Il Consumo Critico per Risparmiare e Cambiare il Mondo

consumare in modo consapevole
cambiare il mondo con il consumo critico
Una volta all'anno vado a Londra, una delle città che più mi intrigano, dove il concetto di consumo critico è assolutamente assente, soprattutto se si visitano posti come Hamleys, immenso negozio di giocattoli, tempio del consumismo più sfrenato, dove la regola è acquistare tanto per acquistare.

Oggi vorrei approfondire questo concetto e cercare di sottolineare quanto sia importante pensare al modo in cui consumiamo e quali sono le conseguenze di uno stile di vita privo di logica critica. La speranza è quella di dare a tutti un'arma per cambiare le cose.


Il ragazzo con l'aeroplanino


Un giovane italiano è in piedi su una scatola di metallo, vestito con una maglietta rossa e un berrettino. Lancia in continuazione un piccolo aeroplanino che compie un breve tragitto circolare sopra le teste di decine di bambini che sbavano con il naso all'insù, per poi tornargli tra le mani. E' un giocattolo simile agli altri 40.000 esposti, solo che la catena ha scelto di puntare su questo prodotto, così paga questo giovane sorridente malcapitato per passare tutta la giornata in equilibrio su quel piedistallo e dimostrare come funziona (chissà che male al braccio a fine giornata). Si trova in buonissima compagnia perché tre metri più in là un suo collega produce bolle di sapone, a ritmi mai visti, in direzione di un'altra commessa dai lineamenti orientali che mostra come diventare maghi in pochi minuti, grazie ad uno speciale kit da prestigiatore. Li ho contati, sono 13 in tutto, ognuno intento a maneggiare un prodotto diverso, ognuno che ripete per otto ore al giorno, sei giorni su sette lo stesso alienante movimento, animando una sorta di grottesco circo della plastica.

Incredulo giro tra migliaia di giocattoli quando, guardando verso l'alto, mi accorgo che ci sono altri 5 piani come quello e per ogni piano altrettanti commessi che si danno un gran da fare per animare quelli che mi sembrano gironi infernali addobbati di giocattoli, dove le anime, stordite da musichette ossessivamente ripetitive e centinaia di luci colorate, si perdono e finiscono per cedere alle insistenti richieste di figli più viziati di Violet Beauregarde.

Siamo da Hamleys, nel centro di Londra.

acquistare senza usare la testa
la folla nel negozio di giocattoli

Se acquisti un gattino robot che si muove avanti indietro lo paghi 15 pund (20 euro), ma se ne compri quattro, hey, ti costano solo 50 pound (70 euro). Stessa cosa per quasi tutti i prodotti esposti, così, se hai tanti figli puoi accontentarli tutti risparmiando. Però tutto questo risparmio proprio non l'ho visto, la coda alla cassa avanzava lentamente e di scontrini sotto i 100 pund non ne ho visti passare molti (per la cronaca stiamo parlando di circa 140 euro). 

Un gioco dovrebbe rispecchiare le attitudini di un bambino, ad esempio un set ti colori può diventare lo strumento per valorizzare la propensione al disegno di chi ha questa passione, ma il 3x2 sui giocattoli distrugge questa logica e l'aspetto più inquietante è che funziona! E' il sintomo di una società profondamente malata, dove il gioco perde di qualsiasi significato e diventa merce da vendere all'etto, esempio lampante di come, nella testa della gente, il concetto di consumo critico sia totalmente assente.



La nuova frontiera del consumismo


Tutto questo mi spaventa molto perché spesso quello che accade nelle grandi capitali del mondo, dopo qualche tempo, diventa realtà anche nelle nostre città, e se la direzione in cui sta andando la società è questa, significa che il consumismo becero e sfrenato è capace di alzare ogni volta l'asticella, proiettando le persone in un mondo sempre più artificiale e sempre meno naturale.

Il pericolo è che lentamente ci si distacchi dalla realtà e che finiremo per accettare situazioni a dir poco assurde. Non solo il gioco non è più un modo per sviluppare le passioni, ma un immenso negozio di giocattoli viene camuffato da parco divertimenti per diventare luogo di svago, dove recarsi per passare il tempo, quando invece dovremmo prediligere una passeggiata nel parco o un giro in bicicletta.

Si rimane in un seminterrato a maneggiare oggetti di plastica semiautomatici e ad acquistare superfluo, poi si esce intontiti e si va a fare uno spuntino al McDonald's lì di fianco, dove c'è un odore tremendo e tutto, dal cibo ai corrimano, è ricoperto da un sottile e irremovibile strato di unto. Intontiti e appesantiti si scende poi diversi metri sottoterra dove un treno della metropolitana, che spinge nelle nostre narici un vento caldo e pieno di polvere nera, ci porta verso quel monolocale con bagno cieco che abbiamo il coraggio di chiamare casa.

folla nei giorni del consumo di massa


Chi, come me, visita questi luoghi del consumo sfrenato ne rimane certamente affascinato, anche semplicemente per il fatto che si trova in un'ambiente molto differente da quelli a cui è abituato, e magari riesce a coglierne anche gli aspetti alienanti; il vero problema sta in quelle generazioni che qui nascono e crescono, che accettano questo modello di vita come "normale" e non hanno gli strumenti per comprendere che una metropoli così strutturata è una gabbia, un labirinto senza via d'uscita.

Perché affermo questo? Beh, penso sia facile comprendere che se nasci e cresci in un ambiente dove qualunque cosa fai contempla l'uso del denaro, questo per te diventa il modo naturale di vivere e difficilmente riuscirai a comprendere che il gioco può anche essere un pallone calciato in un prato e il cibo qualcosa che si può produrre, non solo acquistare. Nelle metropoli crescono intere generazioni di non pensanti, destinate a rimanere lì, intrappolate, perché lavorano e consumano senza mai alzare la testa al cielo ed immaginare che la vita possa essere molto più di quello.

La profonda e corretta comprensione del "consumo critico" però può diventare un'arma molto potente per far cambiare direzione al mondo intero, ed è per questo che ritengono molto importante leggere quanto segue.



Salviamo le nuove generazioni


Per la maggior parte delle persone il consumo critico si risolve nell'eseguire scelte d'acquisto che riducano soprattutto l'impatto ambientale, come per esempio l'acquisto a chilometri zero o la riduzione dell'imballaggi per diminuire i rifiuti della produzione industriale.

Su Wikipedia si legge che:

"Per consumo critico o consapevole (idealmente opposto al consumo compulsivo) si intende la pratica di organizzare le proprie abitudini di acquisto e di consumo in modo da accordare la propria preferenza ai prodotti che posseggono determinati requisiti di qualità differenti da quelli comunemente riconosciuti dal consumatore medio".

Si tratta di un approccio assolutamente nobile e di vitale importanza per migliorare il mondo, ma è riduttivo: sono profondamente convinto che questo stile di consumo possa essere utilizzato in modo molto più efficace, tanto da diventare una vera e propria arma che può salvarci dagli scenari prima descritti.

Se, per consumo critico, intendiamo la volontà di comprendere il ruolo che il cibo, gli oggetti e i servizi giocano nella nostra vita, allora incominceremo a guardare tutto in modo differente e a porci quelle domande che possono mettere in dubbio lo scontato e addirittura cambiarlo.

Iniziamo per esempio con il chiederci se è normale vivere in un ambiente dove tutto ha un prezzo e cosa comporta accettare questo come normale; facendolo forse realizzeremo che possiamo trovare delle alternative, magari migliori, che ci fanno anche risparmiare e quindi vivere meglio. Cercando queste alternative non alimenteremo meccanismo malati ed alienanti e quindi li condanneremo a chiudere battenti, contribuendo a cambiare il mondo e crearne forse uno migliore per le nuove generazioni.

Se non frequento più le multinazionali del giocattolo, i fast food, le sale slot o i distributori di sigarette, se scelgo di spostarmi a piedi o in bicicletta, se compro in base a ciò che mi serve o a ciò che quell'oggetto dovrebbe realmente servire, ignorando quello che mi dice la televisione o le pubblicità alla fermata della metro, allora condannerò questi sistemi a sparire. Se poi avrò cura di spiegare il consumo critico ai miei figli, eviterò che chi verrà dopo di me cada nella stessa trappola, rendendo il mondo un posto migliore.

Questa è la vera essenza consumo critico, un potere che la maggior parte delle persone non sa di avere, ma che è nelle mani di tutti. Si tratta solo di imparare a ragionare sui messaggi che ci vengono propinati e sugli stili di vita che ci vengono imposti. Come l'hashtag #TuSeiUnica che è apparso qualche giorno fa su twitter, con il seguente slogan:

spingere a consumare con un tweet


E' l'imbarazzante tentativo di una nota casa di moda, di spingere le persone ad acquistare nuove vesti come vera forma di cambiamento. Una mente critica sa che è solo marketing e che la via giusta porta nella direzione opposta. O quest'altra campagna di guerrilla marketing della famosissima Uncle Ben's, che mi ha regalato, fuori da una fermata della metro di Londra, una confezione di riso al chili in sacchetti che riportavano la scritta "campagna per un pasto appropriato".

nutrirsi in modo intelligente


Non si tratta altro che di tentativi di sfruttare le tendenze del momento "il cambiamento" e la "nutrizione equilibrata" per farsi della sporca pubblicità, facendo leva su sentimenti diffusi e capovolgendo totalmente il significato di questi concetti.

E' attraverso questi ragionamenti che riusciamo a vedere oltre la facciata a comprendere perché certi messaggi ci vengono sussurrati all'orecchio e qual è lo scopo ultimo, ma soprattutto a raggiungere la consapevolezza di quale orrendo futuro ci aspetta se non contribuiamo a distruggere questo mercato, boicottandolo e facendo informazione.



Conclusioni


Quando si passa dalla sobrietà di un piccolo paese disperso tra montagne altissime, alla frenesia di una metropoli che piatta si estende per chilometri, si comprende chiaramente come una vita possa prendere direzioni diametralmente opposte. Io non sono nessuno per dire quale sia imo modo giusto di vivere, ma in passato, quando vivevo negli alberghi e mi spostavo in aereo, le ho provate entrambe, e posso affermare con grande lucidità che uno dei due stili di vita non conduce alla felicità.

E tutto dipende esclusivamente dal modo di approcciarsi al concetto ti consumo critico, valutando con attenzione quali sono le conseguenze di un utilizzo inconsapevole del denaro. Purtroppo, in questo sistema, tutto complotta contro la nostra libertà, di pensiero e d'azione, ma la capacità di ragionare e di agire di conseguenza non ce la possono portare via, ed è l'arma che cambierà le cose.

6 commenti:

  1. Sono daccordissimo in effetti il consumismo porta a desideri sempre più ricorrenti inducendo a portare sempre più una società malata e priva di moralità dove tutto è legato all'economia e non al cuore che abbiamo nello sterno, i miei genitori mi dicevano "a Natale arriva Gesù bambino e ti porta i doni" ahahah che assurdità un profeta di 2000 anni fa ahahahah apriamo gli occhi che la vita continua e a quanto pare sempre più ammassati e privi di veri entusiasmi

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  2. http://archivio.internazionale.it/news/finanza/2014/05/30/e-cominciato-lincontro-piu-segreto-del-mondo
    Ciao Francesco, grazie per i tuoi articoli.
    Ne hai mai sentito parlare?

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  3. Ho l'impressione che siamo in tanti a cominciare questo percorso di consapevolezza. Il "potere" di cui parli è veramente la carta segreta per cambiare le cose.

    Viqgio molto in aereo e spesso vivo in Hotel come capitava a te, e vedere tutte queste capitali europee e suoi hotel colmi di persona in carriera, brochures di finanza, eleganza, lusso mi porta semrpe di più verso un rigetto e la voglia di "viver semplice" senza tanti fronzoli, spostarmi in bici e mangiare le verdure del mio orto. E' un work in progress, per il momento l'obbiettivo è partire un anno in bici, con un budget limitato e liberarmi degli oggetti (eh si, in bici gli oggetti bisogna portarseli soprattutto in salita!). Lo prendo come un viaggio purificatore. Non ho alcuna idea del futuro, dopo il viaggio, un po' mi spaventa, ma so che trovero' una soluzione, anche se ad oggi ancora non ce l'ho.

    Grazie per il tuo blog, ci torno di quando in quando, fa sempre piacere leggerti ;-)

    Buon tutto Fra!

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  4. Sai la reincarnazione del Bhudda :)

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  5. Ciao, ho letto con interesse il tuo commento..sei partito per il viaggio purificatore ?..e come sta andando ?..anche io vorrei liberarmi del superfluo e sotto certi aspetti lo sto facendo, a partire dalle persone e dalle attività inutili e vuote.Grazie per la risposta.Barbara

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