Come Ritornare ad Essere Felici in 3 Giorni di Allenamento

essere felice
allenare la propria felicità in soli 3 giorni
“L’infelicità è molto comoda”, quando ho sentito per la prima volta questa affermazione mi sono parecchio indispettito. Ho pensato: “Ecco la solita frase ad effetto per impressionare quelli che vorrebbero essere felici, ma non ci riescono”. Eppure riflettendoci sono arrivato alla conclusione che, chi ha coniato per la prima volta questo concetto, aveva perfettamente ragione.

In questo articolo scopriremo insieme quello che ho imparato da quando ho incominciato a credere fermamente che la felicità sia come un muscolo, che va allenato e tenuto sempre in buona forma, in modo da poter essere usato quanto più ne abbiamo bisogno.



Cambiare richiede energia


Esattamente come farebbe un personal trainer, che ci sprona e ci motiva ad intraprendere le giuste azioni per lo scopo che ci siamo preposti, questo articolo sarà una sorta di mini-corso intensivo alla riscoperta della felicità, che si sviluppa attraverso tre giornate di applicazione, al termine delle quali saremo tutti più felici.

Come per le diete alimentari vincenti, che si basano su restrittive tabelle di marcia, anche la dieta della felicità si fonderà su un percorso al quale dobbiamo attenerci il più possibile. Quello che più di ogni altra cosa conta è crederci, deporre ogni pregiudizio ed auto-convincersi che bastano tre giorni per cambiare tutto e riscoprire la serenità perduta.

Per farlo dobbiamo iniziare con l’accettare pienamente questa critica:

anche se lo stato di infelicità in cui ci ora troviamo non dipendesse da noi ma dalla crudeltà degli altri o da una serie di eventi avversi, il fatto che le cose non stiano migliorando è soltanto colpa nostra. 

Permanere nello stato di assenza di felicità, per quanta sofferenza possa portarci, è molto comodo, non richiede dispendio di energie e ci fornisce un alibi perfetto per giustificare la nostra pigrizia. E’ molto più facile continuare a lamentarsi e sopportare il peso di un’esistenza grigia, piuttosto che alzarsi e combattere.

La verità è che abbiamo paura di scoprire che, se ci attiviamo, possiamo veramente essere felici, ma poi saremmo costretti a continuare a darci da fare e questo ci spaventa. E’ un processo mentale ben noto, che ci porta ad ingigantire i problemi, a credere che le cose siano più complicate e insostenibili di come lo sono realmente, e gli ostacoli insormontabili. E’ questo che ci blocca e ci intimorisce, è questo che ci impedisce di iniziare a fare qualcosa.

Per questi ed altri motivi ho capito che serve una tabella di marcia, e sono profondamente convinto che bastino tre giorni vissuti in modo differente per capire che una vita felice è possibile e non richiede poi molto impegno. Una volta che il meccanismo si è messo in moto, tutto è più facile e naturale, perché non c’è nulla di più semplice che agire in funzione della propria felicità, serve solo capire cosa fare. E’ giunto il momento di iniziare.


Primo giorno (ricominciare a fare)


Il primo giorno della nostra nuova vita sarà eccitante, ricco di entusiasmo ed aspettative, ma soprattutto sarà un giovedì: se vogliamo essere persone diverse incominciamo col pensare diversamente, rompere gli schemi mentali che ci hanno sempre limitato, quelli che ci farebbero iniziare il cambiamento di lunedì. Il lunedì non è un buon giorno per dare vita a qualcosa, siamo generalmente stressati e demotivati dalla settimana che sta per iniziare, mentre il giovedì è tremendamente vicino al weekend e il nostro umore decisamente migliore.

Alziamoci presto, un’ora prima del solito e anche se non è nelle nostre abitudini, facciamo un’abbondante colazione, in modo da ritrovare subito le energie necessarie ad affrontare bene la prima parte della giornata. Usiamo quest’ora in più per fare soltanto quello che ci piace, in modo rilassato e senza alcuna aspettativa, semplicemente divertendoci. L’obiezione “a me piace dormire quindi faccio quello” non vale :).

Anche tramite questa azione stiamo rovesciando ogni dogma: prima il piacere e poi il dovere.

Quando il resto della famiglia si sveglia salutiamoli affettuosamente, un abbraccio di 5 secondi costa appunto solo 5 secondi, ma è un gesto d’amore che cambia tutto e rende più felici noi e gli altri.

Ricordiamoci sempre che essere amati è lo scopo ultimo della vita di tutti.

Se dobbiamo andare al lavoro (dobbiamo, direi) mettiamoci in marcia prima del previsto, anche solo 15 minuti: anticipando ogni azione avremo un discreto margine di tempo per affrontare la maggior parte degli imprevisti; questo ci aiuterà ad essere più rilassati e felici; se nostro figlio rovescia la colazione avremo il tempo di sistemare con calma, senza stressarci, se ci siamo scordati di fare benzina non sarà un problema perdere 5 minuti al distributore. Grazie a questo piccolo trucco ci accorgeremo di essere più forti, cioè meno suscettibili ad eventuali problematiche, ci arrabbieremo meno e quindi saremo più sereni.

Essere trasparenti ai problemi, cioè non farsi coinvolgere emotivamente è uno dei segreti per essere felici.

Durante tutta la giornata impegniamoci molto, cioè facciamo quello che dobbiamo fare con costanza e dedizione, applicando le Regole per Risparmiare Tempo; usare bene ogni momento e creare qualcosa di concreto ci permette di migliorare l’autostima e ci fa sentire utili.

La sera usciamo presto dal lavoro e passiamo al supermercato ad acquistare alcuni ingredienti freschi per preparare una buona cena, non serve nulla di elaborato, anche un semplice piatto di pasta fatto con amore ci aiuterà a riprendere in mano la situazione. Lavorare in un ufficio producendo il superfluo non ci fa sentire capaci di provvedere al diretto sostentamento della nostra famiglia; i soldi che guadagniamo possono comperare tutti i cibi surgelati o pre-cotti di questa terra, ma si riprende fiducia nelle proprie capacità solo quando si è in grado di trasformare materie prime in cibo che possa sfamarci. E’ un piccolo gesto, ma realizzare di saper soddisfare i bisogni primari degli altri dona un senso di sicurezza e felicità. Mio nonno, quando resterà solo, non sarà nemmeno in grado di prepararsi il caffè; oggi rabbrividisco nell'apprendere che esistono uomini che non sanno cucinare o lavare i vestiti, come ci si può sentire forti se non si è indipendenti sotto ogni punto di vista?

La sera, invece di trasformarci in esseri passivi da divano, usiamo mezzora del nostro tempo per fare un lavoretto in casa, ne basta uno tra quelle decine di piccoli interventi che abbiamo sempre trascurato. Poi andiamo a dormire presto.

Conclusione 1° giornata


La prima giornata è tutta incentrata sull'importanza di riprendere il controllo delle proprie capacità, trasformarsi da passivi ad attivi, persone che hanno piena consapevolezza delle proprie capacità, che agiscono e che sono indipendenti sotto ogni punto di vista. Giorno dopo giorno ci accorgeremo come questo atteggiamento possa influenzare positivamente la nostra vita, consentendoci di essere felici, perché padroni del giorno, operai che costruiscono la propria esistenza attraverso le proprie capacità.



Secondo giorno (ricostruire i rapporti)


Tutti vogliono essere ascoltati e capiti, tutti vogliono raccontare quello che gli è capitato, confidarsi, sfogarsi, trovare qualcuno a cui raccontare i propri sogni e con cui condividere i successi. Le persone vogliono essere al centro dell’attenzione, protagoniste della scena sociale, ma molti non si accorgono che parlare solo di se stessi indispone e annoia. In queste tre giornate in cui ritorneremo ad essere felici agiamo controtendenza e rimpiazziamo la parola con l’ascolto. Ascoltare veramente, in modo interessato, interagendo e facendo domande, è una delle capacità più difficili da acquisire, ma anche quella che può migliorare rapidamente il rapporto con il prossimo.

Oggi come ieri ci siamo alzati presto, pertanto abbiamo dedicato un po’ di tempo a noi stessi, ci siamo realizzati e siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Ora che anche la nostra famiglia è sveglia, spendiamo 10 minuti per parlare, chiedendo come stanno, cosa faranno nell'arco di tutta la giornata e cosa gli piacerebbe fare una volta rientrati. Il dialogo si ricostruire facendo in modo che gli altri si sentano a proprio agio nei nostri confronti; ci sono persone che quando gli parli ti fissano immobili e altre che invece sorridono e annuiscono; per noi è certamente più piacevole colloquiare con quest’ultime, perché ci danno conferma di interesse e coinvolgimento a mano a mano che proseguiamo nel nostro discorso. Impariamo ad assumere questo atteggiamento, quando intratteniamo un discorso il nostro fine ultimo deve essere solo quello di passare del tempo di qualità e cercare di imparare qualcosa, non di imporci sugli altri o mostrare quanto siamo bravi/capaci/intelligenti.

Per Essere Felici evitiamo di scaricare sugli altri, ansie, preoccupazioni e aspettative, durante tutto l’arco della giornata dobbiamo semplicemente rovesciare il modo di fare che fino ad oggi ci ha contraddistinto, smettere di aspettare il nostro turno per parlare e iniziare ad ascoltare, chiedere e approfondire i ragionamenti degli altri. Se non ci viene naturale non significa che sia finzione, siamo semplicemente abituati ad essere egocentrici, perché i modelli che ci vengono propinati lo sono e noi tendiamo ad imitarli. Ci vuole tempo ed allenamento per tornare ad intrecciare discorsi basati sul reciproci scambio, ma una volta imparato il vero dialogo ci si rende conto che le persone inizieranno a trattarci diversamente dagli altri, ci diranno cose che non dicono a nessuno e saranno più buone e disponibili nei nostri confronti.

Appena possibile telefoniamo o scriviamo un messaggio a quegli amici che per pigrizia è un po’ di tempo che non sentiamo, ricordo di aver letto uno studio che spiegava come sia sufficiente contattare un amico due volte al mese per mantenere con lui un rapporto migliore di quello che mediamente le persone intrattengono. Questo la dice lunga sulla scarsa importanza che diamo ai rapporti; se ci interessiamo poco alla vita degli altri e non ci preoccupiamo di andare a trovarli o invitarli a cena, non possiamo certo pretendere di avere una vita sociale appagante, di essere cercati, amati, quindi felici.

Infine, per quanto lunga e stressante può essere stata la nostra giornata, dobbiamo sforzarci di entrare in casa con un bel sorriso e lasciare fuori ogni problematica: ricordiamoci sempre che Il Lavoro può Rovinare la Vita Famigliare pertanto separiamo completamente questi due mondi. Il fatto che il secondo giorno cada di venerdì dovrebbe aiutarci ad essere felicemente pieni di energia per via del week-end che sta per iniziare. Sfruttiamo questa forza per trattare argomenti positivi, il nostro compagno o compagna e i nostri figli hanno a loro volta avuto una giornata lunga e impegnativa, l’ultima cosa che desiderano e passare le rimanenti ore a sentire brontolare qualcuno, dover ascoltare lamentele e convivere con una persona arrabbiata, stressata, che le tratta male. Ascoltiamo le esigenze dei nostri famigliari e rendiamoci disponibili ad aiutarli qualora si necessario. Proponiamo una bella attività da fare insieme nel fine settimana e andiamo a dormire presto.

Conclusione 2° giornata


La seconda giornata del nostro percorso per essere felici è completamente incentrata sul recupero del rapporto con gli altri. Ricordiamoci sempre Della Comunicazione Non Violenta, cioè di come le parole possono essere un messaggio di benvenuto, ma anche una porta chiusa in faccia. Basta un attimo per offendere qualcuno, una frase o anche solo una parola sbagliata, e alle volte non basta una vita intera per rimediare. Stiamo molto attenti a come ci relazioniamo con gli altri, se siamo scortesi con le persone che ci circondano finiremo per essere infelici, perché l’uomo ha un gran bisogno di essere amato e la sua felicità dipende quasi esclusivamente dalla trasparenza dei rapporti che riesce a tessere con gli altri.



Terzo giorno (riscoprire la vita vera)


Se siamo stati bravi e abbiamo intrapreso questo breve cammino in un bel giovedì di primavera, il terzo giorno di “training” cadrà di sabato, momento ideale per distaccarsi completamente dal lavoro e dal consumismo e affrontare l’ultimo passo per essere felici.

Continuiamo ad alzarci presto e ad usare il tempo per noi stessi, per fare qualcosa che ci piace, anche solo leggere un libro o guardare il sole sorgere, ma godiamo di questo momento di pace. Ripensiamo ai giorni passati e impariamo ad essere fieri di aver fatto qualcosa di completamente diverso dalla massa; non siamo più schiavi della sveglia impostata all'ultimo minuto, del caffè bevuto senza piacere e di quel tremendo senso di frustrazione per aver buttato via l’ennesima giornata. Ora siamo migliori, orgogliosi di aver fatto quello che la maggior parte delle persone vorrebbe ma non riesce, siamo forti.

Per essere pienamente felici non ci rimane che assaporare il gusto di una giornata lontani dai dogmi del consumismo e del denaro, quindi, l’obiettivo di questo meraviglioso sabato di sole, sarà ritrovare la vita vera, usando pochissimi soldi e riscoprendo la natura.

Evitiamo di accendere qualsiasi aggeggio elettronico, niente televisione, radio, computer, tablet, console portatili e cellulari; stacchiamo la spina da tutto e incominciamo ad osservare le nostre reazioni e quelle di chi ci sta accanto. Probabilmente, la totale dipendenza che abbiamo sviluppato nei confronti della tecnologia, soprattutto dal punto di vista dell’intrattenimento, ci rende incapaci di fare qualsiasi cosa che non ne contempli l’utilizzo. Senza poter guardare il telegiornale, consultare la mail, WhatsApp o Facebook ci sentiremo persi. Questi strumenti rappresentano le armi che il consumismo dispiega per tenerci in un perenne stato di passività; perdiamo così tanto tempo a chattare o a guardare la TV che le nostre capacità e la nostra fantasia si sono notevolmente affievolite, se non abbiamo “qualcosa” che ci intrattiene non sappiamo cosa fare, addirittura crediamo di non poter essere felici senza.
Tutto questo va combattuto, ed è per questo che oggi prepareremo quattro panini e ci metteremo in marcia il prima possibile in direzione della natura. Prediligiamo la bicicletta o i mezzi e, solo se non abbiamo alternative, l’automobile. Raggiungiamo un luogo lontano dalla città e passiamo una giornata giocando con i nostri figli, prendendo il sole con la nostra compagna o con un amico, chiacchierando e gustando ciò che abbiamo preparato. Niente passeggiate in città o nei centri commerciali, niente aperitivo o cene al ristorante, camminiamo nella natura e riscopriamo la bellezza di fare attività che non richiedono l’impiego del denaro.

Essere felici significa imparare a stare bene con poco e godere di quello che si ha già; stare nella natura ci può insegnare a Vivere Veramente nel Presente, l’unico luogo nello spazio-tempo dove non ci sono né problemi né preoccupazioni.

Se possibile Ricerchiamo il Silenzio, perché solo grazie all'assenza di stimoli esterni possiamo permettere ai nostri pensieri di viaggiare liberi e formulare quei concetti fino ad oggi oppressi dal continuo rumore di fondo della città e dagli input che ci martellano ogni istante.

Conclusione 3° giornata


La terza ed ultima giornata è incentrata sull'importanza di allenare la capacità di divertirsi senza usare i soldi, abilità che possiamo sviluppare distaccandoci da tutti quegli oggetti che tengono la nostra mente costantemente proiettata nella società. Un giorno lontani da tutto è sufficiente per farci comprendere come la stragrande maggioranza delle cose che abbiamo non ci servano. Abbiamo bisogno di questa prova per testare sulla nostra pelle che essere felici non dipende da quello che possediamo, ma dalla qualità del tempo che trascorriamo. Più intense ed attive sono le giornate, maggiore sarà il senso di appagamento che ne trarremo, al contrario, continuare ad essere spettatori passivi che reagiscono solo quando ricevono un input dal cellulare o dalla TV, appiattisce sempre di più la nostra vita e rafforza il deleterio legame con la società dei consumi.



Ritornare ad essere felici


Questo piccolo progetto volto alla ricoperta di quei valori che stanno alla base di una vita felice è esattamente quello che ci serve per iniziare il cambiamento; alla fine del breve percorso che qui ho voluto proporre ci sentiremo meglio, non tanto perché abbiamo costruito qualcosa di concreto (tre giorni sono pochi) ma perché siamo stati capaci di rompere quelle abitudini e quegli schemi che ci hanno sempre impedito di essere felici.

Siamo sempre stati consapevoli del fatto che lo stato di infelicità in cui ci troviamo può essere combattuto solo attivandosi concretamente, ora, grazie a questo piccolo progetto da sviluppare in tre giornate sappiamo esattamente cosa fare, quindi non abbiamo più scusanti ne falsi problemi a cui appellarci per auto-convincerci che non possiamo fare nulla per ritrovare la felicità perduta.

Riassumendo:

  • 1° giorno (giovedì): ritroviamo la fiducia nella nostre capacità, iniziamo a fare.
  • 2° giorno (venerdì): tramutiamo la carica mentale positiva del venerdì, in un’arma per migliorare i rapporti.
  • 3° giorno (sabato): sfruttiamo l’assenza di lavoro per distaccarci dal consumismo e dal denaro.

Quello che ora ci serve è una bella canzone, credo molto nella musica e nella sua capacità di darci la carica e la giusta motivazione, e penso che Not As We di Alanis Morissette oggi calzi proprio a pennello: giorno uno, comincia di nuovo tutto da capo, primo passo, per ora faccio fatica.


Buon allenamento!

11 commenti:

  1. Bellissimo, sei un grande non vedo l'ora di provare questo post mi ha cambiato qualchecosa dentro, però anche tu a pubblicarlo di venerfi ora devo aspettare una settimana per farlo ;)

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  2. ci avevo pensato a pubblicarlo di mercoledì, però siccome pubblico ogni quattro giorni, la prossima pubblicazione di mercoledì sarebbe capitata tra tre settimane, e invece volevo pubblicarlo subito :D

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  3. CIAO FRANCESCO, casca giusto a pennello, oggi e' il mio compleanno,
    provero' questo post, ma oggi e' venerdi, comunque GRAZIE.

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  4. bello gustoso quest'articolo :) molto stimolante

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  5. Ciao Francesco, questo è un ottimo spunto per darsi una scossa e cominciare a pensare le giornate in modo diverso, ma soprattutto per ritrovare l'energia positiva che serve a uscire da questa grigia routine che accomuna le giornate della maggior parte di noi. Continua così, bravo!

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  6. davvero complimenti e grazie .....

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  7. penso che sia uno degli articoli piu' belli che abbia mai letto su internet......
    ...non scrivo molti commenti....ma questo li merita.......
    super e ...
    davvero complimenti e grazie ancora......
    saluti da petesam

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  8. Queste cose, almeno alcune, già le faccio.
    E devo dire che effettivamente servono per affrontare la giornata con la giusta carica.
    Pecco solo nella dipendenza della TV, anche se lieve, e nel riallacciare i rapporti con più persone.
    Anche se, come al solito, i veri amici sono veramente pochi.

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  9. Ti ringrazio per il bellissimo articolo! Davvero stimolante!
    Peccato che io non sia nel contesto adatto per poterlo mettere in atto da subito.
    Vivo da sola in casa a Tenerife, dove non ho ancora amici...il mio negozio non sta andando come vorrei e per giunta ci sto da sola...e la natura c'e' ...non mi sento proprio nel mood di viverla da sola...
    Hai un piano B...fatto per chi sta come me?

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  10. veramente interessante ho gia' cominciato a immaginare come potranno essere le mie prossime giornate gia' aver letto i tuoi consigli mi sento piu' rilassato complimenti e grazie

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  11. Grazie, stavo affrontando brutti pensieri e il tuo articolo mi ha ridato un po' di positività

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