Viaggiare Gratis Come Ragazza alla Pari (au pair)

Viaggiare Gratis Come Ragazza alla Pari
come diventare ragazza alla pari
Ogni esperienza che non richiede l'impiego di denaro m'intriga enormemente; ormai traggo un autentico piacere dall'ottenere cose senza usare i soldi e così mi ritrovo a ricercare informazioni su sempre nuovi modi per fare quello che gli altri legano indissolubilmente al denaro.

Viaggiare gratis è possibile, ne ho già parlato in passato, ma non avevo mai studiato il mondo delle ragazze alla pari, opportunità che non mi coinvolge direttamente (non ancora almeno), ma che ho deciso di approfondire e farne un articolo il più completo e utile possibile.



Di cosa si tratta


Si tratta delle possibilità di viaggiare gratis ed essere ospitati presso una famiglia in un luogo estero, in cambio di un po' di lavoro da svolgere principalmente all'interno del nucleo famigliare. Una ragazza alla pari solitamente viene trattata come un normale membro della famiglia dove è ospitata e in cambio aiuta nelle faccende domestiche e fa la baby sitter.

Possiamo scegliere una destinazione a piacere nel mondo, sia essa una città d'interesse culturale o un piccolo paese di periferia, vivere senza pagare vitto e alloggio e ricevere una piccola paga settimanale che possiamo usare nel tempo libero. L'unico costo da sostenere è quello relativo al viaggio, tuttavia in alcuni casi le famiglie sono disposte a contribuire a questa spesa oppure è il Governo stesso a rimborsare totalmente i costi del viaggio, soprattutto per permanenze lunghe. Ad ogni modo il compenso settimanale che ci viene corrisposto può essere usato per coprire o ammortizzare completamente questa spesa.

Si parla di “ragazza alla pari” e non “ragazzo” perché le ragazze sono di gran lunga preferite, tanto che sono pochissimi i Paesi che accettano ragazzi (Francia, Paesi Bassi e Paesi Scandinavi).

In generale i requisiti minimi da rispettare sono:

  • Avere un'età compresa tra i 17 e i 30 anni (in molti Paesi il limite è 18-27);
  • Essere nubili/celibi e senza figli;
  • Avere una conoscenza almeno scolastica della lingua del Paese in cui s'intende viaggiare
  • Non fumare (i fumatori sono tollerati da poche famiglie)



Regolamentazione ufficiale


Prima di capire come aderire a questi circuiti e quindi esplorare tutte le possibilità offerte ad una ragazza alla pari, vediamo di fare chiarezza sulle norme e le regolamentazioni ufficiali che stanno alla base del rapporto lavorativo definito Au pair (alla pari).

Occorre innanzitutto distinguere tra fare la ragazza alla pari in Europa o in Paesi "esterni" l'Unione Europea, perché le regolamentazioni sono differenti:

Fare la ragazza alla pari in Europa


Il collocamento alla pari è regolato dall'Accordo di Strasburgo del 1969, trasformato poi nella Legge del 18 maggio 1973 n° 304, che definisce tutti i diritti e i doveri delle ragazze alla pari. A questo accordo aderiscono i seguenti Paesi: 

  • Austria
  • Belgio
  • Danimarca
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Gran Bretagna
  • Grecia
  • Irlanda
  • Italia
  • Lussemburgo
  • Norvegia
  • Paesi Bassi (Olanda)
  • Portogallo
  • Spagna
  • Svezia

Non servono documenti particolari per viaggiare a questo scopo, soltanto il passaporto e un certificato medico che attesti che siamo in buona salute, non più vecchio di tre mesi dalla data di partenza. Non ci sono nemmeno problemi per l'assistenza sanitaria, perché i cittadini europei sono tutti dotati di tessera TEAM, cioè quella tessera blu che tutti abbiamo, che ci assicurata l'assistenza sanitaria alle stesse condizioni dei residenti di un Paese estero.



Essere alla pari fuori dall'Unione Europea


Le cose cambiano leggermente se intendiamo fare la ragazza alla pari in altri luoghi che non fanno parte dell'unione europea; in questo caso restare all'estero per più di tre mesi richiede un vero e proprio visto lavorativo ed è necessario stipulare una polizza assicurativa privata, che copra tutto il periodo di soggiorno all'estero. Verrebbe da pensare che in questo contesto non si tratti proprio di “viaggiare gratis” ma non è così: i Paesi extraeuropei hanno programmi che agevolano moltissimo questa forma di scambio.

Per fare la ragazza alla pari negli Stati Uniti, per esempio, serve il Visto J-1, si deve possedere il diploma di scuola media superiore, un'età compresa tra 18 e 26 anni e una discreta conoscenza della lingua inglese. Il soggiorno dura un anno e ci si occupa solamente della cura dei bambini, per 140 dollari la settimana e massimo 45 ore. Si ha diritto al viaggio di andata e ritorno gratuito e ad un corso di lingua anch'esso gratuito. Tra i doveri ricordo che la ragazza alla pari deve prima partecipare ad incontri di orientamento e formazione sull'assistenza ai bambini (non meno di 22 ore).

Qui tutti i dettagli per fare la Ragazza alla Pari Negli USA.



Durata


La durata della nostra permanenza all'estero varia da nazione a nazione, ma in generale possiamo dire che si va da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 12, che poi possono essere prorogati per altri 12. Si può quindi fare un'esperienza all'estero di due anni quasi totalmente gratuita, imparando la lingua in modo veramente efficace. 

Come dicevo quasi tutte le famiglie richiedono un periodo minimo di 6 mesi, ma ci si può accordare anche per due o tre mesi, soprattutto se si intende viaggiare nel periodo estivo, quando non si hanno impegni scolastici o universitari.



Come fare in modo pratico


Se vogliamo provare l'esperienza di fare la ragazza alla pari e ricercare una famiglia che ci ospiti, abbiamo sostanzialmente due possibilità: la prima è quella di affidarci alle agenzie ufficiali, la seconda è quella di aderire a circuiti di scambio di diversa natura. Affidarsi ad un'agenzia solitamente ha un costo (spesso più che contenuto) svolge per noi le pratiche, ci guida nel percorso da compiere e fornisce assistenza in caso di bisogno, “arrangiarsi” invece è la strada che si dovrebbe preferire quando si ha il supporto di qualcuno che ha già fatto questa esperienza o se non siamo proprio alle prime armi.

Qualunque sia il canale che intendiamo seguire (poi indicherò numerosi link) ci sono alcune informazioni da apprendere e buone pratiche per non incappare in spiacevoli sorprese. 

  1. Scrivere una lettera di presentazione alla famiglia che ci ospiterà, ovviamente nella loro lingua.
  2. Chiedere che venga redatto un documento informale dove viene messo per iscritto la tipologia di lavoro che la ragazza alla pari dovrà sostenere (baby sitting, piccolo aiuto domestico come apparecchiare o sparecchiare la tavola, prendere o portare i bambini da/a scuola alle/dalle attività extrascolastiche ecc.) la retribuzione esatta, ogni quanto si viene pagati e a quanti giorni di riposto si ha diritto. In Questo Post di Educazione Globale c'è un modello in inglese da utilizzare liberamente, che possiamo proporre nel caso la famiglia di destinazione non ce n'è presentasse uno.
  3. Essere certi di aver capito tutto, perché le differenze culturali e quelle legate alla lingua possono portare ad incomprensioni e malumori che possono rovinare completamente l'esperienza di una ragazza alla pari.
  4. Chiedere alla famiglia di poter sostenere uno o più colloqui via Skype per conoscersi meglio e farsi un'idea delle persone con cui avremo a che fare e conoscere prima i ragazzi che dovremo accudire.

A questo punto non rimane che agire per trovare i contatti giusti e farci ospitare all'estero gratuitamente come ragazza alla pari.




Canali ufficiali


Le agenzie riconosciute dalla IAPA (International Au Pair Association) sono generalmente quelle più serie ed affidabili, perché l'IAPA garantisce la qualità dei servizi erogati, tutela i diritti delle ragazze alla pari e delle famiglie ospitanti, oltre che dettare le linee guida che tutti devono seguire. L'IAPA, come spiega in Questa Pagina, si dichiara “contro” ogni diretto contatto tra la ragazza e la famiglia e sconsiglia di affidarsi ad agenzie non legalmente riconosciute.

Sul loro sito si trova la Lista Completa delle Agenzie per Ragazze alla Pari divise per Nazione, che possiamo consultare e contattare direttamente, ricercando attraverso una comoda mappa


ragazza paritaria
esempio di ricerca agenzie ufficiali ragazze alla pari


Come dicevo ci sono anche canali non ufficiali, ovvero siti che trattano lo scambio alla pari e dove si possono contattare direttamente le famiglie. Purtroppo in rete si trovano sia esperienze positive che negative in merito, pertanto quello che mi sento di consigliare è di sfruttare questi portali solo per entrare in contatto con persone che hanno già affrontato questa esperienza, farsi consigliare, farsi dare qualche nominativo di famiglie in cui si sono trovati bene, ma poi agire solo attraverso le agenzie ufficialmente riconosciute dall' IAPA.

Di seguito riporto alcuni dei siti più famosi per ricercare famiglie che ospitano ragazze alla pari. 




Conclusioni


I giovani, ma anche i meno giovani, possono viaggiare gratis grazie al meccanismo delle ragazze alla pari, opportunità oggi sfruttata anche dalle famiglie italiane per ospitare ragazze che in qualche modo possono insegnare ai loro figli una lingua diversa, senza pagare per costose vacanze studio.

Essere una ragazza alla pari significa sapersi adattare, avere voglia di mettersi in gioco e darsi da fare per vivere e capire veramente come si sta in un altro Paese; l'opportunità di viaggiare gratis e visitare il mondo deve essere colta senza timore, niente come l'interscambio culturale può aprire la mente delle persone e dare una visione reale di cosa significa vivere all'estero.

Per ora spero di aver dato informazioni utili e riferimenti concreti a chi intendesse tentare questa strada, mi farebbe molto piacere leggere qualche commento (positivo o negativo che sia) e consiglio di chi ha già fatto la "ragazza alla pari".

smetteredilavorare.it

1 commento:

  1. Ho fatto questa esperienza e non è andata bene, lavoravo dalla mattina alle 8 e mezza fino alle 7 di sera con una grandissima responsabilità ( bambino di un anno) , e la paghetta era una miseria, lo so che non è un lavoro ma almeno data la responsabilità mi aspettavo qualcosa in più. Diciamo che è un modo furbo per avere una tuttofare per poco e niente.Il wwof a me piace, ma questo "au pair" è un discorso di responsabilità che dovrebbe essere più regolamentato. Almeno ho visitato un posto diverso, unica cosa positiva.

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