Come Ritrovare se Stessi e Cambiare Vita in Modo Pratico

Come Ritrovare se Stessi e Cambiare Vita
Piccola guida per ritrovare se stessi

Capita, nella vita, di accorgersi di non essere più se stessi, come se ci svegliassimo da un periodo di torpore durante il quale ci siamo comportanti in modo differente da come eravamo soliti fare, e qualcosa ci avesse improvvisamente riportato alla vita, facendoci immediatamente realizzare che "quelli" non siamo noi, o almeno non la persona che vorremmo essere e che eravamo.

Ci si inizia a chiedere cosa sia successo, come siamo arrivati a tanto, a snaturare la nostra vera essenza, e si vorrebbe capire come ritrovare se stessi, ripristinare lo stato delle cose, sostituendo la persona che siamo diventati, con quella che eravamo e che riteniamo migliore. In questo articolo, pertanto, studieremo insieme il percorso giusto per ritrovare se stessi.



Cosa significa ritrovare se stessi?

In rete si trovano tante belle parole su modi validi per ritrovare se stessi, ma qui, noi, affrontiamo i problemi dal punto di vista pratico, con un approccio concreto e solo vagamente filosofico. Quello che conta, per me, non è convincervi di quello che scrivo o penso, ma fornire un reale metodo per trovare la propria essenza; solo così questi articoli possono essere veramente utili alla vita delle persone, solo così possiamo costruire insieme una bella comunità, vera, governata da una sensibilità diversa, fuori dagli schemi e totalmente votata alla ricerca della felicità.

Se abbiamo digitato su Google "Come Ritrovare se Stessi" e siamo giunti a questo articolo, allora significa che qualcosa non va, che la nostra vita, di recente, ha preso una brutta piega e ci ritroviamo a fare i conti con la persona che non siamo o almeno che non vorremmo essere. Solitamente, realizzare in modo improvviso di non essere felici, è il primo stimolo a ritrovare se stessi; arrivare a questa consapevolezza è già un traguardo, perché la vita è così frenetica, che spesso non ci si rende nemmeno conto di essere infelici, e si prosegue come automi sulla propria strada, naufragando in balia degli eventi e lasciando che questi ci governino.

Questo accade un po' a tutti, si compiono scelte e azioni che nell'immediato non hanno ripercussioni sulla nostra vita, ma alla lunga ci cambiano e questo lento cambiamento ci segna profondamente, tanto da trasformarci. Può trattarsi di un'evoluzione in positivo, grazie alla quale stiamo meglio, oppure di un percorso che ci rende diversi da come vorremmo essere, solo non ce ne accorgiamo, perché il tutto avviene molto lentamente. Accade quindi di ritrovarsi improvvisamente insoddisfatti di se stessi e di voler recuperare la situazione, ritrovandosi.

Si può quindi tradurre la frase "come ritrovare se stessi" in "come tornare ad essere felici" ed è questa la direzione in cui andremo, sviluppando un metodo il cui scopo è proprio quello di risollevare le sorti della nostra esistenza.

Analizzare la situazione


Se ci accorgiamo che, negli ultimi tempi, la nostra vita ha preso una brutta piega, è giunto il momento di agire per ritrovare se stessi e riscoprire la serenità perduta: i segnali possono essere molteplici, ma uno su tutti è quel vago senso d'infelicità che ci accompagna nel quotidiano, al quale non sappiamo attribuire un vero significato. Spesso la frustrazione deriva proprio dal vivere in una condizione psicologica di inadeguatezza, come se l'ambiente in cui trascorriamo le giornate fosse diventato ostile e ci impedisse di affrontare la vita con serenità. 

Il dubbio è che tutto dipenda da come ci poniamo nei confronti della vita e delle persone che ci circondano, dentro di noi sappiamo che è così, che siamo noi a comportarci in modo errato e a generare le situazioni spiacevoli in cui ci ritroviamo coinvolti. Ognuno di noi sa che deve agire su se stesso per cambiare le cose, ma prima occorre capire bene cosa esattamente non ci piace della nostra attuale vita.

Il primo passo da compiere, per ritrovare se stessi, è certamente quello di isolare gli aspetti della nostra vita che non ci soddisfano, e capire quali cambiamenti e meccanismi hanno generato la situazione attuale.

Immaginiamo, ad esempio, di realizzare che la nostra infelicità derivi da non essere più in armonia con il nostro partner, e di ricordare che, qualche anno fa, le cose andavano decisamente meglio: cosa è successo? Perché quella "magia" è svanita? I motivi possono essere di diversa natura: troppi impegni ci hanno fatto allontanare, la nascita di un figlio ha modificato il rapporto, abbiamo cambiato modo di pensare e di vivere, aspiriamo a traguardi differenti o semplicemente non amiamo/siamo amati come prima. I motivi hanno ben poca importanza, quello che conta è stabilire se questa situazione ci sta bene o meno, e cosa comporterebbe agire per ripristinare lo "status" precedente. 


Non contano i perché, ma i come


Ritrovare se stessi, significa sostanzialmente prendere delle decisioni e lavorare affinché queste non rimangano semplici intenti, ma diventino azioni che producano risultati. Il secondo passaggio è quindi quello di smettere di ricercare i "perché", e passare subito ai "come". Fin da piccoli siamo stati abituati ai "perché":


  • "Perché non mangi la pappa";
  • "Perché non vuoi studiare";
  • "Perché perdi tempo invece di cercarti un lavoro";
  • "Perché hai fatto quelle cose…". 


Aiuto! Che orribile modo di affrontare le situazioni e che immensa perdita di tempo a ricercare i "perché" delle cose, quando la soluzione ad ogni problema si trova solo quando s'incomincia a chiedere "come". Non credete che sarebbe più produttivo dire ad un ragazzo: "Come posso fare per aiutarti a studiare" anziché rimproverarlo con dei perché, la cui risposta, per quanto esaustiva, non produrrebbe nessun'azione concreta, volta a cambiare le cose?

Cambiamo il nostro modo di approcciarci ai problemi, siamo ancora in tempo per farlo, anzi, dobbiamo farlo, se vogliamo ritrovano noi stessi. Ecco dunque la ricetta per il secondo passo fondamentale da compiere: capire "come" fare per riportare tutto alla "normalità", dove per normalità s'intende la situazione che ci aggrada, quella in cui eravamo felici.

Puntare tutto sui "come" nasconde un secondo interessante vantaggio, e cioè quello di farci capire subito se siamo o meno intenzionati a migliorare le cose. Spesso ci si ritrovano infelici o inadeguati, si spendono fiumi di chiacchiere con amici e confidenti sviscerando ogni singolo "perché" della situazione attuale, ma poi non si agisce per cambiarla. Se obblighiamo noi stessi ad agire, ma ci rendiamo conto di non volerlo realmente fare, allora significa che la situazione in cui ci troviamo, in fondo ci sta bene, che stiamo solo vivendo un momento di stress, e che forse abbiamo ingigantito un problema. 

Alle volte, nella vita si fanno scelte che portano con sé sia svantaggi che vantaggi; se stiamo sacrificando la famiglia per il lavoro, ce ne rendiamo conto, ma non vogliamo fare niente per cambiare le cose, significa che egoisticamente vogliamo mettere al primo posto un nostro interesse diretto. Possiamo scegliere di non cambiare le cose, ed essere sinceri con noi stessi, questo non porterà ad un cambiamento ma, l'aver scovato la fonte del nostro malessere, ci darà sollievo, e ci aiuterà a capire meglio noi stessi, e quello che vogliamo dalla vita.


Ripristinare la situazione precedente


Ora che abbiamo chiarito la situazione, occorre ritrovare se stessi in modo concreto, cioè fare in modo che la vita torni a sorriderci il prima possibile; abbiamo scovato i motivi del senso di oppressione che ci attanaglia e capito cosa fare perché tutto torni alla normalità, non ci resta che mettere in pratica i buoni propositi.

S'inizia recuperando il rapporto con gli altri, perché, alla base di una vita felice, c'è sempre la capacità di rapportarsi in modo armonioso con le persone che frequentiamo. Lo accennavo prima; dentro di noi sappiamo che quello che sta succedendo dipende da come affrontiamo il quotidiano e il rapporto con chi ci sta accanto, ed è questo che va cambiato.

Il cambiamento che ci ha fatto indossare l'abito che oggi ci va stretto, ha inevitabilmente deteriorato i legami con le persone che amiamo, per questo motivo occorre migliorare la nostra sfera sociale, recuperando i rapporti. E' sufficiente una telefonata o una chiacchierata con la persona che amiamo, un amico, un collega, per farci sentire subito meglio. Raccontiamogli di come ci sentiamo, del fatto che ci dispiace che siano successe determinate cose, di essere stati assenti, di esserci comportati male, di aver realizzato solo ora gli sbagli compiuti, e che vorremmo rimediare. Non serve essere paranoici e voler sistemare subito le cose, questo è solo il primo passo, un aperto dialogo con le persone con cui vorremo tornare a vivere in armonia, nel quale è più importante ascoltare che dire, perché, quando si abbassano le armi e ci si mette a nudo, si apre un meraviglioso canale di comunicazione, dove le persone diventano immediatamente docili e disposte ad aiutarci.

"Non sono cambiato, ho solo ritrovato me stesso."
La sensazione di leggerezza che si prova quando si mettono tutte le carte in tavola, è disarmante, ci fa sentire subito meglio e ci da la forza di ritrovare noi stessi, proseguendo sulla giusta strada. Spesso si realizza che tutti i nostri problemi derivavano semplicemente dall'incapacità di avere un rapporto sereno e rilassato con le persone che ci circondano, trattando gli altri con amore ed equità.

In secondo luogo iniziamo ad ascoltare  più attentamente i nostri bisogni e ad agire secondo una scala di priorità che abbia, come unico fine, quello di essere felici. Nella società in cui viviamo, veniamo letteralmente schiacciati dai doveri e delle responsabilità, tanto che finiamo per trascurare quello che ci piacerebbe realmente fare. Dare sfogo alle nostre vere aspirazioni è un modo meraviglioso per ritrovare se stessi; per farlo impariamo a mettere in secondo piano quello che non ci interessa o che ci fa stare male, e (anche in modo molto egoistico) facciamo solamente ciò che ci rende felici, adesso, giorno dopo giorno.


Prevenire i cambiamenti in negativo


Ora che il grosso del lavoro è stato compiuto, dobbiamo assicurarci che la situazione vada migliorando, ma soprattutto piantare alcuni paletti che ci permettano di evitare che tali circostanze si ripetano; non vogliamo, tra qualche mese o anno, dover riprendere tutto in mano per capire nuovamente come ritrovare se stessi, per cui dobbiamo studiare un metodo che ci garantisca una condotta di vita priva di rimpianti.

Affrontiamo la giornata come sempre, ricordando di agire soddisfacendo i nostri bisogni, mettendo in primo piano la nostra felicità e rapportandoci serenamente con chi ci circonda. In ogni azione che compiamo e in ogni parola che pronunciamo, deve essere presente l'amore, non la rivalità, la manipolazione o qualunque altro secondo fine, che non sia quello di essere amati dagli altri.  A fine giornata ritagliamoci un istante per chiederci "come ci sentiamo", se siamo soddisfatti di come sono andate le cose, del rapporto con gli altri e di come abbiamo affrontato le situazioni, o se avremmo preferito che qualcosa fosse andato diversamente?

Con questa semplice e poco impegnativa abitudine, avremo la possibilità di capire, giorno per giorno, se stiamo andando nella direzione corretta, così da poterla correggere prima che sia troppo tardi, senza dover ricorrere a sforzi notevoli, per ritrovare se stessi.



Conclusioni


A volte si vorrebbe ritrovare se stessi, ma non è detto che le circostanze lo permettano, spesso siamo semplicemente cambiati per adeguarci a situazioni sulle quali non abbiamo controllo, come un ambiente famigliare difficile o un lavoro che ci opprime giorno dopo giorno; in queste situazioni il nostro cambiamento è una forma di difesa, e non è detto che sia possibile ritrovare la persona che eravamo prima, almeno non fintanto che saremo immersi in certi ambienti o a contatto con certe persone.

Alcune volte le situazioni non sono recuperabili, si prova e si riprova, si cambia ancora, ma quando ci rendiamo conto che il nostro "sentirsi fuori luogo" dipende da fattori esteri, sui quali non abbiamo potere, l'unica soluzione è dare un taglio netto.

Capire come ritrovare se stessi, soprattutto in queste situazioni, non è un processo semplice, ma la nostra felicità è la cosa più importante e, seguendo questa semplice procedura, possiamo ottenere grandi risultati, e tornare a sentirci in armonia con noi stessi e con le persone che ci circondano.

19 commenti:

  1. Fantastico articolo!!
    Proprio stasera stavo riflettendo sugli aspetti lavorativi che non mi rendono felice..... non riconoscersi più in un determinato ambiente; sentirsi diverso, sentire di non fare la cosa giusta per me stesso ma seguire la quotidianità, senza dare ascolto alla vera passione.

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    1. Anche io la penso cosi nn essere sicuri di fare o dire le cose come stanno purtroppo seguendo una quotidianita sbagliata ciao

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  2. E quando l'origine di tutto, quindi del proprio malessere è strettamente legato al passato? Ad un evento specifico? Un anno fa presi una decisione la quale già all'epoca sentivo fosse sbagliata. Ho fatto soffrire molti parenti con tale decisione. Mi pento del mio egoismo e nonostante tutto, non sto bene da allora. A questo punto, Cosa mi rimane fare?

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  3. Salve, ho 19 anni (quasi 20) Con il mio partner stamo insieme da 2 anni. non credo di amarlo più. Mi ha aiutato tanto, l'ho amato moltissimo e abbiamo vissuto una bella storia ma ora sono troppo accecata dal cercare me stessa e orientarmi verso la mia strada per cercare un senso alla mia vita. Mi sento in colpa, perchè il fatto che io abbia bisogno di tempo per me stessa e trascuro le uniche persone che mi amano davvero, mi fa sentire un'egoista e una cattiva persona.
    Non so cosa fare. Sono giovane, e non voglio sposarmi. Voglio girare il mondo in libertà, fare un lavoro che mi permetta di spostarmi molto e che sia appassionante, voglio continuare gli studi e vivere tranquilla, lui invece vorrebbe una famiglia e io ho paura di mettermi in trappola e di non vivere la mia libertà per paura di agire e di troncare questa storia prima di fargli del male.

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  4. ho perso la mia migliore amica , una mia amica sta combattendo contro la leucemia da 7 mesi , ho dei problemi con mia madre .. da gennaio ho chiuso i rapporti con un ragazzo fantastico alla quale ancora adesso ne sono affezionata .. ed ora eccomi qua a raccontarvi la mia storia.. fino al mese scorso riuscivo a superare tutti questi problemi , ma è da un mesetto che sento che non sono più me stessa.. ho 19 anni e ho bisogno di un cambiamento che mi riporti ad essere la testa di cavolo di una volta con la sua testardaggine e il suo orgoglio .. proverò a seguire i consigli di questo sito ...

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  5. Ho perso me stessa per amore di un ragazzo..ho perso amici e non posso farmi aiutare dalla mia famiglia perché li avevo escluso da tutto ciò..ho crisi di panico la notte e mi sento estremamente sola e isolata addirittura da me. Voglio ritrovare la pace che ho perso!

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    1. Devi avere la forza di ricominciare... e circondarti di un ambiente che ti faccia ritrovare fiducia, fiducia in te e nei tuoi sentimenti prima che anche degli altri... circondarti di un ambiente nuovo magari mentre cerchi di riparare quello vecchio e alterna momenti di concentrazione e serietà con altri in cui ti permetti di distrarti, di lasciarti andare.. cerca di inventarti un modo per cercare di usare il fondale.. come trampolino di lancio !

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    2. Per ritrovare se stessi bisogna avere la forza e il coraggio facendo un lavoro interiore che ti aiuti a capire da solo i motivi del cambiamento .A volte l'ambiente che ti circonda la vita che ti delude con gli affetti che credevi fossero sinceri invece si rivelano non tali ti spingono ad essere una persona diversa.Perdi la fiducia,perdi una persona a te vicina e che la morte ti porta via e tu ti ritrovi sola e senza punti di appoggio.Devi ricrearti se vuoi assaporare dopo la sofferenza la bellezza che la vita ti offre.Ricordati che puoi essere da sola ,ma non sei mai sola.Dio ti pensa e ti vuole bene,perché come un Padre amorevole ti è vicino proprio quando tu sei nei giorni più bui e non vedi uno spiraglio di luce.Affidati nelle sue braccia e fai della preghiera la tua forza.Vedrai che il sole prima o poi splenderà anche per te.

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    3. Anch'io ho perso me stessa .. ed è la cosa peggiore che possa capitare nella vita ..perchè se di base manca la forza e la sicurezza in quello che si è tutti i problemi quotidiani diventano insormontabili. Io sono arrivata ad aggrapparmi alla fedee a pensare che
      alla fine di un tunnel c'è sempre la luce . Pensa in positivo perché tutto dipende da questo : pensa sempre in positivo e abbi fede.. anche quando ti viene un attacco di panico non ti demoralizzare come sono venuti possono sparire! ma vivi il più serenamente possibile nel frattempo e vedrai che il tempo cambierà le cose

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  6. in un mese ho perso tutto!la mia ragazza perfetta e super bella nn ho piu lavoro!nn ho piu fiducia nelle mie capacita lavorative e nn credo di ritrovarne altro...ho tanti amici ma sono solo... sono taciturno nn ho piu nulla nn voglio piu di parlare con nessuno e veramente non ho nessuna fiducia in niente!
    mi sono perso completamente....vorrei smettere di vivere e nn trovo via d uscita....ogni giorno è sempre peggio e continuo a ripetermi che nn è giusto!!!!!avevo tutto e ora nn ho piu nulla...
    e sono stufo di sentire sempre le solite frasi rinquoranti che nn servono a niente!
    ritrova la strada te stesso e sii felice....fatelo voi io nn ci riesco davvero

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    1. ammettere le tue paure è il primo passo x rialzarti in piedi, se era la tua ragazza a darti la forza di credere in te stesso allora significa che devi lavorare su te stesso per dimostrare a te stesso che tu vali anke senza di lei, quando sarai in grado di fare qst allora sarai pronto ad amare nuovamente un'altra ragazza, per stare bene con una persona devi imparare a stare prima bene da solo e poi sarai pronto a stare insieme con lei...in bocca al lupo...le cicatrici servono a renderci più forti...;)

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  7. Salve, sono J. e ho 29 anni.
    da qualche anno ho perso ogni voglia di fare,mi sento inadeguata, sbagliata, debole, fragile e senza spina dorsale, incapace di prendere decisioni per paura. Non so di quale paura si tratti. So solo che c'è un blocco, un freno, un disagio che non mi permette di andare avanti e proseguiire,. miMi sento vuota, senza stimoli, passo le mie giornate nel vuoto delle ore, ho perso ogni stimolo e non sento più le forze che una volta mi sostenevano. Ho trascurato l'università perchè mi sento inadeguata, ho paura di fallire anche se ho una gran voglia di laurearmi. Ho un blocco. Non riesco più a studiare e intanto il tempo passa e io perso anni così in balia della paura e del vuoto che mi sa inghiottendo. Ho una persona speciale che amo ma neanche questa persona è in grado di aiutarmi. Mi fa stare meglio solo per poco ma quando torno a casa siamo alle solite.
    Vi prego, datemi un consiglio per venir fuori da questa situazione e riemergere da questo oblio.
    Vi ringrazio infinitamente.

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    1. Sono nella tua stessa situazione e non so proprio come uscirne...ho 19 anni e ho ancora tutta una vita d avanti ma mi sento vuota ed inutile ..

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    2. Anch' io mi sento così. e anhe io come Alessandra ho 19 anni. Penso sia dovuto al fatto, nel mio caso, che non sono sicura di aver preso la scelta universitaria giusta... Anch'io sono bloccata, ma cerco di sbloccarmi continuando a studiare (non abbandonando l'università) e intanto anche cercando lavoro... non si sa mai che il problemaq sia che in questo momento non sono pronta ad affrontare l' università, ma che piuttosto sarei pronta a lavorare. Vi consiglio di fare come me e di parlare, come faccio anch' io con uno psicologo. Abbandonate tutti gli stereotipi su quest' ultimi. Tutti noi abbiamo bisogno di supporto psicologico e in alcuni momenti magiormenti. Lo psicologo semplicemente può essere più di aiuto di un amicoperchè è una persona estranea quindi può vederci senza i pregiudizi (non in senso negativo) che hanno i nostri amici e soprattutto ha studiato più di 6 anni per fare quel mestiere. A me sta aiutando molto. E mi aiuta ancora di più pensare che la vita è lunga (almeno si spera) e questi momenti sono solo passaggi che ci portano a cambiamenti. Sono crisis alle quali segue un miglioramento perchè prima o poi dobbiamo e rialzarci, sia da soli che con aiuto.

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  8. Salve io e da 5 anni ke sto in depressione xke la mia ex migliore amica mi fece un legamento d amore con il mio ragazzo ke posso fare ho passato anni di merda sia io ke lui alla inizio ho avuto cerchi alla testa vomiti e piano piano ho xso me stessa mi sento uno schifo e da 5 anni ke non ESCO non ho più amiche ho xso il lavoro mi sento completamente sola mi hanno completamente annullata non esisto più voglio solamente sparire dalla faccia della terra :'( xke non faccio altro che far male alla gente voglio morire...

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  9. Fatti coraggio, esci di casa da sola e vai a fare una passeggiata al parco e ascolta tanta musica ti aiuterà. Ama te stessa più di ogni altra cosa e ricorda nessuno è in grado di levarti il sorriso la vita è tua!!

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  10. Salve. Ho 16 anni, sicuramente non sono molti, e sono nella fase adolescenziale, il che è già di per sé il "periodo dei dubbi, incertezze, insicurezze e quant'altro. Ma io sento che c'è qualcosa che non va. Mi sono resa conto di aver perso pian piano me stessa negli anni. Credo che l'origine del problema sia la separazione dei miei genitori. Quando decisero di separarsi avevo solo 11 anni, ma la separazione avvenne due anni più tardi. Lì iniziò il mio periodo buio, che ancora oggi persiste. In quel periodo ho cominciato a chiudermi lentamente in me stessa, ma avveniva così lentamente che io stessa non me ne rendevo neanche conto. Con il passare degli anni, le delusioni si facevano sempre più frequenti, ed io mi "spegnevo" sempre di più. A partire dall'età di 12 anni avevo già dei momenti "off", ovvero non uscivo di casa e stavo tutto il giorno a letto senza mangiare né parlare con nessuno, ma avevo ancora lo spirito da bambina e quei momenti potevano esserci per due, tre giorni e raramente persistevano a lungo. Già da allora sapevo che c'era qualcosa che non andava, ma essendo ancora piccola non capivo cosa mi stesse succedendo. La situazione si è aggravata l'anno scorso, tra i 14 ed i 15 anni. Ora vi sembrarà ridicolo. Avevo un ragazzo per la testa, per più di un anno gli son stata dietro, miseramente, dato che mi rifiutò già in partenza. Ma non riuscivo a toglierlo dalla testa e dal cuore, ed essere ignorata da lui era devastante,non mi sentivo per niente apprezzata, né in famiglia, né in amicizia, né a scuola, né in 'amore'. Il suo ignorarmi mi devastó a tal punto da farmi rinchiudere completamente in me stessa.. non riuscivo a spiegarmi cosa mi stesse succedendo e solo ultimamente sono arrivata a scoprire tutto ciò che non va, tutto ciò che mi impedisce di comunicare apertamente con le persone.
    Io non sono per niente brava a socializzare con i miei coetanei, ssarà perché non abbiamo gli stessi interessi e non riesco ad allacciare un misero rapporto con loro, o sarà proprio il fatto che io non riesco a far riemergere quella parte di me che ormai non sento quasi più.
    sento che questo mio rinchiudermi non mi permetta di valorizzarmi, anzi, mi svalorizzi! E ciò mi crea molto disagio perché so la persona che sono e vorrei a tutti i costi uscire da questa gabbia.
    scusate lo sfogo. Non ho mai detto tutto ciò a nessuno, non sono mai stata capace di dire nulla di tutto ciò, e non immaginate il peso che mi son levata, finalmente respiro.
    spero che questo articolo mi sia d'aiuto!

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  11. Sono Annalisa, 19 anni. Diciamo che il periodo adolescenziale l'ho già sorpassato se così si vuol dire. Nel leggere i commenti di altri ragazzi giovani come me mi ha fatto proprio ripensare a quel periodo che tutti inevitabilmente ci tocca superare. Beh, devo dirvi però, coetanei miei, che il periodo post-adolescienziale è ancora più schifoso. Dover accettare di dover crescere perché una fottuta società in continua evoluzione c'è lo impone mi fa innervosire. A volte un giovane avrebbe solamente bisogno di prendersi del tempo per se stesso senza tante pressioni. Parlo in particolare della mia vita. Ho finito la scuola superiore l'anno scorso, e da lì posso dire di aver perso qualsiasi punto di riferimento. Quando sei a scuola e sei stressato per lo studio non vedi l'ora che arrivi il giorno che finisca, ma quando finisce sul serio, dopo una serie di mesi inizi a pensare al contrario. È lì che ho iniziato a farmi mille domande come: "chi sono? Cosa voglio fare nella vita? C'è qualcosa in particolare che vorrei fare?". Ovviamente tutte domande che fino ad ora non hanno avuto una risposta. Ho iniziato a lavorare, pensando che questo mi aiutasse a schiarirmi le idee. Beh, devo dire che me le ha schiarite ovvero che non sto facendo una vita soddisfacente. Faccio un lavoro part-time come cameriera, e questo non fa altro che eliminare completamente la mia vita sociale. Avevo un ragazzo. Lo vedevo come una figura paterna su cui contare, visto che con mio padre non ho un bel rapporto. Insomma mi ritrovo da sola, con me stessa. E pensare che fino a due anni fa, la cosa mi elettrizzava. Mi metteva la carica sapere che la solitudine era un punto forte per me. La vita è una sola, come si sente dire sempre, ma se la vivi come vorresti, una basta. Domani è un altro giorno. Domani devo iniziare a dare una cazzo di svolta a tutto ciò che mi lacera. Nell'articolo.

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  12. Ciao a tutti, mi chiamo Angelo, ho 24 anni e sento di aver vissuto in modo diverso da quello che avrei voluto, sempre con una sorta di insoddisfazione, una specie di insicurezza, sempre più presente nelle mie giornate. Sono figlio di genitori separati, sono cresciuto con mia madre e mia nonna dall'età di 1 anno, quindi non ricordo mio padre. La cosa da piccolo mi faceva sentire diverso, mi imbarazzava dover dire di essere "senza padre". La mia figura di padre era rappresentata da mia nonna, molto rigida e severa, mia madre invece è sempre stata più complice, come una sorella. Mi sono sentito sempre molto attaccato a mia madre, in modo forse morboso, ricordo il mio primo giorno di scuola, versavo fiumi di lacrime in classe ma ricordo che nessuno degli altri bambini era triste di stare li. Non somo mai stato troppo a mio agio insieme agli altri, sentivo di essere diverso, sempre quella sensazione costante. Forse anche di inferiorità. Non amavo infatti andare a scuola, dovermi confrontare con altre persone mi dava ansia anche se amo ed ho sempre amato la conoscenza. Questo mi ha portato ad allontanarmi sempre di più dalla scuola, dalla società. Quando, all'età di 15 anni, ho perso mia nonna c'è stato un grande cambiamento in me, ho iniziato a non seguire più gli studi, disinteressandomi completamente di portarli a termine. Sono sempre stato incuriosito da mille argomenti, da tutto e da niente in realtà. Ho lavorato, ho stretto legami con altre persone ma sento di aver vissuto come in un sogno, come se mancassi di autenticità. Così sospinto come dal vento. Come se non fossi io veramente a guidare la mia vita. Ora a 24 anni sento di non poter più vivere in questo modo, sento di svuotarmi giorno dopo giorno e non so come venirne fuori.

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