Vincere la Bassa Autostima con la Formula di James

scarsa fiducia in se stessi
superare la scarsa stima di sé
Molte persone hanno difficoltà a credere in se stesse; soffrendo di bassa autostima non si mettono in gioco, rinunciano a realizzare i propri sogni proprio perché pensano di non valere nulla e di non essere all'altezza delle situazioni, ma questa condizione è un grosso ostacolo al cambiamento e, di conseguenza, alla nostra felicità.

Esiste un metodo per migliorare la situazione e tornare a credere in se stessi, ma prima di tutto occorre comprendere come mai siamo demoralizzati e cosa occorre fare nel concreto per tirare una riga e ricominciare a credere nelle proprie capacità.


Perché soffriamo di bassa autostima?


Quali sono i possibili motivi per i quali soffriamo di bassa autostima? Una definizione di autostima presa da Wikipedia ci svela un primo prezioso concetto:

"L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l'autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni."

Soggettivo, soggetto, se stesso, proprio, personale... questa descrizione non lascia spazio ad interpretazioni: l'autostima riguarda solo noi stessi e nessun altro, un concetto non banale, perché la società in cui viviamo ci spinge invece a credere che il nostro valore dipenda dall'opinione degli altri, cioè che debbano essere gli altri a dire se siamo dei vincenti o meno. Ci siamo dentro tutti, ed è per questo che guardiamo ossessivamente quanti like ottiene il post che abbiamo pubblicato su Facebook: se gli altri non “approvano” ciò che facciamo, è probabile che ci sentiremo di scarso valore.

Un'analisi più approfondita ci svela che anche il confronto con i traguardi raggiunti dagli altri può portare alla bassa autostima; questa è una condizione molto diffusa perché si sviluppa in modo inconsapevole: un nostro traguardo vale meno se qualcuno che conosciamo ci mette in ombra con un traguardo ancora più grande. E' evidente che ciò che gli altri pensano e il confronto con i loro successi è un trappola, per questo dobbiamo subito liberarci di questo inutile dispendio di energie, perché nessuno ha tutti i consensi, nemmeno il Papa, e l'opinione degli altri è un problema degli altri, non nostro.

Molto più critici da superare sono invece i fallimenti passati, anche banali, ma che hanno segnato la nostra storia e che ci hanno proiettato in uno stato di paura di fallire nuovamente, ed è proprio da questa paura che può derivare la bassa autostima che ci frena dal tentare ancora.

Chiariti questi aspetti, cerchiamo di individuare i motivi che stanno alla base della nostra mancanza di coraggio e di declinarli sul metodo che ora valuteremo insieme, una formula che spiega quali sono i fattori in gioco e come possono essere bilanciati per diventare più sicuri delle nostra capacità, smettendo di soffrire di scarsa autostima.

La formula dell'autostima


credere poco in se stessi


L'autostima si aumenta impegnandosi a realizzare qualcosa e constatando che il nostro impegno ci sta portando a dei risultati reali e concreti. Si tratta di un sottile rapporto tra desideri e traguardi raggiunti, che viene ben sintetizzato dal pensiero di un filosofo irlandese che si è lungamente occupato di autostima: William James. Questi si spinse a dire che la considerazione che abbiamo di noi stessi è strettamente legata al rapporto tra i nostri successi e le nostre ambizioni. In altre parole, possiamo fare riferimento a una vera e propria formula (anche se indicativa) per definire l'autostima:

autostima=successi/ambizioni

Questa ci permette di capire in un lampo perché dopo un grosso fallimento o una serie di insuccessi la nostra autostima è a terra: se abbiamo avuto successi molto moderati a fronte di ambizioni esagerate ci sentiremo delusi da noi stessi. Se invece abbiamo realizzato i nostri sogni e raggiunto tutti i nostri obiettivi non soffriremo certo di bassa autostima!

Come riprendersi da un periodo di bassa autostima


Stando alla formula estrapolata dal pensiero di James, esistono due metodi per migliorare la propria stima di sé, cioè aumentare i successi oppure abbassare le ambizioni.

  1. La prima strada è quella volta ad aumentare i nostri successi superando le difficoltà che ci ostacolano. Non ho intenzione di soffermarmi a lungo su questo punto: Francesco ne ha già largamente parlato in altri post. Per farla breve, possiamo uscire da un periodo di scarsa autostima "semplicemente" rimboccandoci le maniche e lavorando duramente per realizzare tutti nostri obiettivi. Dopo ogni successo è sufficiente guardarsi alle spalle e ammirare ciò che abbiamo costruito per sviluppare una buona considerazione di noi stessi. Il punto è che non è affatto semplice dedicarsi con costanza a un progetto senza alcuna garanzia di successo. Ecco perché quando ci poniamo un obiettivo di grande portata il pericolo di ricadere in un periodo di malinconia è sempre dietro l'angolo: sconfortati dalla carenza di risultati ci sentiremo più propensi a pensare di non valere nulla e di non avere alcuna chance di farcela.
  2. Osservando bene la formula si capisce che l'altro metodo per aumentare l'autostima è quello di avere ambizioni moderate. Questo concetto è importantissimo perché, come abbiamo appena detto, un grosso progetto richiede molto tempo prima che i primi risultati si manifestino, al contrario, piccoli traguardi possono essere raggiunti rapidamente, e questa è la terapia perfetta per uscire rapidamente da un periodo di "bassa autostima".

Ora, non intendo certo dire che sia sbagliato avere dei sogni o portare avanti progetti di grande portata, ma l'idea di cercare la serenità riducendo le aspettative o i desideri, era diffusa anche diversi secoli fa  e professata da numerosi filosofi, come per esempio Seneca che nel Lettere a Lucilio dice: "È povero non chi possiede poco, ma chi brama avere di più.".

Insomma, se da un lato sembra evidente che per migliorare la considerazione di noi stessi dobbiamo raggiungere dei successi, dall'altro pare che anche avere obiettivi troppo ambiziosi possa finire col demoralizzarci. L'autostima di potenzia anche così, scegliendo una vita semplice che non ci obbliga alla continua rincorsa di nuovi traguardi. Qual è allora il giusto equilibro?

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Divide et impera


Probabilmente la cosa migliore da fare in questi casi è seguire una via di mezzo: cerchiamo di ottenere qualche successo, che ci spinga a credere di più in noi stessi, ma al tempo stesso non poniamoci obiettivi troppo ambiziosi. Più precisamente, potrebbe essere d'aiuto dedicarsi ad un solo progetto non particolarmente difficile da realizzare. In tal modo non dovremo sforzarci troppo per ottenere dei risultati. A questo punto potremo mirare un po' più in alto e lavorare a un obiettivo leggermente più ambizioso, in modo da accrescere la nostra autostima poco per volta. Procedendo in questo modo otterremmo ben presto dei risultati tangibili con cui rinforzare la considerazione che abbiamo di noi stessi. Insomma, la cosa migliore da fare per tornare a credere in noi stessi è impegnarsi duramente per portare a termine un singolo progetto alla volta, senza esagerare con le ambizioni, cioè muovendosi un passo alla volta.

un passo alla volta per la stima di sé

Una volta che avremo posto le basi della nostra autostima potremo dedicarci a un proposito più ambizioso. Per evitare di precipitare di nuovo in un periodo di malinconia sarà sufficiente suddividere l'obiettivo che ci siamo dati in molti progetti minori, da affrontare uno alla volta. In questo modo potremo festeggiare la riuscita di ogni step in cui abbiamo suddiviso il nostro progetto, e quindi aumentare di volta in volta la fiducia in noi stessi.

È bene però puntualizzare una cosa: anche se ci dedichiamo a un solo progetto per volta, anche se questo è piuttosto semplice da portare a termine, i fallimenti non scompariranno mai del tutto. Gli insuccessi sono fisiologici di qualunque progetto. Pretendere di avere successo senza mai fallire è come cercare di respirare senza mai svuotare i polmoni. Insomma, il percorso verso un obiettivo non è mai lineare, ma assomiglia più a un trend ascendente: è fatto di continue riprese e ricadute, ma complessivamente continua a crescere. Talvolta i fallimenti possono essere davvero colossali, ed è proprio in questi momenti che non dobbiamo abbatterci, ma ricordarci che anche questo fa parte del gioco.

Conclusioni


Può capitare nel corso della vita di attraversare dei periodi di bassa autostima, specialmente quando bisogna affrontare un grosso fallimento o una serie di insuccessi. Per riprendersi da queste fasi è sufficiente darsi da fare per realizzare qualche obiettivo non troppo ambizioso, dedicandosi a un solo progetto alla volta. In questo modo otterremo dei primi successi che, anche se miseri, ci permetteranno di ritrovare la fiducia in noi stessi.

È importante in questa fase non concentrarsi eccessivamente su un obiettivo a lungo termine, in modo da evitare che lo sconforto prenda il sopravvento. Non appena saremo usciti dalla fase di scarsa autostima potremo tornare a pensare in grande e dedicarci a un progetto di maggiore portata, avendo però l'accortezza di suddividerlo in molti obbiettivi minori, da affrontare uno alla volta. In tal modo sarà più facile per noi tenere conto dei piccoli successi che ci avvicinano sempre di più al nostro obbiettivo finale. Infine, non dobbiamo mai dimenticarci che i fallimenti sono fisiologici di qualunque percorso verso un obiettivo.

Questo articolo è stato scritto da Giulio, che nella vita studia fisica, scrive e suona. Un anno dopo aver aperto il suo personale blog Scoprire la Fisica ha cominciato a collaborare con Francesco, con cui condivide l'obiettivo di vivere senza essere costretto a lavorare.

smetteredilavorare.it

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