Come Risolvere i Problemi che Incontriamo nella Vita

Come Risolvere i Problemi che Incontriamo nella Vita
L'approccio giusto ad un grattacapo
Chi intende cambiare vita, trovare la strada per essere felice o addirittura smettere di lavorare, dovrà risolvere molti problemi; uscire dalla propria zona di comfort e mettersi in gioco, significa camminare su sentieri poco conosciuti, dove spesso siamo chiamati a prendere decisioni e risolvere questioni.

E' quindi molto importante capire quale sia il modo più semplice ed efficace per risolvere una situazione che ci impedisce di proseguire nel nostro cammino, una tecnica molto diversa dalle classiche strategie che ci insegnano nel mondo del lavoro, per risolvere le questioni in modo rapido e con il minimo impiego di risorse.


Capire i problemi


Sono stati spesi fiumi di parole per definire l'approccio corretto per risolvere un problema, ma ogni volta che rileggo i concetti che stanno alla base del Problem Solving, non riesco a smettere di pensare che non ho scoperto nulla di nuovo e che quello che mi viene proposto non è un metodo adatto alla vita vera, ma solo ad un contesto di business, dove conta di più risolvere rapidamente e alla bene-meglio, piuttosto che essere certi di aver dissolto completamente ogni difficoltà, in modo profondo e definitivo.

Non sono mai stato bravo a risolvere le questioni, ma da quando ho deciso di smettere di lavorare, ho dovuto affrontare così tante situazioni impreviste, che l'esperienza e l'enorme mole di errori, mi hanno fatto elaborare una strategia davvero ottima per risolvere i problemi che incontravo. Credo sia giunto il momento di condividere il mio approccio alle avversità, così da agevolare il percorso di chi sta cambiando vita e si trova a dover superare mille difficoltà.


Cos'è un problema


La prima importantissima nozione è relativa al concetto di problema stesso e a come ci rapportiamo con esso. Si assume sempre che il problema sia un dato di fatto, il punto fermo da cui partire e in rapporto al quale costruire una soluzione, ma non è sempre detto che sia così, alle volte, semplicemente cambiando punto di vista riusciamo a trasformare il problema in qualcosa di più facile approccio.

Un esempio abbastanza famoso è quello dell'invenzione del Post-it: al chimico Spencer Silver era stato commissionato di inventare una colla molto potente ma, dopo numerosi tentativi, riuscì solo a creare un collante debole, che non si fissava sulla carta. Se avesse cambiato punto di vista, valutando il problema da una diversa angolazione, si sarebbe certamente accorto che quello che contava non era tanto produrre una colla potente, ma dare al committente un prodotto che potesse essere venduto bene. Spencer aveva inventato la colla per i Post-it, ma non fu così bravo da rovesciare la situazione a suo favore, convincendosi di aver fallito. Fu invece un suo collega a capire che quello che aveva inventato poteva generare un business immenso, tanto che s'impadronì dell'idea e divenne ricco.

Questo esempio ci fa comprendere che esiste un problema solo quando vi è una mente che vive una certa situazione come problema e che prima di impazzire nel cercare di risolverlo, è sempre più saggio domandarsi se si tratta realmente di un problema, o se possiamo trasformarlo in un'opportunità, semplicemente cambiando il nostro punto di vista.



Aspettare


Nel mare delle difficoltà, se facciamo la mossa sbagliata, rischiamo di peggiorare la situazione anziché migliorarla; molte volte, la voglia di mettere subito le cose a posto e sbarazzarsi di un problema che non ci permette di proseguire nel nostro cammino, ci espone al rischio di complicare ancora di più la situazione e generare ulteriori problemi.

Una volta, mentre correvo perché avevo fretta, mi capitò di urtare con il gomito il grande quadro indiano che ho appeso sul muro lungo le scale. E' un dipinto prevalentemente rosso con varie sezioni in rilievo. Si staccò un piccolo pezzo, così, senza riflettere un solo istante, pensai di incollarlo immediatamente con un po' di Attack. Proprio perché volevo rimediare subito al danno, non mi preoccupai di coprire il legno delle scale con un telo e una goccia di colla cadde sul rivestimento di legno scuro, intaccandolo per sempre. Invece di risolvere un problema, ne avevo creato un altro.

Da quel giorno imparai che riflettere è il secondo passaggio obbligato per avere successo nella risoluzione dei problemi; se la situazione non richiede un intervento immediato, è sempre meglio lasciare le cose come stanno, anche per diversi giorni, e valutare con attenzione la situazione. Molto spesso accadono eventi inaspettati che cambiano completamente le nostre prospettive e aprono a nuove possibilità. Altre volte accade che un problema scompare del tutto oppure si trasforma in qualcosa di molto più semplice o addirittura in un'opportunità.

Qualche tempo fa eseguii delle registrazioni per una band di ragazzi molto giovani; a lavoro quasi ultimato, il computer che utilizzo in studio ebbe un problema e persi l'intera registrazione delle tracce di voce che il cantante aveva eseguito un paio di giorni prima. Per pigrizia non avevo fatto il backup del lavoro, così mi ritrovai con la necessità di comunicare l'accaduto alla band. Fortunatamente non riuscii a contattarli, perché il referente del gruppo era partito per le vacanze; qualche giorno dopo mi arrivò un email in cui la band mi comunicava di voler registrare nuovamente la voce perché credevano di non aver fatto un buon lavoro, ero salvo.

Questo esempio ci insegna che, alle volte, è meglio non modificare lo stato delle cose, fintanto che queste non rappresentano un problema che debba essere per forza risolto, la vita è talmente imprevedibile e sorprendente, che spesso non abbiamo nemmeno bisogno di risolvere un problema, ma solo aspettare che questo muti di forma. Inoltre l'attesa permette di riflettere bene su come intervenire e su quali aspetti del dilemma focalizzare la nostra attenzione.



Se ti lamenti sei parte del problema


Tuttavia non può andare sempre bene, nel corso della nostra vita abbiamo dovuto (e dovremo) risolvere numerose questioni, quindi è importate capire quale sia l'approccio più produttivo per superare le difficoltà. Nel film Pulp Fiction, Mr. Wolf di mestiere “risolve problemi”, il suo approccio alla risoluzione delle seccature ci da lo spunto per capire come agire.



E' tipico delle persone lamentarsi di una determinata situazione o chiedersi continuamente il perché sono finite per ritrovarsi nei guai, Mr.Wolf non chiede niente, analizza la situazione in modo sobrio, senza farsi sopraffare dalle emozioni e poi elabora una soluzione concreta e attuabile. Non serve spendere altre parole su questo concetto, credo sia molto semplice capire l'importanza di fermare la mente dal suo continuo rimuginare, biasimare e chiedersi il “perché” dell'accaduto, quando l'unica cosa che conta è analizzare il “come” risolverlo.



L'approccio dall'alto


Quasi tutti i testi e le teorie che trattano la risoluzione di una problematica, suggeriscono di elaborare più soluzioni e poi scegliere quella che ha il minor costo in termini di realizzazione, si tratta certamente di un approccio valido, che può portare ad una risoluzione, ma non è quello maggiormente efficace.

Numerosi portabandiera di questa ideologia non danno evidenza del fatto che quel modo di agire è adatto ad un contesto aziendale, dove la soluzione più rapida e meno dispendiosa per risolvere una grana, va di pari passo con il concetto di ottimizzazione delle risorse e guadagno, ma non si applica bene alla vita di tutti i giorni.

Alle persone importa molto di più di risolvere i propri problemi che quelli della propria azienda, anche perché quest'ultimi sono spesso (se non sempre) generati da cattive decisioni prese da parte della dirigenza, dalla mancanza di controllo o di protocolli precisi su come agire, o spesso dal voler gestire le risorse come meri numeri, invece che come esseri umani. Perché dovremmo risolvere noi un problema che ci hanno creato, e che spesso non è nemmeno un nostro problema?

Meglio concentrare le energie sui problemi della vita vera, le sfide che questa ci chiama ad intraprendere e, in questo caso, occorre adottare un approccio opposto rispetto a quello che ci hanno sempre insegnato, una strategia che abbia il solo scopo di essere certi di risolvere un problema, non di risolverlo velocemente o con il minor dispendio di energie. Infondo, quello che conta, è avere la sicurezza che le nostre azioni portino ad un miglioramento delle cose, permanente e reale.

Immaginiamo di dover arrivare in tempo ad un appuntamento importante. L'approccio di un'azienda sarebbe quello di prenotarci il treno più economico e di farci partire il più tardi possibile, così da ottimizzare denaro e tempo, ma in questo caso i possibili contrattempi sarebbero numerosi; un banale sciopero o il maltempo potrebbero mandare all'aria tutto. Se questo appuntamento però fosse con la nostra amata, quello che ci interesserebbe sarebbe solo avere la certezza di non mancare per nessun motivo; per ottenere questo risultato dobbiamo capovolgere completamente il ragionamento, partendo dall'alto, dalla soluzione che ci da maggior certezza e poi scendere fino a quando non troviamo il giusto compromesso tra sicurezza del risultato e fattibilità. Potremmo allora incominciare immaginando di affittare un elicottero e un pilota che ci trasportino da lei in pochi minuti e poi abbassare il tiro fino a decidere quanto siamo disposti a mettere sul piatto per avere la sicurezza di avere successo nel nostro intento.

Se siamo riusciti a cogliere questa differenza, allora abbiamo capito che per cambiare è importante affrontare i problemi in modo da trovare certamente una soluzione; se si vuole veramente farcela, allora va compreso che nella vita è molto più importante fare grandi sforzi per ottenere risultati certi, piuttosto che fare poco, sperando che le cose vadano comunque bene.



Conclusioni


Ancora una volta, se si esaminano a fondo le questioni, ci si rende conto che le usanze e gli approcci suggeriti dalla società, non si rivelano efficaci se applicati alla vita di tutti i giorni, e questo la dice lunga sul rapporto che intercorre tra il mondo della produzione sfrenata e quello della vita libera. Saper distinguere sempre le due situazioni, ci porta ad elaborare ragionamenti più congruenti al nostro obiettivo di cambiare vita per sempre.

Nel processo di risoluzione di una problematica, ci rendiamo conto che un dilemma può essere risolto in molti modi, ma quello di maggior efficacia (descritto in questo articolo) lo riassumo nel seguente schema:

annullare incertezze


7 commenti:

  1. ottimo articolo come sempre! Unico appunto: il film non è "Le Iene" ma "Pulp Fiction";-)

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  2. Grande articolo!
    Pero' Francesco, non mi puoi dire che Mr.Wolf appare nel film "le iene", questo video é tratto da "Pulp Fiction"

    un saludo,
    Diego

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  3. Ciao Francesco. Mr. Wolf è in Pulp Fiction! tana per Chicco!

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  4. O mamma mia scusate, correggo subito, grazie per avermelo fatto notare :)

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  5. siamo tutti fan di Tarantino qua! :-D

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  6. Grande Articolo!! I problemi devono essere risolti solo quando si presentano realmente, senza anticiparli. Cercare di risolverli prima è solo uno spreco di energie. Non potremo mai sapere come evolverà quel problema.
    Inoltre, preoccuparsi non serve a niente. Il fatto che ci stiamo preoccupando non risolverà il nostro problema, sono le azioni a risolvere i problemi.
    Un giorno andai a farmi un massaggio per rilassarmi. Fuori dal centro non trovai parcheggio, e lasciai la macchina posteggiata male, quasi in divieto di sosta. All'inizio del massaggio ripensavo alla macchina posteggiata male e non riuscivo a rilassarmi , sprecando quindi i soldi del massaggio. Ma poi realizzai che la mia preoccupazione non serve a niente. Il fatto che io mi preoccupi non eviterà di farmi prendere una multa. Evitai quindi di preoccuparmi, almeno in caso di multa mi sarei goduto il massaggio.
    La multa poi non c'era, se avessi continuato a preoccuparmi avrei sprecato i soldi del massaggio senza motivo :)

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  7. Nessuna cosa può dare risultati certi. Bisogna sempre fare i conti con l'imprevedibile. Non tutto dipende dalla nostra volontà e dal nostro sforzo.

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