5 Modi per Combattere l'Ansia di Prendere Decisioni Controcorrente

vincere la paura di scegliere
superare l'inquietudine per scegliere veramente
La vita di chi ha scelto di uscire dagli schemi è fatta di dita puntate e decisioni coraggiose, controcorrente, che spesso si ha paura di prendere; tutti remano nella direzione opposta alla nostra, per questo motivo, ogni scelta comporta una forte dose di sicurezza, convinzione ed autostima.

Viviamo in uno stato di precarietà mentale, nel quale dobbiamo imparare a combattere l'ansia di sbagliare, una paura dettata dal fatto che tutti ci dicono che siamo pazzi e che finiremo per schiantarci, mentre noi siamo convinti dell'esatto contrario. In questa situazione occorre avere la capacità di superare l'ansia di non farcela ed essere all'altezza delle decisioni prese. In questo articolo capiremo insieme come fare.


Le persone non scelgono


Di recente, rispondendo al commento di un frequentatore del blog, ho citato una frase tratta dal brano “Il bel canto” dei Ministri, forse il gruppo italiano underground che preferisco in assoluto. Riporto il video della canzone, così, chi vuole, può ascoltarla durante la lettura dell'articolo di oggi.





Quando si vive come schiavi della società, uno dei “vantaggi” è quello di essere costantemente protetti da una bolla di finta stabilità, dove ci sentiamo a nostro agio. Circondati da persone che si comportano tutte nello stesso modo, abbiamo la certezza che le nostre scelte, popolari e uguali a quelle di tutti, troveranno larghi consensi e l'appoggio morale di chi ci sta accanto. Ci comportiamo tutti allo stesso modo, ogni giorno eseguiamo scelte che altri hanno già fatto, ricalchiamo le loro impronte perché il loro esempio ci da l'illusione che, se le cose sono andate bene per loro, andranno bene anche per noi.

Di fatto, tutto quello che facciamo, lo facciamo per imitazione: ci vestiamo in un certo modo perché è la società a dettarne le regole, abbiamo determinate abitudini alimentari perché nella nostra regione si mangia così, portiamo la macchina all'autolavaggio la domenica mattina perché lo fanno un po' tutti i nostri conoscenti, anche se non ci chiediamo perché e a cosa serva veramente.

Anche decisioni importantissime, legate alla vita, vengono prese per imitazione: studiamo, lavoriamo, andiamo a vivere con un compagno o una compagna, abbiamo dei figli, li battezziamo, chiediamo un mutuo che ci inchioderà per sempre, compriamo casa, organizziamo il funerale dei nostri cari.

Perché un gruppo musicale suona una cover? Ovviamente perchè ama quella canzone, ma anche perché, proponendola, è sufficientemente sicuro di riscontrare un certo successo, visto che si tratta di un brano che ha venduto milioni di copie.

"Gli uomini sono milioni di copie, cloni di se stessi, che fanno tutti le stesse cose, sempre."

Anche gli uomini sono milioni di copie, cloni di se stessi, che fanno tutti le stesse cose, sempre, giorno dopo giorno, mossi dall'inconscia consapevolezza che, per imitazione, si sbaglia meno e, se si sbaglia, non si corre il rischio di essere derisi e additati come quelli che hanno voluto fare di testa loro e sono andati, “ovviamente”, a schiantarsi.

Ne deduciamo che le persone non scelgono, imitano.

Scegliere è un concetto molto differente, si tratta di avere a disposizione una serie di possibilità, valutare con attenzione quella migliore, e quindi agire di conseguenza, nel proprio interesse, adottando la soluzione migliore per se stessi. Ogni mattina facciamo colazione con cappuccino e brioches, non ci chiediamo il perché, lo facciamo e basta, perché gli italiani fanno colazione così, lo fanno tutti e noi imitiamo, non stiamo scegliendo la colazione migliore, anche perché, se lo facessimo, prediligeremmo pane fatto in casa, frutta fresca, yogurt, miele e marmellata, e non un croissant che per il 90% è burro. Qualcuno dirà: “Sì ma a me piace di più la brioches del bar”. Non è questo il senso dell'esempio, quello che spaventa è che non ci chiediamo perché lo facciamo, assumiamo dei comportamenti in modo automatico, non abbiamo capacità critica, non facciamo scelte.

Oggi, questo atteggiamento è il modo “normale” di vivere, milioni di persone che agiscono senza chiedersi il perché, disabituati a valutare e prendere decisioni.


Combattere l'apatia generale


Se stiamo seguendo una strada diversa da quella che la massa ben ordinata percorre in silenzio fin dal primo giorno di vita, allora dobbiamo fare i conti con l'ansia di prendere decisioni impopolari. Scegliere di cambiare vita, di lavorare meno e non puntare alla carriera, vivere con pochi soldi fino a smettere di lavorare, per dare priorità alle proprie passioni, sono traguardi che comportano scelte difficili, considerate folli dalla maggior parte delle persone. In questo percorso non troveremo l'appoggio e il conforto di chi ci sta accanto, anzi, qualora le cose dovessero andare male, tutti sarebbero pronti a dire che "era evidente che non si potesse vivere senza lavorare", che chiunque avrebbe capito che la tal scelta avrebbe portato ad un vicolo cieco.

Questa consapevolezza produce in noi l'ansia di sbagliare. Alla già pesantissima difficoltà di operare scelte diverse dal normale “non scegliere” delle persone, si aggiunge la certezza di perdere il consenso della società in cui viviamo.

Tuttavia, uscire dall'apatia generale, togliersi in guinzaglio elettronico che non ci permette di usare la testa e di eseguire valutazioni concrete, basate sul raggiungimento della felicità, è l'unica cosa giusta da fare per riuscire vivere una vita piena, e avere il reale controllo di quello che facciamo.

Occorre tornare a decidere in modo indipendente, senza la paura del facile giudizio di chi ama seguire il pensiero dominante e, per farlo, ci servono alcune semplici regole.


Le 5 regole per combattere l'ansia


Può essere utile stilare cinque comportamenti o atteggiamenti mentali da seguire quando abbiamo bisogno di prendere la decisione giusta, senza farci influenzare dall'ansia di sbagliare o essere giudicati; cinque pratiche che possono restituirci, in ogni momento, quella lucidità mentale necessaria a fare sempre la cosa giusta per noi stessi.


1. Agire con calma


Sentirsi ansiosi di decidere non è segnale di lucidità, significa che viviamo nell'inquietudine e nell'apprensione; la maggior parte delle scelte errate avvengono perché non abbiamo sufficientemente ragionato sulle conseguenze. Da nessuna parte sta scritto che le scelte devono essere operate velocemente. Siamo tutti convinti che le persone che hanno la capacità di decidere rapidamente siano migliori, ma non è così, perché la fretta ci espone a gravi errori di valutazione. E' molto più intelligente l'individuo che si prende il giusto tempo di decidere, approfondire gli argomenti e lasciare che tutti aspettino, soprattutto quando c'è in gioco la propria vita. Per superare la trepidazione mentale di dover decidere rapidamente, di fronte ad un bivio più essere utile eseguire un semplice esercizio di respirazione, che duri anche solo qualche istante e ci riporti allo stato di quiete necessaria ad operare la scelta più saggia.

Inspiriamo profondamente dal naso ed aspiriamo dalla bocca seguendo mentalmente il percorso che l'aria compie, mentre scende e poi risale dai polmoni; è sufficiente farlo due o tre volte, ripetendo a se stessi che non abbiamo nessun obbligo di decidere e che valuteremo con calma le possibilità.

Va infine tenuto presente che, se è qualcun altro ad imporci di dover scegliere velocemente, è molto probabile che nasconda una fregatura; alla base di moltissime truffe esiste infatti la precisa volontà del truffatore di porre la vittima nelle condizioni di dover decidere rapidamente, così da impedirgli di ragionare.

2. Essere informati


Quest'ultimo spunto ci da l'opportunità di parlare della seconda importantissima strategia per Combattere l'Ansia di sbagliare nelle scelte. L'informazione, intesa come la conoscenza profonda degli argomenti che riguardano le nostre decisioni, è quel particolare che differenzia le persone di successo da quelle che sono destinate a ritornare sui propri passi. Per successo intendo il semplice raggiungimento della felicità, attraverso il conseguimento degli obiettivi.

Quasi tutti si fanno influenzare da ciò che gli viene detto: se un nostro amico acquista una nuova macchinetta per fare il caffè, e ci dice che fa un caffè buonissimo, questo è già sufficiente per farci valutare la possibilità di acquistarla; molto probabilmente ci limiteremo a chiedere informazioni sul prezzo, ma difficilmente andremo su internet a cercare informazioni ed opinioni di altri individui, specifiche tecniche, consumi elettrici ed eventuali alternative di altre case produttrici.

Questa non è informazione, e nemmeno possibilità di scelta; è solo la volontà di restare dentro la bolla protettiva della società, dove imitare le decisioni e i comportamenti degli altri, ci mette al riparo da tutto e ci solleva dall'obbligo di informaci e ragionare con la nostra testa. Il prezzo da pagare, in questo caso, è quello di ritrovarsi con una macchinetta del caffè diversa dalle aspettative, con difetti e problemi che non ci erano stati comunicati. Su larga scala, questo modello decisionale, finisce per proiettarci in una vita diversa da quella che avevamo immaginato.

Derek Curtis Bok una volta disse: “Se credi che l'educazione sia costosa, prova l'ignoranza”.


3. Controllare i pensieri negativi


L'ansietà e l'affanno derivano dai pensieri che si formano nella nostra testa, in relazione alla paura di eseguire la scelta sbagliata, fantasticando su quello che accadrà e su una spiccata tendenza ad essere pessimisti. La liberazione dall'ansia si sviluppa quindi attraverso il controllo dei nostri pensieri, imparando a concentrarsi sul presente, su situazioni reali e valutazioni lucide di ciò che realmente potrebbe accadere. Prima di decidere, quindi, parliamo a noi stessi con sincerità e capiamo se siamo sicuri di essere in grado di sostenere le possibili conseguenze negative della decisione che stiamo per operare.

Quando venne stabilito l'obbligo di tenere i fari accesi, di giorno, anche sulle strade extraurbane, storsi il naso, valutai i pro e i contro, e presi la decisione di non seguire la legge. Mi sembrava una misura poco efficace, che aveva come principale conseguenza l'aumento dei consumi di carburante e la necessità di cambiare più spesso le lampadine. Esistono infatti numerosi studi scientifici e statistici che dimostrano che tale pratica serve a ben poco. Ho eseguito una scelta, certamente impopolare e che mi espone a delle conseguenze, il segreto sta nell'essere consci di ciò che si rischia e, qualora accada, accettarlo. La legge non è legge, possiamo decidere di non seguirla quando ci sembra ingiusta (talvolta manipolatrice), ma ovviamente dobbiamo essere disposti a pagarne le conseguenze.

E' in questo modo che si combatte l'ansia delle conseguenze, conoscendole.

Infine, una volta presa la decisione occorre sforzarsi di pensare ad altro; rimuginare continuamente le scelte, come quando si compra un paio di scarpe e poi si sbircia in ogni vetrina per vedere se le si trovano ad un prezzo minore, è folle, e sottrae tempo ed energie all'unica cosa saggia da fare: lavorare per raggiungere la felicità.


4. Visualizzare se stessi dall'esterno


Quando facciamo una figuraccia, ci sentiamo a disagio e viviamo un momento d'angoscia che non ci fa stare bene. Tutti ci guardano e ci deridono, e ci sentiamo al centro di un'attenzione negativa, che tuttavia ingigantiamo tramite processi mentali incontrollati. Giriamo l'esempio e immaginiamo una situazione in cui è un nostro collega a fare una figuraccia; come ci sentiamo? Non lo stiamo odiando o deridendo per quello che ha fatto, più che altro proviamo imbarazzo per lui e un senso di disagio misto a sicurezza, ad un sentirsi un po' migliori perché non siamo noi ad aver fatto la gaffe. Pensiamo che non vorremmo essere in quella situazione, ci fa tenerezza e vorremo intervenire per alleviare la sua angoscia. Se lui s'immedesimasse in noi, in quello che stiamo provando, starebbe meglio, perché si renderebbe conto che non lo stiamo deridendo , ma compatendo.

La nostra mente, quando si trova in situazioni di preoccupazione, tende a focalizzarsi solo sugli aspetti negativi di quel particolare contesto, ad ingigantirli e distorcere la realtà delle cose, impedendoci di valutare gli eventi in modo lucido.

Quando dobbiamo prendere la decisione giusta e viviamo nell'angoscia di quello che gli altri penseranno, può essere utile visualizzare mentalmente un'ipotetica situazione in cui gli altri stanno parlando di noi e alla nostra scelta. Realizzeremo che i loro sentimenti possono essere diversi da quelli che immaginiamo e questo può farci sentire più sicuri ed aiutarci a combattere l'angoscia.

5. Errare è umano


Anche quando abbiamo valutato attentamente la situazione ed operato la scelta giusta, può accadere di accorgersi di aver commesso un errore, semplicemente perché l'uomo non è infallibile e sbagliare è assolutamente comprensibile. Quando ho scritto l'articolo su Come Telefonare Gratis, la mia scarsa attenzione, mista alla voglia di scovare qualcosa di straordinariamente utile, mi ha fatto commettere l'errore di non controllare se il servizio fosse ancora gratuito, anche dopo numerosi giorni intercorsi tra la stesura dell'articolo e la pubblicazione. Quello che è accaduto è che, un servizio che una settimana prima era gratis, non lo era più per i nuovi iscritti. Ho maledetto me stesso per la superficialità dimostrata, ma poi mi sono detto: “Hai solo sbagliato, è già capitato e capiterà ancora, ora pensa ad andare avanti, e stai più attento!”.

Quando ci troviamo di fronte ad una decisione, dobbiamo tenere bene a mente che sbagliare fa parte del gioco, è inevitabile, pertanto possiamo combattere l'ansia e decidere con maggior sicurezza, l'importante è avere un piano B, da attuare in caso di bisogno.



Conclusioni


L'ansia è un nemico che nessuno ci ha insegnato a combattere, perché tutti viviamo nella bolla che la società ha appositamente costruito per farci prendere meno decisioni possibili. Quando le persone non scelgono, ma si limitano ad imitare, è sufficiente dar loro dei modelli credibili, per pilotarne il comportamento. E' così che si creano gli schiavi, non gli si suggerisce mai la possibilità di decidere sulla propria esistenza, così, se si presentasse l'opportunità di scegliere, l'inquietudine, il timore e l'insicurezza di affrontare qualcosa di nuovo e importante, avrebbero il sopravvento.

Spero oggi di aver dato alcune semplici regole per incominciare farsi delle domande sulle azioni che quotidianamente compiamo in modo meccanico, e per "combattere l'ansia" di eseguire scelte impopolari, controcorrente e apparentemente catastrofiche. Vi lascio con un pezzo tratto dal brano che qualche centinaio di parole fa ho proposto di ascoltare, sono uno schiaffo in faccia, che ci può aiutare a rompere la sonnolente bolla protettiva in ci hanno confinato.

Hanno dovuto bendarmi perché vedessi un po' meglio
Hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio
Hanno dovuto legarmi perché godessi più in fretta
Mi han tolto pure le armi e mi hanno affittato una cuccia
Hanno dovuto pregarmi perché continuassi a bere
Hanno dovuto cullarmi per non farmi vomitare
Hanno dovuto sudare per prendermi le misure
Ora mi vestono loro ed io posso tornare a cucire

Ed è come se
Non avessi mai
Deciso niente

smetteredilavorare.it

6 commenti:

  1. Ottimo articolo! Riguardo all'introduzione dove dici che la società ci vuole tutti uguali, più volte andando al lavoro mi è venuta in mente l'immagine di un allevamento di polli, tutti uguali, tutti stipati nel proprio angolino, senza mai poter andare oltre... Però noi abbiamo una possibilità di scelta!
    Credo personalmente che il punto più importante sia proprio il primo, perché solo scegliendo di cambiare dopo averci ragionato sopra con calma ci può consentire di agire concretamente.

    ps.Nel punto 4 forse volevi dire vedersi dall'esterno, anche se il titolo del punto è interessante anche così.

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    1. sempre con sta cosa dell'estero i testa :) grazie per la segnalazione, ho corretto!

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  2. Una canzone molto adatta per chi come noi ha questo genere di obiettivi è anche questa: http://www.youtube.com/watch?v=jxRRYfsEXxw (e gasa anche parecchio, il che fa sempre bene :D )

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  3. Ho cinquant'anni e pochi giorni fa ho preso un metro di quelli che si usano per lavorare.
    Ho immaginato che un cm sia equivalente ad un anno di vita.
    Dagli 80 cm ne ho tolti 50 che ho già vissuto, ne rimangono 30.
    Considerando che dormo circa 8 ore a notte, pari ad 1/3 della giornata, ho tolto altri 10cm, ne rimangono 20.
    Fortunatamente ho la possibilità di lavorare solo 140 giorni l'anno, quindi ho tolto altro 6 cm, ne rimangono 16.
    Considerato i tempi per gli spostamenti, le file alla posta, le cene dalla suocera, ... ho tolto altri 6 cm.
    Me ne rimangono solo 10...
    A questo punto sono felice di aver chiuso la mia azienda, di non dover combattere più con il commercialista, con il consulente del lavoro e con il direttore della banca. Di non dover più pensare agli F24, ai contributi, agli acconti, ai saldi, ai ravvedimenti operosi, agli studi di settore, all'anagrafica dei clienti e dei fornitori...
    All'inizio sembra difficile, ma poi ci si rende conto che si può vivere con poco... Viviamo in una nazione in cui conviene stare alla "cappa".

    p.s.

    La cappa si ha quando per la violenza del tempo, il veliero, nonostante la riduzione di velatura fatta, giudica pericoloso continuare nella sua rotta perché teme danni allo scafo, all’alberatura, al carico, alle persone.
    Stare alla cappa significa sostenere il cattivo tempo, ricevendo il vento poco a proravia del traverso, con velatura ridotta al minimo. In queste condizioni la nave ha pochissima velocità in avanti mentre ha molto scarroccio, anche per effetto del vento e del mare sullo scafo e sull’attrezzatura.
    Lo scopo della cappa è di creare tra la nave e le onde un ostacolo che la mette al riparo. Infatti, il bastimento scarrocciando molto lascia da sopravvento la sua scia (rèmora) che lo salvaguarda dai colpi di mare, perché le onde vive si trasformano in mare morto o lungo quando giungono nella remora

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  4. Cornetto e cappuccio (o caffè) non sono affatto cibo sano... :-)

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  5. Un articolo davvero interessante e sempreverde. Da un anno vivo questa condizione e ritrovare dei segnali guida che permettono di prendere coscienza di ciò che accade è davvero importante per non farsi sopraffare da sensazioni negative e, chiaramente, dall'ansia.
    Nonostante questo, proprio leggendo le tue parole, mi sono resa conto di come spesso effettivamente io abbia preso decisioni "impopolari" e forse questo, negli anni, ha generato in me questo senso di frustrazione.
    Trovo che uno dei maggiori problemi sia la vastità infinita (o quasi) di informazioni alle quali oggi siamo esposti e ci portano al declino, perché incapaci di riuscire a fare filtro, scrematura senza errare. Questo porta spesso al rinvioo nonché all'immobilità. Auguro a me stessa e a tutti gli altri di saper riuscire a scegliere e in maniera autonoma.
    Grazie dell'articolo e della citazione musicale molto interessante!

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