Come Fare Soldi con il Poker Online (3° lezione)

sondi on line
Come fare soldi con il poker
3° lezione
Siamo giunti alla terza lezione volta a capire come fare soldi con il poker online, nelle lezioni precedenti abbiamo esplorato questo interessante modo di guadagnare sotto tutti gli aspetti più importanti, svelando le tecniche precise per giocare in funzione del denaro.

Oggi parliamo di come va gestito il nostro capitale, cioè il denaro che ci coprirà le spalle negli inevitabili (statisticamente) periodi di perdita, perché, lo ripeteremo fino all'ultimo, il poker  online è un gioco che permette di fare soldi certi solo sulla lunga distanza.



Le lezioni precedenti


Prima dovresti leggere: Guadagnare con il Gioco On Line, Cosa Evitare e Cosa no

Ogni tanto useremo termini tecnici, se vi sentite poco ferrati, tenete sottocchio il Glossario del Poker.

Prima di leggere questo terzo capitolo, chi intendesse decidere di intraprendere questa strada per guadagnare online, deve necessariamente seguire le lezioni precedenti.

Come Fare Soldi con il Poker Online (lezione zero)
Come Fare Soldi con il Poker Online (1° lezione)



Bankroll


Il bankroll (br) è un termine inglese che sta ad indicare le risorse di un individuo o di una società in ambito finanziario/economico. Nel poker, cosi come in qualsiasi operazione finanziaria in cui si opera, svolge un ruolo a dir poco essenziale; nel gioco, dove il profitto, con le dovute abilità, è praticamente certo nel lungo periodo, serve possedere un capitale iniziale che ci assicuri di uscire vivi (non finire rotti) durante i periodi neri, cioè quelli in cui perderemo denaro. 

Chi vuole approcciarsi in maniera seria al gioco, cioè nell'ottica di "fare soldi online", deve prevedere una somma di denaro per il gioco, cioè un certo capitale del quale non ha bisogno e che può oscillare pesantemente, senza che questo abbia ripercussioni sulla propria vita. Questo approccio mentale evita di incorrere in quello che possiamo considerare l’errore più grande che si spesso si commette, cioè lasciare che siano i soldi (e quindi la paura di perderli) a decidere il nostro stile di gioco.

A mio avviso questo difetto (leak) colpisce 7-8 giocatori su 10, cioè una percentuale elevatissima, e può fare la differenza tra guadagno e perdita di denaro; facciamo un semplice esempio:

“Mister X” gioca bene nel lungo periodo, dove vince dei soldi, ma nel breve periodo può andare incontro a molta sfortuna e perdere cifre notevoli, inoltre questo “breve periodo” ha una durata indefinita, Mister X sa che prima o poi (matematicamente) tornerà a vincere, ma il capitale che ha da parte per giocare, sarà sufficiente a coprire tutto il periodo sfortunato (bad run) e quindi permettergli ti recuperare quando la fortuna tornerà dalla sua?

Per stabilirlo, cioè per essere certi di avere un bankroll che ci garantisca di superare anche i periodi neri più lunghi, ci sono delle precise regole (quasi delle formule) da rispettare.



Misery non deve morire


Se “Misery” (un ipotetico giocatore che chiamiamo così per permetterci questa colta citazione) ha dedicato al gioco 100 euro (il totale del suo bankroll iniziale) e partecipa a tornei dove l'entrata costa 1 euro, può dormire sonni tranquilli, perché il rapporto tra il suo br e il costo di un singolo torneo è 1/100, quindi può giocare 100 tornei e perderli tutti, prima di restare senza soldi. Se proprio volesse essere psicologicamente tranquillo avrebbe dovuto depositare 150 euro, così da non avere proprio pensieri.

Se però Misery, anziché partecipare a tornei da 1 euro, decide di prendere parte a quelli il cui costo di iscrizione è 10 euro, la possibilità di finire i soldi diventa molto più concreta, perché il rapporto è 10/100, quindi può permettersi di perdere solo 10 tornei, dopodiché finirà rotto.

Statisticamente, sulla lunga distanza, le giocate fortunate e quelle sfortunate tendono a bilanciarsi, quindi la fortuna e la sfortuna non hanno alcun importanza, quello che conta per fare soldi online è calcolare bene quanto deve essere gonfio il nostro salvagente (il bankroll) per permetterci di non affogare durante i periodi sfortunati.


Come definire il bankroll


Se giocassimo a poker in modo casuale, cioè senza basarci sulla statistica, potremmo tranquillamente dimenticarci del concetto di bankroll, perché, anche se avessimo un capitale iniziale enorme, sulla lunga distanza saremmo destinati a perdere tutto.

I professionisti e gli esperti del settore, invece, considerano molto seriamente questo fattore, perché il loro approccio al gioco è puramente matematico: essi dicono che un buon bankroll deve essere circa 100 volte superiore all'entrata di un torneo, questo significa (come visto prima) che, se giocassimo solo tornei da 1 euro, dovremmo iniziare la nostra avventura nel poker, depositando 100 euro.

Se provassimo ad affinare un po’ questa regola, potremmo dire che la somma di denaro atta a coprirci le spalle, dipende  anche dal nostro stile di gioco; chi gioca in modo aggressivo (aggressive) avrà bisogno di un br più alto di chi ha un approccio maggiormente conservativo (tight). Il br inoltre è strettamente legato alla varianza, termine di cui dovremmo ormai conoscere il significato: il concetto di varianza è rappresentato dalla curva di Gauss, il famoso grafico a campana che schematizza la regola statistica per la quale, se un evento viene ripetuto per un numero molto elevato di volte e se gli errori sono puramente di tipo casuale, i risultati tendono a raggrupparsi simmetricamente attorno al valore medio. Dimostra cioè che la fortuna e la sfortuna si annullano a vicenda quando giochiamo molte mani di poker.

Spieghiamo questo concetto attraverso la seguente immagine 

guadagnare online
La curva di Gauss dice che per fare soldi online con il poker non conta la fortuna


Oltre a garantirci la sopravvivenza ai tavoli, il br svolge implicitamente anche un'altra funzione molto importante, agisce cioè a livello psicologico e ci permette di approcciarci serenamente al gioco, perché consci di vere sempre le spalle coperte, qualunque cosa succeda. Punteremo denaro liberi dalla paura, un fattore che modificherebbe negativamente il nostro modo di giocare.

Abbiamo detto quindi che nei tornei un rapporto 1/100 è sufficiente per darci la tranquillità che cerchiamo; nel cash invece la varianza incide meno perché i periodi di fortuna/sfortuna sono più corti quindi, ai livelli più bassi, dovrebbe essere sufficiente un rapporto 1/30, relativamente al buy in max. Questo significa che se giochiamo allo 0,05 – 0,10, dobbiamo avere un capitale di 300 euro, al 0,25 – 0,5 di almeno 1500 euro, al 0.5 - 1 di almeno 4000 euro, all'1 - 2 non inferiore ai 10.000 euro.

Il rapporto cresce con l’aumentare del denaro perché, più il limite si alza e più i giocatori diventano forti; se al 0,05 - 0,10, o ai tornei da 1 euro è molto probabile che seduto accanto a noi ci sia qualche giocatore alle prime armi (fish) e quindi facilmente battibile, all’1 - 2 o ai tornei da 250 euro è molto difficile che ciò accada.

Qualche consiglio utile per comportarsi bene


Jesse May, famoso giocatore e commentatore di poker americano, nel suo libro "Zitto e dai le carte" spiega: "Il poker è una combinazione di fortuna e di abilità, si pensa che la parte più difficile sia avere il controllo sull'abilità, ma è sbagliato. La vera difficoltà è avere il controllo sulla fortuna".

Capiterà sicuramente di incappare in lunghi periodi di sfortuna (è la statistica che lo dice) per questo motivo è estremamente importante saper gestire al meglio queste situazioni. La prima contromisura da adottare quando una bad run non accenna a terminare è quella di scendere di livello, ad esempio, se stavamo giocando allo 0,25 – 0,50, è meglio fermarsi e giocare allo 0,05 – 0,10. Questo ci aiuterà a “far durare” di più il nostro bankroll, che naturalmente si esaurisce tanto più in fretta quanto è elevato il limite a cui stiamo giocando.

Chiunque abbia giocato per un certo periodo a poker sa quanto sia difficile mantenere la calma in situazioni in cui avevamo la vittoria in pugno, e siamo stati battuti per un incredibile colpo di sfortuna, perdendo ingenti somme di denaro; un tipico esempio è quando andiamo all in preflop con AA e veniamo battuti da AK, psicologicamente non è molto semplice da accettare e la possibilità che questa pressione (subito dopo “l’incidente”) influisca negativamente sul nostro modo di giocare, è altissima.

Spesso lo smacco è tale da voler subito recuperare, inducendoci a spingere troppo, giocare a limiti più elevati, rischiando veramente grosso. 

Imparare a controllare le nostre reazioni, trattando il gioco come tale, forti della certezza matematica che giocando in un certo modo alla lunga guadagneremo, è di vitale importanza per fare soldi online. Dare poca importanza a questi episodio, comportandoci in modo distaccato e governando totalmente i sentimenti, è la chiave per una perfetta gestione del bankroll. 

Rabbia, frustrazione e delusione sono nemici letali del bel gioco, e costituiscono gli ingredienti principali per quello stato mentale che, nell’ambiente del poker, è definito col nome di Tilt. Si tratta di una condizione psicologica che i giocatori meno esperti non sono in grado di riconoscere ed arginare, uno stato mentale confusionario che porta a giocare peggio di come giochiamo normalmente. Tutti sono soggetti a questa alterazione, anche i grandi campioni ogni tanto perdono il controllo e cadono nella trappola del Tilt, ma un conto è andare in Tilt una volta l'anno, un altro andarci tutti i giorni o una volta a settimana.

I giocatori più esperti sono molto abili ad individuare chi si trova in uno stato di Tilt, non dobbiamo infatti dimenticare che il poker è (in larga parte) lettura dell’avversario, quindi, quando stiamo giocando, è come se fossimo costantemente sotto esame. Questo accade anche nella vita reale; accadimenti inaspettati e avversi, modificano drasticamente il nostro umore, spingendoci a dire cose o compiere azioni che altrimenti ci guarderemmo bene dall'intraprendere. Un giocatore esperto, che capta segnali di Tilt da parte del suo avversario, non impiegherà molto a cucinarselo per bene, portandogli via molti soldi.

Bisogna dunque imparare e riconoscere questo stato e adottare in tempo le giuste contromisure: solitamente i primi segnali di Tilt sono gli all in preflop dopo bad beat, cominciare a puntare importi esagerati e non coprire puntate che la matematica ci direbbe invece di coprire, per paura di andare incontro ad altre delusioni e perdere soldi. Prima ci rendiamo conto di essere in tilt maggiore sarà il nostro risparmio. Se abbiamo raggiunto la maturità necessaria per essere consapevoli di esserlo (la maggior pare di chi è in Tilt non sa di esserlo), la prima cosa da fare è interrompere subito il gioco, io consiglio di spegnere il PC e andare a fare altro, una passeggiata magari, e solo quando si avrà recuperato la serenità necessaria si ricomincerà una nuova sessione a mente lucida. 

Ricordo perfettamente il primo momento in cui mi sono reso conto di essere entrato in Tilt (e chissà quante altre volte c'ero stato prima!) , in 5 minuti ho buttato via 1 mese di lavoro.

smetteredilavorare.it

1 commento:

  1. Ho trovato tutte le lezioni molto interessanti.. fondamentalmente, in maniera più leggera, hai riassunto il libro Teoria Del Poker di D. Sklansky... cambia leggermente la tabella delle mani d' ingresso ma poca cosa... bravo

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