Sii il Cambiamento che Vuoi Vedere nel Mondo

cambiare se stessi
cambia te stesso e cambierai il mondo

Il mondo sta cambiando, ma in peggio, ed è colpa nostra. La famosissima frase di Gandhi «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» viene sempre interpretata in maniera positiva, pensando ad un possibile cambiamento in meglio, ma in quest'epoca storica i nostri pensieri e le nostre scelte quotidiane stanno trasformando il luogo dove viviamo in un posto orrendo ed ostile.

In questo articolo scopriremo insieme come il nostro atteggiamento quotidiano, che riguarda tutti (ma proprio tutti), sia alla base delle cose terribili che accadono ogni giorno, e cosa possiamo fare di concreto per invertire questa tendenza negativa.


Qualcosa non torna…


Siamo tutti d'accordo che ognuno di noi crede di avere ragione? No, dico, quello che io penso è sicuramente giusto, e anche quello che pensi tu lo è! Ognuno di noi ha le proprie idee e tutti siamo nel giusto, tutti stiamo facendo bene e abbiamo la ragione dalla nostra parte. E per tutti intendo proprio tutti, in tutto il mondo. Ma se tutti agiscono in buona fede e tutti hanno la ragione dalla loro, allora nel mondo dovrebbero accadere solo cose buone, le persone andare d'accordo e la felicità regnare indisturbata.

A quanto pare, però, non è così! L'infelicità, l'odio, l'intolleranza, la povertà, l'inquinamento e il terrore sono in crescita, anche se nessuno di noi lo vorrebbe.

Ah, ci sono! Sono le multinazionali, i politici, i governi e le dittature a generare tutto questo, al fine di accrescere la propria potenza ed arricchirsi. Ma anche ammettendo che sia così, questi movimenti e queste organizzazioni hanno bisogno d'individui che diffondano le loro idee e che li sostengano (anche economicamente), perché i soldi mica li fabbricano e per far approvare leggi ingiuste o fare in modo che l'inquinamento e la guerra passino per "accettabili", hanno bisogno dell'approvazione della gente. Eppure chi mai sosterrebbe piani volti a far arricchire i potenti, sottomettere le persone e creare odio nel mondo?

E' evidente che c'è qualcosa che ci sfugge, ed è altrettanto evidente che non stiamo facendo bene come crediamo; probabilmente abbiamo bisogno di rivedere le nostre convinzioni e di conseguenza le nostre azioni. Insomma, se tutti agiamo a fin di bene, secondo il buon senso, allora perché va tutto così male?

E' sempre colpa degli altri


"I bambini del nostro vicino fanno troppo rumore la sera, non se li sanno gestire e disturbano tutti, ma dico io, perché la gente fa i figli se non è capace di fare il genitore?". "Quel signore che incontriamo sempre al parco fa fare al suo cane i bisogni sull'erba e poi non li butta, che maleducato!". "Il tal imprenditore ha evaso le tasse per anni e poi ha patteggiato restituendo al fisco solo qualche milione di multa, è una vergogna!". "Tutti questi immigrati clandestini che arrivano in Italia e ci rubano il lavoro, non è giusto, rimandiamoli a casa loro!".

Di queste frasi e di questi discorsi se ne sento di continuo, gente che si lamenta e che spiega ad altra gente come dovrebbero andare le cose e quale sarebbe la soluzione definitiva da applicare per risolvere ogni male. Soluzioni facili, immediate per raddrizzare il mondo.

incarnare il cambiamento


Poi queste sono le stesse persone che si ritrovano in treno ad urlare al cellulare disturbando un intero vagone, a gettare i mozziconi delle sigarette in spiaggia, a pagare in nero la badante russa o il magrebino che gli dipinge l'appartamento, oppure a favorire l'assunzione del figlio nell'azienda in cui lavora, sfruttando conoscenze e scambi di favori.

Dobbiamo essere realisti ed onesti con noi stessi, fare un breve esame di coscienza e comprendere che non siamo migliori o diversi dagli altri, che siamo tutti umani e per questo tutti sbagliamo e tendiamo a comportarci in maniera deplorevole. E' molto facile giudicare la vita altrui, scovare le incoerenze e gli errori degli altri, ma quando si tratta di comprendere i nostri sbagli e riuscire a correggerli, diventiamo improvvisamente ciechi.

Diventare il cambiamento che vogliamo vedere


La vera grande lezione nascosta all'intero della frase "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" non è la banale (anche se vera) idea che dobbiamo agire per cambiare le cose, ma l'importanza di capire che non sono sempre gli altri ad essere sbagliati, ma che tutti noi, ogni giorno, sbagliamo a pensare, valutare ed agire.
Il nostro piccolo gesto illegale o apparentemente poco impattante sull'ambiente o, ancora, vagamente ingiusto nei confronti degli altri, se moltiplicato per milioni e milioni di persone diventa la causa di tutto il male che esiste. Non c'è un grande cattivo che inquina il mondo, un super malvagio che da vita alle guerre, i grandi corrotti, evasori, mafiosi ecc... è l'insieme dei nostri piccoli atti di egoismo a render e il mondo un posto pieno di cose orrende. Se solo riuscissimo a sentirci "responsabili" per ciò che accade, allora saremmo davvero vicini alla svolta, ma ci vuole una buona dose di onestà per riconoscere in noi stessi gli "errori" che osserviamo all'esterno.

Se abbiamo resistito fin qui e ci sentiamo pronti per diventare persone migliori e dare il via ad un cambiamento globale, allora cerchiamo di capire insieme cosa occorre fare nel concreto della nostra quotidianità.

Come si fa a cambiare?


Un giorno, discutendo con un amico sul comportamento scorbutico di un commerciante con cui avevamo avuto entrambi a che fare, mi ha riferito una frase che mi ha molto colpito: "Cosa vuoi, ci sono persone che passano l'intera vita facendo autocritica e altre che non si mettono minimamente in discussione".

Il cambiamento parte esattamente da qui, dall'imparare ad attuare una continua autocritica di se stessi, ma come si fa? Non è semplice, ma per imparare a fare autocritica e diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, seguiamo queste 2 semplici regole:


Osservare ciò che accade


Il modo nel quale gli altri si rivolgono a noi dipende da come noi ci comportiamo con loro. Se spesso ci ritroviamo stupiti o offesi dagli atteggiamenti altrui, è molto probabile che non siamo capaci di comprendere l'impatto che il nostro modo di fare ha su di loro. Senza accorgercene li offendiamo, li indisponiamo oppure semplicemente li annoiamo, ma il problema vero è appunto non accorgersene. L'autocritica ci serve in questa prima fase, perché se ci fermassimo a riflettere sui motivi per cui gli altri si comportano in una determinata maniera con noi, ripensando a ciò che noi abbiamo precedentemente detto o fatto, arriveremmo a comprendere meglio i motivi del loro agire, e quindi a correggere noi stessi in modo da non ripetere lo stesso errore.

Questa pratica non salverà certo il mondo dalle guerre, ma moltissimi dei litigi e delle incomprensioni che si verificano tra conoscenti derivano proprio dal fatto che le persone non si accorgono come i loro comportamenti o le loro parole feriscano, deludano o influenzino gli altri. Questa forma di cambiamento ci può aiutare a vivere in una realtà più serena e pacifica, e a creare del bene, che è una forza contagiosa almeno quanto l'odio. Se tutti seguissero questo accorgimento, presto l'amore tra noi e il prossimo diventerebbe amore a livello mondiale.


Essere diversi


Molti anni fa, durante una festa con amici, c'è stato in momento in cui volevo gettare una bottiglia vuota nel contenitore del vetro (da me si fa la differenziata), ma non trovandolo continuavo a tenerla in mano. Un amico, ormai alticcio, mi ha detto: "Ma dai buttala lì" indicando il bidone del residuo, dove andrebbe tutto ciò che non è riciclabile. In quel momento, alticcio anch'io, devo aver alzato un po' la voce e detto qualcosa del tipo: "No, questa si ricicla!", ma senza voler passare per il "green" di turno. La cosa assurda è che in quel momento è partito un applauso spontaneo da parte del gruppetto delle ragazze che stavano chiacchierano più in là. E' stato lì che per la prima volta ho realizzato come in tutte le famiglie (almeno quelle dei miei amici) vi è una sentita battaglia dove le donne cercano di inculcare nell'uomo l'ideale de riciclo, ma quel risentimento è emerso così prepotente ed unanime solo dopo un'evidente e forte presa di posizione di un "singolo" che ha "osato" dirlo apertamente.

Ok, è un esempio che fa ridere, e poi immaginatevi il contesto di una goliardica grigliata nel mio giardino, dove tutti hanno bevuto diverse birrette, tuttavia mi pare renda bene l'idea dell'importanza di essere in prima persona il cambiamento che vogliamo vedere negli altri. Molto spesso non s'immagina nemmeno quante persone la pensano come noi, fino a quanto non apriamo bocca per primi.

In un mondo dove tutto è apparire e dove facciamo le cose solo per vantarcene sui social, smettiamo voler sembrare migliori e facciamo veramente ciò che può migliorare la vita di tutti; un singolo gesto di coraggio può far cambiare idea a molti.

Conclusioni


Soprattutto nella nostra epoca, il motivo per il quale giudichiamo e puntiamo il dito verso gli altri, deriva dalla nostra incapacità di comprendere le dinamiche del mondo che ci circonda. Gli eventi che accadono nella nostra città, in Italia o nel mondo sono tutti riassunti in un titolo di giornale o in due righe del post di Facebook condiviso da un amico, mera e superficiale cronaca priva di spiegazioni o approfondimenti. Anni di esposizione a questa informazione malata ci ha insegnato a farci un'idea senza riflettere, a giudicare gli altri e a credersi migliori perché noi quelle cose assurde e palesemente sbagliate non le faremmo mai! Ecco perché è sempre colpa degli altri, ed ecco perché sono loro a dover cambiare!

Essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo significa smettere di credersi nel giusto, perché nessuno di noi lo è completamente ed è proprio quella piccola porzione di "sbagliato" che tutti contribuiamo a generare, a dare vita a tutto ciò che di male accade quotidianamente, nel nostro piccolo condominio così come all'altro capo del mondo.

Impariamo a fare autocritica, a "vedere" l'effetto delle nostre azioni e ad agire per primi dando l'esempio.

Per riflettere e trovare la carica giusta ci lasciamo una delle canzoni simbolo dell'altruismo, che per alcuni della mia generazione ha rappresentato addirittura un inno.


6 commenti:

  1. Convidido ogni parola... complimenti per il post! :)

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  2. Vorrei intervenire dicendo che non tutto va male. Io vivo molto vicino ai luoghi colpiti dal terremoto di questi giorni. Sono arrivati volontari da tutta Italia. Addirittura troppi. Sono arrivati viveri con raccolte spontanee in ogni città anche quelli adesso sono anche troppi. L'avis ha lanciato la richiesta di sangue e anche qui la risposta sia dei donatori stabili che occasionali è stata tale che in poco tempo sono state coperte le esigenze immediate. Questa è la solidarietà italiana. Non so quanti altri popoli reagiscono ancora con tanto slancio. Non tutto è perduto c'è ancora tanto bene intorno a noi!!

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  3. Gia'.."siamo tutti vittime e carnefici..tanto prima o poi.. Gli altri siamo noi.". combinazione oggi avevo in mente questa canzone perché sentivo i colleghi che si sparlavano su cose che poi puntualmente facevano loro.. Incredibile.. Bellissimo post

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  4. Una società annichilita su se stessa è facilmente manovrabile, per questo l'eminenza grigia propone questo ... c'è potenzialmente tanto bene quanto altrettanto male ... sta a noi ... io credo che il bene alla fine vinca sempre. Ma la battaglia è ancora tutta da giocare

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  5. Siamo spesso delle bombe pronte ad esplodere, ieri al supermercato una signora è letteralmente impazzita non voleva aspettare in coda perchè aveva fretta di recuperare la figlia all'asilo e ha iniziato ad inveire verso tutti.
    E' questa "fretta" la causa di molti casini e incomprensioni, l'assurdità di questa società consumistica votata allo sfruttamento delle persone per il profitto.
    Bisogna impararare ad ascoltare sè stessi, anche la coda può essere una occasione per concentrarsi sulla respirazione o sulla postura, è la mente che ci fotte che vorrebbe prevalere sull'altro, che vorrebbe fare in fretta (per andare poi dove? non si sà) è la nostra testa che ci prende in giro. Ringrazio di aver scoperto lo zen mi ha aiutato a vivere meglio.

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  6. Gà che siamo in vena di citazioni musicali... "Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi
    a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo..." ;-)

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