Cose da Fare Prima di Morire, Infelici

perire
come non avere rimpianti
Avere molto tempo libero aiuta a riflettere, sulla vita, ma soprattutto su ciò che le nostre vite non saranno mai. Ci sono tutta una serie di cose da fare prima di morire che, se dimenticate, diventeranno i nostri più grandi rimpianti, soprattutto quando saremo vecchi e non avremo più il tempo per rimediare.

Già, il tempo, il bene più prezioso, l'unica merce che non possiamo comprare, ma che ogni giorno sprechiamo. Prima che sia troppo tardi cambiamo questo triste destino e iniziamo a fare quelle azioni che ci permetteranno di vivere in modo pieno e felice.


Sul letto di morte


Ho lavorato molti anni nel settore informatico per la sanità e questo mi ha anche permesso di entrare in contatto con persone che quotidianamente assistevano pazienti sottoposti a cure palliative, ovvero quelle cure che non vengono eseguite per tentare di guarire una persona, ma per alleviare il suo dolore (fisico e psichico) negli ultimi mesi di vita.

Quando sai che a breve saluterai questo mondo, realizzi in modo chiaro un concetto che per tutta la vita hai ignorato: non sei immortale! Non è banale, nella nostra quotidianità non pensiamo mai al fatto che domani stesso potremmo non essere più qui, dando per scontato che il futuro proseguirà all'infinito, le cose miglioreranno, ci sarà sempre tempo per cambiare vita, fare quello ci siamo ripromessi ed essere finalmente felici.

E invece non va così, va che fino all'ultimo avanziamo a testa bassa e quando siamo agli sgoccioli ci si accende in testa una lampadina, spalanchiamo gli occhi e ci malediciamo pero aver buttato al vento la nostra intera vita. Sembra un concetto vago, che non ci appartiene, ma se riflettiamo un istante su ciò che faremo oggi o domani, ci accorgiamo immediatamente che sprecheremo entrambe le giornate facendo tutto tranne quello che realmente vorremmo fare.

Dicevo che ho avuto modo di discorrere più volte con quei medici che hanno il compito di assistere malati terminali; da loro ho appreso che i pazienti consapevoli del loro imminente decesso hanno tutti gli stessi rimpianti e, come vedremo, si tratta di una serie di cose che avrebbero voluto fare, legate ad un buon utilizzo del tempo, ai legami d'amore con gli altri e alla ricerca della felicità. La felicità, infatti, è una scelta che si compie ogni giorno, decidendo di usare bene il proprio tempo, perché prima o poi moriremo, sia che siamo stati operai di fabbrica o presidenti del consiglio, ma ciò che farà la differenza, sarà come abbiamo vissuto.


La vita che gli altri si aspettano


Uno dei rimpianti più comuni è certamente quello di non aver realizzato i propri sogni. In verità il rimpianto non nasce dal non essere riusciti nei propri intenti, ma di non aver nemmeno tentato! Tentare e fallire produce certamente uno stato di frustrazione, ma non lascia rimpianti, perché quando ce la si mette tutta o ci si mette in gioco, anche se si fallisce si ha comunque la consapevolezza di aver avuto il coraggio di provare. Il rimpianto è qualcosa di molto differente, si verifica quando ci accorgiamo che è troppo tardi e non abbiamo nemmeno fatto un tentativo.

Questa situazione si verifica perché, invece di rincorrere le nostre aspirazioni, cerchiamo di vivere la vita che i nostri genitori o il nostro compagno si aspettano da noi. Vite fatte con lo stampino, dove c'è solo lavoro, impegni e preoccupazioni, e non vi è spazio per mettersi in gioco, rompere le regole e tentare di fare ciò che veramente ci renderebbe felici.

Tra le cose da fare prima di morire dobbiamo per forza includere la realizzazione di alcuni dei sogni che abbiamo nel cassetto; non importa se falliremo, quello che conta è arrivare alla fine dei nostri giorni consapevoli di esserci messi in gioco e aver tentato qualcosa di concreto per noi, per vivere la vita che abbiamo sempre desiderato.

Maledetto lavoro


Ok, qui cadiamo sempre sullo stesso tema, ma abbiate pazienza, è ciò di cui preferisco parlare in assoluto e credo che non spenderò mai abbastanza parole per sottolineare come una vita fatta di solo lavoro (la vita di tutti) produca solamente rimpianti. Tutte le persone che si scoprono essere senza speranza, ovvero destinate a morire in un periodo breve, affermano di aver sbagliato a dedicare tutta la loro vita al lavoro.

Cerchiamo di scremare tutto il superfluo, semplifichiamo fino all'osso il nostro modo di vivere, così da avere bisogno di poco e quindi di lavorare solo alcune ore al giorno. Non possiamo prevedere ciò che accadrà tra 5 anni, due settimane o domani stesso, ma possiamo decidere cosa fare adesso per non avere alcun rimpianto.

Dunque pare che io non sia completamente pazzo ad andare in giro a predicare che tra le cose da fare prima di morire, smettere di lavorare occupi i primissimi posti della classifica. Se domani inizierò a sentirmi male e mi diagnosticheranno un male incurabile, certamente non avrò questo rimpianto ;)



Aprirsi agli altri


C'è una sensazione che ci accompagna per tutta la vita, ed è quella di una continua repressione dei nostri veri sentimenti, come se avanzassimo con il freno a mano tirato e non avessimo mai il coraggio di esprimerci in maniera sincera e totalmente aperta. Lo facciamo prevalentemente per mantenere la pace con gli altri e perché abbiamo paura di esporci, essere giudicati, ma anche incorrere in delusioni d'amore.

Secondo alcuni studi sembra addirittura che vivere nella continua repressione dei nostri sentimenti sia la causa di alcuni specifici disturbi psicologici. Non sto parlando di vere e proprie malattie, ma di alterazioni nella personalità che ci costringono a vivere in modo mediocre, a non creare nuovi legami ed aprirci a nuove strade ed esperienze.

Consapevoli che non possiamo prevedere o governare le reazioni degli altri, dobbiamo imparare ad esprimerci con maggiore decisione e, allo stesso tempo, eliminare quelli che sono i rapporti poco sani con persone con cui non ci troviamo a nostro agio o non ci sentiamo sulla stessa lunghezza d'onda. Lasciamoci andare più spesso, mettiamo a nudo la nostra persona, creeremo legami profondi, rapporti solidi e ci sentiremo più leggeri, liberi da quella corazza che ci siamo costruiti attorno.



Gli amici dimenticati


Quando si sta morendo ci si sente soli e ci si rende conto che il tempo passa molto lentamente, che le giornate sono lunghe se non si ha o non si può fare nulla. Tutti sono così impegnati che è impossibile trovare compagnia e anche quando s'incontra qualcuno, il tempo a sua disposizione è spesso molto limitato.

S'incomincia allora a riflettere su come si ha trascorso la propria vita, sul fatto che negli anni abbiamo perso contatto con gli amici e le persone care, sepolte sotto la montagna di cose che quotidianamente “dovevamo” fare, prima dimenticate e poi classificate meno importanti anche degli impegni più banali e superflui. Questo processo è comune a tutti coloro che hanno uno stile di vita frenetico, ma prima che sia troppo tardi, tra le cose da fare prima di morire, inseriamo anche una bella rinfrescata ai legami con i nostri amici. Non serve molto, basta una telefonata per chiedere come stanno, un “Hey, come va, è molto che non ci sentiamo e volevo sapere se va tutto bene”, ci sentiremo subito meglio e contribuiremo ad avviare nuovamente l'arrugginita macchina dei legami.

Ricordiamoci che un amico può venire a mancare da un momento all'altro, non è un pensiero negativo, è la vita ad essere fatta in questo modo, e che lo vogliamo o meno questo accade ogni giorno. Quando accadrà, perché accadrà, cosa proveremo nel constatare che lo abbiamo perso per sempre e non avremo più l'opportunità di passeggiare e chiacchierare insieme? Pensiamoci ora, prima che sia tardi.

Before I die

Spezzo per un secondo questa catena di riflessioni e pensieri non proprio felicissimi, per parlare brevemente di un'interessante idea che possiamo "adottare" per sensibilizzare le persone che ci circondano a questi temi.

"Before I die" è un'iniziativa artistica globale nata per aiutare le persone a riflettere su cosa conta veramente nella vita. Si tratta di utilizzare appositi spazi pubblici dove le persone possono scrivere le proprie aspirazioni e i propri intenti. L'idea di Candy Chang si è diffusa in tutto il mondo ed oggi esiste un sito web dove, a questo indirizzo viene spiegato come realizzare tali spazi e contribuire alla sensibilizzazione globale.

frasi su cosa fare prima del decesso
Un esempio di una lavagna dove le persone scrivono cosa vogliono fare prima di morire



Come se morissimo domani


Facciamo ora insieme un piccolo esperimento, e immaginiamo cosa accadrebbe se avessimo a disposizione solo 7 giorni vita, oltre i quali perderemo tutto ciò che abbiamo e saluteremo definitivamente questo mondo. Noi spariremo e perderemo completamente il controllo su ciò che abbiamo costruito. Forse la nostra casa verrà venduta o affittata, uno sconosciuto dormirà nel nostro letto e si laverà i denti nel nostro lavandino, chissà i nostri figli cosa faranno, magari nostra moglie o nostro marito troveranno un nuovo compagno, al lavoro verremo sostituiti e il Mondo andrà avanti noncurante della nostra scomparsa.

Consapevoli di tutto questo, aspetti sui quali non riflettiamo mai, come sceglieremmo di giocarci gli ultimi giorni a nostra disposizione? Gli oggetti che possediamo, l'automobile o i soldi accumulati perderebbero subito d'importanza, quello che inizierebbe a tormentarci sarebbe il pensiero di una vita sprecata, pertanto sentiremmo l'impellente bisogno di recuperare il tempo perduto, stando con le persone che amiamo e probabilmente dicendo loro, con tutte le nostre forze, di non imitarci, di fare di tutto per essere felici.

La notizia è che domani potremmo veramente morire. Non passa giorno che le cronache non parlino di una qualche disgrazia o tragico decesso inatteso; queste cose non capitano sempre agli altri, potremmo essere i noi i prossimi! Capisco che siamo pensieri estremamente negativi, ma è la realtà dei fatti e, se affrontata apertamente, ci fa comprendere che ogni settimana può essere "la settimana del malato terminale".

E così, se abbiamo digerito questa serie di concetti, incominciamo subito a vivere una vita piena e sforziamoci di far comprendere, alle persone che amiamo, l'importanza di essere felici adesso, di non reprimere i loro sentimenti, di coltivare affetti e amicizie e di dare poco importanza al lavoro e agli inutili oggetti. Gli permetteremo di non commettere il più grosso sbaglio che si possa compiere.

Accadrà, domani, tra un anno o tra ottant'anni, ma accadrà, e quando sbatteremo la fronte contro la dura realtà, sarà troppo tardi. Ma lo sarà solo se decideremo di ignorare quanto appreso durante questo ragionamento, al contrario forse avremo una possibilità di dare un senso alla nostra grigia esistenza, e morire senza rimpianti.

Ci lasciamo con questo video, assolutamente da vedere per trovare la forza di iniziare oggi a fare ciò che veramente amiamo prima di morire:

17 commenti:

  1. Mi permetto di consigliare a tutti quello che chiamo "il metodo Steve Jobs". Da quando lo uso non ha ancora mai sbagliato. La mattina nello specchio ti fai la seguente domanda: "Se domani morissi, farei oggi quello che mi sto apprestando a fare?". Se la risposta è "NO" per troppi giorni, devi cambiare qualcosa. Ciao!

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    1. si licenziarmi insieme a mia moglie e scappare a new york con il bimbo e girare il mondo..
      a chi non piacerebbe? ma in un mondo governato dai soldi questo è impossibile... purtroppo

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    2. Appunto perchè il mondo è govarnato dai soldi bisogna imparare a non esserne schiavi. Io questo l'ho capito 3 anni fa e da allora è diventato il mio obiettivo a breve termine. Il resto sarà solo una conseguenza.
      Come iniziare? Ci sono infiniti modi, non so se è un caso ma hai risposto ad un sito di investimenti finanziari :-)

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    3. Signori, i metodi ci sono. Ma per farlo, come suggerisce Francesco che saluto, bisogna avere la mentalità giusta e smetterla negli sprechi. Molte cose che si ritengono essenziali in realtà sono solo uno spreco di soldi, e quindi di tempo(i soldi sono ciò che barattiamo con il nostro tempo, questo dovrebbe far riflettere tutti). In giro vedo tanta gente che se non comprasse il cellulare di 200€ si sentirebbe emarginata, tali persone sono semplicemente schiave del materialismo. Saluto Francesco, che da anni trasmette un messaggio bellissimo che molti hanno colto. Io ho solo 20 anni, ma queste cose le sostengo praticamente da quando sono nato.

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    4. Va bene, ma...avete pensato alle bollette da pagare? Alle spese extra del condominio? all'affitto? alle spese sanitarie che possono essere cospicue? Che bisogna anche vestirsi,nutrirsi, proteggersi dal freddo, avere un'immagine curata lavorando e vivendo a contatto col prossimo e che,forse, il proprio stipendio non è sufficiente neanche per far fronte al necessario o per una vita decente? E poi: quello che è considerato superfluo per alcuni, è invece encessario per altri per sentirsi più a proprio agio nel mondo. Anche a me piacerebe smettere di lavorare e andare a vivere alle Canarie, peccato che non ho né i mezzi economici, né le condizioni di salute, per poter affrontare da sola questo cambiamento. Smettiamo di generalizzare. Le cose non sono sempre come le vuoi vedere tu Francesco. Noi siamo padroni del nostro destino? Non sono d'accordo. Se lo pensi perché hai fatto determinate scelte "di rottura", forse é perché era tuo "destino" prendere strade diverse. Anch'io ho fatto delle scelte di rottura, più volte nella mia vita, ma non ha cambiato il mio "destino"! anzi, sì, in peggio, perché ho perso 10 anni di contributi e dovrò crepare lavorando. Per consolarmi posso dire a me stessa che ho fatto scelte coraggiose e di cui sono orgogliosa. Ma non per questo sono più felice. Sicuramente non pubblicherai questa mia, ma... pazienza.

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  2. CONTINUIAMO A FARCI INCIULARE DAI SOLITI POLTICI E SISTEMA DA 20 ANNI E CHE CONTINUERANNO ANCORA X ANNI E ANNI? e allora direte dove è il paradiso?non esiste in terra è ovvio-ma dopo molti viaggi x sondare la fuga in asia.caribe-canarie ecc.il piccolo paradiso che cercavo era molto piu vicino e quale?L'ANDALUSIA un mix di tutto un compromesso di tutto un incrocio di tutto-un analisi fatta tra clima-natura-costi-salute-commercio-investimenti-qualità di vita

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  3. Ciao Francesco,volevo farti una domanda: pochi anni fa ho aperto una pensione integrativa/polizza sulla vita alle Poste, nella quale verso ogni mese 50€. Ho 29 anni,non sono sposata, e lavoro 8/9 mesi l'anno. Secondo te ho fatto bene o ho fatto una cavolata? Grazie mille

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  4. Una delle classiche domande che ci vengono poste è:"Se sapessi di morire tra un mese, che desideri esaudiresti?" E via con le cose più incredibili! Ma quando scopri che tuo padre ha un tumore, dopo poco tempo non riesce nemmeno più a sollevare un cucchiaio e dopo 5 mesi muore ti dici:"Queste son tutte cavolate!" Ora il mio motto è "Agisci come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai". Quindi: MAI andare a dormire senza aver chiarito un litigio con una persona a te cara, MAI fare cose che non ti piace fare! Pensa a come poter viaggiare in America, a come avere la casetta in campagna!
    Certo...esaudire tutti i miei desideri richiede qualche soldino ma è proprio per questo che sto risparmiando quasi all'osso!!!E quando certi miei "amici" mi domandano:" Ma come?!?Perchè non esci a cena?Già la vita è una emme, se risparmio anche su questo ci possiamo pure sparare!" io rispondo:"È proprio su questo che si deve risparmiare...così si possono realizzare i nostri sogni!!!"
    Ciao!
    Francesca

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  5. non che mi sbatta più che tanto nella vita colla gran palta del lavoro ma comunque nella mia anima c'è tanta di quella lacerazione che ingombra tutto lo spazio disponibile. piuttosto che riempire la stanza forse sarebbe il caso di sbattere via tutto. ma anche così...ahhhhh, quanta prostarzione!

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  6. Ciao,

    mi sembra molto simile al libro "Vorrei Averlo Fatto" di Bronnie Ware un'infermiera che racconta la sua esperienza con i malati terminali, che già conoscevo.
    Molto utile per riflettere.

    Un saluto

    Tony


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  7. Felice di averti scoperto ! Devo ringraziare anche te se adesso sono riuscito a sistemare un nuovo progetto di vita, e di lavoro, che mi da la forza di ripartire ! Ho scoperto che se ricevi, devi anche dare, così si innesca un circolo virtuoso. Perciò visto che io ho ricevuto da te, vorrei farti partecipe del mio progetto. Poi successivamente dare la possibilità ad altri di poter sviluppare le loro idee. Se sei d'accordo ti mando una mail dall'account andreaproietticorvo

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  8. Non mi trovo daccordo sul concetto che la vita te la godi se non lavori,non lo comprendo proprio! Io sono contento se lavoro,per diamine! Altro che balle! Il lavoro mobilita,ti da un senso alla vita;a me sto concetto da figli dei fiori:godiamoci la vita senza lavorare,ma dove??? Ma mi spiegate tutti voi che caxxo fareste a casa tutto il giorno?? Mica la vita può essere un divertimento perenne,su via! E poi cosa vuol dire che un domani si può morire?? ma va non lo sapevo!! e allora??! Ma lo sapete che le statistiche dicono che le persone in pensione da poco tempo sono le più depresse,quindi a rischio di salute??! no vero!! Ciò vuol dire che un lavoro,professione che sia ti da un senso alla vita! e adesso voglio proprio vedere cos mi rispondete figli dei fiori!

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    1. Ma forse non hai capito bene il discorso di tutto il blog dell'amico Francesco. A nessuno piace grattarsi la pancia tutto il giorno ma anzi, lavorare attivamente per una vita piena, felice e appagante liberi dalla schiavitù del mondo del lavoro attuale fondato solo sul principio del profitto a tutti i costi. Il lavoro nobilita l'uomo è vero, ma il mio lavoro fatto di passione non di sveglia e caffè alla fantozzi. Alessandro

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  9. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...belle idee e belle parole, ma la realtà è tutt'altra cosa!!!
    Loris

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    1. Per lui è stata una scelta, che tra l'altro condivido, ma per molti non è una scelta, semplicemente "gli capita addosso", e non c'è da stupirsi vista l'attuale crisi economica mondiale. A quel punto hai due scelte: sopravvivere x lavorare o sopravvivere x Vivere. Quindi non c'è tanto mare di mezzo. La realtà? e davvero tutta un'altra cosa... Hanno instillato nell'uomo la fandonia della produttività spinta, che azzera le reali capacità spirituali e morali dell'uomo. E questo vale anche quando lo fai per passione. Primo perchè il lavoro non è un fine ma il mezzo per vivere dignitosamente. Qualsiasi passione non deve prevalere sullo spirito, altrimenti se ne diventa schiavi comunque, e quello che ti fa perdere affetti, amore da e per la famiglia, presenza reale nell'accompagnare i figli durante la crescita. Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ;-)

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  10. Wow, un articolo da leggere assolutamente...Condivido subito sulla mia pagina...

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