Vivere in Francia Trovare Alloggio e Ottenere un Lavoro

terra francese
cosa sapere per trasferirsi in Francia
Nell'ultimo studio eseguito dal Bilateral Migration and Remittances è emerso che gli italiani che scelgono di andare a vivere in Francia siano stati circa 380.000 dal 2007 al 2013. La Francia è il terzo Paese preferito dai nostri compatrioti dopo Germania e Stati Uniti, ma il numero di emigrati, in realtà, è molto simile.

Oggi scopriremo cosa serve per trasferirsi in Francia e quali prospettive offre questo interessante Paese, perché l'unica cosa che ci può salvare dallo sbagliare è studiare le leggi e l'economia del luogo in cui vorremmo trasferirci ed approcciarsi al sogno in modo lucido e ragionato.


Cosa serve per trasferirsi


Nonostante per noi la Francia rappresenti sostanzialmente l'ennesimo Paese europeo aderente al Patto di Schengen, è bene ricordare che a partire dal 2011 è stata adottata una politica fortemente restrittiva nei confronti degli immigrati, proprio per contrastare il forte afflusso che in questi anni si sta spostando in Europa. Tecnicamente possiamo soggiornare in Francia possedendo la semplice carta d'identità italiana, ma da qualche tempo a questa parte può venir richiesto di dimostrare che abbiamo risorse sufficienti per vivere in Francia (s'intende risorse economiche), aver un alloggio e non rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico.

La Francia non è un luogo per squattrinati che ricercano lì l'ultima spiaggia, tanto che va dimostrato di avere sufficiente denaro per soggiornare anche per brevi periodi. Questo atteggiamento è sempre più spesso adottato dai Paesi europei, per esempio alle Canarie, per ottenere il visto di residenza provvisorio occorre dimostrare di avere almeno 6000 euro su un conto corrente italiano.

Tutte le regole sono ben specificate nella sezione Coming to France del sito ufficiale del Governo francese.
Grazie agli accordi di Schengen, noi cittadini europei non siamo obbligati ad ottenere una VISA per risiedere in Francia, nemmeno per periodi superiori ai tre mesi, questo però non significa che possiamo risedere senza fare nulla. Per aprire anche solo un conto corrente serve dimostrare che abbiamo un domicilio e la fattura di un'utenza (bolletta luce, gas o acqua). Quindi o si ha una casa o si deve avere qualcuno che dia ospitalità. Per affittare una casa però bisogna vere un reddito e dimostrare di possedere una cifra che sia equivalente ad almeno il triplo dell'affitto, quindi per vivere in Francia serve lavorare.

Quindi qual è l'iter giusto da seguire per trasferirsi e vivere in Francia in modo stabile?

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Muovere i primi passi


Ogni buon trasferimento inizia sempre con uno o più periodi trascorsi nei luoghi di destinazione. Visto che la nostra ottica è sempre quella di risparmiare al massimo e che un trasferimento all'estero richiede l'investimento di una certa cifra, perché non iniziare con il piede giusto, utilizzando un servizio che permette sempre di conoscere i prezzi più vantaggiosi per muoversi verso e in Francia, con autobus, treni e aerei? Il servizio di goeuro.it specifico per gli spostamenti in autobus (e non) in tutta Europa è un ottimo punto di partenza per capire come spendere il meno possibile. Questa mappa sui bus, realizzata in seguito al processo di liberalizzazione dei mezzi di trasporto in Francia, può essere d'aiuto per chiunque pensi di fare un viaggio o di trasferirsi oltralpe. Ho ad esempio inserito Milano – Parigi per capire quale fosse la scelta più conveniente ed il risultato è stato il seguente:


tasferimento


Con 42 euro potrei andare e tornare da Parigi, certo i tempi sono lunghi e a tutti gli effetti con pochissimi euro in più si acquista un volo che in quattro ore ci porta a destinazione, ma quello che è importante notare è che questo strumento gratuito ci permette di fare un confronto veloce tra le tariffe dei vari mezzi di trasporto senza impazzire su decine di siti. Questo è possibile non solo tra città europee ma anche all'interno di zone di uno stesso Paese, pertanto quando ci troveremo in Francia (ma questo vale per ogni Stato europeo) possiamo in qualunque momento capire quali siano i mezzi di trasporto disponibili e come sia più conveniente muoverci.

Detto questo il secondo passo è certamente quello di cercare un alloggio, operazione che ha senso fare in due passaggi: trovare una sistemazione temporanea, meglio se direttamente dall'Italia in modo da avere una base d'arrivo, per poi migliorare la propria condizione locativa una volta trasferiti in Francia. Ricondiamoci che fintanto che non avremo un lavoro non sarà semplice trovare un alloggio perché tutti prediligono persone già impiegate, per cui condividere stanze o risiedere negli ostelli è certamente la scelta iniziale per eccellenza. I siti di riferimento più popolari per trovare casa in Francia sono:


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Ottenere un lavoro


Troveremo lavoro in Francia solo se le nostre abilità corrispondono alle figure professionali richieste, pertanto, prima di fantasticare sulla nostra nuova vita, ha senso cercare di comprendere se ciò che sappiamo fare è effettivamente richiesto in questo Paese.

Prima di tutto possiamo andare sul sito del INSEE francese che corrisponde un po' al nostro ISTAT e valutare la situazione economica. Nella sezione "Key figures" possiamo osservare come negli ultimi anni la produzione industriale sia rimasta sostanzialmente invariata, l'inflazione sia tornata a crescere dopo un forte calo, ma la disoccupazione sia ancora in aumento.

occupazione in Francia


Questo significa che anche la situazione economica francese non è fiorente, che la crisi sta ancora creando problemi al Paese e che andare a vivere in Francia non significa certo approdare alla terra promessa.

Per valutare in quali settori c'è maggior richiesta utilizziamo il comodo servizio messo a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri denominato Info Mercati Esteri e scopriamo che i settori dove c'è maggior richiesta di lavoro sono: biotecnologie, energie rinnovabili, ambiente e sviluppo sostenibile, costruzioni ed edilizia, prodotti farmaceutici. Le principali aziende francesi del settore sono: Veolia, Suez Enviromenti, Saur e Luonnaise Des Eaux.

Questo è già un ottimo punto di partenza per chi intende vivere in Francia, perché se le nostre competenze rientrano tra quelle maggiormente richieste, allora potremo incominciare ad inviare curriculum. Visto che l'Italia e la Francia sono partner stretti in termini di interscambi commerciali, può essere una buona idea ricercare prima lavoro in Italia presso una filiale delle aziende citate o una compagnia che lavora in sinergia con altre francesi, e poi richiedere il trasferimento. In questo modo potremmo aggirare più semplicemente l'ostacolo di trovare lavoro in Francia

Per chi invece intendesse aprire un'attività propria, tutte le informazioni necessarie sono presenti a Questo Indirizzo.

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Costo della vita in Francia


Come in tutti i luoghi del mondo non è possibile dare un valore univoco al costo della vita in questo Paese, anche se immagino si tratti di un'informazione basilare per chi vuole vivere in Francia il resto della sua vita. E' abbastanza semplice comprendere che nelle grandi città (Parigi, Nizza) la vita sia caruccia mentre in campagna piuttosto economica. Nelle metropoli si pagano più di 500 euro al mese per vivere in buchi da 30mq, in campagna invece si spende molto meno; con la stessa cifra si affittano grandi case con diverse stanze e si possono acquistare spaziosi appartamenti spendendo dai 60.000 ai 100.000 euro. Una persona spende mediamente 25 euro al mese per la luce, 35 per il gas e 25 per internet.

Fare la spesa ha un costo molto variabile che dipende da dove ci si rifornisce. La Francia è famosa per catene come Leader Price o Leclerc, dove i prezzi di molti beni di consumo, anche alimentari, sono davvero convenienti, molto più di altre catene come Monoprix, Franprix, Carrefour o Auchan dove tutto è carissimo. Praticando un consumo attento è sicuramente possibile spendere poco anche vivendo in Francia.

Sul fronte delle pensioni la riforma che è stata varata lo scorso 13 dicembre prevede un'età minima per il ritiro a 62 anni, ma con una pensione decurtata di una certa percentuale, mentre sei si vuole mantenere la pensione completa, allora serve lavorare fino a 67 anni. In entrambi i casi occorre almeno aver versato contributi per 43 anni. Anche in Francia quindi si è verificato un irrigidimento sul fronte pensionistico, anche se verrà introdotto gradualmente (un trimestre ogni tre anni fino al 2035).

In generale il salario medio francese è di circa 2.180 euro al mese, ogni francese tipicamente spende 45 euro al giorno per vivere, il che significa che il costo della vita impatta circa il 61% sulle finanze. La percentuale francese è in linea con quella di altri Paesi europei come la Svezia, la Spagna o la Gran Bretagna, è l'Italia a costituire un'eccezione: da noi questa percentuale arriva a circa all'84%!

Siccome la maggior parte degli italiani sono interessati a Parigi e alla vita nella capitale, propongo questo video di 8 minuti su 10 cose importanti da conoscere prima di recarsi (anche solo in vacanza) nella famosa capitale francese.

La Francia è oggi uno dei Paesi privilegiati dall'immigrazione italiana non tanto per condizioni di vita migliori, ma perché esistono da anni rapporti di interscambio economici tra aziende, che facilitano lo spostamento delle persone da un Paese all'altro. Ormai sappiamo bene che uno degli aspetti più complicati del trasferimento è il reperimento di un nuovo posto di lavoro, ma con una media di circa 70 miliardi di euro di flussi commerciali solo nel 2014 (in aumento dell'1%), questi due paesi risultano a tutti gli effetti partner economici ed è più facile, per tutti coloro che lavoro per aziende che commerciano con la Francia, trasferirsi e andarci a vivere.

Dunque la Francia non è certo un paradiso, la crisi ha messo a dura prova anche questo Paese, la disoccupazione è in crescita, il PIL in calo e il costo della vita, nelle grandi città, paragonabile a quello italiano, anche se mediamente gli stipendi sono più elevati. Anche lì hanno dimostrato di voler far pagare gli effetti della crisi alle fasce più deboli, introducendo un peggioramento nella condizioni dei pensionati.

Considerando che vivere in Francia, ma più in generale ogni trasferimento all'estero, dovrebbe essere volto a migliorare le proprie condizioni di vita, almeno sulla carta non sembra che questo Paese abbia da offrire vantaggi straordinari.

7 commenti:

  1. " Per affittare una casa però bisogna vere un reddito e dimostrare di possedere una cifra che sia equivalente ad almeno il triplo dell'affitto "

    Annuale o mensile?
    Grazie :D

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  2. complimenti Francesco, bell'articolo

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    1. Sono comunque del parere che se devo fare la fame è meglio farla a casa mia, almeno conosco bene i punti di riferimento. Grazie dell'articolo, come al solito è molto preciso.

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  3. Un consiglio: non seguite la massa, non c'è solo Parigi in Francia. Vi ricordo che è una delle città più care al mondo, che la concorrenza per scuole e lavoro è altissima e se volete affittare costa un casino (prevedere spesso oltre 1200 per un'appartamento centro Parigi o Nizza). Una soluzione potrebbero essere le cités della periferia di Parigi ma li la delinquenza è alta e tra l'altro alcune sono molto distanti dalla città. Quindi dimenticate Parigi (if possible :D ) e optate per altre città (è un consiglio ovviamente, per il vostro portafogli più che altro).

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  4. La Bretagna è la regione dove si vive meglio è,il costo della vita è nettamente inferiore a quasi tutta la Francia e la disoccupazione è ai minimi storici.
    ci vivo da quattrro anniPiero

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  5. C'è da dire che se ci si accontenta di un appartamento in una zona non proprio centrale i prezzi si dovrebbero ridurre un po', e la qualità del servizio trasporti permetterebbe comunque di raggiungere tutta la città in breve tempo.

    Grazie della dritta su goeuro.it, non lo conoscevo!

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