Vacanze finite Tutti Pronti per Altri 300 Giorni di Lavoro

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Vacanze finite, tutti a lavorare!
Agosto ci sta salutando e con esso finiscono anche le vacanze. Per quasi tutta l'estate abbiamo sopportato l'atroce calore e la pressante umidità delle nostre città, grondando sudore mentre ciondolavamo avanti e indietro su autobus e metropolitane, per poi concederci una o due misere settimane di vacanza proprio quando l'autunno è alle porte.

La nostra libertà è tutta qui, se di libertà possiamo parlare, una brevissima ora d'aria, tutta concentrata in metà mese, che costa molto cara e non è sufficiente a ripagare più di trecento giornate trascorse nella morsa del lavoro. Possiamo evadere da questa prigione e in questo articolo vorrei regalare uno strumento per farlo, per trasformare le nostre vite in una lunga vacanza.


Cosa voglio proporre


Il rientro dalle vacanze estive comporta per tutti noi un'inevitabile serie di riflessioni; si tratta di un momento molto prezioso perché per un paio di settimane abbiamo potuto gustare il sapore che avrebbe la nostra vita se fossimo veramente liberi dal lavoro.

Appena rientrati in ufficio o nelle fabbriche ci è ben chiaro come questo mondo sia assurdo ed alienante, non che prima non lo sapessimo, solo che generalmente siamo talmente pressati dai ritmi quotidiani che non ci pensiamo. Dopo essere stati liberi, veramente liberi anche solo per un paio di settimane, la gabbia in cui trascorreremo i prossimi 300 giorni dell'anno ci sembra davvero insopportabile, tanto che ci sentiamo depressi al solo pensiero di tutte le "alzatacce", lo stress e i problemi che ci attendono da qui alle prossime lontanissime ferie.

Questa particolare condizione, fatta di tristezza da rientro e presa di coscienza dello stato di schiavitù lavorativa in cui siamo costretti, è davvero rara ed è destinata a svanire rapidamente; a vacanze finite infatti bastano due o tre giorni per essere nuovamente fagocitati tra gli ingranaggi del lavoro. Tuttavia si tratta di un preziosissimo lasso di tempo, in cui la motivazione al cambiamento è fortissima e ci sono le condizioni ideali per iniziare un percorso di vita nuovo.

Non sarebbe fantastico se questa fosse l'ultima vacanza forzata che facciamo, se da qui al prossimo Agosto fossimo capaci di diventare veramente padroni della nostra vita? Quando ho iniziato il mio personale percorso di cambiamento ero in questa esatta situazione, obbligato a trascorrere ogni giorno della mia vita chiuso in un ufficio, poi, lentamente, passo dopo passo, ho costruito un piano per sbloccare la situazione e oggi, in qualunque momento, posso decidere quello che veramente mi va di fare, senza obblighi ne compiti.

Quello che in questo articolo vorrei proporre è di sfruttare il raro stato d'animo di cui si gode a vacanze finite, per iniziare insieme un percorso che durerà 52 settimane. La promessa è ambiziosa: lavorare ad un progetto personale seguendo lo stesso schema che ho adottato qualche anno fa. Il traguardo è quanto di più eccitante si possa desiderare: vivere senza lavorare.

Sullo stesso argomento: Dove Andare in Vacanza Spendendo Poco



Vacanze finite, ora arriva il bello


Come si fa a vivere senza lavorare? La ricetta è semplice: si risparmia più che si può e si costruisce un guadagno parallelo basato sulle nostre passioni, che ci permetta di racimolare quel poco denaro di cui abbiamo bisogno per vivere in maniera sobria. La parte del risparmio non è particolarmente complicata, si tratta principalmente di smettere di acquistare tutto il superfluo, e di idee su come fare ne ho pubblicate già parecchie. A tal proposito consiglio di leggere gli articoli:


Utilissimi per capire come spendere poco, comprendere quanto ci costa vivere e a cosa possiamo rinunciare.
In questo articolo invece vorrei regalarvi lo schema che avevo preparato per me stesso quando ho iniziato a scrivere il libro “Smettere di lavorare”, che è stato il mio progetto principale durante tutto il 2013 (quando ancora lavoravo). Non ho iniziato a scriverlo a vacanze finite, ma poco importa, ciò che conta veramente è l'approccio che dobbiamo avere nei confronti di un impegno di lunga durata.

Scrivere un libro è un ottimo esempio di progetto che può permetterci di smettere di lavorare e guadagnare attraverso le nostre passioni. Smettere di lavorare infatti l'ho scritto in una cinquantina di settimane e proprio l'altro giorno, nella sua categoria, era in prima posizione tra i libri più venduti di Amazon.

ferie estive


Non ho postato questa immagine per mostrare quando guadagno, anche perché guadagno davvero pochissimo (circa 0,70 centesimi a copia), lo faccio per dimostrare che in un anno di sforzi è davvero possibile mettere in piedi un progetto che può sostituire il nostro attuale lavoro. Se siamo in grado di vivere con poco, guadagnare molto non è necessario e anche un progetto di piccole dimensioni può essere sufficiente.

motivazione post vacanzieraFacciamo in modo che i prossimi 300 giorni non siano solo alienante lavoro che non porta a nulla, possiamo sfruttare bene le 52 settimane a venire; iniziamo ora che le vacanze sono finite e che siamo più motivati a cambiare.

Ogni progetto che si rispetti ha una tabella di marcia, ovvero un programma da seguire giorno dopo giorno, quello che ora vado a condividere è la tabella che ho seguito per scrivere il mio primo libro, adattata per la situazione.

<- Clicca per scaricare


Lo schema è semplice da usare: i numeri in arancione indicano le settimane e ogni casella orizzontale è un giorno di quella settimana (dal lunedì alla domenica). Lo schema va stampato su un foglio A3 e appeso in un luogo ben visibile della nostra abitazione. Ogni giorno segneremo il numero di ore che dedichiamo al nostro progetto, ricordandoci sempre che l'impegno minimo è almeno un'ora al giorno. Questa tabella serve principalmente a tenere traccia di quanto riusciamo ad essere costanti in quello che vogliamo fare e, allo stesso tempo, ci invoglia a tenere fede alle nostre intenzioni.

E' un trucco psicologico per farci comprendere che non abbiamo bisogno di buttarci anima e corpo su un progetto, basta una sola ora al giorno, ritagliata quanto più ci aggrada, per fare continui e costanti progressi. Piccoli passi che alla fine di ogni settimana avranno creato un buon balzo in avanti e alla fine dei primi 4 mesi già una grossa fetta del percorso. Tutto questo con poco sforzo, ma ben distribuito.

Ora che anche voi avete lo strumento che mi ha permesso di realizzare qualcosa di discretamente ambizioso, come la scrittura di un libro, penso possano essere utili alcuni consigli su come scegliere su cosa concentrarsi e sfruttare bene il tempo a disposizione.

Quale progetto attuare?


Molto spesso, quando cerco di spiegare che le persone non hanno dei limiti reali, ma che si tratta solo di limiti mentali, mi viene obiettato che io riesco in quello che faccio perché ho delle capacità che gli altri non hanno. Questa affermazione è la sconfitta dell'uomo nei confronti della società, che ci vuole tutti mediocri ed incapaci di elevarci, così ci possono dire cosa ci piace, cosa comprare, cosa votare e quindi cosa essere, tenendoci tutti al guinzaglio.

Noi non siamo il nostro lavoro e non siamo nemmeno quello che abbiamo studiato o sappiamo fare, noi possiamo essere qualsiasi cosa vogliamo, basta solo la giusta dose di impegno e costanza! Ho studiato fisica, non lettere, eppure vivo scrivendo! Non ho una dote naturale per la scrittura, ho solo iniziato, scrivendo schifezze incredibili, piene di errori di ortografia e poi piano piano migliorando, con pazienza e buona volontà.

Quindi, quando pensiamo ad un progetto da mettere in pratica, non focalizziamoci solo su ciò che sappiamo fare, ma soprattutto su quello che ci piacerebbe essere. Anche se la strada più semplice è sicuramente quella di dedicarci a ciò che ci riesce meglio, non è detto che sia anche ciò che amiamo veramente fare. L'unico modo per trasformare la nostra vita in una lunga vacanza e non lavorare più un solo giorno, è diventare la persona che abbiamo sempre sognato. Io volevo diventare uno scrittore e quindi ho imparato a scrivere, ma possiamo diventare artisti, musicisti, atleti o giocatori, basta imparare a dipingere, suonare, scolpire, modellare, cucinare, correre, saltare, nuotare ecc. Ognuna di queste attività, e molte altre, possono essere trasformate in una fonte di guadagno; a tal proposito ho scritto due esaustivi articoli, punti di partenza essenziali per raggiungere questo traguardo:


Per il nostro progetto prediligiamo sempre quelle attività che ci permettono di essere creativi e di esprimere noi stessi, meglio se slegati da un particolare luogo, così potremmo vivere dove preferiamo, godendo del massimo livello di autonomia e libertà. Non ascoltiamo chi dice che non si può fare, che è troppo difficile, non lasciamo che i sogni rimangano sogni, ricordiamoci che non serve essere i nuovi Mozart o Van Gogh, chi vive con poco può guadagnare poco facendo quello che gli piace, ed essere libero per sempre!

Conclusioni


Ho scritto in fretta e furia questo articolo, scavalcando l'ordine di pubblicazione che solitamente rispetto diligentemente, perché volevo cogliere al volo la fine delle ferie estive e sfruttare questo momento “magico” per fare un dono che possa veramente aiutare le persone a cambiare vita. Ora che le vacanze sono finite stampiamo il piano d'azione, dedichiamo le prime ore a progettare ciò che vogliamo fare, meglio se al mattino presto, e poi iniziamo, con pazienza e costanza. Alcuni giorni saranno produttivi, altri buttati al vento, alcune volte avremo un'incredibile energia, altre volte saremo totalmente demotivati, l'unica cosa che conta è andare avanti, anche se ci sembra che le idee o i risultati non arrivino, continuiamo, perché solo chi non molla mai alla fine ce la fa.

Per darci un po' la carica "Le nostre vacanze sono finite", un brano poco conosciuto (mi piace molto scovare le band underground), ma dal testo interessante:


Auguro a tutti un buon rientro e uno splendido autunno, produttivo e ricco d'ispirazione!

smetteredilavorare.it

21 commenti:

  1. Grande questo articolo scritto di getto!

    Io fortunatamente le ferie potevo e posso prendermele quando voglio e ho sempre potuto evitare le vacanze d'agosto, che spesso diventano uno stress per il casino che c'è e sono sempre un salasso.

    Però il la solfa è uguale: 4 o 5 settimane di ferie e poi 45 altre settimane di ROUTINE.

    La cosa non mi soddisfava lo stesso, ho cercato di farmela andare bene per diversi anni ma niente!
    C'era sempre una vocina che ogni tanto si faceva sentire e mi diceva di tentare altre strade, che quella vita non faceva per me.

    Dall'altra parte altre voci, molto più forti e difficili da non sentire, che mi dicevano che non era possibile, che quella era la vita che facevano tutti e quindi dovevo adattarmi, farmela andare bene. Erano e sono le voci del telegiornale, degli amici, anche dei genitori, anche di gente che mi voleva bene quindi.

    Ad un certo punto però, anche grazie a questo blog, ho deciso di seguirla quella vocina, e man mano è diventata più forte fino a coprire le altre!

    Totale: tra un paio di settimane parto per le canarie (con 6 mesi di aspettativa), dove ho già comprato una casa fantastica, da cui vi posto :-D
    Le opportunità sono varie (conosco 4 lingue straniere) .
    Quella che preferirei sarebbe quella di vivere in un posto meno oneroso e affittare casa, poi integrare con altri "hobbies".

    Se volete vi terrò aggiornati.

    ...TO BE CONTINUED.

    Grazie Francesco.

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    1. Che meraviglia! Sono curioso ti sapere come va, tienici aggiornati dai! :D

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  2. Si va bè! Allora secondo l'articolo si dovrebbe fare vacanza per 300 giorni e glia altri 65 al lavoro!? Francamente non mi sembra un bel messaggio da diffondere,voglio dire alla fine la vacanza è bella perchè dura poco,così come una festa! ergo la vera libertà alla fine è un concetto utopistico e relativo,quindi indefinibile! Con tutto il rispetto per l'autore dell'articolo,ovviamente! Noi siamo una Repubblica fondata sul lavoro,così recita il primo art,della nostra costituzione! Il resto è solo voglia di non lavorare! con tutto il rispetto,ovviamente!

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    1. Non solo secondo l'articolo ma anche secondo l'intero blog :) Il lavoro è la peggior forma di schiavitù che esista, liberarsene è il primo obiettivo per vivere felici, altrimenti il rischio è risvegliarsi a sessantanni, guardarsi indietro e scoprire di aver buttato tutto il tempo a nostra disposizone facendo tutto tranne quello che veramente avremmo voluto fare, stando con persone con cui non abbiamo scelto di stare, ad accumulare denaro che ci serve per comprarci cose inutili che indossiamo o mostriamo per fare colpo sugli altri, come se gli altri ci amassero di più solo perchè abbiamo le scarpe di una certa marca e o l'automobile sportiva. La vita è altro, la vita inizia dove il lavoro finisce ;)

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    2. bene! Lo sai perchè hai la possibilità di una conessione,del pc,della corrente elettrica,dei vestiti che indosserai(spero),ect.ect.. perchè esiste gente che lavora,non lo sapevi?? Io credo che tu Francesco stia facendo confusione tra schiavitù vera,con il lavoro da dipendente,che in qualche modo ha bisogno di regole e gerarchie varie,quindi penso tu stia facendo disinformazione vera e propria! sempre con il dovuto rispetto! ci mancherebbe! medita va là! che è meglio! voglian de lavurà,saltami a dosso,a quanto vedo!!!

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    3. Smettere di lavorare non vuol dire non fare nulla dalla mattina alla sera, ma rifiutare il sistema lavoro così come è concepito oggi. Leggi le faq :)

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    4. Anonimo il problema è che quelli come te pensano che lo schiavo sia solo quello con la palla al piede. Siamo in un'era di innovazione tecnologica tale che dovremmo tutti lavorare 2-3 ore al giorno, invece dalle 8 conquistate stiamo tornando alle 10-12 e più del medioevo. Dovremmo avere la connessione, la corrente, l'acqua, i mezzi pubblici, il verde - ma il lavoro di uno dovrebbero farlo in 3-4, con lo stesso stipendio. Guardati i documentari sulle fabbriche di oggi: ci sono 4 gatti (operai) e decine di macchine, una volta c'erano dieci volte le persone di adesso. Producono più cose di prima ma pagano di meno, e meno persone - ti sei chiesto dove va quell'extra-surplus che fanno? Ti scongiuro, non dire che non è possibile, vatti a vedere i bilanci delle società, moltiplica per 4 il costo del lavoro, e scoprirai che una corporation farebbe 2 miliardi di dollari... invece che 2 e mezzo! E' il sistema capitalistico che costringe a spremere i lavoratori perchè promuove l'inutile competizione tra gli esseri umani per raggiungere il massimo del profitto possibile. Ha ragione Francesco, l'unico modo per distruggere il sistema è togliergli l'ossigeno comprando il meno possibile. Ciau, Ivano

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  3. Mi piace molto questo post, lo trovò molto incoraggiante e rasserenante. Ho però un' osservazione da fare: siccome spesso accenni ai rimpianti dei sessantenni, è evidente che ritieni di avere un "pubblico" di tuoi coetanei. Non pensi che con l'allungamento (a chissà quale termine) dell'età pensionabile smettere di lavorare, il tuo blog insomma, possa servire anche ai cinquanta sessantenni?

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    1. Ciao :) Le statistiche legate alle visite dicono chiaramente che il pubblico di questo blog è principalmente giovane, ma hai ragione, le cose probabilmente cambieranno, il problema è che arrivati ad una certa età non è facile seguire il percorso (ad esempio) che suggerisco nel libro, sopratutto se si è vissuto di sprechi. A conquant'anni si può certamente cambiare vita, il mio amico Alessandro ne è un esempio, ma un trentenne che si "risveglia" (per così dire) e attua un piano di decrescita personale, può davvero vivere molti anni della propria vita libero e felice :)

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    2. Esempio mio di trentenne che si è svegliata:
      sono nata in una famiglia povera (italiana e della tua stessa regione), mio papà era come te: andava a fare la legna, coltivava l'orto, ultimamente aveva preso anche due galline..noi vivevamo con poco-niente, in 3 con affitto a equo canone, lavorava solo lui.
      Poi mio papà è morto e la frenesia del non avere il necessario per vivere mi ha creato ilmmito del posto fisso, mia mamma aveva dei lavoretti ma non riusciva a trovare niente di regolare.
      Risultato: lavoro da 5 anni a tempo indeterminato per 8 ore, lu-ve, adesso sono incinta e il mio capo non mi dà il part-time, solo le 6 ore allattamento, in più durante la maternità devo andare qualche giorno a settimana per le scadenze perché non prendono un dipendente per soli 5 mesi.
      Il tutto per 1200€ netti (bonus Renzi compreso). C'è chi sta molto peggio per carità ma il mio obiettivo è cercare un lavoro part-time e fare dei corsi per operatrice shiatsu ed aprirmi uno studio mio..
      Ale

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  4. Ciao Francesco, ti scrivo perché non riesco a dormire, è molto che ti seguo ma non ho mai scritto qui lo faccio ora perché dopo aver letto il "botta e risposta" tra il signor Anonimo e te mi sono sentito di spezzare una lancia a tuo favore, pur sapendo che non ne hai bisogno. Io sono un dipendente di un'azienda privata, e sono proprio una di quelle formiche cHe descrivi tu, ora, questo signore forse non ha capito il senso del tuo blog e di quello che tu ci vuoi trasmettere, ogni volta che ti leggo penso che tu sia lo "zihuatanejo" di tutti noi; è chiaro che tutti vorremmo più libertà e meno vincoli ma purtroppo, è parlo personalmente, avendo famiglia e figli prima di tutto devo pensare a loro finché non "cammineranno" da soli, questo non significa che a 42 anni io sia finito :) ..ho ancora qualche sogno nel cassetto...per concludere e riallacciandomi a quello che ci vuoi trasmettere finisco con una "battuta" tratta dal film "le ali della libertà " che sintetizza, secondo me ovviamente il tuo blog...."o fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire".
    Grazie Francesco ti seguirò sempre volentieri
    Fabrizio

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  5. Ma Francesco non sta dicendo che non bisgona lavorare, dice solo che le anime anticonformiste come noi che non accettano i ritmi alienanti e la prigione dell'ufficio, degli orari e delle vessazioni possano impiegare il loro tempo cercando:
    a) un lavoro dai propri hobbies, quindi con orari e sedi libere
    b) un lavoro che quindi piace
    c) accettare di vivere con meno.

    Semplice..

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    1. Rispondo ad anonimo del 26 agosto 2015 15:24
      Visto che Francesco non sta dicendo che non bisogna lavorare, a mio parere come piu' volte ho ribadito bisognerebbe cambiare il titolo del blog (smettere di lavorare significa altro) premetto che seguo il blog da molto tempo e spesso seguo i consigli molto utili ed intelligenti, ma come tutti sappiamo per vivere occorre il denaro (poco o molto dipende dai casi personali) ed il denaro da qualche parte bisogna guadagnarlo (salvo eredita' o altro), chiamatelo pure lavorare per hobbies, lavoro che mi piace, vivere con poco ecc.
      Ripeto unico mio appunto e' il titolo del blog a mio avviso non corretto con quello che poi viene trattato negli argomenti.
      Ringrazio per lo spazio concessomi e auguro buona fortuna a tutti.
      saluti angelo

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  6. Tutto molto "positivo" e motivante.
    Bene o male tu interpreti l'IO di ciascuno di noi, evidentemente perchè l'hai vissuto di prima persona e hai saputo affrontare il tuo "lato oscuro". Mi sovviene, però di chiederti due cose.
    Primo:
    Cosa consiglieresti ad una persona ( come me) che non ha più passioni ed è totalmente ingurgitato nella passività della routine.
    Secondo:
    Come riusciresti a convincere una moglie che è assolutamente avversa ad ogni soluzione che va contro la quotidianità?
    Grazie per il lavoro che svolgi.
    Pasquale

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  7. Anonimo ha detto...

    Francesco, questa ti batte: http://www.funweek.it/strano/leonie-muller-vive-sui-treni.php si tratta di una ragazza che vive in treno. Complimenti per i servizi della Germania, visto che sostiene che riesce perfino a lavarsi. Un lato negativo di quella vita pero', io la voglio evidenziare, e cioe' riguarda la alimentazione, visto che difficilmente potra' preparasi pasti a partire da ingredienti base, quindi piu' sani, ma penso che sia costretta un po' a mangiare cibo spazzatura, e questo puo' andare bene per un periodo limitato, ma a lungo termine e' negativo.

    Se proprio uno volesse vivere una vita molto modesta, molto meglio il camper.

    Pero' questo dimostra di quante cose e persone inutili siamo ogni giorno circondati, che non servono affatto per vivere bene.

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  8. Grazie per i tuoi articoli che fanno riflettere molto, ma mi chiedo: è davvero possibile? io lavoro da una vita ( ho 49 anni) ; un lavoro stressante e pesante, sono separato e devo dare circa 300 euro al mese alla mia ex moglie. Pago circa 450 euro al mese di affitto per la casa e tra le spese per i figli, benzina e bollette varie arrivo circa a 1400 euro di uscite mensili. Prendo circa 1300 euro al mese di stipendio. A parte il garantire il giusto ai miei figli, io mi sono tolto tutti gli sfizi possibili ( ristoranti, bar, viaggi, vestiti ecc). risparmio sulla benzina, ( sono 4 anni che non ne compro), e alimenti cercando di prendere il minimo indispensabile quotidianamente. Insomma penso di condurre una vita ritirata e poco dispendiosa eppure tutto ciò che guadagno va in spese. Ho qualche soldo da parte ma si stanno esaurendo velocemente da quando mi sono separato, perchè devo attingere continuamente dato che lo stipendio non basta. sono pieno di idee e creatività ma la maggior parte delle persone che conosco insistono col dirmi che le mie passioni sono tutti sogni e chimere e che alla mia età dovrei stare più tranquillo.Io mi chiedo: è possibile vivere così? vorrei tanto cambiare vita, ma il senso del dovere e della responsabilità verso i miei figli mi tiene legato ad un lavoro stressante ed usurante. Mi chiedevo inoltre se fosse possibile mandarti qualche mia idea per un consiglio.. grazie comunque.

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    1. Mi dai modo di dire quello che alcuni articoli qui mi hanno dato spunto di riflessione. Francamente avere moglie e figli, mal si concilia con una vita fatta di poche uscite. Lo so, sono cose forti da pensare e scrivere, forse nemmeno Francesco qui e' arrivato a tanto.
      Se poi ci aggiungi che l'uomo e' separato, allora si ha la sua autodistruzione.

      Lo so, ora scriveranno in tanti, diranno che loro hanno una moglie che gli fa risparmiare, ok, i casi ci sono, ma sono la minoranza e nessuno mai lo affermera'.

      Adesso verro' insultato per quello che ho scritto, cosi' come Francesco dice di ricevere qui insulti, ma forse questo messaggio non verra' mai pubblicato, ma fa nulla.

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    2. ma perchè vi sposate? altri soldi buttati.

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  9. Caro Francesco, da quando ho chiuso la mia azienda che andava bene ma che mi obbligava a lavorare 15 ore al giorno e mi faceva dormire con le preoccupazioni sono rinato! Guadagno molto di meno ma sono più felice! Ho volutamente rinunciato allo smartphone, al tablet, alla televisione e all'automobile costosa ma, in cambio, mi dedico ai miei interessi. Lavoro per circa 100 giorni l'anno come consulete aziendale e vorrei diminuire progressivamente queste giornate. Inoltre, un mio interesse sta diventando una fonte di reddito.
    Voglio dare a tutti un consiglio, dimmi se lo condividi, rieducatevi a spendere di meno! Rinunciate all'acqua in bottiglia, all'aperitivo al bar, alle lamette trilama, all'ultimo modello di telefonino, alla pizza in pizzeria, alla pay-tv, alla macchina nuova, ...
    Francesco, grazie per i tui consigli!
    Fred

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  10. Grande Francesco condivido appieno cio' che hai scritto. Ho appena scaricato l'ebook gratuito che tratta di come guadagnare con un sito o blog ed effettivamente ci sono dritte che in nessun sito ho trovato.Mi stavo, da autodidatta specializzando in seo..........e ho mollato un po' utilizzando i tuoi consigli. Ancora però ho qualche problema rilevato da strumenti per webmaster google nel mio blog che parla di finanza ,investimenti e RISPARMIO NEL RISPETTO DELL'AMBIENTE http://infoutili.blogspot.it/ , che tu hai già lasciato in un altro commento e di questo ti ringrazio. Hai per caso una guida che indica come sai fare tu in maniera chiara la risoluzione dei problemi che ti puo' segnalare lo strumento per webmaster di google? Ad esempio alla voce dati stutturati (saprai dove si trova) segna degli errori datePublished:
    mancante e obbligatorio
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    mancante e obbligatorio

    Se mi dai qulche dritta compro il libro.........ahh scherzo.L'avrei comprato lo stesso perchè scrivi davvero bene e condivido molte tue idee.
    Buona vita davvero!!!

    RispondiElimina
  11. Ciao, è la prima volta che faccio un salto su questo blog, quindi perdonami anzitempo se faccio una domanda (anzi, forse anche più di una) che ti avranno fatto e rifatto. Ho 20 anni, ho iniziato un percorso di studi che sto cercando di cambiare. Ho sempre vissuto rincorrendo il buon voto e la promozione, ma da un po' di mesi a questa parte sto avendo un po' di crisi esistenziali. Tante domande,tutte collegate, della serie: perchè studio se effettivamente vorrei fare altro? Per prendere solo un pezzo di carta che poi mi servirà per un lavoro che non so se poi effettivamente mi piacerà fare? E poi sono convinto di trovare quel lavoro? Questa domanda nasce anche da esperienze dirette. Mio padre, 50 anni a dicembre, è in uno stato di depressione/frustrazione causato dal lavoro che fa. Lavora 8/10 ore al giorno per 6 giorni alla settimana come impiegato, in un ambiente da cui lui vorrebbe scappare. Ha tre figli, di cui io sono il più grande, e per questo non può mollare tutto. Fa incubi la notte, dorme poco, in poche parole vive male. Ora, mia madre è l'esempio opposto del tuo blog. Anche lei 50 anni, ha un lavoro part time che le consente di lavorare oltre che in ufficio, anche a casa. Insomma, anche lei ha le giornate piene. Lei però a differenza di mio padre riesce a prendere la vita come viene, ad essere felice di quel che ha. In conclusione, queste due testimonianze a me tanto vicine mi fanno sorgere una domanda spontanea. Questo tuo modo alternativo di vivere, paradossalmente, pur nascendo con l'intenzione di evadere dagli schemi preposti della società, non ti ci ricatapulta dentro, in pieno stile "Ei fu Mattia Pascal"? Non può essere considerato un goffo tentativo di sfuggire dal lavoro e dalle noie della vita quotidiana, non è sintomo di debolezza d'animo? Perché c'è gente che riesce a godersi la vita con quel che ha e con quel che fa? Perché io non ne sono capace? Comunque bel blog, vivere con 500 euro al mese non dev'essere facile, anche se non lo reputo neanche impossibile. Essendo tutt'ora scout so che si può fare a meno di tante cose, l'ho sperimentato. Il dramma è che rimane un esperimento di una settimana o due in estate... poi si torna alla vita di tutti i giorni. Piuttosto ammiro parecchio il modo in cui guadagni quei 500 euro. C'è tanta carne a cuocere, lo so, spero comunque in una tua risposta.

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