Insegnare all'Estero e Guadagnare 7500 euro al Mese

come si insegna italiano all'estero
fare l'insegnante all'estero
L'altro giorno pensavo a possibili lavori che gli italiani possono fare all'estero, perché saremo anche un popolo furbetto e ignorantello, non visto di buon occhio in moltissime nazioni, ma abbiamo grandi capacità e in molti campi siamo all'eccellenza. Insegnare all'estero potrebbe essere uno dei metodi più facilmente accessibili per trasferirsi un altro Paese e cambiare vita, attività che gode di alcuni interessanti privilegi.

Oggi scopriremo tutte le possibilità esistenti per eseguire questo importante passo, quali competenze sono necessarie e quali vantaggi/svantaggi ci sono in questa scelta, come sempre basandoci esclusivamente su fonti ufficiali, leggi e normative aggiornate.


Cosa significa di preciso


Fare l'insegnante in terra straniera significa sostanzialmente lavorare in una scuola fuori dal territorio italiano, ma questa scelta gode di agevolazioni e stipendi maggiorati solo se si passa attraverso il Ministero degli Affari Esteri. In questo articolo vorrei appunto parlare di questa possibilità e di quali vantaggi comporta.

Le tipologie di scuole gestite in questo modo sono: infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, e nel mondo sono in totale 160 tra veri e propri istituti e semplici sezioni presenti all'interno di strutture scolastiche estere. Sono così suddivise:

  • 8 scuole onnicomprensive posizionate a Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo.
  • Tra Europa, Africa, Medio Oriente e America ci sono 43 scuole paritarie italiane.
  • A Bruxelles 3 sezioni italiane in scuole di stampo europeo.
  • A Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Varese una sezione italiana nelle scuole di stampo europeo.
  • In Europa 60 sezioni italiane in scuole straniere, bilingui o internazionali.
  • 14 sezioni italiane in Stati extraeuropei, di cui una in America e una in Oceania.

Quindi l'opportunità di insegnare fuori dall'Italia si distribuisce nei Paesi appena elencati, ma non si riferisce ai soli istituti scolastici. L'insegnamento può avvenire anche attraverso i corsi di lingua e cultura italiana rivolti ai connazionali residenti all'estero. La gestione di questi è affidata alla Direzione Generale per gli Italiani all'Estero (DGIT) che, si legge, attraverso l'ufficio numero 2 ha il compito di gestire la "Promozione linguistica e culturale in favore degli italiani all'estero".

Tutte le normative che qui vado a riassumere e riscrivere in modo semplice e comprensibile, derivano dalla Normativa CCNL SCUOLA definita nel 2007 e tacitamente rinnovata ogni anno. Questa normativa integra la dl del 27 febbraio 1998, n.62 dove si evincono le seguenti informazioni.

Quali sono i vantaggi di insegnare all'estero


Prima di entrare nel merito di come si fa ad entrare in questo "circuito" e diventare insegnanti italiani all'estero, penso sia molto interessante parlare di quali siano i vantaggi di questa scelta, perché ce ne sono molti, alcuni dei quali molto interessanti.


Indennità di sede


Insegnare all'estero significa percepire un doppio stipendio, secondo il DPR 18/1967 (parte III), il DPR 215/1967, il D.Lgs 297/94, integrato e modificato dal D.Lgs 62/1998 (articoli dal 657 al 672), chi insegna all'estero ha diritto ad un "assegno di sede" che va a sommarsi al normale stipendio. Questo assegno viene calcolato secondo delle tabelle distribuite dall'ufficio IV della DGPCC del MAE, e contiene i coefficienti in base ai quali questo ulteriore stipendio viene calcolato. L'ammontare dell'assegno di sede dipende anche da fattori di rischio e di disagio, legati al Paese estero in cui si esercita la professione, e sono determinati dalla Commissione Permanente di Finanziamento. Il calcolo di questa cifra è stabilito dal comma 9, dell'art.27 del D.Lgs del 27 febbraio 1998, n. 62.

La formula per calcolare l'assegno di sede per un docente all'estero è la seguente:

((assegno di base) X (coefficiente di sede)) + (percentuale di rischio) = assegno di sede.

Ad esempio: lettore in servizio in Congo: assegno base circa 600 €, coefficiente di sede circa 6 + percentuale rischio e disagio 77%, per cui

(600 x 6 + 600 = 4200) + (4200 x 0,77)  = 7500 euro (lordi)

Ovviamente non per tutti i Paesi l'indennità è così elevata, alcun hanno indennità zero, altri percentuali più contenute.

Anche gli aumenti di stipendio subiscono un trattamento speciale, attraverso maggiorazioni previste dall'art.673 del D.Lvo 16.04.1994, n.297, dove viene spiegato che:

"Il servizio di ruolo prestato all'estero è calcolato, agli effetti degli aumenti periodici dello stipendio, per i primi due anni il doppio e per i successivi con l'aumento di un terzo."

Questo aumento si applica anche al trattamento pensionistico, quindi chi lavora all'estero avrà una pensione maggiorata.


Contributo alle spese


Art 11. Se il costo dell'affitto all'estero è superiore al 21% dell'indennità personale, spetta un contributo in denaro da parte dello Stato, che vene dato anche quando si è in congedo o nei periodi in cui l'immunità viene sospesa o diminuita. Inoltre se fosse necessario pagare anticipatamente alcune mensilità d'affitto, lo Stato ci viene incontro e anticipa lui fino ad un intero anno di mensilità, che poi ci vengono gradualmente detratte dallo stipendio.

Nei Paesi ove non viene erogata l'assistenza sanitaria diretta vi è la possibilità di stipulare una Polizza assicurativa sanitaria, il cui premio è rimborsato, a domanda, nella misura dell'85%, per se e i famigliari a carico.

L'articolo 12 poi spiega che se, ad esempio, siamo in un Paese disagiato e vogliamo mandare i nostri figli in costose scuole private, per garantire loro una buona educazione, se questa spesa super l'indennità che si percepisce, questa differenza viene pagata dallo Stato.

Ferie


Chi professa l'insegnamento all'estero gode di ben 48 giorni di ferie, più 4 di festività soppresse. Un normale insegnante che lavora in Italia invece ha 36 giorni di ferie. In verità questi sono solo i dati relativi al contratto standard degli insegnanti, i quali godono anche di tutti i periodi in cui la scuola è chiusa per le classiche vacanze (Pasqua, Natale, Vacanze estive ecc.) quindi non è semplice calcolare le differenze, perché ogni Stato ha le proprie regole a riguardo.


Anni di contributi maturati


Anche per le scuole italiane all'estero e le scuole europee, gli anni di servizio si calcolano ad anno scolastico, che inizia il 1° settembre di ogni anno e termina il 31 agosto dell'anno successivo. Per tutti i Paesi convenzionati (ad esempio quelli appartenenti alla CE) non vi è la necessità di chiedere il riscatto degli anni di contributi previdenziali versati all'estero. Quando si andrà in pensione ogni Stato pagherà la propria quota di pensione all'insegnante.

Invece vi è necessità di riscattare gli anni di insegnamento all'estero, per quei Paesi che non hanno stipulato convenzioni con l'Italia. In Questa Pagina l'INPS spiega bene la procedura da applicare.


Viaggio di trasferimento per se e per i famigliari


La destinazione all'estero del personale docente ed ATA ai posti di contingente di cui all'art. 639 del TU 16-4-1994, n.297, costituisce mobilità professionale ed è regolata, ai sensi del D.lgs. n. 165/2001, dalla contrattazione collettiva.

A parte quindi i normali rimborsi per gli spostamenti da e verso l'Italia, c'è un bonus che si matura dopo alcuni mesi d'insegnamento in terra straniera.

Dopo 18 mesi di lavoro all'estero (o dopo 12 mesi per chi insegna in sedi particolarmente disagiate) è prevista la possibilità, per l'insegnante e la sua famiglia, di un periodo di congedo in Italia, cioè una sorta di viaggio, pagato al 90%, per ritornare in patria. 

Che ruoli si possono ricoprire


Docenti di ruolo


E' possibile ricoprire la carica di insegnante di ruolo all'estero all'interno di tutte le tipologie di scuole oppure semplicemente nelle sezioni italiane degli istituti internazionali. Parleremo in seguito della durata complessiva per le scuole di stampo classico e quelle Europee.


Lettore Universitario


Questa opportunità è relativa ai soli docenti di ruolo che insegnano italiano o lingue straniere, i quali possono ottenere un posto di lettore di una determinata lingua, presso le università straniere.


Supplenze


Le supplenze possono avvenire sia presso le scuole pubbliche sia presso quelle private estere, e si tratta naturalmente di sostituire personale di ruolo per periodi di tempo limitato. Queste sostituzioni si basano su graduatorie che vengono rinnovate ogni 3 anni, dopo l'emanazione di una circolare del Ministero degli Affari Esteri e gestite direttamente dai Dirigenti Scolastici. E' anche possibile consegnare una domanda di "messa a disposizione" che viene registrata in modo differente rispetto alle graduatorie. Secondo la Nota 9594 del 20 settembre 2013, i dirigenti scolastici hanno l'obbligo di ricercare docenti specializzati prima nelle graduatorie e poi nelle messe a disposizione, e solo in seguito nominare eventuali docenti (inseriti nelle graduatorie) che non siano però considerati specializzati.

Per agevolare questa possibilità ho preparato una scheda già pronta, da compilare per fare Domanda di Messa a Disposizione.


Assistente in lingua italiana


Il Ministero della Pubblica Istruzione indice ogni anno un concorso per dare la possibilità, a studenti universitari, di lavorare nelle scuole superiori europee come assistenti. Il mandato dura un intero anno e consiste nell'affiancare un docente di ruolo nell'insegnamento della lingua italiana.

Il concorso è aperto a tutti gli studenti universitari che abbiano sostenuto almeno 2 esami della lingua del Paese di destinazione e che siano iscritti almeno al terzo anno del corso di laurea (lauree triennali, quadriennali e specialistiche).


Erasumus +


Il vecchio programma LLP (Lifelong Learning Programme), oggi sostituito da Erasmus+, permette a chi è in possesso dell'abilitazione all'insegnamento, di diventare assistente docente presso le scuole estere, per una qualsiasi materia.


Assunzione diretta


Gli istituti italiani privati di cultura all'estero permettono l'assunzione diretta per un determinato periodo, al fine di ricoprire il ruolo di docente di lingua oppure di cultura italiana. In questo caso vanno contattati direttamente gli istituti privati.

Come si fa


Prima di tutto occorre capire, anno per anno, quali sono le sedi disponibili per l'insegnamento all'estero. Questa informazione viene diffusa dal Ministero degli Affari Esteri sul proprio sito entro il 31 agosto di ogni anno, quindi è necessario tenere sempre sott'occhio il sito (solitamente a Questa pagina). L'elenco viene anche affisso all'albo del MAE e degli Uffici centrali, la finestra di pubblicazione inizia ad aprile.

Ogni tre anni viene reso disponibile il bando per essere inseriti nelle graduatorie come supplenti; questo vale per tutte le scuole, inoltre per quelle paritarie si può inviare anche una candidatura spontanea (ne abbiamo parlato prima). Per insegnare nelle scuole italiane all'estero bisogna avere gli stessi titoli richiesti per insegnare in Italia.

Il MAE quindi individua quanti posti sono disponibili dopo le operazioni di trasferimento di chi è già in ruolo presso gli istituti esteri.

A questo punto, sempre il MAE, trasmette al personale individuato un telegramma di preavviso. Relativo alla destinazione cui si è dato preferenza in fase di domanda, unitamente all'elenco di tutti i posti disponibili in tutte le sedi libere.

L'insegnante deve quindi scegliere, e dopo la scelta viene rimosso dalla graduatoria. Questa rimozione è permanente, a meno che la persona non chieda, al termine del suo mandato, di essere re-inserito nelle graduatorie, quando queste verranno aggiornate.

Se non si accetta la destinazione si perde l'incarico e si viene rimossi dalle graduatorie, ma anche in questo caso è possibile chiedere di essere re-inseriti in occasione dell'aggiornamento della stessa (che avviene ogni tre anni).

Tutta la modulistica necessaria la si può Trovare a Questa pagina


  

Durata del servizio di insegnamento all'estero


L'articolo 116 del documento linkato ad inizio post spiega bene quanto può durare il mandato all'estero, ma qui lo riassumo molto brevemente e in forma più chiara, così può essere compreso.

  1. Presso le Scuole Europee si può prestare un unico servizio della durata massima di 9 anni, tuttavia, se il Consiglio Superiore della scuola lo decide, può avvenire una proroga di un anno. L'unica possibilità di ottenere un altro mandato da 9 anni (+1 uno di eventuale proroga) è quella di essere nominato "direttore aggiunto" presso la scuola estera stessa.
  2. Per tutti gli altri istituti è prevista la possibilità di ottenere 3 mandati di 5 anni l'uno, a patto che tra un mandato e l'altro si insegni almeno 3 anni in Italia.

Come funziona se si insegna un po' in un tipo di scuola e un po' nell'altro?

  1. Chi ha insegnato in una scuola europea può poi andare ad insegnare in una scuola estera di altro tipo per massimo 5 anni (un solo mandato), ma prima deve fare 3 anni di insegnamento in Italia.
  2. Chi ha insegnato in scuole diverse da quelle europee può poi andare ad insegnare in quelle europee solo se ha usufruito di un solo mandato di 5 anni.

Trucco: ho sentito qualcuno raccontare che, per evitare di fare i 3 anni di intervallo in Italia, molti insegnanti prendono aspettativa per studio e fanno il dottorato all'Università Autonoma. In questo modo sembra che si percepisca comunque lo stipendio, si eviti di lavorare e poi si possa tornare ad insegnare all'estero. Non ho trovato da nessuna parte una legge che parli di questa possibilità, gradirei che qualcuno confermasse o smentisse in un commento, grazie :)

Conclusioni


Insegnare all'estero è certamente un'opportunità interessante e in generale si percepiscono stipendi più elevati di quelli italiani, semplicemente per via dell'esistenza dell'assegno di sede. Se poi si va ad insegnare in un luogo del mondo considerato particolarmente disagiato, le cifre lievitano notevolmente, e solitamente in questi luoghi la vita non è nemmeno molto cara, quindi il guadagno reale è spesso notevole.

Non è però tutto oro quello che luccica, soprattutto se si sceglie di insegnare in Paesi in via di sviluppo, dove le condizioni di vita potrebbero essere peggiori degli standard a cui siamo abituati, per non parlare della sicurezza. Ho amici che stavano insegnando al Cairo quando è scoppiata l'ultima rivoluzione, e non mi hanno riportato racconti piacevoli. Per approfondimenti e richiesta di consigli, suggerisco di iscriversi al Gruppo di Facebook Insegnare all'Estero dove si possono incontrare persone e leggere di esperienze.

Detto questo non dobbiamo dimenticare che abbiamo facoltà di scegliere la nostra destinazione (due preferenze), quindi sta a noi decidere in che luogo siamo interessati ad insegnare e quali sacrifici siamo disposti a fare per godere di un'esperienza di questo tipo.

2 commenti:

  1. Sono madrelingua italiana e insegno spagnolo alle scuole superiori, con abilitazione. C'è la possibilità di insegnare cultura spagnola nelle scuole italiane all'estero?

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  2. Ciao, sono abilitata all'insegnamento in materie letterarie in Italia e ora vivo a Parigi. Puoi indicarmi come muovermi per inserirmi nelle graduatorie o propormi come supplente? Le messe a disposizione devo farle direttamente nelle scuole di Parigi? Immagino che ci voglia anche un diploma di lingua francese.
    Grazie mille

    RispondiElimina

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