3 Cattive Abitudini che ci Impediscono di Cambiare

3 Cattive Abitudini che ci Impediscono di Cambiare
atteggiamenti che impediscono il cambiamento
Abbiamo cercato invano di cambiare la nostra vita, ma sembra che per quanti sforzi facciamo, non siamo in grado di trovare il giusto ritmo per eseguire quelle azioni concrete e continuative, necessarie ad un vero cambiamento. Tutto questo è probabilmente legato a tre cattive abitudini, comportamenti che assumiamo in modo automatico ma che, in qualche modo, frenano la nostra corsa.

In questo articolo capiremo quali sono gli errori più comuni che quotidianamente compiamo, dietro ai quali si nasconde la rete che ci tiene intrappolati alla nostra attuale vita. Liberarsene è il primo passo da compiere, e va eseguito oggi stesso.


Premessa


Quello che siamo è l'esatta conseguenza delle azioni che abbiamo compiuto in passato; ogni piccola decisione, sommata alle altre, ci ha portati nella situazione in cui ci troviamo. Alcune delle nostre scelte possono certamente essere state dettate da particolari condizioni o problemi che abbiamo dovuto affrontare, per questo non siamo sempre “colpevoli” della nostra infelicità, ma ciò che conta veramente è comprendere che tutto questo può cambiare grazie ad un potere decisionale che sta interamente nelle nostre mani.

Siamo abituati ad agire in una determinata maniera un po' per inerzia, un po' per abitudine e talvolta anche per ignoranza, senza chiederci realmente il perché dei nostri comportamenti. Dietro ad atteggiamenti che siamo soliti assumere, si nascondono alcune cattive abitudini che andrebbero debellate, se ci riconosciamo nelle azioni che sto per elencare, dovremmo seriamente prendere in considerazione la possibilità di cambiare atteggiamento, perché sono questi gli automatismi che ci impediscono di Cambiare Vita.


1. Credere di essere più furbi degli altri


Siamo abbastanza portati a credere di essere detentori della verità, che il nostro modo di vivere o il modo di pensare siano eccezionali e migliori di quelli degli altri. Che la nostra filosofia di vita sia quella giusta e che se tutti facessero come noi, allora sì che le cose andrebbero bene. Questo atteggiamento è spesso dettato dall'ignoranza, nel senso buono del termine, ovvero la scarsa conoscenza del mondo, di altre realtà e filosofie di vita, aspetti che alimentano la cattiva abitudine di giudicare continuamente gli altri e il loro modo di essere.


pessima abitudine


La convinzione di essere superiori crea una barriera invisibile che non ci permette di essere autocritici nei nostri confronti, di valutare in modo lucido le situazioni e gli atteggiamenti che assumiamo, impedendoci di migliorare. Chi crede di avere già il piede sull'ultimo gradino della scala evolutiva, non mette in discussione nulla della propria vita, perdendo l'opportunità di cogliere gli aspetti positivi delle esistenze altrui e adottarle al fine di migliorarsi.

Talvolta questo comportamento è così profondamente radicato, da spingerci a rifiutare a priori qualunque consiglio; si viene così a creare una gabbia dalla quale non possiamo uscire, che si autoalimenta attraverso un atteggiamento di chiusura mentale che, col tempo, non fa altro che crescere.

Se ci rendiamo conto di essere intolleranti alle esistenze altrui, di passare il tempo a giudicare e a paragonare, sempre in negativo, le loro vite alla nostra, allora soffriamo certamente della cattiva abitudine di crederci migliori di tutti, atteggiamento che ci limita e non ci fa vedere le cose per come sono realmente. 

Questo problema si supera sforzandosi di capire i motivi che spingono le persone a compiere determinate azioni, senza giudicare, ma solo valutando i fatti e indagando su cosa può aver spinto una persona verso una certa scelta o ad avere un determinato carattere. Scopriremo presto che le persone non sono migliori o peggiori, ma solo diverse, che hanno un motivo per ogni scelta intrapresa e che non sono colpevoli di nulla, se non, a loro volta, di non guardare alla vita degli altri con quell'atteggiamento propositivo che potrebbe invece portarle ad un miglioramento.


2. Evitare ciò che ci spaventa


Nella vita, se c'è qualcosa che ci spaventa, dovremmo farla. Non sto parlando della paura di attraversare di corsa l'autostrada o bere l'acido muriatico, ma di prendere l'iniziativa e affrontare quelle situazioni nelle quali non ci sentiamo a nostro agio. Perché mai dovrei fare qualcosa che non mi va di fare? Beh, ma per un motivo molto semplice: la vita è piuttosto imprevedibile ed è molto probabile che in futuro ci ritroveremo ad essere obbligati ad affrontare ciò che adesso evitiamo come la peste. Quando questo accadrà, per ottenere il massimo da ogni situazione ed uscirne vincitori, è importante arrivare preparati e ben consapevoli di quello che ci attende. E' innegabile che siamo tutti maggiormente a nostro agio se ci troviamo ad affrontare qualcosa che conosciamo già bene.

brutte abitudini


Alcun anni fa avevo paura di sostenere i colloqui di lavoro, sia per la timidezza che mi ha sempre contraddistinto (e che ho combattuto con tutte le mie forze) sia perché, essere sotto esame, mi fa sentire vulnerabile. Questo “problema” mi ha fatto perdere alcune occasioni interessanti, perché la mia incapacità di restare rilassato e ragionare in modo lucido, trasmetteva immaturità ed inadeguatezza a certi ruoli. 

Avevo la cattiva abitudine di evitare di mettermi in gioco ma, ad un certo punto ho deciso di affrontare questa paura e sottopormi a più colloqui di lavoro possibili, anche presso aziende che non mi interessavano. Non è stato facile, ma dopo mesi passati a parlare con esaminatori e fare test di ogni sorta, ho accumulato così tanta esperienza da trasformare situazioni scomode in contesti in cui mi sentivo a mio agio. Ero diventato così abile a sostenere colloqui di lavoro che sapevo esattamente come sviare l'attenzione del mio “esaminatore” quando non sapevo rispondere o di cambiare atteggiamento in base alla persona che mi trovavo di fronte. Mi fu addirittura offerto un posto per il quale non avevo nessuna competenza, solo perché andavo a genio allo psicologo che aveva l'incarico di esaminarmi.

Da quel giorno, anche se fare qualcosa mi spaventa a morte, ho preso l'abitudine di affrontarla apertamente invece di cercare di evitarla o delegare a qualcun altro; questo mi ha permesso accumulare molta esperienza ed apprendere nozioni che mai avrei creduto di arrivare a conoscere.

Tutti dovremmo buttarci nelle situazioni che ci imbarazzano, in modo da imparare a convivere con condizioni a noi avverse e risvegliare quei lati della nostra personalità che, nella vita, possono esserci di grande aiuto.


3. Dare tutto per scontato


In questo momento siamo seduti di fronte ad un monitor, io sto scrivendo e voi state leggendo, qualcuno è al lavoro, altri a casa, altri ancora su un treno, in aereo o sdraiati in spiaggia che consultano smetteredilavorare.it tramite smartphone. Indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo la nostra condizione dipende da una serie di servizi a cui abbiamo accesso. Possiamo aprire il rubinetto e bere acqua fresca perché c'è un sistema molto complesso e ben funzionante che ce lo permette, possiamo nutrirci perché esiste una rete di coltivazione, allevamento e distribuzione del cibo che rifornisce i mercati e controlla le condizioni igieniche ed, infine, ce ne stiamo al calduccio perché sottoterra c'è un'immensa rete di trasporto del gas naturale, che necessita di continua manutenzione.

abitudini deplorevoli


Dai beni primari fino a tutto il superfluo, ogni singolo attore della grande catena ha un ruolo ben preciso che continuerà ad assolvere fintanto che le condizioni socio-economiche della nostra nazione lo permetteranno.
Siamo nati e vissuti in questo illusorio e temporaneo stato di benessere, pensando che questa sia la normalità, che tutto sia sempre stato così e che non sussista il rischio che le condizioni possano improvvisamente cambiare. Eppure la storia è costellata di decisioni prese da un solo individuo, che hanno cambiato le sorti di milioni di persone, basti pensare alla “Soluzione Finale” di Adolf Hitler o al famigerato “Sì” alla bomba su Hiroshima, pronunciato da Harry S. Truman. Anche senza andare a scomodare eventi di queste dimensioni, non è difficile immaginare che la nostra vita, in un istante qualunque, possa essere stravolta da un evento inatteso.

Tutto questo dovrebbe insegnarci a vivere ogni giorno come una grande opportunità, invece la stragrande maggioranza delle persone ha la cattiva abitudine di dare tutto per scontato, conducendo un'esistenza piatta, passiva, nell'arco della quale subisce il proprio destino invece di prendere la vita per le corna e viverla appieno. Ogni giorno può realmente essere l'ultimo, al telegiornale sentiamo quotidianamente notizie di catastrofi di ogni genere, eppure crediamo che a noi questo non possa capitare, che tutto resterà sempre invariato. Quando poi la vita decide che è arrivato il nostro turno, ci impartisce una lezione che non dimenticheremo più ed è lì che apriamo finalmente gli occhi e ci rendiamo conto che abbiamo vissuto in una bolla, maledicendoci per non aver sfruttato il tempo, dando ogni cosa per scontata.

Facciamo in modo di non rimpiangere i giorni passati, diamo alle cose il loro reale valore, a partire dal tempo e dalla vita stessa, doni meravigliosi che vanno vissuti con coraggio e sfruttati appieno.


Conclusioni

Diceva Ugo Foscolo che le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.

In questo articolo ho voluto mostrare come poche cattive abitudini, che molti di noi non si accorgono nemmeno di avere, costituiscano l'energia che alimenta la gabbia invisibile in cui viviamo. Lo stato di perenne immobilità cerebrale e fisica in cui siamo, si alimenta ogni giorno delle nostre stesse cattive consuetudini. Crediamo che la situazione di malessere che ci attanaglia sia causata da eventi esterni sui quali non abbiamo controllo, quando invece la nostra vita è ferma su un binario tronco, principalmente perché abbiamo la testa piena di concetti sbagliati e gli occhi volutamente chiusi.

Quello che sistematicamente accade è che ad un certo momento della vita di tutti, si prende coscienza della situazione e ci si maledice per essere stati così sciocchi da credere di sapere già tutto, di aver perso ghiotte occasioni per via di stupide paure e, infine, di aver trascurato qualcuno o qualcosa di veramente importante, senza avergli attribuito il valore e le attenzioni che meritava.

Possiamo Cambiare Tutto Questo semplicemente assumendo un atteggiamento diverso nei confronti della vita e delle persone, abbandonando le cattive abitudini qui descritte e adottando uno stile di vita e di pensiero prima sconosciuti. 

7 commenti:

  1. Uno dei migliori articoli mai scritti sul blog. Complimenti!

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  2. Stavo per usare le stesse parole dell'anonimo qui sopra, è vero Francesco! Uno dei migliori!

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  3. Complimenti: chiarezza, applicabilità, argomwento non teorico e "sentito" da chi scrive. Bravissimo. Giancarlo

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  4. Il problema dei colloqui è quello che ho io adesso :-(

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  5. importante e vero tutto quello che hai scritto, ma non è così facile modificare i nostri atteggiamenti interiori, è un lungo e difficile lavoro.

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  6. MOLTO INTERESSANTE

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