Come il Downshifting può Salvarci dalla Crisi

downshifting
scalare marcia e vivere lentamente
Che il sistema abbia fallito ormai è un dato di fatto, i concetti di crescita, lavoro e consumo hanno portato mezzo mondo alla rovina, non servono giri di parole per dimostrare il contrario, basta guardarsi attorno. Le condizioni in cui ora stiamo vivendo sono il nuovo standard a cui dobbiamo abituarci, la povertà indotta!

Questa forma di povertà però è molto diversa dall'idea di "povero" che sta nella nostra testa, ed è proprio questo il motivo per cui non ci risolleveremo facilmente da questa condizione, se non praticando il downshifting che, al contrario di quello che si pensa, oggi riguarda soprattutto i nuovi poveri.

Cosa sarebbe?


Prima di approfondire le balle che ci vengono quotidianamente raccontate sulla situazione dell'Italia, vorrei spiegare velocemente cos'è il downshifting. Questo termine, molto di moda qualche anno fa, ha svariati significati, perché il concetto di vita semplice non è universale, ma dipende da chi lo applica. Possiamo però semplificare dicendo che fare downshifting significa sostanzialmente rinunciare volontariamente ai soldi e al consumismo in funzione di un'esistenza più lenta e gratificante, lavorando poco e usando il tempo per noi stessi.

Come, questo stile di vita, che ho scelto di applicare da ormai diversi anni, ci salverà dallo stato di povertà in cui versiamo versiamo, è oggetto dei prossimi capitoli, ma il discorso richiede di essere affrontato in modo ampio, pertanto iniziamo con l'aprire gli occhi su quello che sta realmente accadendo nel nostro Paese.

Ridefinire il concetto di povertà


Tralasciando i casi estremi, ovvero chi nella crisi ha perso tutto, la stragrande maggioranza dei nuovi poveri versa sì in condizioni difficili, ma non disperate. L'intero carrozzone della crisi viene quotidianamente montato e cavalcato dai media, i quali rendono il problema molto più allarmante di quello che realmente sia. Con questo non voglio dire che la crisi non esiste, ma semplicemente che a livello mediatico vengono enfatizzati i casi estremi e le situazioni più drammatiche, e questo bombardamento ci fa credere che fuori da casa nostra ci sia la gente che gira in stracci per le strade, quando invece i locali e gli alberghi sono ancora pieni.

Quando in Trentino è stata uccisa l'orsa Daniza, sembrava che il mondo degli animalisti si fosse tutto riversato in quelle terre, con proteste sfociate anche in situazioni pericolose. Sui giornali e in TV si parlava di duri scontri e movimenti per boicottare la regione. Oggi leggo sul Sito Ufficiale che solamente in data 7 dicembre i Mercatini di Natale hanno registrato "100 mila visitatori, 200 pullman e 1.500 camper", in un solo giorno! L'eco mediatico delle proteste animaliste aveva fatto addirittura temere risvolti sul turismo invernale e invece guardare qui, un mare di persone provenienti da tutta Italia, un vero e proprio record di consumismo, altro che boicottare!

consumismo


Questa vicenda spiega due importanti concetti: Il primo è che la percezione di quello che passa attraverso i media è alterata, crisi compresa, la seconda è che la povertà in cui viviamo è molto differente dal suo significato originale. Se uniamo queste due informazioni ne esce un quadro perfetto dell'epoca che stiamo attraversando:

Abbiamo tutti meno soldi, ma continuiamo a spenderli nel superfluo perché pensiamo di non essere noi "quei" poveri di cui parla la TV. Noi qualche soldo che gira lo abbiamo, la TV parla di poveracci che si suicidano, noi a confronto stiamo bene, e quindi continuiamo a consumare come prima!

Invece non è così così! Quei poveri siamo noi, i poverissimi di cui l'Italia sarebbe piena sono solo una eco mediatica, ci sono, per carità, ma sono molto pochi e ci sono sempre stati! La maggior parte delle persone è sì più povera di prima, e magari se ne rende anche conto, ma pensa di essere più ricca della media, più ricca di quell'inesistente orda di poverissimi di cui parlano i media, per questo continua a spendere in modo dissennato. 

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Questa situazione cosa comporta?


Pensare di stare bene quando invece si è stati decurtati di buona parte del proprio denaro e dei propri diritti è la nuova forma di schiavitù creatasi all'interno della società. Se prima lo schiavismo quotidiano derivava principalmente dal lavoro e dall'illusione di benessere che ne consegue, oggi a questo inganno si aggiunge l'errata percezione della propria condizione economica rispetto al resto della popolazione.

D'altronde quale migliore tecnica per piegare tutti al proprio volere e alle proprie decisioni, se non privarli del denaro e dei diritti, senza che questi nemmeno se ne accorgano?

Ecco ciò che sta succedendo: i nuovi poveri non pensano nemmeno di essere poveri, continuano ad uscire a cena, frequentare la parrucchiera una volta al mese e comprare smartphone da centinaia di euro, a fine mese arrivano con meno denaro in tasca, ma l'illusione di benessere che da il poter ancora comportarsi da consumisti, non permette di percepire lo stato di povertà in cui versano. Continuano a spendere come prima, e questo li rende ancora più poveri e schiavi, totalmente legati al sistema e impossibilitati ad emanciparsi.

Tutto questo è stato realizzato applicando una tecnica ben precisa, che è quella di farci sembrare più ricchi nell'immediato, ma sottraendoci soldi in modo invisibile, cioè dilazionato nel tempo. Se mi togli 100 euro adesso me ne accorgo, ma se mi rubi 50 centesimi per 200 giorni non gli darò peso. Gli 80 di Renzi servono esattamente a questo, a fare in modo che le persone non cambino le proprie abitudini e continuino a consumare: tutti si sentono un po' più ricchi perché la busta paga è più gonfia, quindi spendono, ma sotto il sedere gli vengono tassate le rendite finanziarie, i fondi pensione (che sono passati dall'11,5 al 20%), l'iva sui pellet (aumentata dal 10 al 22%) e chissà cos'altro quest'anno.

Non vogliono che cambiamo abitudini perché sanno bene che, se ci sentiamo poveri, iniziamo a non spendere, a fare downshifting, e questo stravolgerebbe completamente il modello economico che predilige i ricchi, che li ingrassa e li favorisce.

Tuttavia non su tutto riescono ad avere il controllo e ci sono segnali che dimostrano come la situazione girerebbe a nostro favore se solo le persone si rendessero conto di essere povere: è il caso del costo del carburante, e ora ve lo dimostro. 

Il potere di far abbassare i prezzi


Se solo ci rendessimo conto di essere i nuovi poveri e del potere che deriva da questa condizione, avremmo per le mani uno strumento per cambiare tutto e trasformare la società in cui viviamo. Sono anni che predico di andare piano con l'automobile, perché questa abitudine fa risparmiare il 30% di carburante, e questa sarebbe una forma di protesta più forte dello scendere in piazza a marciare tutti in fila e con il tablet nella borsa.

Forse avrete notato che ultimamente il prezzo del carburante è sceso drasticamente; questo è accaduto perché il sistema in cui viviamo, per via della carenza di denaro, ha rallentato, quindi è diminuita la domanda di petrolio. Siccome la produzione non è stata ridotta, perché Arabia Saudita, Messico, Russia e Venezuela non sono riusciti ad arrivare ad un accordo, il prezzo del petrolio è sceso, e con esso ovviamente quello del carburante. Ed è sceso in maniera piuttosto significativa, tanto che su un pieno risparmio circa 10 euro, come dimostrano questi due scontrini che ho appositamente conservato, e che riguardano la stessa quantità di carburante, acquistata presso il medesimo distributore ad un mese di distanza!

vita meno cara


E' facile quindi comprendere che nel momento in cui si consuma meno, cioè si fa diminuire la domanda, il prezzo delle cose scende. Ecco perché ci vogliono fare sentire più ricchi di quello che siamo, perché se smettessimo di consumare tutto costerebbe meno, noi avremmo realmente più soldi e quindi maggiori possibilità di emanciparci. Se praticassimo il downshifting gli romperemmo le uova nel paniere, perché la "semplicità volontaria" porta con se questa incredibile forza.

Il potere del downshifting


Le proteste, le manifestazioni e le rivoluzioni hanno smesso di essere efficaci nel momento in cui sono stati diffusi in modo massivo i mezzi di comunicazione, capaci di plasmare le persone e indurle a credere cose che non sono vere, quindi controllandole. Se da un lato scendere in piazza non serve più a niente, dall'altro il fatto che il mondo sia completamente governato dal denaro, ci da il potere di cambiare tutto, addirittura riscrivere le regole.

Se oggi, leggendo questo articolo, decidessimo (per esempio) di andare più piano in automobile, contribuiremmo a far scendere il consumo di carburante, quindi ad abbassarne il prezzo. Questo blog viene letto da circa mezzo milione di persone ogni mese, se ognuno di noi spiegasse a due amici che andando un po' più piano in automobile pagherebbero meno il carburante, e questi lo dicessero ad altri due amici, in un mese avremmo tre milioni e mezzo di automobili che consumano meno, con una netta ripercussione sul costo del carburante. Non mi pare una cosa difficile, facciamolo, non costa niente! :)

E pensate a cosa accadrebbe se si diffondesse in maniera esponenziale (la formula è X+X^2) l'idea di comprare solo l'indispensabile e rinunciare a tutto il superfluo! Potremmo cambiare completamente l'economia del nostro Paese, essere il primo Stato al mondo a sperimentare un "downshifting collettivo" programmato, saremmo il primo popolo che riesce ad emanciparsi dal consumismo e a dettare le regole. Si tratterebbe di una vera democrazia, impossibile da manovrare. 

Conclusioni


Il sistema in cui viviamo non funziona, non ci porterà da nessuna parte e ci costringerà ad essere sempre schiavi. Intanto, chi detiene i soldi e il potere ci manovra come burattini e ci fa pensare quello che vuole. Non siamo liberi, crediamo di poter decidere, di avere pensieri nostri e di sapere come stanno le cose, ma la verità è che non siamo più nemmeno capaci di distinguere ciò che è vero da ciò che ci viene costruito davanti agli occhi per tenerci buoni, produttivi e impauriti. Tutto è falso, ma abbiamo un'arma potentissima che può cambiare il mondo, questo mezzo si chiama downshifting, cioè adottare uno stile di vita sobrio, spendendo poco e prediligendo le cose semplici. In questo modo possiamo cambiare l'economia e costringere chi pensa di poterci tenere al guinzaglio a modificare le regole.

Non credete a chi dice che non possiamo prescindere dal PIL, è una cavolata! Se taglio la legna nel bosco e non consumo metano, se coltivo l'orto e non compro al supermercato, se vado piano in automobile e spendo meno in carburante, sto contribuendo ad abbassare il PIL perché non faccio "girare l'economia", eppure io sto meglio, ho più soldi perché spendo meno, imparo cose nuove e non sono schiavo degli aumenti dei prezzi. Allora cos'è il PIL? E' la misura di quanto siamo schiavi! Questo è il PIL, e non lo vogliamo.

Facciamo downshifting, sposiamo la vita semplice, i valori di base, saremo più felici, più liberi e tutto dovrà essere ridimensionato in funzione della gente, non dei potenti! Facciamolo, da oggi!

In questo video, che dura una mezz'oretta, ci sono alcuni esempio (abbastanza estremi) di decrescita, persone che hanno scelto di vivere in modo differente, dai quali possiamo prendere spunto per cambiare anche solo piccoli aspetti della nostra vita.


Videoarticolo sul downshifting



50 commenti:

  1. Ciao Francesco,
    Si dice che tra dire e fare c´e´ di mezzo il mare.
    Io ti stimo e ti seguo anche e anche se c´e´ l' oceano ci metteró tutta la forza che ho per affrontare questo indiscusso viaggio da intraprendere verso il downshifting.
    ...e tutto
    Grazie!
    Marco

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  2. Io sono per l'auto annullamento della specie

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    1. Risposta, la mia, sicuramente banale ma allora perché non cominci da te stesso ? Credo che faresti una cosa molto intelligente..... Sarcasmo a parte, mi rammarica davvero leggere questo tuo commento visto che ignori che in diverse parti del mondo ci sono delle vere Persone, degne di massimo rispetto e che riescono a vivere una vera vita e degna di essere vissuta. Parlo di tutti quei popoli tribali che l'occidentale medio denigra e descrive come "primitivi", ma queste persone sono forse le uniche che hanno capito come davvero si dovrebbe vivere: secondo natura... Purtroppo l'uomo occidentale non accetta che ci sia qualcosa più grande di lui che lo condiziona (lasciamo perdere dio che fino a prova contraria è un concetto astratto) ed è appunto la natura... L'occidentale non lo sopporta perchè vorrebbe essere l'unico a decidere cosa è giusto o sbagliato e decidere così il proprio destino, peccato che essendo solo un animale evoluto e non un dio, sta letteralmente distruggendo il pianeta.... Io mi auguro solo che la massa in quanto tale si svegli prima della fine...

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    2. Nonè difficile annullare la specie. Non si tratta di suicidarsi. Basta non fare figli. E' pure la migliore forma di downshift, nessuno infatti può ridurre i consumi come una persona che non esiste!

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  3. secondo me il discorso è troppo complesso per dire cosa è giusto o sbagliato! il denaro è il vero male?? non sono daccordo! il vero problema è che la ricchezza dovrebbe essere distribuita in modo quasi equo,e ci vorrebbe uno stato che funzionasse per davvero,invece dello stato fantoccio che ci governa,che più che vendersi alle multinazinali sparse nel mondo non fa,ci sono troppo giochi di potere,è forse questo il vero problema,sia per l'Italia,per l'Europa! ma tornando al tema dell'articolo,non sono daccordo pienamente sul concetto:vivi con poco=vivere meglio,voglio dire come si fa a stare senza auto,rinunciare a farsi un viaggetto,e per fare questo ci vuole un lavoro e guadagnare almeno 1000 euro! quindi???? spiegami un po' Francesco come caxxo si fa a vivere con pochi soldi?????? il sistema è marcio,dici tu?! dipende ,rispondo io! il vero problema casomai è da ricercare sui poteri forti,come lobby,capitalisti,speculazione finanziaria,ect..ect...tuttavia non sarò mai daccordo sul concetto di vivere con poco,mi dispiace! mi sa di comunismo!

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    1. Credo che non hai capito bene il tema dell'articolo, nessuno ti dice di andare a vivere in mezzo alla foresta vivendo di sole patate ma di rivalutare il tuo stile di vita eliminando il superfluo. Io non rinuncerei per niente al mondo ad un viaggio e ad un buon bicchiere di vino perchè per me sono essenziali per vivere bene, ma risparmio in cose superflue (intendiamoci per me lo sono) come vestiti alla moda e telefonini. Smettere di Lavorare non è l'inno alla decivilizzazione ma alla comprensione di cosa abbiamo veramente bisogno per essere felici. Se tu per felicità intendi sgasare per consumare più benzina, allora sgasa se questo ti rende felice. Dare la colpa alle lobby per le proprie tragedie personali serve a ben poco amio avviso.

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    2. invece ho capito benissimo nicoletti!!! leggi bene il mio post,infatti dico che non concordo in parte con l'articolo,ma la tematica è talmente complessa che ribadisco,non si può capire dove sta la verità,forse sta di mezzo,come dice qualche utente del blog!

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    3. La verità e le soluzioni in questo universo sono semplicissime, ma ci hanno abituato a pensare che ciò che è semplice deve essere per forza "incompleto". La complessità serve per costruire un razzo, non per capire cosa vuoi fare nella tua vita. Per quello, la difficoltà sta tutta nell'accettarlo.

      Saluti
      Ivano

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    4. Sono d'accordo Ivo! Occam diceva: « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire »
      e nella vita questo concetto si ripresenta sempre, solo che spesso siamo noi a non volerlo adottare, perchè certe soluzioni ci stanno scomode o richiedono uno sforzo che non vogliamo fare.

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    5. X anonimo: il tuo è la classica utopia comunista (non è un'accezione negativa, sia chiaro) e purtroppo si è dimostrata, e la storia insegna, fallimentare. Sarebbe tutto perfetto se non si tenesse conto dell'avidità dell'essere umano evoluto che in quanto tale si comporta come i bambini viziati, riempiendosi la pancia anche dopo sazi... Il denaro è nato come strumento per facilitare gli scambi tra beni e/o servizi di diversa natura ed è alla fine diventato come suo destino, uno scopo. E' lapalissiano che uno strumento che ti permette di accumulare dei "crediti" riconosciuti dalla comunità prima o poi divenga leva di potere e chi più ne ha più potere (fittizio) assume. Rispondendo quindi ad Alessandro, dico questo: personalmente io tornerei a vivere nella foresta, magari non durerei tanto ma di certo sarei più coerente con me stesso e più in pace con il mio spirito e la mia filosofia di vita. Certo è che pure questa situazione è ormai da considerare un'utopia ma se ci pensate bene, l'essere umano in quanto tale è vissuto centinaia di migliaia di anni allo stato "naturale", subendo chiaramente delle evoluzioni ma così lente ed impercettibili che non hanno alterato l'equilibrio dello status quo naturale.... Questa rapida evoluzione del progresso tecnologico però ha portato oltre ad un impoverimento e relativa perdita di identità individuale anche ad una alterazione di tutti gli equilibri che sono esistiti da centinaia di migliaia di anni prima della cosiddetta "civiltà".... Vorrei concludere citando un capo indiano d'america (Shenandoah) " Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra,
      dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono
      meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di
      tutte le creature che vivono sulla terra. Noi siamo in grado di prenderci cura di loro "

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  4. Certo, è sempre colpa di qualcuno o qualcos'altro... mai di noi stessi, vero?

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    1. Sono profondamente convinto che sia colpa delle persone, di noi stessi come giustamente dici, il punto è che le persone sono vittime di un sistema che non le fa ragionare su queste cose, quindi non si pongono nemmeno il problema, sono distratte da altro e la società non gli lascia le forze e il tempo di cambiare. Solo prendendo coscenza di tutto questo si incomincia a pensare, e da lì tutto inizia, si smette di essere la causa e si inizia ad essere la soluzione.

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    2. Bravo! Ma allora, perché ci sono quelli come me e te e pochi altri, e poi c'è il gregge infinito degli schiavi privi di pensiero autonomo? Il tuo ottimismo nella percezione della natura umana (e italiana in particolare, aggiungrei) sconfina, temo, nell'utopia.

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  5. Ragazzi,quello che ci dimostrano questi dati sono la reale triste condizione in cui il mercato naviga e sarebbe applicabile a qualsiasi prodotto...meditiamo gente...meditiamo....

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  6. Giusto Francesco!!! Forse la crisi potrebbe non esistere..basterebbe ridistribuire automaticamente il lavoro e il tempo che gli si dedica battendo sull' art.1 della nostra costituzione "una repubblica fondata sul lavoro in cui il popolo anche se nei limiti è sovrano" = se io come popolo ho il dovere di lavorare..avrò anche il diritto ad avere un lavoro?
    Questi sono alcuni dati a dicembre 2013..il 2014 è più o meno simile:
    Su 60 milioni di residenti italiani, 16 sono pensionati e 19 minorenni.. i restanti 25 milioni dovrebbero essere i potenziali lavoratori, lavorano in 22 milioni..i disoccupati sono 3 milioni.
    Il lavoro di 22 non potrebbe essere ridistribuito a 25 milioni di persone?
    Lo stipendio medio è di 1300€..se lo arrotondo al ribasso a 1200 ( è il mio stipendio a 40 ore settimanali)..
    Calcolando in proporzione..guadagnerei 1056€, avrei un mese e 13 giorni di 'tempo libero non retribuito all'anno'...sarei poco più povero ma di sicuro Molto più Felice vivendo in un sistema più evoluto e GIUSTO!!!
    p.s. scusatemi..volevo condividere con tutti voi questo pensiero..quanto è irrealizzabile?
    Ciao Francesco, grazie degli innumerevoli spunti di riflessione che ci offri!!! Continua cosi!!!

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    1. Ti voglio fare davvero tanti tanti complimenti per il tuo altruismo, non è da tutti, anzi da molto pochi.

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    2. Per me viviamo in una società anticostituzionale, se fondata sul lavoro..il lavoro dovrebbe essere assicurato a tutti nella giusta misura ma non è così:
      1-Internet è un flusso libero e gratuito di informazioni che cambierà sempre più il lavoro, nel bene e nel male..ad es. un forno, un'agenzia di viaggi, un negozio di vestiti, un idraulico etc etc guadagnerà sempre meno..perché internet è più conveniente e ci permetterà di risparmiare..
      2-Se in Italia il lavoro diminuisce, al Sud la situazione è preoccupante.tante ma tante famiglie vivono con la pensione di un 60/70/80enne, tra 10/20 anni(spero di no), quanti ne morirannno?
      E poi, che succederà?
      Penso che come un genitore vuole lo stesso bene per tutti i suoi figli, così dovrebbe fare lo stato per tutti i 60 milioni di cittadini.
      Ripropongono la mia domanda:
      Una ridistribuzione di tempo e lavoro per tutti..quanto è irrealizzabile?
      E aggiungo a chi ne sa più di me:
      È davvero immodificabile l'art.1 della nostra costituzione? Con un referendum, o meglio ancora una petizione non si potrebbe far aggiungere sinteticamente questo concetto?

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  7. la cosa più difficile è quella di far capire a noi italiani - notoriamente i più snob d'europa - qual'è la reale situazione e non quella percepita che, come dici bene, viene formata dai media di regime...

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    1. Spegnere la TV, spegnere quella maledetta TV e uscire di casa!

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    2. scusa Francesco,potresti spiegarmi cosa c'entra la TV? forse mi sfugge qualcosa;ah forse ti riferivi a certi talk show,tg,programmi spazzatura!? dai qualche programma serio come quelli scientifici o qualche film d'autore sono ancora guardabili! un po' di ottimismo!!!

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    3. E' attraverso la TV che percepiamo in modo ingigantito la crisi e non ci rendiamo conto che siamo noi i veri poveri e che i casi umani estremi con cui bombardano non rappresentano l'Italia "media". Per questo dico che la TV va rimosso dalle case, è lo strumento di controllo sociale più potente che oggi esista!

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    4. Francesco, condivido in pieno la filosofia del downshifting e la applico seriamente da diversi anni, lavorando meno e consumando molto meno (ma non mi manca niente).
      Da oltre un anno ho abolito lo smartphone e la tv, secondo me sono degli "strumenti di l'ipnosi collettiva" Basta!

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  8. Continua così Francesco. Solo una cosa. Il video che hai postato mi sembra troppo estremista. Perché non postarne uno più umano che ci indichi cosa fare nella vita quotidiana? Parlo di soluzioni fattibili e graduali non di scelta estreme di difficile applicazione. Grazie e di nuovo complimenti

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    1. Eh che dirti, hai ragione, ma a me picciono molto le persone strane :D

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  9. è un bell' articolo, Francesco. L'argomento è quello giusto, è sociale, è etico ed è....."ostico". Si, non è un argomento facile, non è un argomento gradito. Basta vedere l'effetto " denaro" (percepito o posseduto, non crea una differenza così enorme, così abissale). Crisi, povertà, depressioni a vario titolo, perdite di lavoro e d'identità, sfasci di famiglie, di credenze e pilastri solidi, suicidi: eppure ci sono code e resse interminabili per accaparrarsi l'ultimo telefonino o gadget hi tech, la nuova macchina (fosse pure una microcar) in nome di false o non corrette del tutto teorie di “salute”, ci costringono a cambiare auto ogni 3 anni in nome dell’ambiente ed inquinamento……
    Il fatto è che amiamo sentirci principi e principesse, e noi italiani anche più di altri. E per questo siamo “educati” sin da bambini: lo zaino di marca, scarpe e vestiti griffati, occhialini firmati (più o meno secondo il proprio censo, ma dobbiamo tendere a questo) il cibo pubblicizzato il tv di solito è il migliore, e guai a contraddire (magari con le etichette in mano). Chi da più il giusto valore ai soldi, al peso che questi hanno nel baratto, nello scambio? La tua vita per un po’ di “luccichio”? dai ci siamo cascati tutti, e certo io non critico nessuno. Ne prendo solo atto, anche se la penso come te, ed avrei scritto gli stessi concetti con le tue stesse parole. Quanto vale la nostra vita? Quanto pesano i nostri sogni? Vale lo “scambio”? Il fatto è che il denaro (o una qualsiasi misura) è anche necessario (ed anche giusta), il fatto è che viene drenato da dighe insormontabili, non viene liberamente lasciato defluire, e quindi il risultato diventa iniquo ed ingiusto. L’unico valore che ci resta è, appunto, la nostra follia di libertà individuale. Questo per arrivare, solamente, ad una più umana e semplice……decrescita, senza per questo sopprimere le ambizioni dei propri sogni e desideri. Molte mamme cominciano a comprendere che un contadino od un umile artigiano (che però oggi ha un lavoro) non è peggio di un avvocato, commercialista, medico, ingegnere o architetto che magari è disoccupato. Insomma pare abbandonato lo “status del titolo” di una volta (forse).
    Un saluto
    Lino
    * ps: Ritorna sull’argomento

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  10. State postando riflessioni molto interessanti, mi piacerebbe avere il tempo di discuterne con tutti, davvero, ma in questi giorni si stanno accavallando mille cose e proprio non ce la faccio. Spero mi perdonerete, nei prossimi giorni cercherò di fare il massimo per rispondere ad ognuno perché mi interessa molto discutere su questa cosa!

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  11. Grazie Francesco, ti leggo sempre ma questi post su nuovi modelli di vita sono molto utili e credo che stimolino molto la riflessione....non c'è bisogno di essere così estremisti come la prof del video, ma cominciare a riflettere sui nostri consumi visto che in Italia consumiamo 3 impronte del pianeta e questo non può continuare...non è più sostenibile.....accrescere le relazioni e gli scambi, ridare una speranza ai giovani, ritrovare capacità perdute queste sono solo alcune delle cose da fare per iniziare....http://www.contiamoci.com/ qui ad es nuove pratiche verdi da mettere in pratica ,ognuno può essere portatore di una piccola grande idea da trasmettere agli altri...Io per es. ho smesso di comprare detersivi, saponi e prodotti di cosmesi e pulizia della casa imparando a farli da sola ( santa Internet!!), insegno a chi vuole imparare e penso di aver diminuito di molto l'inquinamento ambientale e risparmio anche un sacco...
    Buona decrescita a tutti, non è affatto comunismo ma recuperare bellezza e speranza, rapporti e condivisione, se vogliamo passare da consumatori senza alcun potere a protagonisti attivi di un mondo che volenti o nolenti cambierà, più saremo proniti ad accoglierlo e migliore sarà la nostra vita!
    Giulia (ho anch'io lasciato la ruota del topo del lavoro salariato, per poter godere di una vita piena di nuove opportunità e di crescita non solo materiale ma anche spirituale)

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    1. Hai ragione, non c'è bisogno di essere così estremi, però sono convinto che gli esempi estremi siano anche i più coraggiosi, anche si in effetti alcune cose fanno un po ridere... non c'è dubbio. Tuttavia sono convinto che chi ha il coraggio di vivere in modo completamente differente da tutti, andando contro ogni dogma, senza paura del giudizio degli altri, vada apprezzato. Grazie per le tue riflessioni e il link molto utile!

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  12. Se posso dare il mio contributo di vita reale, credo che rinunciare a parte dello stipendio , anche una buona parte, che ti permetta però di recuperare serenità e tempo, non abbia prezzo. Non si diventa affatto più poveri perché queste scelte coincidono quasi sempre con una presa di coscienza che stravolge tutta l'impostazione della propria vita e che implica sempre la rinuncia al superfluo , non al benessere, quest'ultimo anzi è proprio l'obiettivo del cambiamento. Intendo il vero benessere, quello che ti fa vivere in pace con il tutto perché non hai più bisogno di nulla e quello che ti è necessario lo hai in abbondanza. A me piace partire per il fine settimana o fare vacanze ma mentre prima andavo verso mete costose , ora vado in un paesino della Toscana e sono felicissima. Il punto è che a questo tipo di determinazioni si arriva di solito da adulti , abbondantemente dopo i 40 , prima di allora è quasi naturale desiderare molto e cercare di ottenerlo. Il mercato questo lo sa e fa molta leva sulle fragilità tipiche dei giovani o sui genitori che si sentono in dovere di dare " il meglio" ai propri figli. Accettare questi assunti come veri o almeno credibili comporta però , per chi la presa di coscienza l'ha sperimentata, il dovere direi di provare a diffonderne la fruibilità anche ad altri come fa molto lucidamente Francesco. Le rivoluzioni partono sempre da un manipolo di pochi ed eccezionali individui per poi diffondersi a tutti. Io sono convinta che possiamo fare la differenza, non domani ma in un prossimo futuro sì, inevitabilmente. Grazie per il tuo contributo Francesco e accetta anche da me il consiglio di una persona intervenuta prima,:posta video più vicini alla gente comune. Ciao

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    1. Grazie per il tuo racconto e i tuoi consigli, sono sempre ben accetti e mi aiutano a migliorare!

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  13. 44 anni quest'anno, 400.000 euro di miei risparmi, il mio obiettivo è staccare la spina del lavoro verso i 50 ... prenderei la pensione (vecchiaia) a quasi 70 anni ...

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    1. Non sono abbastanza per vivere di rendita, ma investenoli si, dovresti averne abbastanza, sopratutto se ti trasferisci dove vivere costa meno! Complimenti!

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    2. no infatti mancano 7 anni di lavoro/risparmio per aumentare il capitale, poi se e quando raggiungerò i 70 anni, integrerò con la pensione di 25 anni di contributi che, se pur bassa, percepirò (forse) ...

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    3. Con 80.000 ti compri una bella casetta in un centro storico dell'Umbria e con i 320.000 ci vivi per i prossimi vent'anni...

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  14. Un articolo che rappresenta perfettamente quello che penso, questa società malata ci ha reso tutti schiavi. che cambia tra noi e quelli jr costruivano le piramidi?

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    1. Felice di averti da questa parte della barricata :)

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  15. Questi video vengono proposti dai media non per discutere di decrescita ma per ridicolizzarla e quindi renderla innocua.
    Aprire il servizio con una signora anziana che dice di non usare il frigo e l'acqua calda e di fare ginnastica con le pentole al posto dei pesi è patetico; però è funzionale alla diffusione di un'idea superficiale e grottesca di decrescita.
    Condivido comunque l'articolo di Francesco nel suo insieme.
    Un piccolo appunto sul petrolio: il prezzo non è sceso per riduzione della domanda ma perchè gli Stati Uniti, per rendersi indipendenti dagli Arabi, hanno deciso di autoprodurre petrolio e gas attraverso processi pericolosi , costosi ed inquinantissimi (il cosiddetto fracking). A questo punto i Paesi Arabi hanno deciso di dimezzare il prezzo (tanto a loro l'estrazione con metodo tradizionale costa pochissimo) e mandare fuori mercato le nuove compagnie petrolifere americane, che infatti già cominciano a fallire. Il problema è che anche le banche sono terribilmente impelagate in prestiti miliardari alle compagnie U.S.A. quindi... nuovi salvataggi bancari in arrivo.
    Attilio

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    1. Grazie Attili, non avevo mai pensato visto le cose da questo punto di vista! A me sembrano cose così vere, certo alcune sono estreme, ma sta a noi prendere il meglio ed adattarlio alla nostra vita.

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  16. ciao, è da ieri che ti leggo e mi stai incuriosendo ariticolo dopo articolo, però non ho capito bene questa cosa della legna, perdonami ma come fai a raccoglierti la legna da solo, se il bosco non è tuo la stai "fregando" e soprattutto mica tutta la legna va bene per riscaldarsi, bisogna usare quella giusta e tagliarla, il che implica: tempo, conoscenze e strumenti, e nessuna di queste tre cose è "gratis". Ho cercato anche nelle faq ma questa cosa della legna non la capisco proprio.

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    1. Non è complicata eh :) l'avevo scritto in un articolo, cerca "legna" nel form in alto a destra, troverai un articolo che si intitola "Guida Pratica al Taglio, Trasporto e Conservazione della Legna". In due parole esistono antichi diritti feudali per i quali, per 10 euro, si ha diritto ad una porzione di legna da tagliare nel bosco, che solitamente produce dai 40 ai 60 quintali di ottimo faggio (dalle mie parti). I pini è vietato tagliarli.

      La taglio nel bosco, la porto a casa e la metto in cantina a seccare per 1 anno. Solitamente prendo due parti di legna, così ne ho a sufficienza per tutto l'inverno (più o meno 80 quintali). Sì, non è semplice tagliarla ed è anche pericoloso, ma tutto si può imparare!

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  17. Concordo con te quegli 80 euro sembrano quasi una presa per i fondelli! Possiamo dire che Renzi si è "comprato" i voti (che poi di voti veri e propri non possiamo parlare dato che non è stato eletto da noi). Ho cominciato a leggere diversi post del tuo blog è ammiro lo stile di vita che hai intrapreso vivendo delle tue passioni. Ma una curiosità: la casa alle canarie l'affiterai tutto l'anno (ovviamente se riesci a trovare da affitarla) oppure la userai anche come seconda casa per passare dei periodi di pura vacanza? Io penso che sarebbe un vero e proprio sogno fare dei periodi lontano da qui (e non parlo di quella settimanella di ferie che ci concederebbero al lavoro) e fuggire da tutti i problemi.

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  18. Ciao, ti seguo da tempo con stima e ho visto questo post in un forum di finanza... Fortuna per noi che molti di quelli che diridono stanno ora sfregando un grattaevinci fumando una sigaretta mentre guardano sky on demand grazie a Fastweb mentre la moglie sta cucinando col Bimby e la suocera passa il Folletto!
    Fatti 2 risate e per il resto... Tutto fa SEO !
    Luca (abbaluca@hotmail.com)

    http://www.finanzaonline.com/forum/banking-carte-di-credito-conti-deposito-e-correnti/1662298-ot-smettere-di-lavorare.html

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    1. Pensavo peggio, solitamente volano insulti, qui sono stati più che corretti :-)

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    2. Su quel sito ho letto delle discussioni sul vivere di rendita esilaranti...C'è gente che dice che 3 appartamenti e 2 milioni di euro non sono sufficienti per stare sereni..La cifra con cui si potrebbe stare sereni è 5.000.000 di euro ahah

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  19. Mah, non so se la gente lo fa per "sentirsi ricca". Compra perché vuole avere, perché ritiene che quelle cose lì gli spettino di diritto, a volte fa i passi più lunghi delle gambe per non farsi mancare le caXate e poi invece si lamenta che non ha soldi, che non ci sono i soldi, che "come si fa, adesso"... Il sistema incita al consumismo e la gente ci casca, ma poi si lamenta.
    Io vivo con poco, ma sento gente che sta molto meglio di me lamentarsi come non ci fosse un domani...

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  20. Fammi capire Francesco, ma se non si produce e non si consuma, quindi si versa allo Stato meno IVA e meno tasse, con quali soldi lo stesso Stato ci fornisce i Servizi di cui abbiamo bisogno? (anche se sempre più scadenti!) e ad evitare un ulteriore aumento del debito pubblico con i relativi interessi? Siamo già a rischio bancarotta, da quel che si dice....

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    1. Questo è un concetto che ho spiegato molte volte, prova a fare una ricerca nel sito, ci sono diversi articoli che spiegano che non si tratta di non produrre, non lavorare e non pagare le tasse, si tratta di staccarsi da questo meccanismo, guadagnare dalle proprie passioni vivendo una vita felice, senza essere schaivi di una fabbrica o di direigenti che ci spremono al midollo.

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  21. Questo articolo mi ha molto impressionato. E' una questione su cui riflettere molto, un cambiamento davvero radicale. Complimenti francesco.

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  22. Io ho deciso di non comprare più nulla di nuovo. Solo usato e mai precipitosamente, ma sempre aspettando quell'offerta che prima o poi, e con meticolosa ricerca, esce sempre.
    Credo che in quanto consumatori abbiamo un potere enorme: proviamo, tutti, a non comprare più gadgets e telefonini Apple... nel giro di 6 mesi la più grande azienda del mondo fallisce! E lo stesso vale per CocaCola, McDonald e qualunque tipo di impresa possiate immaginare. Abbiamo più potere ora che negli anni '60, o ai tempi della rivoluzione francese etc etc... Sono sicuro che ce ne renderemo conto ben presto, e sarà questa la nostra arma per il cambiamento.

    Baci baci a tutti ;-)

    Claudio

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  23. ciao a tutti, ecco il nostr progetto al quale stiamo lavorando con perseveranza da anni: possediamo un appartamento di proprietà in città dove attualmente lavoriamo, e stiamo acquistando una casa da ristrutturare in una bella località di mare, il tutto sempre con i soldi guadagnati lavorando, non abbiamo vinto al lotto. Il progetto è di smettere di lavorare - ma non del tutto, nel senso di smettere di andare in ufficio - intorno ai 50 (mancano alcuni anni), per avviare una piccola attività di affitto casa vacanze e autoproduzione di olio ed altri prodotti della terra (la casa che stiamo ristrutturando avrebbe due appartamentini e un po' di terra). L'idea è quindi di andare a vivere via dalla città, affittare l'appartamento di città e quindi trarne una rendita, e vivere di questo, ci siamo fatti due calcoli e potrebbe funzionare... contiamo anche sul TFR che incasserebbe mio marito a fine rapporto di lavoro, e sul fatto che la sottoscritta ha un lavoro indipendente che potrei anche continuare a fare da casa al pc.. che ve ne pare? ciao :-)

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