Le Isole Caraibiche Dove Trasferirsi Per Cambiare Vita

In quali isole caraibiche trasferirsi
Chi non ha mai sentito parlare delle isole caraibiche e chi non ha mai sognato di trasferirsi in uno di quei paradisi tropicali (e fiscali) per fuggire dalla città e vivere una vita da sogno?

In questo articolo scopriremo insieme alcune dure verità sui Caraibi, dove conviene trasferirsi e a quali inaspettati problemi si va incontro quando si sceglie di vivere nell'area caraibica. Come sempre cercheremo di attenerci a dati ufficiali, misti all'esperienza personale di chi ha già compiuto questo passo, per dare un quadro veritiero della situazione.



Cosa sono i Caraibi e chi li controlla?


Si tratta di una vasta zona che sarebbe meglio definire come "area caraibica" perché comprende numerose isole, isolette e le coste di alcuni Paesi del continente americano. In realtà però, quando si pensa o si parla dei Caraibi, s'intende semplicemente le isole Antille e le Bahamas, che sono le più belle e suggestive, per cui oggi ci occuperemo principalmente di quelle.

Nella seguente immagine ho realizzato una mappa dei Caraibi semplificata, dove ho evidenziato le isole che fanno parte di questa zona, così possiamo renderci conto di cosa sono le isole caraibiche e di dove si trovano.

Caraibi


Per completezza pubblico anche il link alla Lista Completa di Tutte le Isole Caraibiche. Come si nota alcune sono veri e propri stati indipendenti, spesso anche paradisi fiscali, altre invece sono controllate da Francia, Regno Unito oppure Olanda.

Quali mete scegliere


In passato ho già spiegato Come Trasferirsi in Repubblica Dominicana sicuramente una delle mete più ambite nella zona caraibica, soprattutto perché si tratta di un Paese ancora in via di sviluppo, dove ci possono essere interessanti opportunità, soprattutto per chi ha un valido business da esportare.

Altra meta che ho già recensito è il Costa Rica che non è proprio un isola dei Caraibi, ma è un Paese continentale bagnato dal Mar dei Caraibi.

Per noi europei è molto più semplice trasferirsi in quelle isole caraibiche che sono controllate da stati appartenenti all'EU, e che rientrano tra le Regioni europee ultraperiferiche, perché a queste viene applicato lo stesso trattamento monetario e giuridico di uno stato europeo. Siccome queste isole fanno parte dello spazio di Schengen, solitamente non è necessario avere visti particolari o seguire complesse e spesso imprevedibili trafile burocratiche, la carta d'identità europea è un documento di riconoscimento valido. Diventa quindi chiaro che quando ci troviamo a scegliere in quale isola caraibica trasferirci, ci conviene prediligere quelle che fanno parte di questa categoria, che non sono poi molte:

  • Guadalupa
  • Guyana francese
  • Martinica
  • Mayotte
  • Riunione
  • Saint Martin

L'altra possibilità è quella di scegliere quelle isole che fanno parte dei Paesi e territori UE d'oltremare, che sono 25, ma non fanno veramente parte dell'Unione europea e non sono membri dello spazio Schengen benché dipendano da un Paese che ne fa parte. Anche se chi vi abita è considerato cittadino europeo, la legge europea non si applica. Qui c'è la lista di questi territori, tuttavia credo che la prima scelta debba ricadere sulle Regioni europee ultraperiferiche citate poco fa.

Sicuramente molto più complesso è invece trasferirsi nelle isole caraibiche indipendenti, dove noi europei siamo degli extracomunitari a tutti gli effetti. Questi luoghi sono spesso dei paradisi fiscali dove chi ha i soldi vive come un nababbo e ha più diritti della popolazione locale, mentre chi non li ha paga tasse elevate e deve fare mille peripezie per ottenere le carte necessarie al trasferimento. Ad esempio alle Bahamas ci sono spese annuali obbligatorie richieste dal governo per rinnovare il permesso di lavoro, il permesso di soggiorno, il patentino di "proprietario di casa" e molte altre, che rendono la vita molto cara e scoraggiano il trasferimento della stragrande maggioranza delle persone "comuni".

Luoghi come Antigua, Barbados, Santa Lucia, Trinidad e Tobago richiedono un socio nativo del luogo per aprire un'attività, il governo inoltre non garantisce un sistema previdenziale, la cittadinanza è complicata da ottenere, il rinnovo può arrivare a costare anche 10.000 dollari l'anno e ogni investimento da parte di stranieri è sempre a rischio esproprio.

In definitiva quindi se vogliamo andare a vivere in una delle isole caraibiche, si ha la maggior probabilità di successo concentrando le energie e gli sforzi verso quelle 6 mete che fanno parte delle Regioni europee ultraperiferiche

Quali problemi si possono incontrare


Non che mi piaccia fare il guastafeste, però, passando tra i tavolini dei bar durante l'ora aperitivo o ascoltando le chiacchiere degli italiani in spiaggia, sento molto spesso parlare di meravigliosi luoghi del mondo dove un "non meglio identificato amico" si è trasferito, ha aperto un baretto e vive felice con la governante che per 10 dollari al mese fa tutto.

La realtà purtroppo è molto differente, come spesso spiego le statistiche parlano chiaro: molti di coloro che si trasferiscono all'estero prendono questa avventura sottogamba e poi ritornano in patri dopo aver speso inutilmente molti soldi ed energie.

Preferisco quindi sottolineare quegli aspetti negativi che spesso non si tengono in considerazione, piuttosto che decantare la bellezza dei luoghi, facendo leva sulle emozioni del lettore, per quelle non ci sono altro che articoli in rete.

  1. Siamo in una zona tropicale, pertanto il clima è piuttosto piovoso.  Da giugno a novembre si possono manifestare violenti uragani (abbastanza rari) e tempeste tropicali (frequenti). Quando scatta l'allarme uragani i turisti vengono evacuanti dagli hotel e gli aeroporti chiusi. Le spese per il trasferimento in zone sicure non sono coperte dal Governo. I siti di riferimento per controllare le allerte meteorologiche sono Weather.gov e Noaa.gov. Per chi ha voglia e tempo vale la pena dare un occhiata a questo video che mostra il medesimo luogo durante le meravigliose giornate di sole e le tempeste tropicali.

  2. La burocrazia è spesso complicata e agli stranieri vengono richiesti documenti e scartoffie talvolta ridicoli. E' evidente la volontà di favorire i locali o chi investe grosse somme di denaro, i normali immigrati invece non godono di agevolazioni, anzi, il governo fa di tutto per evitare l'arrivo di persone "comuni" favorendo solo certe categorie.
  3. La vita in queste isole, proprio perché spesso mete turistiche di persone abbienti o paradisi finanziari, è generalmente molto cara. Se, nelle isole caraibiche, si vuole mantenere un tenore di vita simile a quello che abbiamo in Italia, allora dobbiamo considerare un costo della vita superiore del 30 o del 40%.
  4. Difficoltà ad ottenere la cittadinanza: Sempre perché si cerca di contenere l'immigrazione, la cittadinanza di molti stati delle zone caraibiche viene rilasciata solo in particolari condizioni. Non c'è da stupirsi se alle persone comuni non venga concessa nemmeno dopo aver spostato una locale.
  5. Difficoltà nel trovare lavoro: in queste zone si lavora tipicamente nel turismo, ma queste posizioni lavorative difficilmente sono aperte agli stranieri. In molte zone dei Caraibi un extracomunitario può ricoprire solo ruoli altamente professionali, che portano vero valore aggiunto al territorio e al suo sviluppo, altrimenti non viene concesso il visto per lavorare. I normali posti di lavoro vengono dati ai locali, anche perché il tasso di disoccupazione è sempre piuttosto elevato.
  6. La delinquenza è un fattore comune a tutte le isole caraibiche, tanto che è normale vedere la polizia girare armata di fucili a pompa. Nelle zone turistiche c'è principalmente microcriminalità mentre nelle zone periferiche vi è il rischio di rapine a mano armata, tanto che alcuni governi hanno emesso degli avvisi indicando come "critica" la problematica delle rapine.
  7. Le zone più vicine a Colombia e Venezuela poi sono territorio in cui operano i narcotrafficanti, luoghi strategici per le esportazioni di stupefacenti e riciclaggio di denaro sporco. La situazione non è particolarmente grave, l'importante è capire che le isole caraibiche non sono un luogo privo di criminalità.

Conclusioni


In questo articolo ho voluto parlare delle isole caraibiche, sottolineando come ci siano grandi differenze in base alle destinazioni che scegliamo e dando particolare rilevanza alle problematiche e alle difficoltà che s'incontrano. Aprire un baretto sulla spiaggia è, come spiego sempre, un sogno facile nelle chiacchiere, ma molto complicato nella pratica, talvolta nemmeno possibile per uno straniero, ma a quanto pare continua a persistere questa idea dello "scappare" in un'isola tropicale, dove tutto è facile, si guadagna bene e ogni cosa è migliore dell'Italia.

Spero come sempre di aver dato un punto di vista differente e una direzione concreta a chi intende trasferirsi ai Caraibi, così da incanalare fin da subito tutte le energie, aiutando a rimettere i piedi per terra e impostare il cambiamento come un progetto concreto e ben pianificato. Ci lasciamo con questo video che mostra diverse location di questa zona del mondo (non solo spiagge bianche).


10 commenti:

  1. Bellissimo articolo ... grazie ma rimaniamo alle Canarie :-)

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  2. insomma...... conviene starsene a casa!!!!!!

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    1. A meno che tu non sia uno stramaledetto riccone :D

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  3. Conviene andarci prima in vacanza e vedere coi propri occhi. Nelle Antille francesi (che sono regioni della Francia a tutti gli effetti, quando sbarchi dall'aereo non ci sono nemmeno i controlli dei documenti) la qualitá della vita é piuttosto alta, rispetto ad altre isole dei Caraibi, per tutti. Se si vuole farsi un'idea di come sarebbe vivere lì e di cosa costa investire in una casa, per esempio, conviene contattare un agente immobiliare e farsi spiegare e mostrare un po' di cose.. Noi l'abbiamo fatto (in Martinica), e abbiamo concluso che per ora restiamo in Italia, le maggiori facilitazioni come cittadini della UE si hanno quando si decide di andarci a vivere da pensionati, oppure come dipendente qualificato di qualche azienda del posto, quindi partire con un contratto di lavoro giá in mano. Come ha fatto un mio amico che lavora in Martinica ormai da 6-7 anni e si é perfettamente integrato, col cavolo che torna in Italia.

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    1. Grazie mille del tuo contributo Claudina!

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  4. Scusa, riscrivo quanto commentato poc'anzi perché non so se è "andato".
    Sarebbe interessante un articolo analogo che tratti l' Africa, facendo attenzione a distinguere tra N, E, S, W e mettendo anche per l' Africa in guardia da facili illusioni e amici che ...
    Non tenere conto di questo commento se l' altro mio è andato bene.

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  5. Caro Francesco, ammetto che riesci sempre a stupirmi per la profondità dei tuoi articoli.
    Finalmente un punto di vista oggettivo sui paesi caraibici privo di polemica o false illusioni.
    Sono proprio contento di essere iscritto al sito tuo.
    Il giorno che hai bisogno di un parere sulla vita ad Edinburgo ritienimi a tua disposizione.
    Un caro abbraccio

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  6. lE 6 CITATE SONO TUTTE FRANCOFONE...NON CE N'è ALMENO UNA ANGLOFONA CHE FA PARTE DI SCHENGHEN??? GRAZIE

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  7. Buona sera a tutti, mi chiamo Francesco, abito ad Asti, Piemonte , Italia e mi sto occupando di mia madre malata...ho 50 anni a fine di giugno...Ho 8000 euro a disposizione ""dopo"" mamma ... e starei pianificando il trasferimento in Martinica...Parlo benissimo il francese avendo vissuto 10 anni a Parigi e ho già fatto periodi di ferie in Martinica ... quindi ho già provato alcune cose del territorio e di indole ho una grandissima predisposizione all adattamento.... Il problema è che non ho contatti di lavoro.....Ho sempre lavorato nel tessile / abbigliamento...ma anche bar e ristoranti...ma alla mia età (50anni) oggi non so cosa possa presentarsi come opportunità......SONO DISPONIBILE A TUTTO...anche cose da imparare..... Qualcuno gentilmente avrebbe idee da darmi, confronto e aiutarmi a capire meglio il da farsi...??????????????????????? G R A Z I E........

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