L'Orto Sinergico è Solo una Moda, ma Funziona

agricoltura sinergica
rivoluzione agricola giapponese
Probabilmente ormai conoscete la mia spiccata tendenza nell'andare a fondo delle questioni e non credere a nessuno sulla parola. Oggi tocca all'orto sinergico, argomento che mi ha sempre interessato in quanto coltivo l'orto con ottimi risultati da molti anni, senza mai usare concimi acquistati o prodotti per eliminare parassiti, producendo quella che potremmo definire "verdura 100% biologica e a chilometro zero".

Oggi scopriremo come funziona un orto sinergico per capire che è in gran parte un rimescolamento di principi già utilizzati nell'agricoltura tradizione, a cui è stato dato un nuovo nome, tecniche che funzionano, ma che "appaiono" nuove solo a chi non conosce bene l'agricoltura tradizionale.


Da dove proviene l'agricoltura sinergica?


Su molti siti o manuali che trattano l'argomento si legge che l'agricoltura sinergica è una tecnica di coltivazione rivoluzionaria, nata intorno agli anni ‘80 dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip (1938-2003) che ha rielaborato quanto descritto dall'agronomo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008). In questo documentario possiamo apprendere i principi basilari di Fukuoka:


Fukuoka faceva sostanzialmente tre cose:
  1. Piantare il riso assieme al mais, ma senza trapiantare le piantine, semplicemente seminando. Questo evitava la crescita di erbacce per mancanza di spazio (tutta la terra era occupata da riso e mais) e anche dopo la raccolta del riso, siccome le piante di riso restavano sul terreno, creavano una pacciamatura naturale che non dava spazio alle erbacce.
  2. Per altri tipi di colture metteva i semi in palline di argilla per fare in modo che non venissero mangiati da uccelli o topi, ma germogliassero protetti.
  3. Usava anche la paglia come pacciamatura per evitare che crescessero le erbacce.

Lo scopo principale di Fukuoka era quello di lavorare poco (e come dargli torto) cioè di evitare lavori inutili nell'orto e lasciare che la natura facesse tutto. Per il Giappone queste tecniche erano rivoluzionarie perché applicate alla coltivazione del riso, che si svolgeva in modo tradizionale da secoli. In Giappone le tradizioni sono molto importanti, per questo motivo le sue idee fecero scalpore e Fukuoka divenne presto famoso, arrivando prima a scrivere un libro venduto in tutto il mondo e poi ad ospitare persone che volevano imparare le sue tecniche, creando una sorta di scuola.

Fin qui nulla di strano, i suoi metodi non erano mistici, erano (e sono) molto pratici ed efficaci.

Poi arrivò Emilia Hazelip, che prese ispirazione da queste tecniche, le adattò ai climi e alla cultura europea, e creò quella che oggi viene chiamata agricoltura sinergica. In questo video sono raccolti i suoi principi "originali" e, come vedremo, si tratta propria di una rielaborazione dei dettami di Fukuoka:



Leggi anche: Quanti Soldi si Risparmiano Facendo un Orto



Le quattro regole dell'orto sinergico


Il video è certamente molto interessante, guardandolo si estrapolano quattro regole base da seguire quando si vuole creare un orto sinergico:

  1. Non lavorare la terra, non girarla, non disturbarla e non compattarla. Nell'orto sinergico c'è un luogo dove si cammina e un luogo dove si semina. Vengono creati dei bancali molto grandi dove trapiantare o seminare, e tra un bancale e l'altro si creano dei corridoi per potersi muovere senza calpestare la terra.
  2. Tenere sempre coperto, perché in natura la terra non è mai scoperta. Se noi andiamo nel bosco il terreno è coperto da foglie, e sotto abbiamo un terriccio, nero, morbido, profumato, fertile. Anche nella prateria è lo stesso, il terreno è totalmente coperto da erbe esattamente come nel bosco, non c'è un centimetro vuoto.
  3. Non portare sostanze estranee, né "chimiche" né organiche, perché se "aiutiamo" la terra questa si impigrisce, invece la terra ce la può fare da sola, usando come fertilizzante i resti delle piante stesse.
  4. Piantare molte specie diverse perché è nella differenza delle specie che si crea l'armonia della natura. Fare monocultura è dannoso, rovina il terreno, le piante si ammalano, perché i parassiti vengono attirati di più. Ogni pianta produce quello che serve alle altre piante e le piante si proteggono tra di loro. In un orto sinergico non c'è totale di assenza di parassiti, ma questi non diventano un problema.

realizzare orto naturale
come è fatto un orto sinergico


In questa sede non sta a me giudicare se questi principi siano veritieri o enfatizzati da un sano entusiasmo per una natura armonica e benevola, mi sono limitato ad elencare cosa occorre fare per creare un orto sinergico. Adesso prendiamo punto per punto e confrontiamolo con le normali pratiche agricole che hanno sempre caratterizzato le nostre latitudini e che personalmente conosco molto bene, essendo nato in un piccolo paesino di campagna.

Nell'agricoltura tradizionale invece?


La nostra agricoltura, non quella massiva delle grandi produzioni, ma la "normale" gestione di un orto domestico è vecchia di circa 11.000 anni. Molte delle tecniche inventate sono state tramandate per secoli, sono ancora valide ed hanno garantito lo sviluppo e la sussistenza dell'intera umanità. Può allora interessante confrontarle con le relativamente moderne idee dell'agricoltura sinergica, per capire quali sono i punti in comune.

  1. La terra viene lavorata, nel senso che ogni anno viene "smossa" per fare in modo che le sostanze nutritive che tendono a scendere in profondità nel terreno, risalgano in superficie. Anche nell'agricoltura tradizionale vengono creati dei piccoli bancali, non della dimensione di quelli consigliati per l'orto sinergico, ma ogni contadino sa che piantare sulla cima di piccole "montagnole" di 10 o 15 centimetri permette all'acqua di non ristagnare, e a noi di non calpestare la terra seminata. Anche nell'agricoltura tradizione si creano infatti i classici sentierini per muoversi. Negli orti sinergici la creazione di bancali alti 40 cm smuove eccome la terra ed equivale ad una vangatura visto che le forche della vanga hanno proprio quella lunghezza e smuovono la stessa quantità di terreno. Dopo un anno questi bancali vanno risistemati perché le piogge e gli sbalzi termici tendono a distruggerli, ed ecco che la terra viene nuovamente smossa.
  2. Anche nell'agricoltura tradizionale si è sempre coperto il terreno: il concetto di pacciamatura è proprio questo, lo si faceva con la paglia e oggi lo si fa con appositi teli. Io la pratico perché non fa crescere le erbacce, mi permette di risparmiare acqua in quanto dopo ogni annaffiatura questa evapora meno, inoltre mantiene caldo il terreno, quindi permette un miglior sviluppo dei semi e delle piante nelle mezze stagioni.
  3. La totale assenza di agenti chimici esterni non è una prerogativa dell'orto sinergico; da sempre chi coltiva in modo biologico (come me) non concima con sostanze chimiche e non aggiunge nessun nutrimento esterno se non il compost, che altro non è che l'insieme delle piante raccolte dall'orto l'anno prima, lasciate "macerare" in un contenitore e quindi riportate nell'orto. Questo è equivalente a ciò che si fa nell'orto sinergico, dove, dopo il raccolto, si lasciano nell'orto le piante a decomporsi, generando sostanze nutritive. La differenza è che il compost che (ad esempio) utilizzo io è più ricco, nel senso che contiene anche altri scarti di cucina, come fondi di caffè o bucce della frutta, ma il concetto di base è identico. Nelle culture sinergiche, come suggerisce Emilia Hazelip, si fa anche uso della cenere per apportare potassio e fosforo ai legumi, pratica presente anche nell'agricoltura tradizione. Inoltre, un tempo, quando si praticava la monocultura non massiva, si era ben consci che questo impoveriva il terreno, per questo motivo veniva praticato il maggese, cioè una rotazione delle colture, per la quale ogni anno un pezzo di terreno veniva lasciato a riposo, permettendogli di sviluppare una vegetazione spontanea che lo aiutasse a rigenerarsi, cosa che si fa anche nell'orto sinergico, ma in modo costante.
  4. Anche nell'agricoltura tradizione, pensiamo ad esempio ai piccoli orti, si è sempre coltivano molti tipi di ortaggi tutti insieme. Questa non è una rivoluzione apportata dalle tecniche sinergiche, i contadini sanno da secoli che gli insetti presenti su una tipologia di pianta possono contrastare i parassiti che si formano su un'altra e conoscono anche le proprietà "repellenti" di alcuni ortaggi come le cipolle, l'aglio, ma anche le piante aromatiche.

differenze tra orto sinergico e tradizionale
come è fatto un orto tradizionale


Come è possibile notare quindi, confrontando le quattro regole degli ori sinergici con le classiche tecniche dell'agricoltura tradizionale, scopriamo che non c'è nulla di veramente innovativo, ma solo una reinterpretazione a sfondo un po' filosofico/orientale di tecniche già comprese ed utilizzate da secoli. Tra l'altro negli orti sinergici occidentali non si applicano molte delle tecniche suggerite da Masanobu Fukuoka, come quella di proteggere le sementi con palline di argilla, per poi lanciarle a caso nel campo, lasciando che sia la natura e il caso a decidere se una pianta è destinata a svilupparsi o meno.

Probabilmente il vizio di fondo sta nel paragonare l'orto sinergico con le grandi mono-coltivazioni massive, cioè quelle nate per far fronte ad un consumismo estremo, che ha bisogno di sovrabbondanza di prodotti e di avere le zucchine anche a gennaio. In questi scenari un parassita capace di attaccare un certo tipo do cultura si espande a dismisura perché non trova ostacoli o nemici naturali, ed è per questo che poi sono necessari i quei trattamenti chimici che causano problemi di varia natura.

Potrebbe interessarti: Video su Come Creare un Orto Urbano



Conclusioni


Coltivo ormai da molti anni un piccolo orto, non uso mai sostanze "chimiche", concimo solo con compost e ogni anno il raccolto è gustoso e abbondante, quasi più di quello che necessito per vivere. Solo di recente mi sono approcciato all'agricoltura sinergica, ma seguendo i dettami dei suoi promotori mi sono accorto che non c'è molta differenza con le tecniche che adotto e che mi sono state tramandate da mio padre. Ad ogni modo tengo comunque una "zona sinergica", la foto sotto, anche solo per sperimentare e confrontare i risultati con quelli del'orto normale, e sono pressoché equivalenti. Come si vede è apparentemente un gran casino, ma le cose crescono e anche belle rigogliose.

orto alternativo


I principi che stanno alla base dell'orto sinergico sono ottimi, funzionano e permettono di coltivare in modo totalmente biologico, ma non rappresentano una vera innovazione.

Mi affascina molto il concetto per cui la natura può fare tutto da sola, soprattutto perché da questo si comprende che anche nell'orto possiamo lavorare poco e lasciare che tutto segua il suo corso. Come dicevo lo faccio da molto tempo e mi accorgo che tutto funziona, che la natura non ha bisogno di me e non c'è alcun rischio di perdere il raccolto.

Credo invece che il vero rischio che corriamo sia un altro, cioè quello di accorgerci che anche in questo contesto il lavoro è inutile e che c'è solo da lasciare che tutto faccia il suo corso, godendosi la vita.

10 commenti:

  1. Ma che bell'articolo! Spesso di parla di "futuro" solo in termini di scoperte tecnologiche e avanzamenti complessi, quando invece un ricongiungimento con la natura partendo dalla semplicità è la vera evoluzione. Articolo meraviglioso. Grazie Francesco!

    RispondiElimina
  2. Premetto: non ho ancora guardato i video.
    Ma se ho ben capito, il bello del mtodo Fukuoka è che non è necessario dissodare il terreno nè estirpare le erbacce, due attività che invece abbondano nell'orticoltura tradizionale. E che sono quelle più pesanti da compiere: l'orto vol l'omo morto, dicevano i vecchi dalle mie parti...

    Christian

    RispondiElimina
  3. Sto sperimentando da anni , come te, un orto tradizionale, senza aggiunta di chimica e tecnologia secondo natura, sto ottenendo ottimi risultati e credo di avere ancora molto da imparare dagli " antichi", condivido le risultanze del confronto tra agricoltura tradizionale antica europea e questa nuova moda del sinergico. Grazie di aver scritto l'articolo che condivido con piacere. Mirella

    RispondiElimina
  4. <bellissimo articolo, però devo correggerti perchè Fukuoka coltivava orzo e riso non il mais, non ne parla nel suo libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille per la precisazione, lo sistemo subito! :)

      Elimina
    2. Stai cercando di farmi credere che tu spargevi metodicamente e abitualmente cenere nel tuo orto? E poi il concime che fai tu non è migliore di quello utilizzato in genere per un orto sinergico. Senza contare che se i risultati dei due orti in termini di produzione ti risultano equivalenti, allora è senza dubbio migliore il sinergico che almeno ti risparmi di carpire le erbacce non trovi? Non denigrare così l'orto sinergico. Secondo me lo ritieni una moda solo perché per uno della tua età è difficile stavolgere la tua mentalità con simili pratiche, che anche se non credi stavolgano il modo in cui coltivi, invece lo fanno. Lo sai perché? Perché quello che vuol trasmettere la scuola italiana di permacultura attraverso simili pratiche è innanzi tutto l'approccio ad uno stile di vita. Non è solo una moda, è molto di più. Proprio in un periodo storico in cui l'identità dell'uomo viene messa in crisi dal dio mercato, esso cerca di di ritrovare le sue radici. E da dove se non a partire dalla terra? Cosa c'è di più autentico che raccogliere un frutto che hai coltivato tu stesso? D'altronde l'uomo è fatto per trasformare le cose.

      Elimina
    3. Ciao! Credo che tu te la stia prendendo un po' troppo, perchè nell'articolo Francesco ha spiegato le differenze sostanziali tra i due tipi di orti, sicuramente come dici tu il sinergico ti risparmia la fatica di togliere le erbacce, ma non credere che per questo sia più semplice da gestire: 1 perchè nell'orto sinergico devi preoccuparti sostanzialmente degli accostamenti delle piante, ossia le consosciazioni tra le varie specie che si scambiano nutrimento e quelle che invece si danno fastidio; 2 l'impianto di irrigazione è più complesso da fare e io stesso ho avuto delle difficoltà per fare in modo che funzionasse a dovere. Poi il problema delle erbacce come dice Francesco nell'orto tradizionale lo puoi risolvere facilmente con il telo nero.
      Anche io alla fine ho rinunciato a quel tipo di orto per il nostro tradizionale.

      Elimina
  5. le teorie di Fukuoka sono una rivoluzione culturale . Quando saranno applicate da tutti - con gli opportuni adattamenti al clima di dove uno vive - avremo cibo sano e pulito senza pesticidi a km zero. Quest'anno abbiamo fatto un 'orto sinergico e il mese dopo era tutto una meravigliosa fioritura. I bancali si abbasseranno durante l'inverno? vedremo. L'importante è sperimentare, ricercare strade nuove per migliorare la nostra vita e quella di tutti. buon orto a tutti

    RispondiElimina
  6. Si è vero l'orto sinergico è diventata una moda... ed i maestri delle varie scuole, compresa quella di E. Hazelip, stanno cavalcando l'onda proponendo corsi su tutti i fronti per poter ricavare un po di sostentamento economico; non insegnano di più di quello che già si può trovare in rete.
    Facendo questa precisazione non voglio affermare che l'idea di fondo non sia buona, ma solo che venga sfruttato il momento per fare al solito piccola speculazione.
    Infatti l'orto sinergico contiene in se i principi necessari per l'auto sostentamento del suolo ed instaura in esso relazioni nella fauna terricola e la flora che sono tipiche degli ambienti naturali indisturbati, i quali riescono a massimizzare la conversione di energia solare in energia chimica disponibile ala catena dei viventi.
    Arare il terreno non da alcun beneficio, se non momentaneo. Alla fine il suolo si ricompatta e l'ecosistema suolo viene perturbato gravemente facendo perdere in esso la bio diversità necessaria a garantire equilibrio tra le specie preda/predatori, non limitando la crescita di popolazioni di micro organismi indesiderabili.
    Il compost l'orto sinergico lo produce sul posto attraverso la pacciamatura biodegradabile e le radici che rimangono nel suolo.
    La consociazione che intendi tu Francesco è perlopiù una rotazione (tradizionale) e non agisce allo stesso modo; bisogna che le piante siano contemporaneamente vicine anche per la parte ipogea attraverso gli essudati radicali.esse innescano interazioni con la fauna terricola mantenendo quell'equilibrio detto prima.
    Si potrebbe dire altro a favore dell'orto sinergico, ma mi fermo dicendo che spero che finisca la moda dell'orto S. ed inizii la consapevolezza che bisogna rendere eco sostenibile l'agricoltura.
    Ciao, Antonio

    RispondiElimina

Sono molto felice che tu abbia deciso di lasciare un commento, la tua opinione è molto interessante per me, tuttavia prima di commentare tieni presente le seguenti informazioni:

1. Prima di fare una domanda usa il form di ricerca in alto a destra e leggi la sezione Contatti, dove ci sono le risposte alle domande più frequenti.
2. Vengono accettati solo commenti utili, interessanti e ricchi di contenuto.
3. Non linkare il tuo sito o servizio per farti pubblicità, non servirebbe, i link sono tutti no_follow e comunque il commento non verrebbe pubblicato.
3. Se il commento è offensivo (anche in modo sottile e indiretto) non verrà pubblicato.