Cosa Accadrebbe se Tutti Smettessimo di Lavorare

Cosa Accadrebbe se Tutti Smettessimo di Lavorare
l'economia del non-lavoro come alternativa
Il lavoro è la peggior forma di schiavitù che l'uomo abbia inventato. Chi vive nei cosiddetti Paesi civilizzati crede di godere di privilegi speciali, il cui insieme viene comunemente definito "benessere", ma il prezzo da pagare è alto e si traduce in una vita di schiavitù, trascorsa a lavorare tutto il giorno, tutto l'anno, senza sosta, contro voglia, stressati, demotivati e arrabbiati.

C'è un'alternativa a tutto questo, una via di fuga che si chiama "smettere di lavorare", che può essere un obiettivo concreto e raggiungibile. Spesso mi viene obiettato il fatto che, se questa scelta venisse operata da tutti, saremmo spacciati, ma non è così.



Il giorno che tutto cambiò


Cosa accadrebbe se, in una meravigliosa giornata di primavera, mentre la natura è impegnata a dare il meglio di se, incoraggiata dai primi tiepidi raggi di sole, improvvisamente tutte le persone si "risvegliassero" e prendessero coscienza del proprio stato di oppressione sociale? Si assisterebbe certamente ad uno stravolgimento globale, dove tutti capirebbero contemporaneamente di vivere una vita che non gli appartiene, votata al lavoro e allo sperpero dei loro miseri guadagni, perlopiù impiegati nell'acquisto di oggetti e servizi ridicoli. Non è ridicolo alzarsi di cattivo umore tutte le mattine per un mese interno, passando le giornate a fare attività che disprezziamo, al solo scopo di acquistare un iPhone 5, per poi sfruttarne il 5% delle potenzialità, quando si sarebbe potuto lavorare la metà, lasciare quell'inutile oggetto in vetrina, e vivere realmente la propria vita, usando quel tempo per ricercare la felicità attraverso le proprie passioni?

Cosa accadrebbe se tutti capissero che l'intero sistema economico è esclusivamente basato sul profitto, e che questo profitto è il loro peggior nemico, il traguardo a cui tutti ambiscono e che, al contempo, rappresenta la causa di tutti i problemi?

Certamente nessuno (o una fetta insignificante della popolazione) potrebbe smettere di lavorare dall'oggi al domani, quindi, quello che si verificherebbe, sarebbe un primo mutamento nel comportamento degli individui, i quali inizierebbero a ragionare in modo critico nei confronti della società in cui sono cresciuti. Le azioni che prima ritenevano "normali", diventerebbero superflue, inutili, quindi abbandonate.

L'impiegato, recandosi al lavoro, non farebbe colazione al bar perché capirebbe che quell'usanza non lo rende felice, il barista non comprerebbe, come ogni mattina, le sigarette, perché realizzerebbe che rappresentano una trappola per polli; l'operaio assunto alla fabbrica di tabacco, andrebbe a lavorare in bici, perché vive in centro, l'automobile non gli serve, e può fare quasi tutto con i mezzi. L'autista dell'autobus che lo porta al lavoro, smetterebbe di comprare gratta e vinci, perché capirebbe che danno solo l'illusione di una vita d'uscita dall'oppressione sociale e così, l'impiegato che fa le paghe per l'azienda di trasporti, comprenderebbe che spendere 200 euro per un paio di jeans non lo rende migliore agli occhi dei colleghi, i quali timbrerebbero il cartellino alle  5, per tornare a casa e stare più tempo con la propria famiglia.

Immaginiamo questa catena di eventi propagarsi in modo rapidissimo attraverso tutti i livelli sociali, come un'onda d'energia che spazza via tutto il superfluo e lascia in piedi solo l'indispensabile; che effetto avrebbe tutto questo sull'economia mondiale?


La nascita di una nuova economia


Nell'immediato si verificherebbe un rallentamento totale dell'economia, inteso come riduzione della produzione di beni ad ogni livello, questo semplicemente perché la domanda diminuirebbe. Le persone, infatti, smettendo di acquistare il superfluo, creerebbero una forte diminuzione della domanda di tutti quegli oggetti che non hanno nulla a che vedere con la qualità della vita, come vestiti costosi, cellulari, profumi, automobili di lusso e accessori di qualunque tipo e marca.

In questo scenario è bene far subito presente che non diminuirebbe (o in modo molto contenuto) la domanda di quei servizi che sono invece strettamente necessari alla vita di tutti i giorni, come il cibo, l'energia e la sanità. Certo, molti inizierebbero ad auto-produrre ciò di cui hanno bisogno, ma in linea di massima possiamo immaginare che questi settori non risentirebbero in modo marcato del grande cambiamento globale, perché indispensabili.

La conseguenza prima di questo semplice ma ovvio scenario, sarebbe sostanzialmente la drastica riduzione dei posti di lavoro ma, come vedremo tra poco, questo non costituirebbe un problema, bensì un miglioramento nella qualità della vita di tutti.

Non dobbiamo dimenticare che siamo arrivati a questa situazione partendo dal presupposto che le persone abbiano scelto di evitare di acquistare il superfluo, quindi vivere con poco, pertanto, la quantità di denaro necessaria ad una famiglia sarebbe di gran lunga inferiore a quella sperperata oggi, attraverso l'acquisto dell'inutile. In una famiglia potrebbe lavorare solo un componente, e i soldi sarebbero sufficienti a soddisfare l'intero bilancio. Una delle Leggi Fondamentali dell'Economia  è infatti quella che spiega che "Se la domanda diminuisce, il prezzo di mercato diminuisce." Se le persone comprano meno, tutto costa meno, di conseguenza, avremmo tutti meno bisogno di denaro e quindi meno necessità di lavorare.


andamento prezzi rispetto alla domanda
grafico dell'andamento della domanda e dell'offerta


Ovviamente dobbiamo ragionare in modo statistico, si verificherebbero inevitabili casi isolati di persone che perderebbero il lavoro, avendo problemi economici, ma mi sembra che anche l'attuale sistema abbia ampiamente dimostrato di non essere in grado di garantire lavoro per tutti, anzi! Oggi in Italia, l'ISTAT ha stabilito che il tasso di disoccupazione è del 12,5%, eppure da sempre stiamo perseguendo un modello economico spacciato per "funzionante", l'opposto esatto di quello che qui prevedo e auspico, un modello considerato l'unico possibile.

Perché nessuno perderebbe il lavoro dall'oggi al domani? Semplicemente perché questo cambiamento non si può verificare dal detto al fatto. Non è materialmente possibile che tutti improvvisamente lascino il lavoro, perché, per vivere senza lavorare, serve un piano d'azione che richiede anni di sforzi. Si tratterebbe di un lento mutamento, un re-inventarsi che, attraverso l'adozione di nuovi principi, farebbe comprendere alle persone l'importanza di svolgere un'attività congrua alle proprie aspirazioni. Le persone sarebbero estremamente felici di guadagnarsi da vivere facendo quello che gli piace veramente, metterebbero tutto se stessi nella nuova attività, producendo solo "qualità", e non quella "quantità" che prima aveva come unico fine il profitto.

Si verificherebbe poi una sorta di migrazione lavorativa, dove gli individui lascerebbero i posti di lavoro alienanti, per riscoprire quelli "veri", manuali, atti al diretto sostentamento. Venendo a mancare il lavoro superfluo, quello appositamente costruito sui falsi bisogni indotti, rimarrebbe solo l'opportunità di lavorare in quei campi che fanno parte dell'indispensabile. L'impiegato del call center, morto il mercato degli smart-phone, potrebbe diventare panettiere, il dirigente d'azienda mettere le sue competenze e favore dei servizi sociali, l'operaio di fabbrica coltivare la terra, il banchiere trasformarsi in falegname.

Che meraviglia: un mondo dove i mestieri manuali vengono riscoperti e ritrovano nuova dignità, il tutto condito da un approccio globale e condiviso, dove le persone lavorano poco e, se scelgono di lavorare tanto, lo fanno perché appassionai e innamorati del proprio lavoro, non obbligati da dirigenti che, come unico obiettivo, hanno il profitto. Che meraviglia lavorare poco, vivere con poco ed avere il tempo da dedicare alla vita vera!



L'inevitabile aumento della felicità globale


La riscoperta di se stessi, della felicità che si trae nel dare sfogo alle proprie passioni e alla creatività che abbiamo dentro, renderebbe tutti più felici. Il fiorire e l'espandersi di quei lavori indispensabili al sostentamento, inevitabilmente legati al concetto di manualità, ridarebbe alle persone la fiducia in se stesse e nelle proprie capacità. L'uomo ha perso la sua forza nel momento in cui da produttore è diventato consumatore, oggi siamo tutti  bravissimi a consumare, mentre una fetta piccolissima della popolazione produce qualcosa di veramente concreto e indispensabile.

Il programmatore che inventa un software (io, ad esempio), il tabaccaio, la donna delle pulizie, l'impiegato di banca, il dirigente d'azienda ecc. non producono qualcosa con cui possono sfamarsi o coprirsi dal freddo, vivono e si mantengono solo perché parte di una società dove i loro servizi, perlopiù superflui, gli procurano denaro. Uscendo dalla società il loro mestiere non gli permetterebbe di sopravvivere; queste persone non hanno il diretto controllo sulla propria vita, non saprebbero produrre il pane, coltivare un orto, allevare e ammazzare un manzo.

La riscoperta dei lavori manuali, quelli che producono oggetti concreti, ridarebbe alle persone il controllo diretto sulla propria vita. Nessuno ti può minacciare e schiavizzare se sei indipendente, mentre oggi subiamo ogni forma di ricatto proprio perché non siamo autonomi e abbiamo paura di perdere il nostro lavoro, senza il quale non potremmo nemmeno mangiare.

"Il lavoro è in fondo una sofisticatissima galera"

Se le persone smettessero di lavorare e si dedicassero alle proprie passioni, sarebbero, non solo più felici, ma anche più forti, motivate, fiduciose e sicure di se stesse. Si assisterebbe ad un evitabile miglioramento psicofisico di tutta la popolazione e ci si ammalerebbe anche meno, perché meno stressati e tesi.



Come attuare tutto questo


Lo scenario qui descritto può diventare realtà, sono fermamente convinto che se ci impegniamo a diffondere e propagare i principi che stanno alla base di questo blog, possiamo veramente cambiare tutto. Questa rivoluzione è più semplice di qualsiasi altra rivoluzione passata, perché non richiede una movimentazione di massa e una discesa in campo, ma solo un personale cambio di mentalità. Non abbiamo bisogno di radunarci per combattere insieme, è una rivoluzione individuale, ognuno può scegliere i modi e i tempi d'attuarla, non necessita di un leader o di un partito politico, ma solo della voglia di essere felici, della presa di coscienza che agendo in questo modo tutto andrà meglio.

Il paradosso sta nel fatto che questo modo di vivere dovrebbe già essere quello al quale siamo naturalmente predisposti, solo che la società in cui viviamo fa di tutto per deviarci e indurci a vivere in modo consumistico, spingendoci ad adorare il superfluo, al fine di obbligarci a lavorare come schiavi per guadagnare il denaro necessario ad acquistare l'inutile.
Lo dico sempre, il primo passo lo si compie buttando via la televisione, perché è attraverso quella maledetta scatola che ci viene mostrato il superfluo e ci viene propinato così tante volte e su così vasta scala, che lo bramiamo: acquistarlo diventa la nostra priorità, e questo innesca la terribile trappola del consumismo, nella quale siamo tutti incatenati fin dai primi mesi di vita, quando i nostri genitori ci piazzano davanti alla TV per farci stare buoni, e "cazzeggiare" su Facebook con lo smartphone. Se quella scatola sparisse, sparirebbero i finti desideri, e ci sarebbe nuovo spazio per i veri valori.

Allora sì che la vita diventerebbe una concreata ricerca della felicità, allora sì che si verrebbe a creare una nuova generazione di persone, meno plasmabili e di gran lunga più acculturate, il cui normale modo di vivere sarebbe quello di lavorare il meno possibile, proprio perché, non sentendo il bisogno del superfluo, avrebbero sufficiente denaro e tempo per stare bene. Lo possiamo fare, ma ognuno di noi deve iniziare adesso.

10 commenti:

  1. Bello quello che proponi. Sai come si chiama? Decrescita Felice!!!

    Continua così: continua a divulgare il verbo. Già molti si sono convertiti e tanti cominciano a dubitare che la fede nella CRESCITA INFINITA li salverà.

    A presto, Nello

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  2. Concordo in pieno sul tuo pensiero ed anche sul commento :-)

    Mi permetto di aggiungere il mio.

    E' molto importante sia dire le cose, farle capire e dirle anche in maniere diverse perché quanta più gente possa iniziare a ragionare, a pensare...
    ed è anche importantefornire esempi, mostrare come sia possibile fare, mettere in pratica queste idee e soprattutto ognuno alla sua maniera e con i suoi tempi.
    Quello che alle volte incute sia timore che forse anche diffidenza, è il dare dei "diktat": " se non si fa così non è valido..." ecc. ed invece la decrescita, ovvero il riapprorpiarsi delle nostre Vite passa attraverso un atto individuale di scelta e di consapevolezza. Ed allora mostriamo come si pòossa vivere, senza per questo stare a luce di candela (se non si vuole...), eppure avendo Vite piene e soddisfacenti, ma "UMANE", non asservite a quelli che sono realmente dei "diktat" anche se sottilmente celati da altro, e che ci vengono propinati giornalmente in ogni luogo maniera, appunto come se..."non avendo l'Iphone5 non si è abbastanza..."

    Quindi mostrare e dimostrare come questi concetti siano già messi in atto e siano duplicabili, ognuno trovando la modalità adeguata a se stesso.
    E poi si vedrà cosa accade... :-)

    Buon vita! *_^

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  3. ....calerebbero anche gli investimenti per la pubblicità....e i ricavi derivanti da essa (es. i blog)....e le persone ridurrebbero in modo drastico i consumi per divertimenti, musica, video ...(con impatto per es. sulle sale di registrazione)...messo in conto?

    Ciò detto sono d'accordo con quanto scritto...importante essere consci delle recadute su tutti, ma proprio tutti ...con conseguenze diverse in funzione dei patrimoni personali, capacità di lavoro...ecc.
    In uno scenrio del genere chi pagherebbe la sanità? Chi si occuperebbe degli ultimi? penso che l'economia medievale sia quella che si avvicina di più a quanto prospetti. Ricordiamo che i re, imperatori, feudatari, boiardi di stato, sono sempre esistiti ed esisteranno sempre. E' solo questione di decidere come si vuole vivere la propria schiavitù....diciamo anche però che oggi le condizioni della schaivitù da lavoro rispetto al Medio Evo, o rispetto anche solo al novecento sono nettamente migliorate....
    I concetti che esprimi sono buoni, ma avulsi da scenari economici "reali"...per cortesia fornisci ai tuoi lettori solide basi su cui riflettere (per es. Serge Latouche)...altrimenti stai descrivendo il "Paradiso" o la vita sull'isola di "Utopia"...capisco anche tu che debba attrarre "share" sul tuo blog e che le persono sono più evvezze a "bere" le belle notizie o cibarsi di sogni che cambiare veramente la realtà....gli ultimi venti anni nel nostro paese insegnano che gli imbonitori hanno successo.....e la gente ci crede...
    Grazie per lo spazio dedicato

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    1. Ci sarebbe impatto su tutto, blog e sale di registrazione comprese, ma non avrebbe importanza, potendo vivere con meno soldi, guadagnare meno non sarebbe un problema, come ho ampiamente spiegato.

      La sanità non ne risentirebbe proprio perché fa parte dell'indispensabile, anzi morirebbero gli sprechi di cui oggi si nutre, e si avrebbe una sanità migliore.

      In definitiva ritengo che non abbia alcun senso parlare di scenari economici reali, non si può essere certi di cosa accadrebbe in una situazione del genere, visto che non è mai accaduta, almeno non in modo volontario, pertanto le mie sono solo teorie, non certezze, ognuno ha la libertà di prospettare scenari differenti, ben vengano altre teorie, io non ho il verbo, quello che dico non è legge legge, è solo la mia opinione.

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  4. Condivido in pieno.
    Ma ormai la situazione precipita di giorno in giorno e si è costretti ad eliminare non solo il superfluo, ma a ridurre addirittura l'indispensabile.
    Le abitudini alimentari sono radicalmente cambiate.
    Solo gli irriducibili continuano a sfoggiare di tutto e di più per far vedere agli altri che se lo possono permettere.
    RIDICOLO !
    FRAncesca

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  5. Ti seguo sempre Francesco e la penso esattamente come te.

    Le persone non scelgono di lavorare, sono solo inserite all'interno di un progetto dove gli ultimi per via del tempo che gli rubano resteranno sempre sul fondo, con le loro false sicurezze, con le loro vite mediocri e, direi, sprecate. Conosco gente che davanti a sé non concepisce altro che una vita fatta sul "lavoro dipendente", che si barrica dietro la solita espressione "se i tuoi genitori non avessero lavorato tu non avresti una casa, ecc. ecc.". Tu gli spieghi che stanno correndo "la corsa del topo", che il loro lavoro "sicuro" è sicuro finché non chiude l'azienda o finché non ti licenziano, che stanno sprecando 8 ore della loro vita per una cosa che non vogliono fare, dimenticandosi che di vita ne hanno una e se un terzo lo passi a lavorare e un altro terzo a dormire, a loro cosa resta...gli spieghi che ciò che desiderano, in fondo, non gli serve. Non ti serve l'iphone se ci sono servizi gratuiti per comunicare e passi le serate con la solita gente, nei soliti posti. E non ti serve l'iphone se hai passato la vita a inseguire l'iphone ed ora da dire hai poco, perché hai letto poco e hai vissuto ancora meno. E gli spieghi che non gli serve l'ultimo modello di utilitaria (magari a due posti) rosa shocking, perché di una macchina in fondo compri quello sgabello di peluche che chiamano sedile, che poi per quanto possa essere comodo, è sempre una sedia, e ti compri di una macchina la capacità di farti muovere: ma, sbaglio o esistono i mezzi pubblici? Loro mi dicono, "questione di indipendenza". Si, perché è indipendenza andare al Mc Donald quando mille big mac non varranno mai 1 pomodoro del tuo orto? É indipendenza farsi pacchetti vacanze dove non ne capisci un cazzo di dove sei, troppo preso dal doverti ubriacare per sfogare la rabbia di un oppressione continua? E farsi "pacchetti vacanze" quando non esiste miglior viaggio che prendere e partire a piedi a girare il mondo. Io vivo con meno dei tuoi 500, ma sono ancora con i miei, mi faccio bastare quello che ho e spendo soldi solo per cultura e salute, le due cose veramente fondamentali. Un saluto, sei grandissimo! :)

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    1. Tu sei grandissimo, che hai saputo riassumere tutto con parole tue in quattro righe, quando io ho bisogno minimo di tre pagine di word :) Ogni individuo come te, che pensa e diffonde il suo pensiero al mondo, è una picconata al muro del potere, del consumismo, della sonnolenza in cui ci continuano cullare.

      mi hai fatto tornare in mente il testo de : "Il ben Canto" dei Ministri:

      Hanno dovuto bendarmi perché vedessi un po' meglio
      Hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio
      Hanno dovuto legarmi perché godessi più in fretta
      Mi han tolto pure le armi e mi hanno affittato una cuccia
      Hanno dovuto pregarmi perché continuassi a bere
      Hanno dovuto cullarmi per non farmi vomitare
      Hanno dovuto sudare per prendermi le misure
      Ora mi vestono loro ed io posso tornare a cucire

      Ed è come se
      Non avessi mai
      Deciso niente

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  6. Risposte
    1. Ecco qui la canzone, uno dei capolavori musicali dell'era moderna (a mio modestissimo parare eh!) :)

      http://www.youtube.com/watch?v=8-VsZEGPa44

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  7. Ciao, seguo il tuo log da poco tempo e mi rispecchio molto in quello che scrivi.Ovviamente ho una famiglia (3 figli piccoli),un mutuo da pagare.
    Sto cercando piano,piano di ridurre le spese, e sto cercando di avviarmi all' autoproduzione.
    I metodi che utilizzo, e che sono efficaci, li descrivo nel mio blog http://cirisparmiociguadagno.blogspot.it/.
    E so per certo che stanno riscuotendo un buon successo.
    Al momento la fase più critica riguarda i bambini, ma riusciamo a tamponare molte delle loro richieste.Il difficile sarà quando diverranno più grandi.
    Lo scopo finale, e spero che ci voglia poco tempo, è quello di trasferirsi in montagna (appenino romagnolo) ed avviare una piccola azienda agricola.
    Un pò come un ritorno alle origini.

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