Guadagnare con i Bitcoin Minando Moneta Virtuale

Guadagnare con i Bitcoin Minando Moneta Virtuale
Quanti soldi si possono fare con i Bitcoin

La recente riflessione su come le banche agiscono al fine di Fare Soldi dal Nulla mi ha spinto a ricercare alternative al denaro, cioè alla moneta così come oggi la conosciamo, e provare a capire se, nel mondo, esiste una valida alternativa, magari non plasmabile dalla volontà di pochi potenti, che oggi possono giocare con le nostre vite, attraverso qualche click del mouse.

Ho trovato qualcosa di veramente interessante, chiamato Bitcoin, ovvero una moneta virtuale diffusa in tutto il mondo, che può essere usata per acquistare moltissimi oggetti e servizi, anche tramite cellulare, perfettamente legale, scambiata senza che le banche si intromettano e generata dalle persone.



Introduzione generale al Bitcoin


Questo, credo, sarà un articolo un po’ complicato, perché l’argomento può essere trattato da diversi punti di vista; si può sottolineare come questa moneta sia priva d’inflazione, discutere su come arricchirsi sfruttandola, sull'aspetto sicurezza e sulla complessità del sistema di algoritmi che il suo creatore ha congegnato, per rendere le transazioni “monetarie” irrintracciabili. Ancora, possiamo discutere su come il mercato nero, delle armi e della droga, ne faccia uso, sul fatto che sia perfettamente legale, ma che presto le grandi corporazioni troveranno dei sistemi per screditarlo, insomma, difficile mettere tutto in un unico articolo, soprattutto spiegandolo in modo semplice, per cui cercherò di dare una visione completa e semplificata, da cui poi effettuare approfondimenti tramite i link che proporrò.

Inizierei con il dare uno sguardo a questo video.


Quello che va subito detto è che Bitcoin è in fase beta, cioè è come se fosse ancora un esperimento, ma la storia ci insegna che i primi a credere in meccanismi avveniristici, sono anche quelli che hanno maggior probabilità di trarne benefici, anche economici. Ovviamente il rischio è alto, sul sito ufficiale è chiaramente spiegato di non usare questo meccanismo come deposito di tutto il denaro che si possiede, perché la sua economia è molto giovane e la moneta subisce brusche variazioni di valore, anche nel breve periodo.
Satoshi Nakamoto, anonimo matematico la cui vera identità è ancora totalmente sconosciuta, ha deciso di applicare il concetto di cripto-valuta, ipotizzato per la prima volta nel 1998 da Wei Dai nella mailing list cypherpunks. Le nozioni che stanno alla base del funzionamento di questo meccanismo sono molto complesse, ho letto moltissimo, anche il Documento Originale del Progetto Bitcoins, quindi cercherò di spiegarlo in modo estremamente semplificato.

Il tutto funziona tramite un software P2P (peer-to-peer), che è liberamente scaricabile a Questo Indirizzo e permette di ottenere un indirizzo Bitcoin che ci identifica in modo univoco, ma  allo stesso tempo ci lascia anonimi. Questo indirizzo è come un numero di conto corrente bancario, quindi chi lo conosce, può versarci del denaro. Allo stesso modo, se vogliamo pagare qualcuno in bitcoins, abbiamo solo bisogno del suo indirizzo. Un indirizzo è una stringa di caratteri di questo tipo 1FfmbHfnpaZjKFvyi1okTjJJusN455paPH che inizia sempre con 1. L’indirizzo appena indicato non è uno a caso, è quello del più ricco detentore di bitcoins, che (allo stato attuale del valore della moneta) possiede circa 100 milioni di euro.

Ci sono sostanzialmente due modi per ottenere bitcoins.

  1. Acquistarli tramite euro, ovvero comperarli in cambio di un’altra moneta
  2. Minarli, ovvero ottenerli come ricompensa per contribuire al funzionamento del sistema.

Nel primo caso non vi è alcuna differenza con operazioni a cui siamo comunemente abituati, come il cambio di euro in (ad esempio) sterline, quando andiamo in vacanza a Londra; si scambia semplicemente la moneta per un'altra, rispettando i tassi. Esiste anche un vero e proprio mercato del Forex che tratta questo tipo d’interscambio, Mt.Gox è il più grande e famoso mercato di cambio di questa valuta.
La seconda e più interessante opportunità è quella di entrare a far parte della comunità di “Minatori” di bitcoins, ovvero persone che, con i loro computer, contribuiscono a sostenere l’intera rete, in cambio di ricomprese in bitcoins. Da questo punto in poi potremmo addentrarci in argomenti veramente complicati di crittografia, chiavi pubbliche/private, algoritmi computazionali ecc. ma non sono nozioni importanti da conoscere al fine di utilizzare questa moneta. Mi limito quindi a spiegare in modo vago come funziona la generazione di questo denaro.

Ogni transazione in moneta virtuale viene inglobata nei cosiddetti “blocchi”, ovvero pacchetti virtuali che viaggiano in rete, concatenati uno all'altro, che contengono tutte le transazioni fino ad oggi eseguite. I blocchi, una volta riempiti di transazioni e immessi nella rete, vi rimangono per sempre, e sono immutabili. Per poter acquistare o vendere serve quindi che ci siano sempre nuovi blocchi disponibili, ed è qui che entrano in gioco i minatori, che hanno lo scopo di creare nuovi blocchi, sfruttando la potenza di calcolo dei loro computer. Il sistema è pensato per garantire la creazione di un blocco ogni 10 minuti, esso letteralmente si auto-regola per questo scopo, ovvero, se ci sono pochi minatori creare un blocco è più facile (serve meno potenza di calcolo), se ce ne sono tanti è più difficile, così se ne crea sempre uno nuovo ogni 10 minuti circa.

Non mi spingerei oltre nei dettagli, l’unica cosa che ci interessa sapere è che questo meccanismo è il cuore di tutto il sistema, e ne garantisce anche la sicurezza. Nessuno, a meno che non metta le mani sul nostro computer, può intercettare e rubare i nostri bitcoins, duplicarli, crearne di fasulli o falsificare transazioni.


Come si guadagna con i bitcoins


Considerando che, a fine novembre 2013, un Bitcoin valeva circa 200 euro, poi è salito 1000 e ora vale circa 530 euro, conviene capire come si ottengono questi soldi, visto che, probabilmente, in futuro continueranno a crescere. Alcuni economisti tra cui Radoslav Albrecht, sostengono che nel 2020 il Bitcoin potrebbe toccare quota 1800 euro, questo sia per via di un semplice calcolo matematico legato al meccanismo di crescita di questa moneta virtuale, sia perché c’è un grande interessamento da parte dei media, che ne stanno velocizzando la diffusione.

Abbiamo detto che la prima cosa da fare è ottenere un indirizzo Bitcoin, questo può richiedere anche un’intera giornata, ma tutto quello che dobbiamo fare è scaricare il programma che ho citato prima, avviarlo ed attendere. 

Possiamo procedere poi con il richiedere alcuni bitcoins gratuiti da uno o più siti elencati in Questa Lista dove ogni giorno vengono distribuiti Bitcoin a chi ne fa richiesta. Infine possiamo decidere di iniziare a “minare Bitcoin”, azione che può essere eseguita “in solitaria” oppure aderendo ad un gruppo di “minatori” (mining pool). In entrambi i casi serve un altro programma che si chiama GuiMiner che non richiede nemmeno installazione, va solo scompattato, messo in una cartella a piacimento e lanciato l’eseguibile guiminer.exe. Il programma fa tutto da solo, basta lasciarlo andare e lui userà parte della potenza di calcolo del nostro Computer per scovare nuovi blocchi.

Dicevo che si può minare bitcoins da soli o con un gruppo di persone; nel primo caso, siccome ci affidiamo alla sola potenza di calcolo del nostro computer, potrebbero volerci mesi o anni per creare un blocco, pertanto, da risultati maggiormente tangibili aderire ad una mining pool, dove la potenza di calcolo di tutti gli aderenti al gruppo crea una sorta di super-computer, che poi divide i Bitcoin ottenuti, tra tutti i partecipanti.

La pool più famosa è DeepBit per aderire è necessario registrarsi ed indicare il proprio indirizzo Bitcoin. Altre pool abbastanza famose sono Eligius e Slush, non c’è molta differenza tra l’aderire ad una o all'altra, in genere adottano tutte dei meccanismi che premiano chi lascia acceso il PC a minare tutto il giorno. La lista completa con tanto di paragoni tra una ed un’altra pool si trova QUI.

Oggi, la creazione di un blocco viene pagata 25 bitcoin, il meccanismo è appositamente studiato perchè ogni 4 anni la ricompensa si dimezzi. Questo meccanismo fa in modo che con il passare del tempo sia necessaria sempre più potenza di calcolo, per questo motivo stanno nascendo delle vere e proprie fabbriche di Bitcoin, come quella documentata da Xiaogang Cao ad Hong Kong, e ripresa da hongwrong.com, altro non è che una grande “catena” di computer molto potenti, che creano blocchi in modo rapido, guadagnando.

Per chi volesse cimentarsi in questo modo di fare soldi, dico subito che serve un po’ di studio e pazienza per capire meglio i meccanismi: potete iniziare da Questo Articolo.


Cosa me ne faccio dei bitcoin?


I bitcoins sono, a tutti gli effetti, una moneta vera e propria, questo perché quello che rende un oggetto (anche virtuale) una reale merce di scambio, è solo fatto che venga comunemente accettata come tale. Per capire la dimensione del fenomeno basta ricercare la lista degli esercizi online ed offline che accettano bitcoins come monta di scambio:


Considerando che il sistema è ancora sconosciuto ai più, direi che la lista è piuttosto lunga e, in futuro, non potrà che aumentare; questo significa che, ad esempio, in un bar piuttosto che un hotel o un supermercato che accetta questa moneta, è oggi possibile acquistare qualunque bene o servizio di cui abbiamo bisogno.

Il modo più semplice è quello di usare un app gratuita per smarphone come Bitcoin Wallet, con la quali si possono inviare pagamenti semplicemente "scannerizzando" un codice QR di un negozio, oppure avvicinando due telefonini insieme (NFC). Permette anche di avere sotto controllo il proprio portafoglio, conoscere in tempo reale il tasso di cambio bitcoin/euro e gestire una rubrica di indirizzi Bitcoin, da usare più frequentemente.




Sicurezza dei bitcoin


Vale la pena spendere sue parole sulla sicurezza, perché stiamo parlando di denaro , pertanto conviene sapere come tutelarsi da eventuali frodi. Come ho accennato i nostri bitcoins possono essere conservati sul nostro computer oppure in un portafoglio online. Il portafoglio virtuale più famoso è Coinbase, permette di eseguire il backup del nostro conto e ha un'app gratuita per seguire i pagamenti tramite smartphone. Dunque, se non si ha l’accortezza di fare spesso un backup del nostro PC o si hanno poche conoscenze informatiche per cui siamo facilmente soggetti a frodi informatiche, la scelta deve necessariamente ricadere su un portafoglio online, restando però consci del fatto che il sistema è ancora molto giovane e nessuno può garantire all'affidabilità di questi servizi, anche se Coinbase o BlockChain sono utilizzati da centinaia di migliaia di persone.

Le transazioni, lo abbiamo già detto, sono estremamente sicure, per come è congegnato il sistema di validazione di ogni singola transazione, possiamo tranquillamente dire che sono anche più sicure delle normali transazioni bancarie. Il sistema è attaccabile da un eventuale malintenzionato che avesse una potenza di calcolo estremamente elevata, questa potenza cresce con il tempo ed è stimata dover essere apri al 33% di tutti i computer di tutti i “minatori” che creano e verificano blocchi (quindi transazioni) in ogni istante. Teoricamente quindi è vulnerabile, come teoricamente lo è qualsiasi sistema bancario, social network, casella di posta e portafoglio azionario online, solo che è estremamente improbabile e difficile da fare.

C’è un altro aspetto relativo al concetto di sicurezza che non va trascurato. Per come è pensato, il bitcoin non è soggetto ad inflazione, perché quest’ultima deriva dal rapporto tra domanda e offerta, ma l’offerta di bitnoins è fissata ad un tetto massimo (21 milioni, poi non se ne potranno più produrre) per cui, l'unica possibilità di avere una certa inflazione, la si avrebbe se la domanda scomparisse del tutto, aspetto estremamente improbabile.

Il concetto cardine è quindi che, essendo privo d’inflazione, il bitcoin non può essere gonfiato e creato dal nulla come fanno oggi le banche con la normale moneta, attraverso il meccanismo dell’incasso frazionato e dei prestiti, per cui è più sicuro usarlo, rispetto ad altre monete. Dico “più sicuro” perché lo scenario più probabile che si verificherà, sarà un costante aumento del valore del Bitcoin, a mano a mano che questo diventa popolare, il contrario esatto dell’euro (o altre monete) che si svalutano sempre per via dell’inflazione.

Fatti recenti sui Bitcoin


Ho accennato al fatto che i bitcoins hanno quadruplicato il loro valore, per poi dimezzarlo nuovamente. Questo è accaduto perchè l'iniziale attenzione dei media (inizio novembre) ha scatenato una piccola corsa all'oro. In seguito (circa un mese dopo) è arrivata una pesante dichiarazione di BTC China, la più importante piattaforma di trading cinese (di questa moneta) che ha smesso di convertire Yuan cinese in Bitcoin, rendendo pertanto inaccessibile uno dei mercati più importanti. L'effetto è stato quello di dimezzarne nuovamente il valore.

Di recente poi la Norvegia ha dichiarato che tasserà i proventi provenienti da bitcoins mentre negli USA si sono rafforzati i controlli da parte del Financial Crimes Enforcement Network, sugli investitori che accettano questa moneta.

Tutto questo per dire che la volatilità del mercato è grande, quindi ci sono grosse opportunità di guadagno, ma anche di perdita.

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Siamo solo all’inizio


La Fondazione Italiana sui Bitcoin e le Criptovalute è nata solo il 24 novembre 2013, i Bitcoin in generale sono nati nel 2009, per cui stiamo parlando di un sistema estremamente recente e, come tutto ciò che è nuovo, se si studia e si ha voglia di investirci del tempo, può portare a ottimi risultati e guadagni, basti pensare a chi aveva (poco più di un mese fa) acquistato qualche bitcoins e si è visto, oggi, aumentare enormemente il capitale. 

In questo articolo ho trattato il tema solo in modo superficiale, c’è moltissimo da sapere, prima di investirci consiglio di documentarsi a fondo leggendo molte informazioni dai siti che ora vado ad elencare.

Personalmente sto valutando molto seriamente di investire denaro in bitcoins, perché credo fermamente nel fatto che aumenterà valore, popolarità e diffusione, anche se mi rendo conto che c’è un altissimo rischio di bolla speculativa, visto la popolarità che sta riscontrando e il forte interesse da parte dei media, tuttavia sappiamo bene che a forti guadagni corrispondono forti rischi, ma se, studiando, un sistema ci sembra promettente, forse non è poi così rischioso, a patto che si sia disposti a perdere tutto quello che si ha investito.

18 commenti:

  1. Salve Francesco, trovo molto interessante il tuo articolo, ma non capisco perchè alcuni siti dovrebbero offrire dei BITCOINS gratuiti?
    Grazie

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    1. Ciao Stefano, come accade per quelli che permettono di inviare sms gratis, anche questi lo fanno principalmente per generare traffico sul loro sito e guadagnare con le pubblicità che espongono.

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  2. Ciao Francesco,leggo con entusiasmo i tuoi articoli ben spiegati e curiosi...parto con tutto l'entusiasmo leggo leggo arrivo alla fine di ogni articolo rimango con una sensazione di vuoto...e impraticabile per me...perchè?sicuramente molte persone ti avranno posto la stessa domanda...ma questa volta te la pongo io non un'altro soggetto! Curiosità perche'hai come pubblicità tradingfurbo cosa consiste sei socio se si puoi spiegarmi perchè? Scusami se non esprimo quello che vorrei scrivendo forse un giorno avrò la fortuna di conversare con te dal vivo...Auguri di fine anno Mose'

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    1. Ciao Mosè :) Non ho capito la tua prima affermazione, in realtà non ho nemmeno capito se è una domanda! Alla seconda domanda rispondo volentieri. Come saprai ho da tempo trasformato questo blog in una fonte di rendita, è uno dei miei "guadagni alternativi". Tradingfurbo è un inserzionista come tanti, che paga per mettere la pubblicità sul mio blog, tutto qui. Solitamente seleziono molto attentamente gli inserzionisti, rifiuto almeno una proposta di inserzione truffaldina a settimana, lascio spazio solo a chi da un servizio serio e veramente utile per guadagnare.

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    2. Ciao,mi sembra la prima parte del discorso di comprenderla ma non applicabile nella mia nostra realtà...ovviamente alcune cose!!! Mose'

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  3. Non ho capito di preciso quanto potrebbe rallentare il pc fare lo scavatore, né quanto ammonterebbe di preciso la ricompensa. Tu a che "catena" sei associato Francesco?
    Paolo

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    1. Ciao Paolo, dunque ho provato a minare un po per scrivere l'articolo, ma non mi sono affiliato ad un gruppo di minatori, perchè non sono molto interessato a fabbricare la moneta, più che altro sono intenzionato ad acquistarne un po', quando scenderà di valore, per poi sperare in un nuovo rialzo. Ad esempio l'ultima volta, quando è successo quel casino a Cipro, il suo valore è salito enormemente.

      La ricompensa è di 25 bitcoin per ogni blocco costruito, che sono una bella cifra (attualmente se non sbaglio sono più o meno 13.000 euro), il programma che ho provato io non inchiodava particolarmente il PC, ma consiglio di recuperare un vecchio PC e metterlo tutto il tempo a minare.

      La ricompensa dipende dal gruppo a cui ci si associa e alla potenza di calcolo del proprio PC, questo articolo diciamo che era solo un introduzione, è un argomento abbastanza complesso, consiglio di informarmi approfonditamente ai link che ho dato e provare di persona.

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  4. Ciao Francesco e buon anno a tutti! Premesso che le mie nozioni informatiche sono decisamente "basic", leggendo il tuo articolo me ne è venuto in mento un altro, scritto nel Luglio scorso che si intitolava "Come fare soldi senza fare niente". Si parlava sempredi tenere acceso un PC affinchè lo stesso potesse generare una grande quantità di dati. La tua conclusione ha sostanzialmente bocciato questa presunta fonte di guadagno. Sebbene in questo articolo si parli anche di uno scambio (tramite la moneta virtuale) mi sembra (magari sbaglio anzi è probabile!) che Bitcoin abbia grandi attinenze con ciò che menzionavo prima; che ne pensi? Comunque oggi so qualcosa in più! A presto. Eleonora

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    1. Ciao Eleonora. Quell'articolo parlava di Coingenration, che richiedeva di versare dei soldi iniziali (dopo il periodo di prova) e che avevo etichettato come schema di ponzi, e che a mio avviso si è rivalto tale, visto che non paga gli investitori da moltissimo tempo e, di recente, ha cambiato le carte in tavola ridimensionando completamente i capitali di chi aveva investito cifre molto elevate. Coingeneration rimane una truffa, chiunque dica il contrario o è in malafede, o spera che non lo sia o non ha abbastanza nozioni tecniche di informatica e finanza per rendersene conto.

      I bitcoin invece sono una affare "pulito" nel senso che se vuoi puoi guadagnare senza metterci un euro di tasca tua, per cui non può essere uno schema di ponzi, perchè gli schemi di ponzi sono fatti per spillare soldi alle persone.

      In ogni caso le due idee sono simili, si, ma la prima è di per certo una truffa, questa invece a mio avviso è semplicemente una delle svariate monete alternative che esistono nel mondo.

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  5. Ciao Francesco. Oggi 15/1 il Corriere della Sera parla dei Bitcoin....
    http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/14_gennaio_15/bitcoin-come-fare-mining-d836e946-7de0-11e3-80bb-80317d13811d.shtml

    Tu arrivi sempre prima! Buona serata. Eleonora

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  6. Attenzione, ormai è un pò tardi per mettersi a minare bitcoin (servono potenze di calcolo non indifferenti). Quindi, a meno di investire su un hardware dedicato, non ci si ripaga neanche la corrente. Se proprio volete provare, vi conviene provare con altre vaute tipo i litecoin.
    Per quanto riguarda i siti che regalano bitcoin, siamo nell'ordine di 0,000001 bitcoin per click, con massimo un click all'ora per ogni sito (non ci pagate neanche le caramelle)

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  7. Questo discorso vale per minare in solitaria, invece se si aderisce alle pool il discorso cambia. Qui c'è spiegato il rapporto tra hardware e ricavi.

    https://bitcointalk.org/index.php?topic=24624.0

    si tenga presente che pochi bitcoins non significa pochi soldi, il valore può crescere oltre ogni modo come precipitare completamente, all'inizio, quando i siti che regalavano bitcoins davano cifre dell'ordine di 0.01 bitcoins, sembravano pochi, ora 0,01 è una cifra molto alta.

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    1. si ma in base a questo ragionamento, tanto vale fare un investimento classico, però in bitcoin: cioè si comprano e si aspetta che salgano

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  8. Il punto è, che se si può, è sempre meglio non mettere mai soldi di tasca propria, esattamente come con CoinGenration, dove chi è riuscito a cavalcare l'onda iniziale di quello schema di ponzi, ci ha fatto qualche soldo, mentre chi ha scelto la strada più rapida (investire) si è ritrovato nell'impossibilità di recuperare l'investimento.

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  9. Ciao Francesco, proprio a proposito di CoinGeneration, ho avuto un pensiero, vediamo se anche tu sei del mio stesso parere... secondo me quel furbone che ha inventato il sito digital generation, sta sfruttando le cpu della gente, pagando una manciata di spiccioli, e sta facendo molti più soldi producendo BitCoins per conto proprio.

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    1. Potrebbe anche essere, ma in realtà non credo che il programma sfrutti la CPU delle persone per fare qualcosa, secondo me non fa niente, da solo l'illusione che ci sia sotto qualcosa. In ogni caso proprio l'altro giorno sono tornato sul sito e ho visto che ci sono sempre gli stessi annunci: "stiamo per ripristinare i pagamenti", "abbiamo risolto i problemi..." stessa strategia per non pagare, che adottano ormai da più di un anno. Hanno anche tolto la chat mi sembra.

      Per me è e rimane una fregatura.

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  10. Buonasera caro Francesco,
    ho iniziato a leggere il tuo blog e sono capitato su questa pagina dedicata ai BitCoin. Leggendo un po' qua e la' si pone la questione della corrente elettrica, che tu sappia vale la pena minare i bitcoin con la propria corrente o alla fine la bolletta ti verrebbe a costare di piu'?

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  11. Visitando http://www.bitcoinmining.com/getting-started/ viene chiaramente specificato che oggigiorno senza un hardware dedicato è impensabile dedicarsi al mining, perché i calcoli sono troppo complessi e la potenza dei processori generici non è sufficiente a generare risultati in tempi tali da essere economicamente convenienti. Quindi al costo della bolletta si deve aggiungere il costo di un hardware dedicato da affiancare che può essere anche molto costoso.

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