono vari modelli in commercio, ma su questi strumenti meglio non risparmiare perché il lavoro nei campi richiede attrezzi resistenti. Scegliere sempre strumenti con manici in legno (faggio o frassino, che sono i più resistenti) e che tutta la parte in ferro sia realizzata in acciaio inossidabile. La vanga più versatile è quella con i denti a punta perché penetra meglio nel terreno e permette di rovesciarlo facilmente.

A mio avviso la vanga a punte quadre non è indispensabile anche se un po' più comoda per rovesciare la terra visto che i denti sono più larghi. Il rastrello deve essere naturalmente il modello da terra, non quello per raccogliere le foglie, e anche qui va prediletto quello a denti fini con il più elevato numero di denti possibile. La zappa, se proprio la volete acquistare, scegliete quella che ha la lama piatta e larga da una parte, e le due "corna" dall'altra, perché permette di rompere le zolle di terra e allo stesso tempo (la parte piatta) creare le montagnole tra un sentierino e l'altro, per piantare sui tipici rialzi, ottimi per evitare che l'acqua ristagni.

Da valutare anche l'acquisto di una pala, sopratutto se dobbiamo spargere grosse quantità di concime organico o setacciare la terra se troppo ricca di sassi.

Per approfondire: Tabella della Verdura di Stagione e Risparmio



Conclusioni


Spero, in questo articolo, di aver dato consigli utili per capire ciò che serve per avviare da zero un orto per il totale autosostentamento. Come abbiamo visto il costo di avvio non è molto elevato e negli anni successivi possiamo produrre a ciclo continuo, senza altre spese.

Probabilmente il costo più elevato, escludendo naturalmente quello del terreno, è per la costruzione della serra, che si può acquistare per Cifre Intorno ai 90 euro su Amazon, ma si tratta di prodotti poco resistenti, che di solito non superano l'inverno. So che alcuni acquistano serre economiche come questa e poi le modificano (ad esempio) aggiungendo dei passanti in corda da un lato all'altro, in modo da ancorarle saldamente al terreno. Può essere una soluzione interessante, oppure possiamo pensare di costruirla in legno (o in tubi di ferro), con viti e giunture in ferro. La costruzione della serra è un procedimento abbastanza complesso che merita un articolo a parte.

Per il resto, secondo i dati ISTAT, la totale autoproduzione di verdura permette ad una famiglia italiana media di risparmiare circa 500 euro ogni anno, perché tale è la cifra che spendiamo in ortaggi, ma solo perché non siamo soliti consumarne molti, altrimenti, se ci nutrissimo meglio, la cifra triplicherebbe in un istante. Chiaramente un orto di questa portata richiede tempo e parecchia manodopera, ma nessuno ci vieta di puntare più in basso, coltivare meno, mangiare meglio e riuscire comunque a risparmiare qualcosina.

2 commenti:

  1. Ma se veramente servono solo tre attrezzi, perché tutto quel capanno ?
    Manca un consiglio sull'orientamento, quale lato é bene mettere verso Sud ? Se bisogna costruire per forza un capanno, lo metterei sul lato Nord in modo che non faccia ombra all'orto.
    Per la serra, consiglio di realizzare un terrapieno nel lato Nord, dell'altezza del colmo della serra: si risparmia materiale trasparente/struttura (che non serve a Nord) ed il terrapieno fa da serbatoio di calore e da isolante termico.
    Sopra, ai lati ed a Sud, se possibile doppio strato (anche di telo plastico trasparente), fa da camera d'aria isolante.

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    1. Ciao, sono ottimi consigli, grazie per le precisazione! Il capanno serve a tante cose, ad esempio un mobiletto con dentro eventuali concimi, sacchi di terriccio, i vasi da trapianto, un tavolo con delle sedie per bere un bicchiere di vino nelle serate estive ;)

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