Il Senso della Vita è Dare un Senso alla Vita Stessa

il significato dell'esistenza
Siamo sperduti in uno spazio immenso
Durante le escursioni solitarie in alta montagna o le corse in riva dell'oceano ho davvero molto tempo per riflettere su temi complessi e profondi come ad esempio il senso della vita. In questi anni credo di aver letto e studiato così tante filosofie, religioni e trattati di scienza da essermi fatto un'idea chiara di quali siano i significati che l'uomo da a tutto questo.

Oggi vorrei proporre un punto di vista completamente diverso, senza la pretesa di svelare nulla, ma con l'idea di fare insieme un ragionamento basato sulla logica e su ciò che oggi conosciamo della natura e dell'Universo.


Non siamo così importanti


Allo stato attuale delle cose, per quanto la scienza faccia sempre nuove scoperte e le religioni cerchino di dare una spiegazione totalmente basata sulla fede, nessuno può dirsi certo del motivo per cui il tutto esista. Non so se avete mai visto il video che mette a confronto le dimensioni della Terra con il resto dell'Universo conosciuto; se non lo avete fatto dedicateci 4 minuti della vostra vita, ne vale la pena.


Impressionante vero? Dona una sensazione di smarrimento e fa comprendere quanto siamo immensamente piccoli, lontani da tutto e totalmente insignificanti rispetto a quello che c'è là fuori. Di fronte a questa disarmante rappresentazione risulta evidente che tutto questo non è stato creato per noi, non siamo al centro di niente, ed è ovvio che non siamo gli attori protagonisti del grande disegno.

La vita stessa è sopravalutata, un concetto di nicchia che noi riteniamo incredibile, ma solo perché non abbiamo mai visto nient'altro. Chissà quante cose infinitamente più complesse e stupefacenti ci sono in qualche anglo remoto di una qualche galassia, così sofisticate che la nostra mente limitata non è in grado nemmeno di comprenderle. E qualcosa c'è di sicuro perché ci sono così tanti sistemi e stelle che statisticamente è impossibile che non vi sia nient'altro oltre noi.

Le leggi dell'Universo sono qualcosa di estremamente preciso, talmente esatte e immutabili che conoscendole siamo capaci di inviare una sonda che intercetta una cometa e ci atterra sopra, e il tutto solo grazie a dei calcoli. Albert Einstein, scrivendo formule su un pezzo di carta ha scoperto le onde gravitazionali, erano invisibili ma la matematica ne assicurava l'esistenza, e infatti cento anni dopo, quando la tecnologia è diventata sufficientemente avanzata, sono state finalmente osservate. Tutto questo la dice lunga sull'esattezza dei modelli matematici e sulla loro potenza, quindi, se la matematica suggerisce che è fortemente improbabile che siamo soli nell'Universo, allora è proprio il caso di crederci.

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L'Universo non è buono


Moltissime filosofie o religioni cercano di spiegare il senso della vita parlando di un continuo intreccio tra il bene il male, ma basta osservare la natura per capire che questa contrapposizione è solo frutto della nostra educazione e che in natura non esiste. Per comprenderlo non dobbiamo fare altro che guardarci intorno e osservare la realtà; facendolo ci renderemmo conto che è solo un continuo prevalere del più forte sul più debole. Questa guerra si chiama sopravvivenza ed è quanto di più naturale e “normale” esista nel Mondo e nell'Universo. Mostruosi buchi neri, del peso di un miliardo di Soli, mangiano stelle e vomitano gas, così come un leone, senza alcun rimorso, divora vivo un cucciolo di gazzella appena nato. Non c'è morale né giustizia in tutto questo, è solo la legge del più forte, disposto a fare qualsiasi cosa pur di sopravvivere. Non c'è da stupirsi quindi che anche nella nostra società il potere, il denaro e il successo siano valori per i quali ogni scorrettezza, sopruso e abuso siano giustificati. A dirla tutta, se scegliessimo di comportarci in modo “naturale”, tutto questo sarebbe più che giustificato e perfettamente in linea con il senso della vita stessa.

il senso della vita


Il semplice sentimento di rimorso o pietà che proviamo nei confronti di chi soccombe sotto i colpi del più forte deriva solo dall'educazione che ci viene trasmessa, ma non è così per tutti. Si trovano facilmente in rete video dell'ISIS che insegna ai bambini come decapitare una persona. Quelle povere creature cresceranno con valori opposti ai nostri e paradossalmente più vicini alle leggi violente e prive di pietà che governano l'Universo e chissà se conosceranno mai il significato della parola pietà.

Anche se apparentemente l'amore sembra essere il contrario esatto di questo meccanismo, in realtà esiste e ne è parte integrante, perché è mosso dall'egoismo personale. Quando amiamo lo facciamo per noi stessi, per appagare un bisogno che abbiamo dentro, non per far star bene l'altro. Anche l'amore nei confronti di un figlio, la cura e la protezione che gli diamo, derivano dall'istinto di conservazione della nostra specie, che ancora una volta serve a prevaricare gli altri e ad avere la meglio.



Tutto questo lo giudichiamo e lo consideriamo buono o cattivo solo per via della nostra educazione, l'Universo in sé non è né ostile né amichevole, è semplicemente indifferente. Tutto accade perché qualcosa di forte prevale su qualcosa di debole.

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Tutti mentono


Quindi, se non siamo al centro dell'Universo, se non siamo i protagonisti del tutto, se esistono solo leggi estremamente precise e misurabili e se l'amore è un concetto inventato, tutte le filosofie e le religioni a cui l'uomo si affida perché esistono? Esistono principalmente perché la paura e l'incertezza in cui viviamo è un business da sfruttare; se tutti brancolano nel buio, chi tiene in mano la candela diventa improvvisamente la persona più potente del Mondo, e infatti basta guardare alla ricchezza della Chiesa per rendersene conto.

Allora (stareste pensando) grande genio che metti in discussione millenni di filosofie e religioni, illuminaci sul senso della vita!

Visto che non ho nulla da vendere, e non mi interessa fare soldi sull'ignoranza delle persone vendendo una pseudo-filosofia-religionscienza, l'unica cosa onesta che posso dire è che è assolutamente impossibile sapere da dove veniamo e che significato abbia la nostra vita, perché la realtà va oltre la nostra comprensione.

Le cose, in verità, non esistano nemmeno, almeno fintanto che non le osserviamo. La meccanica quantistica ed in particolare il Principio di indeterminazione di Heisenberg  (semplificando enormemente) dicono che un atomo può essere allo stesso tempo “vivo” o “morto”, e chi ne determina questo stato è chi lo osserva. In parole povere, fintanto che nessuno lo guarda lui si trova in uno stato indeterminato, sospeso tra due “possibilità”. Di recente Questo studio pare dimostrare che entrambe le realtà esistano contemporaneamente, e che si creino solo al momento dell'osservazione. E' come se le cose fossero come sono perché le guardiamo, altrimenti rimarrebbero sospese nell'indeterminatezza, in attesa che qualcuno le guardi.

Tutto questo ha ovviamente senso solo nel mondo dell'infinitamente piccolo; nonostante molte filosofie e molti libri abbiano sfruttato questo principio per inventarsi storielle come La Mente Quantica o La Legge di Attrazione, in realtà si tratta solo di mere speculazioni, perché questi comportamenti svaniscono quando si ha a che fare con le “dimensioni” della vita di tutti i giorni (le persone, le case, le automobili ecc.).

teorie del multiverso
Più realtà distribuite su infiniti universi

Il fatto che la realtà non esista fintanto che non la osserviamo è apparentemente impossibile da comprendere, eppure, se ci pensiamo un secondo è proprio il concetto di realtà stessa. Cos'è la realtà se non un qualcosa che esiste solo perché ci siamo noi ad interpretarla? E interpretarla significa crearla, e crearla significa dare vita a continue realtà parallele dove le cose prendono infinite strade differenti.

A questo punto bisognerebbe iniziare a chiedersi cosa significa “guardare“, cioè questo interagire che crea la realtà cos'è esattamente, un'interferenza elettromagnetica? Un'onda gravitazionale che curva lo spazio? E chi la genera? Noi? Qualunque corpo dotato di massa? Chissà! Tutto è molto affascinante, ma bisogna ammettere che siamo già arrivati ai confini della nostra percezione. La mente è molto limitata, fa una gran fatica a pensare a qualcosa che esiste solo perché la vediamo, figuriamoci comprendere il significato dell'esistenza, eppure il senso della nostra vita potrebbe essere proprio legato a questa "indeterminatezza", vediamo perché.

Quindi qual è il senso della vita?


Il nostro cammino non è già tracciato, si crea un po' alla volta proprio perché è la realtà stessa a formarsi gradualmente. Il nostro destino non è già scritto, e questa è una buona notizia, perché significa che compiendo le azioni giuste possiamo costruirci il futuro che desideriamo. Questa visione è molto più rassicurante di quella di un Dio che ha un piano pronto per ognuno di noi, perché significa che siamo veramente noi i padroni della nostra vita e i fautori del nostro destino.

Il senso della vita quindi è proprio questo, cioè costruirsi un futuro felice in quanto attori protagonisti di un percorso che possiamo cambiare ogni giorno. Non ci sono vincoli o limiti in tutto questo, ma solo grande libertà d'azione e di scelta, e dobbiamo considerare tutto questo come un dono.

Per creare la strada che ci porti alla felicità dobbiamo tenere in considerazione che le leggi dell'Universo sono spietate e che quindi dobbiamo essere forti perché in natura il forte prevale sul debole. Fortunatamente questa forza non corrisponde sempre alla forza bruta di un buco nero che inghiotte la luce, ma alla capacità di giocare secondo le leggi della società, dove sopravvivere significa coesistere con altri individui, rispettandoli e cercando di intrecciare con loro rapporti armoniosi, perché la nostra vita dipende anche dal loro operato. 

Comprendendo tutto questo si arriva finalmente a cambiare punto di vista: non si tratta più di capire il senso della vita, ma semplicemente di dare un senso alla nostra vita, che è l'unico approccio che ci pone veramente al centro di tutto e ci mette nelle condizioni di onorare il dono più prezioso che abbiamo.

26 commenti:

  1. Anna Barracco14 marzo 2016 11:24

    Meraviglioso articolo

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    1. Lo avrò riscritto almeno tre volte per cercare di dargli un filo conduttore che non fosse troppo dispersivo, e ancora adesso, rileggendolo, mi accorgo che il ragionamento non è scritto benissimo ed è complesso da seguire. Mi sembrava tutto più chiaro mentre ci ragionavo nel bosco l'altro giorno, ma poi metterlo nero su banco è stato complicato. Potevo fare di meglio!

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    2. Al contrario! Sei stato estremamente chiaro e lineare e nella conclusione hai chiuso perfettamente il cerchio che avevi aperto nella premessa (la "legge del più forte"). Davvero bravo!

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  2. Condivido!
    Credo che la vita degli uomini non abbia un senso (significato) ma semplicemente esista nel momento in cui nasciamo. E' un dono? Forse si, se ci da' piacere, qualsiasi cosa voglia dire per noi. Se poi non è più così, meglio finirla lì (vedi malati terminali). So che sembra maledettamente semplice, ed in effetti lo è, solo che molti si trovano spaesati senza qualcosa di più complesso, di "alto" a cui appellarsi per dare un senso (direzione, scopo) alla propria vita. E così nascono le religioni per prime e tutti i movimenti o gruppi nei quali riconoscersi per avere dei riferimenti. L'uomo ha bisogno di riconoscersi in un gruppo, ma troppo spesso questa cosa diventa così soverchiante da farci perdere di vista proprio il fatto che la vita, che dura un tempo limitato andrebbe semplicemente goduta.

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    1. Forse la parte difficile è capire quali sono le leggi della società e soprattutto come riuscire a giocarsele al meglio, confesso che a volte per quanto mi sforzi non le capisco...interessante la riflessione sull'universo né ostile nè amichevole ma semplicemente indifferente.

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    2. Quella è la parte più facile. Hai già capito che non fanno per te quindi scegli quello che è in armonia con la tua persona e vivi così... Quella invece è la parte difficile, liberarsi dalle false aspirazioni che crediamo di avere.

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    3. Bella osservazione, ma capire come funzionano queste leggi serve a sopravvivere nella società sennò sei tagliato fuori e rischi di soccombere (giusto per restare in tema leone che mangia la gazzella)...

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    4. Credo che l'assurdità del sistema sociale sia esattamente quello che hai esposto, una gabbia alla quale non riusciamo a rinunciare.

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    5. @ anonimo delle 23.07
      Delle due l'una, o ti adegui e vivi come ti dicono gli altri o vivi come vuoi tu. Che vuol dire "sei tagliato fuori"? E' quello che vuoi essere tagliato fuori! Che non vuol dire ritirarsi a vivere in malga senza cellulare, ma non adeguarsi a tutti i valori precotti che ti propinano ogni giorno.
      (Sergio)

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  3. Siamo maledettamente inghiottiti nella quotidianità che non riusciamo a vivere senza condizionamenti, liberi di...
    Forse ci vuole più CORAGGIO o no?

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    1. Forse ogni tanto basta uscire di notte e guardare le stelle per rendersi conto che in questo Universo ci preoccupiamo per cose ridicole, quando invece siamo parte di qualcosa di immensamente più grande della nostra ridicola vita da impiegati :)

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  4. ...mal che vada ci si può sempre ammazzare. è il prezioso dono del suicidio: l'unica cosa che possiamo fare noi e Dio no. Scherzi a parte (mi riferisco al tono, non al contenuto di quanto che ho appena scritto) posso sottoscrivere tutto o quasi si dice in questo articolo, ma se l'avessi dovuto scrivere, sarei stato attento a non concludere con una frase contenesse la formula "dono più prezioso che abbiamo", dato che so bene quanto stridano certe sviolinate alle orecchie dei lettori più frustrati, essendo loro, in fin dei conti, quelli che trarrebbero più beneficio dalla lettura di un articolo che affronti questioni esistenziali. Pure io, come sento la parola "dono", mi scanso idealmente di trenta metri da chi la pronuncia. Fate tutti lo stesso errore. Invece di dire: "cari fratelli in disgrazia, la vita a priori è una fatica inutile, vedete di farvela piacere perché non c'è altra scelta... ...e mal che vada.... ...quando sarà possibile farlo senza distruggere la vita ad altre persone... ...si può "provare a volare" [Durante le escursioni solitarie in alta montagna]. Grazie comunque, Francesco. facci sapere quando ti torna la voglia di lavorare.

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    1. Lavoro di più di prima se è per quello, smettere di lavorare non è non fare nulla, è vivere delle proprie passioni,ma se si fa quello che si ama, non si lavorerà un solo giorno della propria vita.

      Forse è proprio questo che manca, la vita non è così male se si riesce ad essere felici, ma esserlo adesso, nel presente, perchè certamente arriverà un giorno in cui ci saranno problemi, ma adesso, nell'istante presente, se facciamo di tutto per essere felici, possiamo esserlo. E allora la vita non è solo un peso inutile, ma un'affascinante viaggio di scoperta.

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    2. Ciao Francesco, ti seguo da tempo e apprezzo molto il fatto che sei riuscito a tenere il livello del tuo blog lontano dal pettegolezzo, dalle frasi fatte e dai commenti senza costrutto. Ti leggo perchè imparo sempre qualcosa, ho 65 anni e mi sento ancora sulla breccia. Da un anno vivo a Gran Canaria, molto più semplicemente di prima, e ci sono venuta proprio per tentare di liberarmi da un sacco di consumi, doveri e teatrini inutili. Con un pò di coraggio ci si può riuscire! Il tuo articolo è bellissimo, adesso vado in biblioteca e continuo ad informarmi per mio conto. Ti auguro una magnifica giornata! Annamaria

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    3. Ma ti pare che ho qualcosa da insegnare ad una persona di 65 anni? Semmai sei tu che insegni a me la vita, attraverso la tua esperienza :) Vieni a trovarmi a Fuerte, a giugno riparto!

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  5. Articolo stupendo, complimenti davvero!

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    1. Ciao Francesco, ti seguo da tempo anche se non in modo costante. Mi è molto piaciuto il tuo articolo e mi fa riflettere. Grazie!

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  6. Srnto intimamente in me la certezza che il creatore di questo affascinante universo, questo creatore che ha voluto tutto così preciso e esatto ... ami tanto ciascuna delle sue creature considerandole tanto importanti da farle sentire uniche. E solo il pensiero e il sentimento di questo grande amore con cui tutto (e quindi anche io) sono stata pensata e fortemente voluta mi dona tanta pace.

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  7. Non permettete a nessuno di dirvi chi siete e cosa siete in grado di fare, certe persone si arrampicano sui sogni e i successi degli altri perchè quello che vedono e diverso dal loro concetto di realizzazione, successo, felicità e non riescono a capire come qualcuno possa essere felice in questo modo, ma non è un nostro problema fortunatamente, sfruttiamo solo il dono della vita come meglio sentiamo dentro. Bravo Francesco.

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  8. Articolo tosto, complimenti Francesco. Trovo il tuo realismo un po' "crudo", non che non lo appezzi, anzi... diciamo che questo articolo, più di altri, ti da una bella svegliata! L'idea di essere artefice del mio destino in questo mondo crudele è una cosa che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo, lo stesso dicasi per "la costruzione della felicità". Credo che il nostro libero arbitrio e la nostra capacità di creare sia molto più alta di quella che pensiamo...
    Comunque hai gestito bene l'argomento, nonostante non sia di quelli più leggeri. Bravo!

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  9. il "guardare" non è altro che la radiazione nello spettro visibile che arriva al tuo occhio, ovvero fotoni riflessi/emessi. comunque attenzione quando parli di meccanica quantisica, alcune cose che dici sono molto "grossolane" e si vede molto che non ti sei addentrato nell'argomento ma come molte persone affascinate dalla cosa (e la scienza è davvero affascinante) hai letto qualcosa o visto video un po' in giro ma tutto ciò è solo la punta dell'iceberg. la meccanica quantistica e tutto questo filone di scienza è nato da esperimenti che entravano in contrasto con l'esperienza e la percezione comune, vedi la diffrazione di elettroni e l'effetto fotoelettrico e da lì la domanda: l'elettrone è materia o radiazione? e soprattutto fino a prima di ciò la fisica distingueva chiaramente questi due aspetti. se poi tratti una particella come un'onda ecco qua che nasce la meccanica quantistica, e da qui in un secolo sono nate, si sono evolute/si stanno evolvendo molte teorie

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    1. Avendo fatto fisica all'università so bene di cosa parli, il punto è che non è efficace ed è estremamente noioso per il lettore addendrarsi in dettagli che richiedono conoscenze specifiche per essere capiti. Non bisogna perdere di vista lo scopo di un articolo.

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    2. sì su questo hai ragione, ti sei espresso in modo un po' "buzzurro" sulla cosa facendoti prendere dalla vena poetica ma il concetto che cercavi di far capire è chiaro. ho iniziato da poco a leggere il tuo blog, ci sono arrivato per caso cercando informazioni riguardo la borsa e ho trovato articoli molto utili su tutto (tranne quello che stavo realmente cercando in quel momento, ironia della sorte) e da allora è un appuntamento mattutino quasi fisso, insieme al tè.ci tenevo a farti i complimenti per il contenuto che può essere utile davvero a chiunque!

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  10. A ben vedere la definizione di materia è al quanto impossibile,come definire una misura,voglio dire di cosa è fatto un materiale qualsiasi? Qual'è la sua essenza? Non può dirlo nessuno,alla fine cosa sono gli elettroni,i protoni,neutroni,i quark,di cosa sono fatti? Energia? e che cos'è l'energia? Ecco la dimostrazione che nulla è definibile,sennò per nostra comodità o convinzione d'illuderci che la realtà sia qualcosa di tangibile.Nulla esiste finchè non è percepito...altro che la meccanica quantistica è solo fantasia!

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  11. fantasia che però funziona perfettamente nella pratica, quindi non la definirei affatto una fantasia! sono già stati creati computer quantistici oltretutto (e sono in via di sviluppo) ed è già stato effettuato un teletrasporto sfruttando proprio i principi della meccanica quantistica. in questo secolo, con la tecnologia che evolve rapidissimamente spero che la scienza faccia passi da gigante e troverà risposte a molte delle cose che adesso sono solo teorie o incompletezze. di recente sono state confermate le onde gravitazionali, che derivavano da una teoria di 100 anni fa e il bosone di higgs, pensare a tutto ciò è estremamente affascinante

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  12. Realtà indifferente? Ma allora Leopardi - considerato il pessimista per antonomasia (pessimismo... cosmico, guarda un po') era in realtà un illuminato! E qui lo stupore è solo apparente, perché in realtà ho sempre condiviso l'idea leopardiana della Natura indifferente (a tal proposito, leggete il Dialogo della Natura e di un Islandese). Sono anche arrivata alla concezione di esistenza della realtà solo in quanto percepita. E condivido pure la magica sensazione che si prova quando ci si sente AL CENTRO della realtà, al centro di tutto, presenti a sé stessi: sono i momenti in cui ci sentiamo realmente vivi, ci sentiamo noi stessi un universo in sé compiuto. Un articolo che mi ha ricordato le mie riflessioni sull'Universo ai tempi del liceo, e quando nel tragitto verso la scuola chiesi a una compagna "Secondo te cosa c'è dopo l'universo?" La risposta fu elusiva e deludente, come quasi tutte le risposte sull'universo che ti dà la gente, troppo occupata nelle misere cose di ogni giorno.

    Maria

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