Trovare Lavoro per Mantenersi il Lavoro (che si Odia)

Trovare Lavoro per Mantenersi il Lavoro (che si Odia)
felice di aver trovato lavoro?
Uno dei paradossi più assurdi che caratterizzano la nostra società è la necessità di lavorare per mantenersi il lavoro, un ricatto a cui molti sono costretti a sottostare perché vittime di un sistema che fa grandi promesse, per poi rivelarsi una trappola dalla quale non è facile liberarsi.

In questo articolo capiremo insieme come trovare lavoro in modo intelligente, analizzando l’attuale situazione dei lavoratori di mezza Italia, a cosa il sistema li ha portati e come mai oggi spendiamo tutto ciò che guadagniamo per mantenerci il posto di lavoro.



Vivere col paraocchi


Questa mattina, quando ti recherai in ufficio, alza la testa, guardati intorno e prova a descrivere cosa vedi: noterai persone palesemente stufe di restare rinchiuse in ufficio a fare cose che non farebbero, altre che mentono a se stesse autoconvincendosi che quello che stanno facendo gli interessi veramente e altre ancora che sono state talmente assorbite dalla mission aziendale, da credere che quella sia la vita.

L’unico punto che tutti hanno in comune è la risposta che darebbero alla domanda: “Cosa ci fai qui?”. Perché se la ponessimo, probabilmente riceveremmo la medesima risposta: “Devo lavorare altrimenti come campo?”.

Ho sempre ritenuto che questo fosse un luogo comune da sfatare, tanto che il mio progetto per smettere di lavorare (che è passato alla fase 3, ma ne parlerò prossimamente) si basa proprio sull’assunto che non sia necessario trovare lavoro per vivere. Non avevo però mai realizzato che la stragrande maggioranza di noi lavora soprattutto per mantenersi il lavoro! Anzi, in alcuni casi si finisce addirittura per indebitarsi pur di continuare questa folle e malsana abitudine di vivere secondo le regole di una società distorta e malata.

Mentre l'Italia discute su un "piano straordinario per il lavoro" in modo da fermare la Disoccupazione Dilagante (articolo Federconsumatori) e l'ISTAT mostra come quest'anno le cose Stiano Andando Anche Peggio dell'anno scorso, nessuno si accorge che il problema non è trovare un lavoro, ma che il lavorare è un lusso che costa caro, e quasi tutto quello che guadagniamo lo spendiamo per poter continuare a lavorare.

trovare un impiego adatto a noi
andamento disoccupazione 2011 - 2014

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La corsa del criceto


La corsa del criceto è una metafora che mi piace utilizzare quando cerco di spiegare il paradosso in cui si incorre quando si decide di seguire le regole che la società e il lavoro ci impongono. Per quanto possa sforzarsi, un criceto che sta correndo su una ruota non arriverà mai da nessuna parte; se veramente vuole cambiare vita allora deve rompere le regole, scendere dalla ruota e camminare su percorsi inesplorati, altrimenti… altrimenti ecco cosa accade.

Siamo privilegiati ad essere riusciti a trovare lavoro in tempo di crisi, pagati 1000 euro perché neo assunti, ma certamente ci sarà spazio per crescere e magari tra cinque anni potremmo arrivare a 1500. Per recarci al lavoro serve un’automobile che dobbiamo acquistare a rate perché non abbiamo soldi, così la paghiamo più del dovuto. Inizia la vita “normale” quella che milioni di persone incarnano senza batter ciglio: alla mattina cappuccino e brioche al bar, poi 4/5 ore di lavoro, pranzi poco salutari nel ristorante X di Milano a 10€ al colpo, altre 4/5 ore di lavoro, aperitivi strapagati nei bar più in della città, e poi via nel traffico fino a casa, passando per la lavanderia a ritirare le camice e già che ci siamo un paio di scatolette di alluminio piene di spaghetti di riso con pollo e mandorle dal cinese sotto casa. D'altronde si lavora tutto il giorno e si arriva a casa tardissimo causa traffico, chi ha tempo di cucinare? E poi la sera siamo stanchi, ci meritiamo di riposare sul divano e guardare passivamente qualche talent in TV.

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L’ambiente urbano richiede una certa etichetta, così dobbiamo acquistare vestiti adatti, scarpe costose, non si può andare dai clienti senza giacca e cravatta, sbarbati, profumati, ben pettinati, con le unghie in ordine e la borsetta coordinata. Con un tablet siamo più smart, ma come facevamo prima ad andare in giro con quel portatile del giurassico? Ora ci muoviamo leggeri come La Compagnia dell’Anello all’inseguimento degli orchi. Non ci sentiamo abbastanza importanti se non abbiamo uno smartphone sempre al passo coi tempi e così giriamo con in tasca 1000 euro di aggeggi elettronici.

Andiamo avanti così per anni, arriva qualche aumento, ci sentiamo più appagati e sicuri e iniziamo a mettere al mondo figli: prima uno, poi due… qualcuno va anche oltre, non importa il perché, è così che si fa no? Non ci chiediamo come mai lo vogliamo (e se lo vogliamo veramente), se è alla nostra portata, se avremo il tempo per stare con loro e le risorse per dargli un futuro perlomeno decente, lo fanno tutti, e poi bisogna farne almeno due perché uno solo cresce viziato, due si fanno compagnia. Nostra madre rompe da tempo che vorrebbe un nipotino, come non accontentarla?

E così a breve ci ritroviamo a pagare 400 euro al mese di nido per ogni figlio, ammesso che al nido pubblico ci sia posto, altrimenti via di nido privato o tagesmutter, senza contare pannolini, vestiti, giocatoli, passeggini con freni a disco manco dovessimo correrci la 24 ore di Le Mans. Quando il nido o l’asilo sono chiusi tocca prendere una babysitter, ma è un’amica, chiede solo 15 euro l’ora in nero, che fortuna!

Però quante spese, sembra impossibile lavorare tanto e non riuscire a mettere via un centesimo, è certamente colpa delle bollette e delle tasse, maledetto Governo, mi ammazzo dalla mattina alla sera, non ho tempo per stare con i miei figli e non guadagno abbastanza nemmeno per pagarmi le vacanze in agosto.

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Facciamo due conti?


Questa è sempre la parte che mi piace di più, perché quando si iniziano a scrivere numeri tutto diventa chiaro:

Ogni mese (20 giorni lavorativi)

  • Colazione cappuccino e brioches: (2 euro al giorno) = 40 euro
  • Pranzo al bar/ristorante : (10 euro al giorno) = 200 euro
  • Aperitivo (2 volte la settimana, 5 euro a volta) = 20 euro
  • Nido/Pasti per l’Asilo/Baby sitter/Pre scuola = almeno 300 euro
  • Vestiti/parrucchiere/unghie/creme/profumi = almeno 100 euro
  • Rata macchina = 250 euro
  • Benzina = almeno 100 euro

Solo con questo breve calcolo fatto a spanne siamo già oltre i 1000 euro al mese, e non ho nemmeno incluso la lavanderia, le cene d’asporto, i caffè pomeridiani, gli snack dai distributori automatici, le spese straordinarie per la vettura, le vacanze strapagate in agosto perché solo quelle due settimane l’azienda chiude e molte altre uscite che siamo obbligati a sopportare per mantenerci il lavoro che siamo riusciti a trovare con tanto studio e impegno.

Cosa sta succedendo alla vita?


A questo punto mi sembra più che evidente ciò che ipotizzavo ad inizio articolo, ovvero che il lavoro si mangia il lavoro, cioè gran parte di quello che guadagniamo lo dobbiamo “re-investire” in tutta una serie di situazioni che scaturiscono dal dover lavorare e mantenere lo status che abbiamo. Se non lo facessimo non avremmo altra alternativa che rinunciare al lavoro, perché non sapremmo dove mettere i figli, come recarci in ufficio e non saremmo esteticamente adatti alla sfera sociale di cui ci vantiamo di essere parte.

Siamo talmente assorbiti da questo meccanismo e distratti dalla frenesia del quotidiano che non ci rendiamo conto che dobbiamo sacrificare tutto per mantenerci il posto di lavoro, stiamo lontani dai figli e dagli affetti per fare ogni giorno qualcosa che odiamo o (quando va bene) che non ci interessa veramente o comunque che non è ciò che faremmo se avessimo possibilità di scelta.

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L’aspetto drammatico di questo scenario è che più passa il tempo più diventa difficile ribellarsi e riprendere in mano la propria vita; veniamo pagati pochissimo per l’immenso sacrificio che ogni giorno compiamo e per rispettare le “regole” della società siamo costretti ad indebitarci. Dobbiamo chiedere prestiti per acquistare l’automobile, la casa, aprire e mantenere una società, comprare i mobili, elettrodomestici (pagati a rate) e andare in vacanza. Più passa il tempo più la gabbia diventa solida e ogni nuova mossa non fa altro che condurci all'inevitabile scacco matto.

Quando finalmente dopo 30 anni di sacrifici e lavoro ci siamo liberati dai debiti, non abbiamo più né la forza né la voglia di cambiare e accettiamo la triste sorte che ci attende, ma la peggiore delle notizie deve ancora arrivare: durante tutti questi anni abbiamo inconsciamente inculcato questo stile di vita anche ai nostri figli, facendo loro da modelli, insegnandogli che quello è il modo giusto di vivere, obbligandoli a seguire le regole della società e condannandoli a ripetere il nostro stesso orrendo percorso di vita. Per anni abbiamo creduto di agire per il loro bene, invece non stavamo facendo altro che spiegargli come si costruisce la gabbia dove moriranno infelici.

Conclusioni


Di questi tempi tutti si adoperano per trovare lavoro, perché la società in cui viviamo non ci permette di vivere senza lavorare, l’intero meccanismo è fondato sul profitto e per perseguire questo ideale è necessario che le persone siano messe nelle condizioni di dover spendere. Sembra quasi che tutto sia stato tarato affinché sia sempre più difficile risparmiare, una bilancia ben calibrata dove le uscite e le entrate si equivalgano il più possibile, anzi, meglio se le uscite abbondano, così non solo non ci libereremo mai dalla trappola del lavoro, ma finiremo per indebitarci e perdere anche quel poco che abbiamo costruito.

Ecco cos'è il lavoro, uno strumento di controllo che si autoalimenta, la macchina dei soldi che si mangia i nostri soldi; più passa il tempo più diventa ingorda, rendendoci sempre più poveri ed oppressi.

Scappiamo dalle città, troviamo un lavoro che ci lasci il tempo di respirare, che ci permetta di essere autonomi, di lavorare poche ore, guadagnare poco ed avere più spazio per noi. Se lavoriamo tanto finiremo per spendere altrettanto, mancando non solo l’obiettivo di guadagno che credevamo di ottenere ma perdendo la vita! Se lavoriamo poco guadagneremo poco, ma spenderemo meno, il bilancio finale sarà lo stesso, ma almeno ne avremo guadagnato in tempo e salute, uscendo vincitori.

Questa è l’unica possibilità che abbiamo di essere liberi, smettiamo di essere dei fantocci senza cervello che parlano e decidono per luoghi comuni, usiamo la testa, la vita non è il lavoro, la vita inizia dove il lavoro finisce.

35 commenti:

  1. Ottimo articolo anche questa volta...è tutto assolutamente vero.

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  2. Come sempre riesci a sintetizzare tutto in modo chiaro e semplice. Complimenti.

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  3. Concordo al 100%, a mio avviso però servono almeno 5 anni di risparmio totale come tu dici per uscire dalla gabbia. Non si può saltare nel vuoto ma sicuramente prendere consapevolezza del problema è il primo passo :=)

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  4. Un articolo davvero completo in cui viene praticamente sintetizzato il meccanismo della nostra società.
    La soluzione che viene proposta però, mi dispiace, ma mi lascia molto deluso perchè risolve poco o nulla.
    Io lavoro già poche ore al giorno, ma alla fine se ci aggiungo il tempo che impiego per arrivare nel luogo di lavoro e poi tornare a casa già ho sprecato almeno 8 ore della mia vita. Quasi tutti i giorni.

    Potrei lavorare ancora meno ore forse, ma purtroppo 1000 euro al mese non bastano neanche a me.
    Perchè oltre le persone che alimentano il consumismo, ci sono anche altre categorie di persone.
    Io non compro celluari, non pago il mutuo, non prendo aperitivi, non esco il sabato sera. Io spendo solo lo stretto necessario per sopravvivere, e qualche cioccolata kinder l'ammetto.
    Io l'unica cosa di cui ho veramente bisogno nella vita, ma veramente bisogno giuro sulla mia vita, sono le escort.
    Non posso farne a meno e per ogni ora che passo in loro compagnia almeno 100 euro li devo spendere.
    Allora io mi domando ogni santo giorno: "cè un modo per potersi mantenere questo mio unico indispensabile "vizio"?"
    Purtroppo io devo continuare a lavorare tanto, e non perchè sono schiavo del consumismo ma perchè sono schiavo del mio istinto. Una soluzione definitiva ci sarebbe ma per il momento preferisco continuare ad essere schiavo.

    Conclusione: in poche parole volevo solo dire che non è solamente un problema sociale. Io sto consapevolmente sacrificando la mia vita solo per soddisfare il mio istinto. Cè qualcosa che non va nella natura umana.

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    1. Sono davvero colpito dalla tua ultima frase, "c'è qualcosa che non va nella natura umana"; da tempo penso la stessa cosa ma non credevo che qualcun'altro condividesse quest'idea.
      Paradossalmente ti dai delle colpe perchè frequenti assiduamente escort, ma se ti guardi intorno puoi accorgerti che non è un difetto nemmeno paragonabile allo schifo che c'è in giro.
      Brama di potere, repressione di etnie, elevamento del profitto ad unico scopo di vita..
      Allegro, se il difetto fosse esclusivamente quello di frequentare escort, forse saremo solo tutti più rilassati :)

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    2. Ciao Anonimo, ti ammiro per la tua sincerità in questo spaventoso mondo di ipocriti .. e poi sei simpatico. Guarda che a tutti piacciono le donne, eccome, solo che la massa sublima questo stupendo ed insopprimibile istinto appunto con il superlavoro ed il consumismo, ti dico anzi che tu sei una persona ancora sana di mente e devi esserne felice, credimi. Tuttavia mangiarti tutto con le escort non sono d'accordo, con un pò di buona volontà e faccia tosta ci sono un sacco di donne carine in circolazione con cui divertirsi insieme, se poi lo fai per semplificare tutto e solo per comodità allora non so che dirti, ma se le entrate sono poche liberati da quel vizio...
      comunque sei forte! :-)

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    3. no caro amico non sono d'accordo ....che ci siano in giro donne disponibili puo' essere vero .Macome sono ? a tutti piacciono le donne ma fighe ah ah io invece al nostro amico consiglerei di darsi una regolato cioe' quello che faccio io avendo poca biada ciao a tutti

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  5. Si però se da vecchio hai una pensione misera che si fa?

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    1. Più misera dei 500 euro al mese che mi servono ora per vivere? :)

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  6. Ciao Francesco. Io sono diciamo così la "testimonianza" vivente di quanto esposto in questo post ed, in generale, nella filosofia del blog. Dopo quasi 30 anni di lavoro, per il quale ho sacrificato affetti, famiglia, tempo libero, mi sono ritrovata "a spasso" a causa "della crisi". Le prime settimane sono state veramente difficili, temevo di non farcela, considerando che ho anche un bambino che va ancora alle elementari. Mi sono arrovellata il cervello, mandato cv, chiesto a conoscenti poi un bel giorno, complice anche "Smettere di Lavorare" di Francesco, ho iniziato a fare più attenzione alle spese, dapprima a quelle alimentari e poi a tutto il resto (gas, luce, lavanderia, benzina, baby sitter, pulizie ecc ecc), aiutandomi con un semplice foglio excel. E volete sapere? Spendevamo tantissimo soldi per delle cose inutili, che peraltro non ci davano alcuna soddisfazione, ma delle quali sembrava non potessimo farne a meno. Ora, a distanza di circa un anno, ho trovato (e badate bene trovato e non ritrovato!) la serenità con il mio compagno, con mio figlio, con gli amici. Tutto è più a misura di persona e, cosa importante, viviamo benissimo, con circa 1.000 Euro al mese. Tenete presente poi che abito nella capitale (...!) e purtroppo l'orto non posso averlo, niente fotovoltaico o legna ma, per esempio, ho imparato a fare il pane in casa e risparmio, solo di pane, quasi 180,00 Euro l'anno. Mi direte: ma che ci fai con 180 Euro? Come dice Francesco "la torta è fatta di briciole". Come suggerisce il nostro amico, quando siete spinti dall'impulso di comprare un qualche articolo chiedetevi "ma mi serve veramente?", aspettate qualche ora e vedrete che non ne sentire più il bisogno. Per concludere: tutti possono riuscire a vivere la vita e non a subirla. In bocca al lupo a tutti ed un grazie speciale a Francesco. Eleonora

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  7. Ottimo post....e davvero serve molta più capacità di analisi della nostra vita per poterla migliorare....
    Io ho 57 anni e mi sono scollocata volontariamente da un lavoro ( educatrice professionale) che ho amato molto ma che ora era diventato per lo più burocratizzato e svilito di contenuti....
    Ho dei figli giovani ai quali credo di avere dato un buon esempio! Tutti mi dicono che sono stata coraggiosa e sento che sotto sotto mi invidiano...è vero nella vita ci vuole coraggio ma anche riflessione su cosa si vuole avere e sapere quali sono le tue priorità...
    Continua così, i tuoi post sono sempre molto arricchenti e anche se non commento spesso, ti seguo sempre.
    Giulia

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    1. Ciao Giulia, mi piacerebbe avere il tempo di rispondere di più ai commenti, ma purtroppo non ci riesco e rischio di snobbare troppo le persone. Questo mi dispiace molto, ma ogni tanto mollo tutto e mi metto a rispondere a decine e decine di messaggi. Grazie per la tua testimonianza, è molto importante dimostrare che smettere di lavorare è possibile!

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    2. Grazie per la tua risposta, mi immagino che sia complicato rispondere a tutti!
      Il bello dei blog è che offrono stimoli di riflessione e questo permette ad altri di conoscere altri stili e modelli di vita possibili...se siamo 2-3, ma poi saremo 10-100-1000 il virus si propagherà e si scoprirà che un altro modello di vita è possibile e praticabile, senza fare la fame ma anche senza essere schiavi come vorrebbero tenerci! Buona vita...Giulia

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  8. Ciao Francesco. Bello il tuo articolo perché offre molti spunti di riflessione.

    Voglio scrivere 2 righe della mia esperienza di vita per cercare di dare un contributo. Ho quasi 50 anni, non ho figli e fino a 2 anni fa lavoravamo tutti e 2.
    A me il lavoro e il viaggio mi portava via quasi 12 ore al giorno e alla sera avevo sempre la scatole girate perchè ero stanchissimo.
    Poi accade che il mio amore litigò con il datore di lavoro e si licenziò. All'inizio ci rimasi male ma poi scoprii che fu una fortuna.
    Il nostro rapporto migliorò perché almeno uno dei 2 non era stressato.
    Ora da circa 8 mesi sono parzialmente in cassa integrazione (lavoro 2 giorni alla settimana) e questo ha consentito anche a me di essere più sereno.
    Ovviamente prendo meno ma è tutto un altro vivere. Paradossalmente tra poco dovrei tornare a lavorare a tempo pieno e questo mi angoscia terribilmente.
    Cosa facciamo per rispiarmiare ? Qualche capriccio lo abbiamo anche noi ma senza seguire nessuna moda. Come prima cosa abbiamo installato 3 anni fa un impianto fotovoltaico e un impianto solare; abbiamo tolto il fornello a gas mettendo un piano cottura ad induzione cercando di cucinare i cibi soltanto quando c'è il sole. Abbiamo comprato per pochi euro un misuratore di consumo dei Kw in modo tale da sapere sempre se stiamo attingendo corrente dall'inverter o dall'enel. Laviamo e stiriamo soltanto quando c'è il sole. Abbiamo chiuso i termosifoni nei corridoi e nelle stanze che non vengono quasi mai frequentate.
    Con tutte queste operazioni i consumi si sono ridotti del 60% !

    Per il mangiare cerchiamo di nutrirci in maniera sana ma guardiamo attentamente i prezzi al kg o al litro. Prendiamo soltanto cose che sono in promozione anche se non ci servono ... quello che non mangiamo subito, lo congeliamo.

    Facciamo gasolio al distributore del centro commerciale che è quello meno caro portandoci dietro anche 3 taniche
    e acquistando più di 100 litri di carburante.

    Il cellulare lo uso soltanto quando mi serve veramente: penso di spendere circa 30 euro all'anno o forse anche meno.

    A parte gli alimenti, la maggior parte delle cose le acquisto su internet con un notevole risparmio.

    Potrei continuare ma non vorrei diventare pedante ...

    Per concludere vorrei ripetere il bel aforisma di Francesco ovvero la vita inizia dove il lavoro finisce.

    Raffaello

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    1. Bella riflessione Raffaello, grazie, arricchisce tutti!

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  9. Caro Francesco, concordo su tutto. Peccato che quando provo a fare questi discorsi passo per scansafatiche e per uno che non vuole fare sacrifici.
    Vorrei avere la tua stessa forza di cambiare la mia vita.

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    1. Fregatene di quello che pensano gli altri e ripeti ogni giorno a te stesso che stai facendo la cosa giusta, che questo ti porterà alla felicità! Vedrai che troverai la forza, un po' alla volta non riuscirai più a sopportare il sistema, il consumismo, i soldi, e cambierai in modo naturale! Buona fortuna!

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  10. Perchè corriamo tutti come criceti? Perchè se fai questo discorso tu è fantastico e se lo faccio io ai miei genitori mi danno della fallita che non vuole fare un *****?
    La cosa piu' difficile è non esser trattata da fallita da chi ho intorno a pensare/agire secondo i miei e i tuoi principi. I tuoi suoceri per esempio o non so amici/parenti non ti giudicano? Come fai a reggere? e se tua moglie- figlia vuole qualcosa che va oltre i 500 euro al mese come fai? E se tua moglie vuole un vestito nuovo?

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    1. Credimi, è una lotta quotidiana anche per me, vengono giudicato ed emarginato per questo, ma so che è giusto e che questo stile di vita è l'unico che ci può rendere felici, pertanto chi se ne frega di quello che pensano gli altri! Mia moglie è peggio di me, per fortuna ;)

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    2. Ciao Francesco, ammettere le tue difficoltà ci "incoraggia", a volte dai l'impressione di non incontrare ostacoli nel tuo percorso. Così sembri più umano ... ;-) sul fregarsene sono d'accordo anche perchè il più grande nemico è la paura di fallire che ci portiamo dentro, se gli altri ci condannano è perchè non vogliono vedere che qualcuno ce la fa a migliorare la propria esistenza, bisogna stare male un pò tutti se non chi ha sopprtato per una vita è un stato un coglione, no!?

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    3. Ciao,

      è ovvio che la generazione che ci ha preceduto (quella dei tuoi e dei miei genitori) non possa ormai più scollegarsi da questo loop consumistico. Io non ce l'ho con chi vuole starci dentro, ma con chi non accetta che qualcun altro possa volere un mondo ed uno stile di vita diverso.

      Questa crisi è stata la cosa migliore che poteva capitarci, è stata come la pillola di Matrix.

      Se tua moglie vuole un vestito nuovo, che lavori e se lo compri, così capirà che schiavitù è il lavoro che non corrisponde ad una vera passione!

      Da quando lavoro con leggerezza invece che con impegno (tanto se lavoro bene o male non cambia nulla), ed ho rinunciato alla carriera, sono incredibilmente più sereno e felice. Non oso immaginare se smettessi di lavorare come mi sentirei!

      Fatti coraggio e vai per la tua strada - e ricorda che c'è anche una via intermedia tra quella di Francesco (500€ al mese) e quella normale (2 stipendi per 2000-2500€ al mese)

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  11. Ciao Francesco,

    Avevo scritto qualcosa di simile sul mio blog per raccontare una mia esperienza lavorativa e fare un miniconto delle spese dovute ad essa - ma il tuo articolo è molto più dettagliato e preciso - complimenti!

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  12. Ma con 500 euro al mese come paghi l'affitto/mutuo?le bollette- anche se ridotte al minimo del minimo?come fai a fare la spesa ...io convivo col mio ragazzo e spendiamo minimo al discount 80 euro a settimana...io ho letto tantis tuoi articoli ma -mi sembra- uno proprio dettagliato dettagliato delle tue spese esatte non l ho mai visto..se è stata una mia svista e l'hai già scritto mi metteresti il link? Sai oggi ho fatto l'ennesimo colloquio a vuoto...per ora lavora solo il mio ragazzo, sai all'improvviso mi sono ritrovata nella sala d'attesa di questa azienda in attesa appunto del colloquio...mi guardavo intorno, era tutto buio, squallido, tutto ordinatino, tutto cosi soffocante...e mi sono chiesta? ma che **** ci faccio qui? non è questo quello che voglio...e mi stava venendo un attacco di panico...tanto che non ho fatto un brillante colloquio...questa se messa a chiedermi di spiegargli per filo e per segno i lavori che ho svolto dalla maturità...come un detective...e con tono supponente mi chiedeva: ...e perchè questo è terminato cosi presto? --e perchè anche questo è durato solo 2 mesi? e perchè ha studiato una cosa se poi non le piaceva il lavoro per cui ha studiato?io ho risposto cercando di divagare...ho detto che a 18 anni ero una ragazzina e che non potevo sapere che lavoro fare e se i miei studi sarebbero stati consoni...che comunque mi sono laureata per cambiare settore...la vuoi la verità? una verità che non ho mai osato dire a nessuno? Mi sono laureata solo perchè non volevo lavorare, o meglio, perchè non sopportavo l'idea di fare un lavoro che non mi piace...cosa che non riesco neanche a trovare ora dopo la laurea,non so cosa voglio dalla vita...voglio solo vivere senza essere rinchiusa in un ufficio squallido dove si è in prigione, alla fine studiare mi è servito solo a passare qualche anno in aspettativa prima di ributtarmi da un ufficio all'altro, esperienza dopo esperienza, sempre brevi, vuole la casualità o forse mi si legge in faccia la mia insofferenza nonostante non mi manchi intelligenza, educazione e puntualità. Io non lo so piu' cosa voglio, vorrei solo essere libera e guadagnarmi da vivere con cio' che amo fare.
    La cosa piu' brutta è che per investire e guadagnare x sopravvivere bisogna avere un capitale iniziale...che io non ho. Per esempio facendo dei brevetti.
    Ma l'ostacolo piu' grande rimangono i miei genitori. Aahahha guaiiiii se gli facessi un discorso del genere...ogni giorno mi rinfacciano che mi hanno fatto studiare, spendere i miliardi (non è vero, era un'università pubblica) per poi non trovare o sapermi tenere un lavoro. Io vorrei solo trovare lavoro per staccarmi definitivamente dai miei...i miei genitori mi fanno pesare ogni cosa, mi dicono che devo prendere la mia strada, che devo crescere, che devo lavorare fissa cosi' dopo 3 mesi se sono assunta posso andare in banca e fare un bel prestito e finalmente levarmi dai *******-
    Io invece all'idea di un prestito inorridisco ed inorridisco al ricatto di dover lavorare per forza per pagare dei debiti. Io non voglio ricatti. Sai loro hanno avuto la fortuna del lavoro statale, non sanno cosa vuol dire stare in ufficio chiedendo il permesso di andare in bagno e che se un giorno hai mangiato male devi aver paura del giudizio che si fanno se ti vedono andare in bagno piu' di due volte. Devi aver paura di tutto, dalla paura di offendere inavvertitamente i colleghi, la paura di dire sempre la cosa giusta, di mediare, di stare al tuo posto in silenzio ma allo stesso tempo essere brillante e dinamica, bisogna avere il sorriso ma stare zitti, dire sempre di si, non avere pretese, non avere opinioni, insomma una gabbia, mi sento male solo al pensiero, e tutto questo con gli occhi dei colleghi e del capo sempre addosso.
    Ho cercato di accennare ai miei che ai loro tempi era diverso, che ti buttavano addosso il lavoro statale e le case come niente, che oggi non è cosi facile. Non la vogliono sentire la verità

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    1. Personalmente credo tu abbia un solo problema: non sai cosa vuoi. Te lo dice uno che ci ha messo tanti anni a capirlo e spesso si e' trovato nella stessa situazione. Se non sai cosa vuoi non puoi pianificare nulla, non puoi investire, non puoi risparmiare, non puoi decidere quanti compromessi sei disposta a fare tra liberta' e reddito.

      Se non sai cosa vuoi ti do un consiglio - vai all'estero per 4/5 anni. Il lavoro e' migliore, la paga e' migliore, la facilita' nel trovare lavoro piu' alta. Puoi capire il nostro paese senza essere influenzata e se decidi di tornare, avrai un gruzzolo e le idee piu' chiare.

      Buona fortuna

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    2. Guarda io sono come te, anche se ho 42 anni ho pensato e vissuto tutto quello cha hai scritto, sei una perona sensibile che ha capito meglio degli altri il senso vero della vita. Purtroppo la massa è ipnotizzata e pecorona. Ti consiglio di tirar fuori tanto coraggio, in fondo soffrire per inseguire i propri desideri è sempre meglio che soffrire per soffocarli ed abbassare tristemente la testa, pensaci. Penso tu sia giovane abbastanza per provare molte strade, cosa un pò più difficile per quelli della mia generazione. Ultima cosa, vivi la tua vita e ascolta i consigli SOLO di chi ce l'ha veramente fatta nella vita (cioè pochi).

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  13. E' un ottimo suggermento, peccato che il mio ragazzo qui ha un lavoro ben retribuito (bene ne senso per i normali standard), e che comunque per andare all'estero bisogna avere un piccolo capitale iniziale per mantenersi un affitto, la spesa, le sigarette ecc...mentre non si trova un impiego.
    Perchè è tutto difficile? Come ...cosa posso fare?

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  14. Ciao Francesco,
    ho trovato il tuo blog per caso perchè come te sono consapevole che questo sistema economico e lavorativo fa acqua da tutte le parti e ci ingabbia (almeno io mi sento così) e che quindi andrebbe per lo meno rivisto.
    Però ho forti difficoltà (non nel senso che non ne sono capace ma nel senso che secondo me ci sono falle anche nel tuo ragionamento) e dubbi sui tuoi ragionamento in merito.
    Cioè: Bellissimo tutto questo discorso sul lavoro e che viviamo per mantenercelo e che siamo sfruttati e schiavi del sistema ma poi mi cozza con altri articoli dove parli di comprare casa o costruirsela, di andare alle canarie a comprare casa o di vivere scrivendo un blog.
    Per fare queste cose usi soldi che presumibilmente guadagni lavorando (ma non hai detto che vuoi smettere di lavorare e che si dovrebbe vivere senza lavorare), il portatile con cui scrivi lo hai acquistato e per averlo qualcuno lo ha dovuto progettare e costruire lavorando in una azienda come dipendente, l'aereo che prendi per andare alle canarie è nato dalla stessa tiritera del portatile...
    In un altro articolo parli di startup e idee imprenditoriali e di come crearci il proprio lavoro. Ma a meno di non volere essere un lavoratore autonomo solitario, un'impresa prima o poi avrà bisogno di dipendenti e allora ritorniamo alla discorso del lavoro dipendente... (per non parlare di clienti e fornitori che stanno nel "sistema").
    Anche io avverto la necessità di un cambiamento di questo mercato del lavoro, anche io spero di non dovermi mai trovare in un ufficio/scatola in un palazzone di 100 piani pieno di giacche e cravatte. pieno di gente che pensa che fare carriera sia la risposta ai nostri bisogni. Ma non credo che il tuo sistema funzioni meglio, almeno posto così...
    Con sincerità, cordialità e rispetto, attendo una tua risposta.
    Daniele.

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    1. Lette... non ho trovato piena risposta alle mie domande...
      1) Non tutti possono vivere in una casa in campagna (100000 euro non bastano per comprarla...)
      2) Di conseguenza in condominio non puoi installare impienti di generazione autonomi.
      3) Tra bollette, tasse, mutuo, telefono, internet e spese varie (indispensabili non superflue) supero di gran lunga le 500 euro al mese. Probabilmente tu ci sei riuscito ma non è cosa che possono fare tutti, almeno secondo me.
      4) Purtroppo per comprare casa servono soldi, chi non li ha chiede un mutuo che ti danno solo se lavori (tu come hai fatto a comprare casa??)
      5) Anche io vorrei essere imprenditore di me stesso; ho alcune idee ma queste richiedono anche l'auto per spostarsi (non tutti possiamo fare lavori da casa... alcuni servizi e produzione di beni necessitano spostamenti)
      6) Anche io vorrei aprire uno studio di registrazione nella mia zona ma... COSTA (costa il locale, costano i permessi, costa aprire partita IVA e mantenerla, il costo del materiale è il minimo). Tu come hai fatto? Hai avuto necessità di soldi e li hai accumulati lavorando nella tua precedente vita, penso...

      Concordo con te che questa società ci sta spingendo al consumo continuo, a comprare sempre, a produrre continuamente... una vera follia...
      Con mia moglie sto riducendo al minimo gli sprechi e il consumo, ci concediamo ogni tanto qualcosa, vedo pochissimo la televisione (è quasi tutta spazzatura) riducendo la visione solo a qualche bel film o serie tv che vale la pena vedere...

      Comunque c'è sempre qualcosa che non mi torna nel tuo ragionamento.

      Un saloto. Daniele.

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  15. Ho letto le FAQ ma comunque non ho trovato molte risposte.

    1) Purtroppo tra bollette, tasse, mutuo, spese necessarie 500 euro al mese non bastano di certo. Probabilmente tu ce la fai ma sicuramente non è per tutti.
    2) Il mutuo è necessario se vuoi comparti casa e non vuoi buttare soldi in affitto. Probabilmente tu lo hai fatto guadagnando soldi lavorando nella tua vita precedente.
    3) Una casa "in campagna" con orto e animali non è per tutti (con 100000euro non la compri).
    4) Per autoprodurre molto (non tutto) serve la casa al punto due.
    5) Serve una casa indipendente per avere impianti di generazione di energia personali. In condominio non è possibile (vedi punto 2).

    Sono d'accordo con te che ci stanno propinando una vita fatta di continuo consumo. Ci dicono che bisogna produrre illimitatamente e continuamente... una vera follia...

    Con mia moglie sto cercando di tagliare tutto il superfluo concedendoci degli sfizi ogni tanto. Vedo poco la televisione, lasciando la visione solo a poche cose interessanti.

    Tuttavia non sono credo che funzioni per tutti il tuoi modo di intedere le cose.

    Un saluto,
    Daniele.

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    1. Sono d'accordo che ciò che ho fatto io non può funzionare per tutti, infatti quello che suggerisco sempre è che le persone prendano solamente spunto da ciò che ho fatto io, ma senza imitarmi, facendo ciò che possono per inventarsi un percorso in base alle proprie possibilità. Il percorso che ho seguito io non è la legge, è un esempio, me sono inventato in base a ciò che avevo e potevo fare, ci sono altre trade, sta ad ognugno realizzare un progetto adatto alla propria situazione.

      Ho amiche e amici che si sono liberati da tutto questo seguendo altre vie, ci vogliono anni per cambiare la propria vita e un progetto ben preciso, io posso solo dare idee e spunti su cui riflettere.

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  16. Scusami per le due risposte uguali. Mi si era impallato il pc e pensavo che non avesse inviato nulla e ho cercato di riscrivere tutto.
    Grazie per la tua risposta!!

    Se posso vorrei farti una domanda. Anche io da tempo ho in mente di avviare uno studio di registrazione ma la mancanza di fondi e la burocrazia italiana per avviare una attività mi hanno fatto desistere.
    Hai voglia e tempo di condividere la tua esperienza? Anche consigliando come e con quali risorse hai iniziato?
    Ti ringrazio in anticipo.
    Daniele.

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    1. Ciao Daniele, è un discorso molto lungo, comunque per creare il mio studio non ho speso più di 2000 euro. Da musicista di lunga data avevo un po' di strumentazione e poi tutto il resto me lo sono costruito un po alla volta, con materiali di recupero e facendo anche degli scambi (per esempio aggiustando PC o dando consulenze informatiche in cambio di una porta in alluminio o cavi eletrici schermati ecc)... ho impiegato 2 anni per costruirlo.

      La moquette con cui ho ricoperto il palchetto antivibrazioni per la batteria l'ho presa dalle immondizie e lavata, il palco l'ho fatto con dei pellet di un'azienda che era ben contenta di darmeli, visto che paga per farseli portare via.

      Ora non ricordo dove avevo trovato le info, so solo che ho letto un sacco di forum e fatto anche un sacco di calcoli per stabilire quali frequenze tagliare in base alla dimensione della stanza, e quindi come costruire le trappole per bassi ecc.. tutta roba in inglese, in italiano non avevo trovato praqticamente nulla. Sono passati ormai 5 anni, in rete si trova tutto, ma quelle risorse lì non so se sono ancora disponibili.

      Se vuoi scrivermi per email programmiamo una skpata in cui ti racconto quello che so... :)

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  17. Mi farebbe molto piacere! Grazie mille :)

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  18. andiamo a lavorare per comprarci la macchina che ci serve per andare a lavorare. Geniale! Oppure: andiamo a lavorare per pagare qualcuno che faccia le cose al posto nostro. Noi non abbiamo tempo, dobbiamo lavorare.
    Bello sapere che non sono l'unico che vede certe cose. Se avessi facebook sarebbe sicuramente un pollice in su. Francesco complimenti, mi hai battuto sul tempo, ma siccome questa non è una gara la cosa non fa altro che nutrire le mie speranze di evasione

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