Il Qui e ora Come si Applica al Quotidiano?

vivere il momento presente in modo pratico
praticare il qui e ora ogni giorno
Credo sia facile, per chi vive senza lavorare, applicare i dettami del qui e ora per essere veramente felici. Da quando ho scoperto Il Potere di Adesso, libro illuminante sulla possibilità di trovare la felicità vivendo veramente il presente, ho smesso di arrabbiarmi, di litigare, di dare importanza alle opinioni altrui e ho la testa sgombra da ogni preoccupazione, ma soprattutto ho realizzato i miei sogni.

In questo articolo andremo oltre le filosofie e le belle parole, scoprendo come e quando applicare i principi del "vivere nel presente”, anche in città, anche mentre si lavora, al fine di migliorare la nostra giornata, superare l'ansia, stare bene con le persone che ci circondano e condurre un'esistenza veramente felice.


Prima e dopo


Certe volte, al mattino presto, quando siedo sulla tavola da surf con i piedi nelle fredde acque, mi ritornano in mente quei lunedì mattina di qualche anno fa, quando prendevo il treno in piena notte per arrivare a Roma con le prime luci dell'alba, lavorare tutto il giorno, tutta la settimana, in mezzo ad un continuo movimento di persone, al frastuono e ai dirigenti in giacca e cravatta che volevano insegnarmi la vita.

Avevo la testa piena di preoccupazioni, gli occhi gonfi dal sonno arretrato e una tensione interiore che se mi avessero pizzicato avrei risuonato come la cassa armonica di una viola. Quando arriverà novembre e al mattino uscirò scalzo sul mio terrazzo vista oceano, ripenserò a quelle fredde mattine e agli altrettanto gelidi venerdì notte, quando riprendevo il treno, rientravo a casa piano per non svegliare nessuno, mi coricavo frastornato dal lungo viaggio, con la testa già proiettata verso i problemi che avrei dovuto affrontare il lunedì seguente.

vivere l'adesso


Ciò che distingue quel periodo ormai lontano dal presente, è che ora un presente esiste veramente. Prima non facevo altro che vivere proiettato tra i rimpianti delle giornate fotocopia, e le preoccupazioni degli impegni futuri. Adesso, dopo tutta la strada che ho percorso, risulta molto facile vivere il presente, decidere in questo preciso momento cosa voglio e non voglio fare, senza nessuno che mi dia ordini, ma quando ero parte integrante della società dei consumi, praticare i dettami del qui e ora non è stato per niente facile. Se qualcuno mi avesse dato alcune semplici ricette da applicare al quotidiano, diciamo una per ogni momento della giornata, avrei potuto esercitare subito queste tecniche e liberare la mente in brevissimo tempo, incamminandomi subito sulla strada giusta.

In seguito vorrei proprio fornire questo genere di indicazioni, così che ognuno di noi possa sperimentare il potere che deriva dall'imparare a vivere veramente il momento presente, prima però spenderei due parole per spiegare perché tutti dovremmo abbracciare questa filosofia di vita.

Cosa significa Qui ed ora?


Il concetto è presente in moltissime filosofie e scuole di pensiero e lo troviamo riproposto in svariate salse da Orazio fino a Osho, passando attraverso diverse religioni, ma credo che la spiegazione più efficace l'abbia data Eckhart Tolle, non tanto per via dei contenuti, ma per la sua innata capacità di spiegare in modo semplicissimo concetti estremamente profondi.

La nostra mente ci inganna, dobbiamo immaginarla come il casco di un astronauta, pesante, che circonda la nostra testa e non ci permette di muoverci liberamente. La mente si nutre di pensieri, rielabora incessantemente le informazioni che ha incamerato e, attraverso queste, genera una certa "visione” della realtà e formula previsioni su ciò che accadrà. Tutto questo è considerato normale, ma non lo è, perché ci condanna a continuare a ripensare a ciò che è accaduto e a preoccuparci di quello che accadrà, distogliendoci dall'unica dimensione che esiste veramente, il presente. Ogni mattina ci svegliamo programmando la giornata e ogni sera ci corichiamo ripensando a ciò che è accaduto dimenticandoci che il passato non può essere cambiato e il futuro non può essere previsto.

Questa condizione ci impedisce di vivere il presente, l'adesso, l'unico momento che esiste veramente e nel quale abbiamo il pieno controllo della nostra vita, attimo dopo attimo. L'assurdo è proprio questo: invece di essere felici ora, ci preoccupiamo inutilmente del futuro e del passato, pratica che genera ansie, mal di testa e preoccupazioni, e non porta a nulla.

Allora, come si fa a togliersi il casco e applicare i precetti del qui e ora nel nostro frenetico quotidiano, al fine di ritrovare la serenità nel bel mezzo alle preoccupazioni e degli impegni che la vita ci obbliga ad affrontare?



Vivere (al)la giornata


Incominciamo con il cambiare abitudini e alzarci al mattino presto, quando tutti dormono e c'è ancora tanto silenzio, anche in città. Così facendo potremo godere di un'oretta di pace mentale e rendere più semplice l'apprendimento del qui ed ora. Usiamo questo tempo per restare seduti, in giardino, sul poggiolo oppure anche solo in cucina e incominciamo ad osservare quello che ci circonda. Il segreto sta nel guardare senza giudicare, concentrarsi sui dettagli delle cose, sui riflessi e sui colori senza lasciare che la mente faccia congetture. Dopo qualche istante ci accorgeremo che stiamo veramente vivendo l'adesso e che per alcuni brevi secondi siamo stati presenti, vigili, privi di qualunque preoccupazione. In quei momenti eravamo sereni.

Al mattino, immersi nel silenzio, è facile. Durante il giorno quasi impossibile, almeno inizialmente, per questo è importante incominciare ad "allenarsi” quando non ci sono input esterni che ci distraggono. E' una sorta di meditazione che aiuta ad iniziare in modo limpido la giornata. Ogni volta che abbiamo bisogno di ricaricare le batterie, siamo stanchi, stressati, arrabbiati o preoccupati cerchiamo un luogo appartato e pratichiamo il qui e ora, semplicemente osservando qualcosa, fosse anche il rotolo di carta igienica in bagno. Per ritrovare qualche istante di felicità non serve essere sulla vetta di un monte o in riva al mare, basta fermare per qualche istante la nostra mente.

Affrontare i compiti


Le giornate sono piene di cose da fare, spesso siamo demotivati e non abbiamo voglia di affrontare l'ennesimo "compito”. Anche in queste situazioni è la mente che rende tutto difficile, perché pensa e ripesa a ciò che dobbiamo fare, alle difficoltà e all'impegno che ciò richiederà, ingigantendo ogni problema. Per rendere tutto più semplice cerchiamo di concentrarci su qualcos'altro, ad esempio un oggetto che abbiamo sulla scrivania. Osserviamolo attentamente per una ventina di secondi, giusto il tempo di liberare la mente e poi iniziamo ciò che dobbiamo fare. Talvolta subentrerà in noi l'impulso di fare altro, cioè una sorta d'istinto che ci spinge ad sostituire l'inizio della nostra attività con qualcos'altro, anche solo bere un caffè o aprire Facebook. Questa è una forma di fuga da ciò che dovremmo fare, ed è la mente che ci spinge a farlo. In questa condizione restiamo semplicemente fermi, non facciamo nulla, non diamoci un'alternativa che sostituisca il nostro vero obiettivo. Dopo qualche istante l'impulso svanirà.

adesso, ora


Il segreto è nel concentrarsi su quello che abbiamo da fare ora per iniziare, cioè fare il primo passo, e poi il passo successivo, senza lasciare che la mente ci spaventi attraverso la sua tendenza a creare un quadro d'insieme che ci demotiva. Ad esempio pulire casa richiede molto tempo e spesso non abbiamo voglia di farlo perché la mente sa che impiegheremo ore e che sarà faticoso. Non lasciamoci sopraffare dai pensieri, iniziamo pulendo il tavolo della cucina e concentrandoci solo su quello, poi sbattendo un tappeto e via dicendo. Un pezzo alla volta, qui e ora, non richiede molto sforzo e alla fine avremo fatto tutto.

Migliorare i rapporti


Quando ci rapportiamo con gli altri siamo suscettibili alle informazioni che ci arrivano e reagiamo di conseguenza. Se qualcuno ci giudica o ci offende, la nostra mente elabora quello che ci è stato detto e ci spinge a reagire di conseguenza, a rispondere. Questo atteggiamento è il "normale” rapportarsi con gli altri, ma ci rende vittime della nostra mente, delle sue dinamiche e non è la strada giusta per essere sereni in ogni istante. Se il nostro capo si rivolge a noi giudicandoci ingiustamente, ad esempio, invece di offenderci immaginiamo di diventare trasparenti e di vedere le sue parole attraversare il nostro corpo senza tangerci per poi allontanarsi all'orizzonte. Quella è solo la sua opinione e lui è una persona come le altre, quello che dice non vale di più di quello che pensiamo, non è detto che sia vero o che abbia ragione e comunque a noi non importa perché siamo ad un livello di consapevolezza superiore, fortissimi, capaci di governare perfettamente le nostre reazioni.

Proviamo per un secondo a riflettere sul potere che deriva dall'essere totalmente trasparenti alle parole degli altri: noi viviamo serenamente perché nessuno può offenderci o influenzare il nostro umore, eviteremo di reagire d'impulso compromettendo i rapporti con chi amiamo o mettendoci nei guai. Saremo inoltre capaci di riflettere bene prima di agire, evitando gli sbagli e prendendo le giuste decisioni.

Trovare il coraggio


Nella vita di tutti i giorni ci manca il coraggio. Abbiamo paura di dire quello che pensiamo, di dichiarare il nostro amore o di fare un tuffo da uno scoglio alto appena tre metri, cioè di andare fuori dal "seminato” facendo quelle cose che possono dare uno scossone alla nostra vita. Anche in questo caso è la mente che genera queste paure, si basa sul passato per prevedere quello che potrebbe accadere se facessimo o dicessimo determinate cose e quindi ci frena, accendendo in noi mille campanelli d'allarme. Finiamo quindi per non osare mai e non migliorare la nostra condizione, condannandoci a rimanere nella mediocrità, spesso infelici.

Anche in questo caso i concetti del qui e ora funzionano. Se vogliamo una cosa non facciamoci spaventare, concentriamoci sul presente, distacchiamoci dalla mente e compiamo solo il primo passo. Una volta iniziato, una volta detta la prima parola della frase che avevamo paura di pronunciare o fatto il primo passo verso il mare azzurro sotto di noi, il grosso è fatto. E' così che si vince la paura, smettendo di pensare e rimuginare e concentrandoci seriamente sul fare solo la prima mossa. Qualcuno, non ricordo chi, ha detto che "anche il giro del mondo inizia con un primo passo".

A proposito di tuffi e coraggio:



Conclusioni


Quanti benefici che si possono trarre dal vivere qui e ora, vero? Si vive a pieno ogni giornata, si smette di avere ansie e preoccupazioni, si migliorano i rapporti con gli altri e si trova il coraggio di fare ciò che ci spaventa. Funziona, velo lo posso garantire. S'impara anche a dare alle cose il loro vero valore! Da quando pratico il "vivere adesso” mi sono accorto che non solo sono sereno, ma che non litigo mai con mia moglie o mia figlia e che ho trovato il coraggio di cambiare completamente la mia vita, in barba alle preoccupazioni per il futuro e all'ossessiva volontà di controllare quello che accadrà.

Attraverso questi dettami si diventa consapevoli che ciò che conta è essere felici ora, che è una banalità, una frase fatta che ripetono tutti, ma poi quanti sono quelli che veramente la applicano? Magari ripetono questa frase mentre acquistano il nuovo iPhone, per giustificare 800 euro spesi inutilmente, ignorando che la vera libertà è quella di essere capaci di NON spendere quel denaro! Il qui e ora non è questo, è tutt'altro; in questo articolo spero di averlo spiegato in modo sufficientemente chiaro e di aver fornito alcune indicazioni per praticarlo… a partire da adesso ;-)

18 commenti:

  1. Sono contenta che tu abbia letto Eckhart Tolle. Io è già da un po' che mi dedico a queste letture appassionate. Su YouTube trovi tanti filmati "illuminanti". Sì perché il qui-ed-ora è solo il primo passo per arrivare all'illuminazione. Ti posso consigliare SALVATORE BRIZZI (Draco Daatson) ed EMILIANO SOLDANI (La Settima Soglia). Se hai iniziato a dedicarti a questi argomenti non è un caso. Sono veramente contenta. Buon lavoro. Sì perché il vero lavoro a cui dobbiamo tutti dedicarci è il risveglio, senza preoccuparci di quanto questo ci farà guadagnare. I risvegliati dicono che se hai una sola preoccupazione (quella del risveglio) a tutte le altre non ci pensare perché verranno automaticamente risolte!!!!. Ah volevo dirti che è bellissima la parte in cui dici di non arrabbiarsi mai. Vero, ma purtroppo, molte volte la macchina biologica (il corpo) usa questa rabbia perché per reazione è abituata a fare così. La rabbia, in realtà, non andrebbe mai scacciata (troppo pericoloso), ma andrebbe osservata, senza giudizio, e quindi lasciata andare. Si crea così un osservatore (che dapprima, per forza, coincide con la mente, ma poi, via via, diventa un terzo soggetto indipendente). Questa rabbia se mal posta, naturalmente, ci consente di dare il nostro potere ad altri (spreco di energie). Questo concetto essendo molto forte, già da solo, basta per osservarsi e continuare nel lavoro. Brizzi lo chiama appunto LAVORO SU DI SE', proprio perché è impegnativo e richiede tanto tempo. Ora, però, con le energie della terra che stanno aumentando, diventa più breve e sono possibili risultati meravigliosi. Spero di esserti stata di aiuto.
    BUON LAVORO. Ti seguo sempre con molta stima e gratitudine.

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    1. Graize a te per gli utili consigli, leggerò certamente gli autori che mi hai suggerito! Sto leggendo anche "Un mondo nuovo" di Tolle, ottimo libro, pieno di riflessioni interessanti!

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  2. Francesco, come sempre chiaro , e poi dalle tue parole traspare il sincero desiderio di aiutare chi ti legge e non solo di mostrare quanto sei bravo, come fanno altri che hanno fatto la tua scelta. In te si percepisce la serenità interiore che è l'unica vera vittoria nella vita. Io credo di essere arrivata dove sei tu, senza falsa modestia. Non ho il coraggio di mollare il lavoro perchè , credimi, non saprei veramente cosa inventarmi per vivere ma ho comunque ridotto l'impegno al minimo. Continua così . Ciao

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    1. Credo che sia la differenza tra il parlare di se e il parlare per gli altri. Ho sempre intesto il blogghing come condivisione, prendendo spunto da ciò che faccio per aiutare. Purtroppo la trappola del "guardatemi quanto sono bravo" è sempre dietro l'angolo! Buona fortuna per il tuo percorso!

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  3. Che bello fare filosofia spiccia!! seduti davanti al pc a scrivere sermoni a mio avviso demagogici e al quanto diseducativi e furvianti! perchè???!! Semplicemente perchè tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare,e quindi la verità è sempre nel mezzo; Dai non scherziamo signori,non si può leggere:bisogna pensare solo al presente,e certo adesso non programmiamo più niente e non gurdiamo il passato!! gesù giuseppe maria,aiutici tu!! caro mister blogger del sito la tua battaglia è al quanto inutile,perchè la maggior parte della gente segue lo stile di vita consumistico,un inerzia umana che non puoi fermare,sennò con una guerra totale con conseguente estinzione di gran parte dell'homo sapiens,quindi concludendo i tuoi articoli sono solamente molto illusivi fuiri dalla realtà attuale,che ti piaccia o no,è conttrollata dal potere del denaro....

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    1. Non posso che dirti che sono d'accordo, tuttavia meno hai bisogno di denaro meno sei controllato e per poter usare poco denaro hai bisogno di distaccarti dal materiale ed elevarti ad un piano più spirituale. Questo è il motivo di questi articoli "chiacchiere" che alterno a quelli pratici per risparmiare, investire bene e andare all'estero.

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    2. Esattamente Mr Anonimo: non programmiamo più niente e non guardiamo al passato.
      Il passato non si può modificare quindi riguardarlo non serve a nulla.
      Se non programmi più niente ti realizzerai nella vita e farai quello che ti piace davvero.
      Niente commenti, diventa puro sguardo e la tua essenza verrà fuori

      Saluti
      Luca

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    3. si può programmare il futuro restando nel presente.
      nessuno ci può assicurare che il futuro sarà quello che abbiamo programmato. per cui vivendo nel presente non ci sono finte illusioni.
      se invece programmo il futuro non restando presente, allora è molto probabile che mi illuderò e resterò molto deluso qualora il futuro non andrà come l'ho programmato.
      vivere il presente non significa non programmare più nulla ma accettare la realtà ed essere più realisti.

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  4. Ciao Francesco,

    mi è piaciuto molto il tuo articolo. Già conoscevo "il qui ed ora".
    Io ho la tendenza ad essere iper-razionale per questo mi costa fatica iniziare ad applicare queste filosofie.
    Sul "qui ed ora" mi è sorta sempre questa domanda:
    Ma se il "qui ed ora" è un momento brutto come faccio? Se sto soffrendo per qualcosa o per qualcuno? Non esistono solo momenti neutri.
    Mi piacerebbe un tuo consiglio.
    Grazie.

    Tony

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    1. Nel momento presente, quello di adesso, non c'è mai tristezza, mai un problema... Il segreto è vivere momento per momento.

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    2. Daniela ha ragione, però quando hai mal di denti, adesso, hai mal di denti adesso e quindi lì il dolore c'è e va affrontato :). Tuttavia il potere di adesso non riguarda questi aspetti, riguarda la parte psicologica della vita, i dolori derivanti dall'inutile preoccuparsi del passato e del futuro. Ancora una volta, anche sul futuro, non si intende non pianificare la propria vita, quello va fatto altrimenti vivi ancora peggio, s'intende pianificare essendo coscienti sia del fatto che ciò che faccio ora determinerà il futuro, ma anche saper anche accettare che non tutto è sotto il nostro controllo, accettando ciò che accade.

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    3. quando hai mal di denti adesso nessuno ti dice di essere triste. sei tu ad aggiungere tale tristezza alla situazione di dolore fisico non accettando la situazione. accettazione che per altro ti farebbe risolvere prima e magari anche meglio il problema ;)

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  5. Ciao Francesco,

    complimenti per il grande lavoro che fai con il tuo blog ! Ho letto Tolle e tanti altri libri che tu consigli e mi trovo completamente d'accordo con te...Di certo, nonostante tutto l'impegno che ci sto mettendo, spesso mi ritrovo ad avere molte proccupazioni per mandare avanti la baracca (ho un figlio di quasi 3 anni). Ho lasciato il mio lavoro da Project Manager oramai da quasi 4 anni in un importante azienda multinazionale di informatica mettendomi in proprio. La vita è tosta ma non voglio assolutamente mollare perché quello che ho imparato in questi 4 anni non l'ho minimamente sfiorato in 25 anni di lavoro (tra l'altro mi è anche nato un bambino bellissimo).

    Tra le altre cose faccio anch'io il musicista a livello abbastanza professionale, ma con questo non riesco a vivere. Per quanto riguarda i libri se mi posso permettere ti consiglio anche "a tu per tu con la paura" di Krishnananda e "il segreto sorriso dell'essere" di Mauro Bergonzi

    Buona vita !
    Mauro

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    1. Grazie Mauro, e complimenti per la tua scelta di vita, leggerò certamente il libro che mi hai consigliato, sono sempre in cerca di buoni libri che mi insegnino qualcosa di nuovo! Buona vita a te, ti auguro il meglio in tutto! :)

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  6. Ciao Francesco. stavo pensando di aprire un blog proprio su quest'argomento. cercando in rete come aprire un blog ho trovato il tuo ebook gratuito che ora sto leggendo. ora entro nel tuo blog e guarda caso trovo che anche tu ti interessi di questo ma soprattutto conosci Eckhart Tolle per me un grande uomo e un grande maestro.
    è incredibile. che coincidenza. :D
    mi piace il tuo modo di vivere. un abbraccio ;)

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  7. Ciao Francesco...sento il bisogno di scriverti.
    Dopo 5 anni di convivenza il mio lui mi ha lasciato.
    Alcuni dei motivi riguardano il mio stile di vita, il mio anticonformismo verso il lavoro visto come schiavismo, mentre lui piu' lavora piu' guadagna e piu' vuole spendere. Vuole il mercedes, la casa in affitto piu grande, vuole la televisione da 2 mila euro, io invece mi accontento del tubo catodico (si dice cosi???) con il digitale a parte, mi accontento della casetta piccola in cui viviamo perchè paghiamo poco, mi accontento di un utilitaria normalissima basta che consumi poco e vada bene. Ti devo confessare che non apprezza il mio stile di vita, anzi, mi ha lasciata per questo. Dice che io non ho voglia di lavorare, mentre io voglio solo trovare un lavoro che non sia schiavismo, perchè questa cosa mi pesa moltissimo, lo sento profondamente questo terrore e quando ho lavorato dalle 8 alle 6 ero profondamente infelice, mi sembravo un robot e odiavo quella vita. Da un anno piu' o meno mi mantiene lui, non pensavo gli pesasse perchè lui guadagna come se lavorassimo in due ed in piu' è un bel lavoro, autonomo, senza star chiuso in un ufficio, senza il capo o i clienti addosso continuamente, quindi non pensavo gli pesasse... e poi non spendo tanto come persona, ho fatto colloqui per un sacco di mesi poi ho avuto un problema di salute. Da li i suoi continui rinfacci, dice che m sono adagiata. Se mi sono permessa è solo perchè io sono utile in casa, non gli faccio mancare niente e avevo quel problema di salute oltre al fatto che vedendo il lavoro come schiavismo non mi dispiaceva lo ammetto. Ci ritroviamo superati i 30 a volere cose diverse ed avere stili e valori di vita diversi. Sto soffrendo molto, ci siamo separati da pochissimo e sto molto male. Mi chiedo se sono io sbagliata, se dovrei solo accettare questa società e fare la schiava come tutti. D'altronde perchè dovrei esser migliore degli altri? Ora mi ritrovo da sola, con pochi soldi in tasca, pochissimo se non nullo aiuto dei miei, costretta a trovare soldi in fretta x sopravvivere dato che vivevo a casa sua e ora sono sola. Lui dice che vuole migliorare col tempo e che con me si sente di stare sempre fermo nella vita, che io voglio una vita mediocre ed accontentarmi invece di volere di piu'. Cosa devo fare secondo te? hai qualche consiglio x me...x ricominciare, sopravvivere e sperare di crearmi una vita senza schiavismo? Tu comprendi o hai osservato esperienze simili alla mia a livello di coppie che si separano per questo? grazie infinite

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    1. Magari incontrarle donne così!

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  8. Ragazzi Francesco mi è piaciuto in web e come testo ma tholle mi sembra fuori...poi altri stile attirare eventi ecc è veto ma I'll fatto che I'll passato e future è balls faccio esempio filosofico e pratico I'll passato non so puo cambiare OK ma millennia do dtoria e amici do 40 anni fa infanzie ecc ecc ci segnano I'll future non program are e come vivi senza donne senza conto senza avvenire allora a cosa serve web blog PC energies alzarsi? Qui e ora cosa so fa filisofia in pratica se tutti sapessero muori Romani alle CGI so soaventerebbe chi andrebbe a mangiare Vere orgie a pagamento e non...
    I'll fatti è che nessuno se non folli so spendono tutti I risparmiano tutti fanno tutti o non fanno niente, I'll qui e ora we inteso come carpe Diem Latino OK ma con saggezza passata e visuobi future, UK tholke qui e ora serve a dormire bene ma come fai a pensar solo a svegluarti ik qui e ora do che...bollette banxhe machine mezzu cambi vie orari Donne malattie oarenti cosa rispondi soon solo qui e ora è chiaro che tholle guafagna su libri e cmq a me non sembra sveglio o espertissimo poi ovvio anche senza offesa x categories red barbone do ritorno al future Bebe dorme su panchina vibe qui e ora ma che vita e e se non ci gossero sltri aiuti enti lavarsi ecc come fibitebbe facile da scrittire dire ad altri qui e ora svegliati panchina vivi parco Della serie gnoccacrealuzzazione entusiasmo dove ?

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