Sei Speciale, Coltiva la tua Unicità per Essere Libero

sei speciale, coltiva la tua unicità per essere libero
Sei unico al mondo, esattamente come
tutti gli altri
L’essere umano è un vero capolavoro, il suo valore è inestimabile, non ha nulla a che vedere il lurido denaro, l’unità di misura con cui oggi diamo un peso ad ogni cosa. Eppure, anche se siamo esseri speciali, abbiamo un prezzo, valiamo esattamente lo stipendio che ci danno in cambio di un’intera vita passata a lavorare.

Questo è semplicemente folle, incatenarsi ad una scrivania o a qualche macchinario dentro una fabbrica per pochi euro, arrivando addirittura a ringraziare; e come se non bastasse poi, spendiamo questi soldi per comprarci tutti le stesse cose, per piazzarci un’etichetta sul petto, imitandoci a vicenda, cancellando ogni traccia della nostra meravigliosa unicità.

Invece, sei speciale...


Copiare le azioni degli altri


Più vado avanti più provo un tremendo senso di disagio nel far parte di questa porcheria che chiamiamo società, nella sua stessa definizione trovo evidenti segnali di pericolo: “[…] insieme di individui che assumono comportamenti simili” come se l’omologazione, l’agire tutti allo stesso modo fosse una caratteristica positiva dell’aggregazione di persone, mentre è la morte stessa della bellezza umana, dell’unicità di ogni individuo, dell’essere speciali nelle diversità.  

Sono tre mesi che non lavoro, che sto a casa, vado nei boschi, salgo in cima alle montagne, nuoto nei laghi, cucino, coltivo l’orto, raccolgo funghi e lamponi selvatici, sono tre mesi che ho staccato completamente la spina e vivo senza fare nulla che non sia semplicemente quello che voglio fare. Non compero niente, non guardo la televisione, non leggo i giornali, non so nulla di cosa accade nel mondo, del Governo, delle guerre.
Qualcuno mi ha detto “Sì, ma così sei tagliato fuori da tutto”. Da tutto cosa? Dai servizi sui cani di Studio Aperto, da Berlusconi che lo condannano, ma non andrà mai in galera, dalle disgrazie della povera gente spiattellate  in prima pagina pur di vendere? Non sono mai stato così sereno, spensierato, leggero. Mi sembra di essere tornato a quando avevo 16 anni e la mia unica preoccupazione era organizzare le prove con la band o preparare il sacco a pelo per il campeggio con gli amici.

Non sono (o almeno non mi sento) parte di questa società, non mi comporto come gli altri, non seguo le stesse regole (o almeno non tutte); sento di aver assunto un valore diverso dai 75 euro che mi davano ogni 8 ore passate in ufficio, a tutti gli effetti non ho un prezzo, esattamente come le cose più preziose al mondo, inestimabili. Una vita non può che esserlo, perchè speciale, unica!
Qualche volta infilo le scarpe da corsa e corro fino al lago più vicino, una quindicina di chilometri lungo una strada forestale, per un dislivello di non più di 500 metri, poi mi getto nell'acqua fresca e mi sdraio sull'erba ad asciugarmi, sono là, solo con le mie gambe, niente automobile, niente cellulare, nessuno mi più disturbare, nessun capetto può dirmi quello che devo o non devo fare. Respiro lentamente guardando le nubi di montagna passare veloci sopra la mia testa, ogni volta mi ricordano i pazzi che corrono in automobile per andare al lavoro la mattina alle sette, posso capire correre per tornare a casa, uno ha voglia rivedere la propria famiglia, ma correre per andare al lavoro...

E così inizio a pensare al tempo: le persone non hanno tempo, parlano velocemente, ottimizzano la distribuzione delle informazioni in meno parole possibili, bisogna essere rapidi, smart, agire, arrivare prima. Ma prima dove? Al lavoro? Al centro commerciale? Al tabacchino a comperare le sigarette? Al bar? Perché dobbiamo avere fretta? Perché tutti ci dicono di fare, fare, fare, sfruttare il tempo, produrre? Non c’è nemmeno una vera meta, un punto d’arrivo, se tutto, ogni giorno, è sempre maledettamente uguale, cosa diavolo corriamo a fare, per rifare il prima possibile la stessa cosa che stiamo facendo adesso?

Eppure è così, danziamo tutti la stessa musica, con le medesime movenze, quasi sincronizzati, copiandoci a vicenda, come se fosse bello essere cloni degli altri, criceti che messi sulla ruota corrono, corrono, corrono e non si chiedono perché lo fanno, non si rendono conto che non arriveranno da nessuna parte. Ma in fondo cosa importa, basta che il padrone ci dia da mangiare, ed ecco che lo show si ripete, giorno dopo giorno, sempre lo stesso.

Copiare i desideri degli altri


C’è troppa roba, ci avete mai fatto caso? Il mondo assomigli ad uno di quei negozio che si trovano nelle località di mare, quelli strategicamente piazzati l'uno di fianco all'altro lungo i viali, che vendono un numero incredibile di oggetti totalmente inutili. Nel mondo, come nelle zone più turistiche, c’è sempre qualcuno che vuole vendere qualcosa; pescatori seduti sulla riva di un fiume ricco di pesci, che non devono fare altro che gettare l’amo, qualcuno abboccherà, comprerà qualcosa che finirà su una mensola a prendere polvere.

C’è così tanta roba che le persone non sanno più cosa desiderare, si vorrebbe avere tutto perché tutto ci attrae, tutto ha un potenziale utilizzo, siamo bravissimi ad inventarci motivi per comprare, un ipotetico uso di un oggetto o una situazione futura in cui questo certamente tornerà utile. Non possiamo permetterci di comprare tutto ma, ne sono certo, se avessimo libero accesso ad uno di questi negozietti, se potessimo prendere qualunque cosa gratis, ci riempiremo certamente le tasche.

Dobbiamo quindi chiederci: “Come scegliamo cosa acquistare?”

Di solito ci piace qualcosa perché qualcun’altro già la possiede, glie l’abbiamo vista tra le mani, ce ne ha decantato a lungo l’inutilità, oppure qualche vip ne ha simulato il possesso uno spot televisivo, e così anche noi la desideriamo. Prima non ci interessava, non era nei nostri desideri perché  non ne conoscevamo l’esistenza. Se si fosse trattato di un bisogno reale, irrinunciabile, come "bere" ad esempio, l’avremmo cercato di nostra iniziativa, ne avremmo sentito il bisogno senza che qualcuno ce lo facesse notare.

Questa è la differenza tra quello che serve realmente e quello che non serve.
Proseguiamo quindi per imitazione, senza ragionare, siamo attratti non da quello che ci manca veramente, ma da quello che possiedono gli altri. Non abbiamo desideri nostri, quello che ci interessa sono i desideri degli altri. Siamo ricchi di oggetti ma poveri di desideri.

Questa voglia di avere, di possedere solo perché tutti lo possiedono, non è certamente un bisogno innato, è un meccanismo appositamente creato per fare in modo che tutti desiderino sempre le stesse cose, che annichiliscano la propria unicità anche nel desiderare.

Ci vengono forniti dei modelli a cui aspirare, esseri che incarnano la perfezione sotto ogni punto di vista (fisico, mentale, sessuale), non importa se tutto è falso, impossibile da riprodurre nella realtà, quello che conta è che ce lo mostrino nel modo giusto, facendo leva sui sentimenti, sulle aspirazioni e facendoci credere che, possedendolo, saremo felici.

Per questo motivo, ogni giorno, milioni di persone  corrono dietro alle stesse cose, imitando prima i modelli e poi copiandosi l’un l’altro, distruggendo ogni traccia di quell'unicità che rappresenta la vera ricchezza del genere umano. Siamo capolavori, unici nel loro genere, ma spendiamo soldi e tempo per diventare degli autentici falsi.

Come pensare diversamente


Facciamo di tutto per diventare normali, come se la normalità, l’essere come gli altri, le-copie-delle-copie-delle-copie fosse divertente, un valore. Un musicista che esegue un brano di sua composizione prova una soddisfazione che non è nemmeno paragonabile a quella che otterrebbe se proponesse brani di un altro cantautore (le classiche cover, per capirci), una sua creazione apprezzata dal pubblico, nata dal meraviglioso mix di cuore e intelletto, è infinitamente più preziosa del mero riproporre qualcosa di già sentito.
Questo concetto, se applicato al quotidiano, ci insegna che tutto ciò che nasce dalla creatività del singolo, le manifestazioni materiali della propria univocità, sono la chiave per la felicità. Come diretta conseguenza, coltivando la nostra unicità, ci ritroviamo automaticamente liberi, perché smettiamo di sentire il bisogno di imitare i comportamenti degli altri e di desiderare quello che desiderano gli altri. Non siamo più schiavi del modo comune di comportarsi/pensare, siamo originali.

In un colpo solo diventiamo unici, diversi da tutti, speciali, e questa diversità, tipicamente additata come “strana” o “anormale” è invece il segreto della libertà, quella che ci permette inseguire quei traguardi reali che appaiono solo quando si smette di vivere imitando, e si lascia che la vita corra sulla sua Linea di Minor Resistenza.


Come tornare liberi


Sei speciale, non importa quello che dicono o pensano di te gli altri, non siamo nati con l’etichetta tatuata sulla pelle, non dobbiamo pagare profumatamente per indossare tutti la stessa maglietta con sopra lo stesso identico logo, questa non è libertà, è schiavitù mascherata da bisogni. Per essere veramente liberi dobbiamo prima liberarci di tutto quello che ci identifica come “massa”, smettiamo di essere un gruppo di persone che viene suddiviso in target e quindi bombardato di messaggi pubblicitari al fine di indurci a comprare le stesse cose, invogliandoci e copiandoci vicendevolmente.

Diventiamo imprevedibili, ragioniamo bene prima di scegliere cosa fare, cercando di scovare dietro ogni nostra azione un potenziale movente indotto, chiedendoci il perché di quello che facciamo, a quale scopo, chi ce lo ha suggerito, chi lo dice che sia veramente così, che ci serva veramente fare o comperare qualcosa.

Leggi anche: Vincere Definitivamente l'Effetto Pecora

Se c’è una regola, nella società in cui viviamo, è che seguire le tendenze comuni, il più delle volte, è un errore, questo perché se tutti sono convinti di qualcosa, è altamente probabile che alla base vi sia stata una manipolazione forte e continua, capace di convincere un numero molto elevato di persone a pensarla in una determinata maniera.

Solo così torneremo ad essere esseri speciali, ognuno diverso nell'atteggiamento, nell'apparire e nel desiderare; solo capendo e diffondendo questi concetti torneremo a rispettare gli altri, liberi da quei condizionamenti che prima ci spingevano ad additare chi è diverso, permettendoci vicendevolmente di essere liberi. Questa è l'emancipazione della mente, un passo fondamentale per cambiare vita.

15 commenti:

  1. Tutto vero, parte di questi concetti li ho espressi anche nel mio blog, ma ho comunque qualche appunto da fare.
    1) Coerenza. In questo stesso blog tu pubblichi pubblicità che diffondono informazioni e comportamenti del tutto opposti a quanto consigli di fare (speculazioni finanziarie in primis). Perché? Perché (anche) con quelle pubblicità tu puoi permetterti di non lavorare.
    2) Unicità potrebbe anche significare "io sono pigro, sono nato così, sono speciale così, quindi ho diritto di non fare nulla". Attenzione: i confini fra libertà ed egoismo sono molto più sottili di quanto sembri. Non è cosa da poco conoscere se stessi, non basta certo mollare il lavoro e andare a coltivare un orto per risolvere i problemi della gente. Non basta non andare più al bar, o non vedere più la tv. Anzi, tutto ciò potrebbe essere perfino dannoso per qualcuno. Per cui apprezzo il messaggio di fondo dell'articolo, ma andrebbe posta maggiore attenzione anche all'altra faccia della medaglia di certe scelte all'apparenza infallibili, idilliache e risolutive. Altrimenti si rischia di fare solo facile (e incoerente) retorica (come io stesso certamente ho fatto a volte sul mio blog)

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    1. Condivido il punto sulla coerenza anche se sono sicuro che Francesco non sia di certo la persona che vuole passare per "Il più furbo" scrivendo quello che pensa ma un modo per dimostrare che forse anche se un poco alla volta si può cambiar vita;mentre spesso molte persone non fanno altro che lamentarsi senza avere il coraggio di far nulla e rischiare di perdere qualcosa.Ora voglia passare io un po per egoista e ti dico che forse non è proprio cosi scontato considerare giusto cercare di risolvere i problemi della gente. Io lo vedo sul lavoro,per strada,al bar e sono completamente d'accordo con chi scrisse (non mi ricordo chi) che non c'è peggior schiavo di chi non vuole essere liberato e MOLTO SPESSO ad un'ignorante lo si mette prima nel c__o che nella testa!!
      Buoni o cattivi?? Prima c'è il giusto o sbagliato da sopportare . . (questa però è del Vasco :)
      Molte persone,che il sottoscritto conosce,e che spesso hanno anche vent'anni più di me non hanno ancora capito (o accettato ??) che i cambiamenti esigono un prezzo e/o un sacrificio.

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    2. Sul punto della coerenza ho fatto sotto le mie precisazioni per spiegare alcune cose che non si sanno, come le mancate apparizioni in TV o l'aver rinunciato più di una volta a proposte pubblicitarie molto remunerative. Ci sono molte cose che non si sanno si questo blog, a partire da quante persone lo frequentano e quanti messaggi di ringraziamento o insulti ricevo, prima di sparare giudizi o avanzare dubbi sulla mi coerenza (che poi, mi ripeto, nessuno può essere sempre coerente al 100%, si trova sempre dell'incoerenza se si vuole trovarla) dicevo, prima di arrivare a facili giudizi, bisognerebbe ricordarsi che si sa molto poco del mondo e del movimento di persone / proposte / soldi / avventori che stanno dietro ad un blog come questo.

      Chiunque sia onesto deve ammettere che per dare giudizi bisogna avere un quadro chiaro, sapere tutto, mettere tutto sul piatto della bilancia e poi valutare e io, questo lo so di per certo, nessuno tranne me sa tutto delle scelte coerenti o incoerenti che faccio ogni giorno per questo blog, quindi, sarebbe meglio evitare di sparare sentenze come se si sapesse ogni cosa.

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  2. Un commento all'articolo da chi è sempre stata definita dalla massa 'un personaggio 'proprio perchè ha sempre agito e vissuto secondo le sue inclinazioni ,libera totalmente da influenze esterne e dal giudizio altrui !
    Chi ha scritto un articolo come questo o è super fortunato da non aver nessun tipo di problema oltre sè stesso o è di un egoismo fuori dal comune !Premettendo che a me non piace il denaro anzi lo disprezzo proprio per i problemi che crea nella nostra società ,sono cosciente però che se non sei solo al mondo ,senza nessuna responsabilità verso terzi ,purtroppo in certe situazioni è indispensabile ...Se hai per esempio (come è sempre capitato a me ) prima un genitore malato e bisognoso di cure e assistenza ,poi subito dopo l'altro paralizzato e che richiede personale specializzato e non coperto dalla mutua completamente a tuo carico...vedi come devi lavorare in ogni modo anche a cottimo e sperare che non manchi mai perchè delle 'creature' e il loro benessere e sostentamento dipendono da te !Anche a me piacerebbe vivere a 'costo zero' e fare passeggiate libera come l'aria visto che è sempre stato nella mia natura ...ma non me lo posso permettere moralmente e eticamente...o tu per te stesso abbandoneresti al completo degrado chiunque ,persona o animale che sia , che ostacoli i ''tuoi bisogni''e la tua libertà??

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    1. Veramente io ho famiglia, moglie e figlia e devo guadagnarmi ogni giorni i soldi per garantire a loro e a me il futuro. Ho genitori che saranno presto anziani e quindi dovrò anche preoccuparmi per loro. Non sono solo, se fossi solo avrei smesso di lavorare da parecchio, tanto l'unica cosa che potrebbe succedermi sarebbe morire, ma se nessuno rimpiange la mia morte, sicuro non la rimpiangerei io che sono appunto morto.

      Non passo il tempo a non fare niente, lavoro praticamente il doppio (se non il triplo) di un lavoratore normale, solo che mi concentro principalmente su guadagni che derivano dalle mie passioni, questa è la libertà di cui parlo. Se segui questo blog saprai che smettere di lavorare non significa non fare niente, ma vivere delle proprie passioni.

      In quanto a badare alla mia famiglia, per me questo significa "fare quello che voglio" perchè accudire mia figlia o i miei genitori è una cosa positiva, non negativa.

      E per quanto posso essere occupato nella vita, il tempo per fare un giro nel boschi, alle 6 del mattino quando tutti dormono, lo si trova sempre.

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    2. Sei sempre occupato hai famiglia e vivi con meno di 500 euro ....Te l'ho detto e forse non hai capito ma io con 500 euro non ci pago neanche l'assistenza specializzata!!!E in più ho tutte le altre spese a carico ...medicine ,visite e costi tripli per vivere .Spera che tutta la tua famiglia (genitori anziani compresi)stiano sempre bene perchè se no non puoi nemmeno immaginare il delirio di spese che ti arriva addosso; ti assicuro che tra un pò quando ''tutti dormono '' se continua così dovrò fare anche un secondo lavoro .

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    3. Non ho mai pensato di avere in tasca la bacchetta magica per donare la felicità a tutti, io credo solo di rappresentare la media delle persone, gente con famiglia e un lavoro sottopagato, poi ci sono gli estremi come nel tuo caso, ma anche estremi di persone che stanno molto meglio di me e si lamentano. La stragrande maggioranza delle persone ha la possibilità di cambiare vita, non si possono basare ideologie o progetti che possono aiutare la maggior parte delle persone, sui casi estremi. Non sarebbe la soluzione più adatta al più vasto numero di individui.

      Questo il perché di articoli come questo, che naturalmente non ti possono rappresentare, e di questo me ne dispiaccio sinceramente.

      Tuttavia non credo che vivere nel terrore dei problemi che "potrebbero" nascere sia una bella idea, la paura è uno strumento, ed è usato già in modo massiccio per tenerci incollati alla vita da schiavi che facciamo, non serve che ci mettiamo anche noi a preoccuparci di eventi futuri che potrebbero o non potrebbero accadere, e sui quali non abbiamo il minimo controllo.

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    4. Ho letto la conversazione ma non sono riuscito ad astenermi dal postare il mio pensiero, non tanto per difendere Francesco, che ritengo non abbia bisogno di nessun avvocato, ma dal profondo e vivo fastidio che ho provato a leggere l'ultimo commento dell'anonimo con il quale Francesco ha intrapreso questa discussione.
      Cito:"Te l'ho detto e forse non hai capito ma io con 500 euro non ci pago neanche l'assistenza specializzata!!!"
      E allora ? Cosa dovrebbe fare Francesco ? Darti dei soldi ? Chiederti scusa ? Chiunque tu sia, ti sei minimamente reso conto che ti stai piangendo addosso e scarichi la frustrazione di non riuscire a vivere come Francesco solo perché hai da mantenere due genitori anziani ? Davvero appena ho letto quella frase mi sono cadute le braccia per non dire altro. Volendo essere cattivi potrei tranquillamente sostenere che ognuno riceve dal proprio corpo ciò che si merita, ma sarei ingiusto moralmente anche se non scientificamente. Mi dispiace per il fatto che tu debba spendere tanti soldi per i genitori e soprattutto per il fatto che gli stessi siano in condizioni di salute di certo non buone, ciò non toglie che pretendere di avere ragione e voler per forza di cosa sentirsi superiori agli altri non porta di certo a nulla. Ripeto mi dispiace come tante persone che postano qui su questo blog, dovresti prima di tutto leggere e poi pensare ad una risposta che sia coerente con l'argomento trattato visto che tutti si sentono presi sul vivo come se l'autore desse colpe a destra e a manca verso chi non vive la sua stessa vita.
      E come già accennato, se tu ti lamenti, beh fidati che ci sono persone che stanno peggio e che avrebbero secondo il tuo modo di pensare maggior diritto di piangere miseria. Credo che se guardassimo le cose da una prospettiva diversa e vedessimo il lato positivo delle cose (anche in quelle che secondo noi sono solo che negative) vivremmo di certo meglio e più sereni, sia con noi stessi che con altre persone che magari stanno solo cercando di mostrarci la strada e di certo non è colpa loro se noi non riusciamo ad imboccarla... Saluti...

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  3. WOW 50 condivisioni in un giorno, grazie mille, mi fate quasi commuovere :)

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  4. Ciao Francesco. Per quanto riguarda il commento di Ricky (che mi sembra comunque un abituale lettore del tuo blog)non condivido il primo punto, quello che lui definisce coerenza:in molti tuoi articoli hai già espresso chiaramente che la propria passione (fra cui lo scrivere su un blog) si può e deve trasformarsi in una rendita; quindi non trovo affatto disdicevole mettere della pubblicità. Dall'altro canto è anche vero che molto sottile è il confine tra libertà ed egoismo, però una volta che, in modo lecito e non lesivo per altri e per l'ambiente, abbiamo provveduto ai bisogni magari dei nostri anziani genitori (anch'io purtroppo ho dovuto penare il tal senso), o dei nostri figli (garantendo magari per loro un'istruzione migliore, una vita serena con genitori più soddisfatti), non c'è nulla di male, anzi, nel cercare di godere dell'attimo della vita, sia esso una passeggiata nei boschi o una corsa in un parco cittadino, sempre che cia dia serenità e soddisfazione. Sta di fatto, a mio parere, che se questo blog, mi permette di affrontare meglio la mia quotidianità, non perfetta, anzi spesso difficile, vedere il lavoro e le incombenze sotto un'altra luce, a prendere coscienza dell'inutile e molto altro, dico a chiare lettere Grazie Francesco ed al tuo "smettere di lavorare"! Ele

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  5. Ele che c'è di male ad ammettere le proprie incoerenze? Scrivere un articolo come questo e poi pubblicare sul proprio sito banner per guadagnare che spesso pubblicizzano proprio le categorie di persone che Francesco consiglia di non imitare è palesemente incoerente. Ma questa non è una condanna del blog di Francesco, che pure mi piace molto meno degli inizi per svariate ragioni. Tutti sbagliamo, tutti siamo incoerenti ogni singolo giorno. Basta ammetterlo, tutto qui. La propria passione non DEVE trasformarsi in una rendita, quando questa rendita rema contro la passione stessa o ne contraddice apertamente i principi, non credi? Dunque se Francesco pubblicasse banner di produttori di pellicce tu lo giustificheresti perché chiunque ha una passione deve crearsi una rendita?
    Oppure diffondere informazioni (cosa che capita spesso su questo blog, purtroppo) sommarie-incomplete-delicate-ridondanti solo per far aumentare le visite del sito, secondo te è un fine che giustifica i mezzi? Può darsi: l'importane, come ripeto, è ammettere i propri sbagli e i propri limiti. Specie quando qualcuno te li fa notare. Invece Francesco si è limitato a scrivere (dopo il mio intervento e quello della persona con i genitori malati) che il suo articolo ha avuto decine di condivisioni. Davvero professionale! Peccato. Ripeto: il blog era partito alla grande, ma come ogni prodotto di marketing, che come tale DEVE generare rendite, ormai sta degenerando spesso nella pura retorica, articoli pubblicati solo per far salire visite del blog, quando addirittura forvianti e pericolosamente incompleti (cito ancora il caso della partita iva). E va beh, pazienza. Voglio dare un consiglio a Francesco: internet è pieno di squali, l'unico modo per differenziarsi non è seguire le quattro regolette di "Adsense Secrets" che conosce chiunque, ma rimanere umili, professionali e concreti. Tre qualità che ultimamente languono su questo blog. Altrimenti, si viene divorati in men che non si dica da squali del marketing ben più sapienti e grossi di noi. E non vorrei che un blog così ben congegnato possa fare proprio quella fine entro pochi anni.
    Scusate l'ennesimo intervento critico...
    Ric

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    1. Ciao Ricky
      trovo interessante lo sviluppo del confronto sui temi che sollevi.
      Leggevo con interesse il tuo Blog "Vivere in Camper" ma dallo scorso anno non mi sembra ci siano stati più tuoi post. hai forse aperto un nuovo blog?
      sarei curioso di continuare a seguirti... al di la dei commenti a questo blog
      un saluto
      un "realista positivo"

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    2. Buongiorno Signor Ricky con tutto il rispetto, prima di criticare gli altri bisogna criticare se stessi, noi siamo degli esseri umani non dei robot come la signora società ci vuole, e molto facile sbagliare nessuno e perfetto. In questo blog ci sono tantissimi articoli positivi ma anche negativi, prendiamo spunto da quelli positivi e miglioriamo quelli negativi, consigliamo al Signor Narmenni come migliorarlo, poi sta a lui accettare il consiglio o meno. Nessuno di noi sa come se la sta passando l'altra persona (già ha i suoi problemi figurati se gli interessa dei problemi dell'altro) ma questo non si chiama egoismo. Io non sono nessuno per dire quello che si deve fare o meno, ognuno di noi ha imparato anche dai non stessi errori. Cerchiamo di migliorare noi stessi e se ci riusciamo anche gli altri, per quanto riguarda gli squali che state parlando ci sono sempre stati, questo perchè c'è la cultura del fregare l'altra persona, sta a noi cacciarli per non farci fregare.

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  6. Essere coerenti è una parola grossa, un concetto molto bello a chiacchiere, ma poi nella vita molto complicato da applicare. Lo sono in molte cose, ad esempio non vado in TV nonostante numerosi inviti da La7, MTV ecc... che mi porterebbero più visite e quindi soldi di quanti possa immaginare. Non metto inserzioni pubblicitarie di molti inserzionisti che mi hanno mandato richieste di varia natura, sparato cifre altissime per "ingannare" le persone di questo blog, ma che per scelta etica evito. Sugli adSense ho bloccato tantissime categorie di annunci, come chiunque li usi sa, purtroppo non si può bloccare tutto e, purtroppo, se in un articolo dico che il forex è rischioso, escono le pubblicità del forex, anche se molte le ho bloccate, funziona così. Dubito comunque che una persona che legga un articolo dove parlo male del forex, poi ci clicchi sopra, o se ci clicca almeno è informato di quello a cui va incontro. Il forex non è mica Satana, il poker nemmeno, c'è gente che conosco personalmente che ci vive (di una e l'altra cosa) l'unica cosa che conta veramente è l'informazione che, se completa (per quello che riesco a fare) da la possibilità di fare scelte consapevoli.

    Sul fatto che ci sono articoli che secondo alcuni non sono totalmente perfetti e completi al 100%, beh ero già abbastanza sicuro di non incarnare Gesù Cristo in terra ed essere infallibile, non credo servisse che qualcuno me lo facesse notare. Commetto errori, tanti, alle volte mi fido di alcune cose che leggo su libri o su internet e che poi si rivelano imprecise, quasi sempre poi correggo gli articoli (ce ne sono quasi 150 lunghi minimo 3 pagine di word) altre volte ci vuole tempo per correggerli o integrarli con le mancanze, tempo che non sempre ho. Il discorso partita IVA, lo ripeto ancora (che palle) ho appuntamento a fine agosto all'AdE, quando saprò e avrò tempo scriverò, ammesso che ci sia qualcosa da aggiungere. Basta per favore, scrivo quello che so, quello che mi hanno detto all'INPS, se poi non ci si fida dall'INPS ok, ci sto, ho chiesto appuntamento all'AdE per questo, quanti blogger si mobiliterebbero per 1 commento di un utente? Questo nessuno lo apprezza, a parare invece su incoerenza e malafede si fa presto.

    Ci sono 150 articoli su questo blog, si vuol dire che è meno credibile perchè secondo una o due persone ci sono 2 o 3 articoli non precisi o che hanno qualche mancanza? Ok, lo accetto, ma i commenti e le precisazioni degli utenti, la loro fondatezza, chi l'attesta? Voglio dire, l'articolo (che richiede solitamente giorni e giorni di ricerche) si mette in dubbio facile, il commento di un utente invece è assolutamente e imprescindibilmente vero? Come quello che ha scritto che le poker room sono certamente truccate? o quell'altro che ha detto che giocando a rosso e nero si possono fare certamente i soldi? O gli strozzini che censuro sempre che lasciano le loro email dicendo che fanno prestiti a chi ne ha bisogno, basta contattarli? Coingeneration è uno schema di ponzi o no?

    Io ci andrei piano con i facili giudizi.

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  7. ciao francesco, verissimo seguo il tuo blog da quando ci siamo parlati, è trovo molto bello e interessante, ma vorrei farvi notare una cosa, nessuno è così perfetto nella vita, io apprezzo di più una persona che ha l'umiltà di fare qualcosa, cmq francesco denota che è un ragazzo che si informa altrimenti non potrebbe scrivere blog su blog su tanti argomenti è poi come sempre chi e abituato a criticare solo, può sempre andare via...un'abbraccio a francesco e a voi dico...
    come al solito è facile giudicare ma mettersi all'opera è sempre più difficile...

    barbara sperti

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