Come Costruirsi un Futuro Senza un Fondo Pensione Integrativo

futuro senza pensione
Niente fondi pensione integrativi:
facciamo da soli
Conviene sottoscrivere una pensione integrativa per avere un assegno pensionistico più sostanzioso o ci stanno fregano (come sempre) i soldi? Come stanno andando i rendimenti delle pensioni integrative e come si rapportano ai risultati di chi ha invece scelto di lasciare in TFR in azienda? La nostra situazione futura sarà come ce l'hanno raccontata, se non sottoscriviamo un rendimento complementare, faremo la fame?

In questo articolo cercherò di spiegare nel modo più semplice possibile quello che sta succedendo e cosa conviene veramente fare, in tema di previdenza complementare.



Perché ci dicono di sottoscrivere una Pensione Integrativa


Oggi, un lavoratore qualsiasi, entro 6 mesi dalla data di assunzione, deve decidere se lasciare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in azienda, e quindi farlo gestire all'INPS (l'azienda lo versa all'INPS appunto), oppure destinarlo ad un Fondo Pensione privato.

Il sistema pensionistico italiano ha fallito, probabilmente avrebbe funzionato se qualche furbetto, ad un certo punto non avesse deciso di unificare il sistema contributivo delle persone comuni, con quello dei dirigenti.

Una volta i dirigenti avevano un fondo pensione a parte chiamato INPDAI solo che aveva un buco di 10 miliardi di euro, così si è ben pensato di chiuderlo (Circolare n.44 del 26.02.2003) e integrare tutti nel normale INPS, rovinandolo. Da quel giorno il sistema pensionistico di noi poveri cristi è fallito, così, chi non ha fatto altro che lavorare aspettando la meritata pensione, oggi può dire addio ai suoi soldi.

Nel frattempo hanno attuato alcune modifiche al sistema pensionistico, in modo da privarci ulteriormente del denaro che stiamo meritatamente accumulando:

  1. Innalzato sia l'età minima per la pensione sia l'anzianità, così lavoriamo molto di più, abbiamo meno anni a disposizione per goderci la pensione e più probabilità di morire prima di consumare i soldi che ci spettano.
  2. L'importo della pensione è collegato al prodotto interno loro (PIL) così, se lo Stato va male anche chi ha lavorato duramente e onestamente viene penalizzato dalla condotta deplorevole dei nostri pessimi governanti. 


"Grazie" a queste modifiche il reddito pensionistico generato tende, col tempo, ad attestarsi su livelli più bassi di quelli passati.

Oggi hanno anche la faccia tosta di dirci che dobbiamo sborsare altri soldi e sottoscrivere una pensione integrativa, altrimenti in vecchiaia non avremo abbastanza denaro per vivere. 

Vergogna!

Le fregature insite nei fondi pensione


Esistono 43 fondi pensione privati, di cui 38 sono per i lavoratori dipendenti e 5 per i liberi professionisti, nessuno di questi ha l'obbligo di essere a capitale garantito, questo vuol dire che se fallisce, noi perdiamo tutti i soldi versati. Tra il 2006 e il 2007 sono falliti già tre fondi (Cassa IBI, Comit, Carlo Felice di Genova) e con l'attuale crisi finanziaria altri falliranno, questo perché si chiamano fondi pensione, ma in realtà sono normali fondi d'investimento speculativo a diversi livelli di rischio, quindi totalmente in balia delle borse.

Faccio una piccola digressione per spiegare cosa significa essere nelle mani della borsa

Se la borsa crolla (cosa che capita ciclicamente) e il nostro fondo perde il 90% del valore dei titoli investiti, anche se il giorno seguente recuperasse il 90% del suo valore, il risultato non sarebbe un pareggio, ma un -81%. Si tratta cioè di una situazione irrecuperabile, nella quale noi perderemmo tutto. Lo spiego meglio con i numeri: abbiamo versato 10.000 euro in un fondo, la borsa crolla quindi restiamo con 1.000 euro, poi miracolosamente risale del 90%, solo che stavolta è il 90% di 1.000, cioè 900… ora abbiamo 900 euro, anche se il titolo ha ripreso completamente quota.

Di buono ci sarebbe che i soldi investiti sono tassati all'11% anziché al 12,5% delle normali obbligazioni o conti deposito, peccato che quando andremo in Pensione, il capitale che ci verrà restituito sarà tassato di (minimo) un ulteriore 9%. Ovviamente, se non abbiamo almeno 35 anni di contributi, cioè, per esempio, se abbiamo sottoscritto il fondo a metà della nostra carriera lavorativa, la tassazione può salire fino al 15% (uno 0,3% per ogni anno che ci manca ad arrivare ai 35). La percentuale si applica anche se veniamo licenziati, restiamo invalidi permanenti o moriamo.

Dulcis in fundo non possiamo nemmeno avere indietro tutti i soldi, ci verrà dato solo il 50% del capitale accumulato; il solo fatto poi che si tratti di un contratto senza possibilità di recesso (non si può cambiare idea e tornare al vecchio TFR) dovrebbe disincentivarci a sottoscriverlo.

Il TFR classico invece (quello lasciato in azienda) ha gli interessi garantiti, come sempre poco e sicuro è meglio che tanto è rischioso. 

Per chi fosse interessato a conoscere i dettagli precisi sui fattori di rischio derivanti da tali investimenti, esiste Un Documento Ufficiale e Indipendente in Merito.

Quanto ci dà in più un fondo pensione integrativo


Prima di fare finta che i fondi pensioni stiano andando bene e calcolare quanti soldi avremmo in più rispetto al comune TFR, vale la pena dare un'occhiata all'andamento dei principali fondi, tanto per capire se effettivamente le prospettive disastrose che ho ipotizzato fin qui sono reali.

Per valutare l'andamento di questi investimenti ci sono dei benchmark, cioè indici rappresentativi dell'andamento medio dei vari mercati finanziari, che solitamente sono elaborati da enti indipendenti dai fondi stessi, quindi dovrebbero essere abbastanza affidabili. Che poi questi dati vengano rivisitati in modo creativo sui siti dei vari fondi pensione, per far sembrare che le cose vadano meglio della realtà… beh questa è un'altra storia; noi andiamo a scovarli alla fonte, così da essere certi della purezza del dato.

La COVIP  "Commissione di Vigilanza per i Fondi Pensione", in Questa Pagina pubblica periodicamente il riassunto dell'andamento di tutte le pensioni integrative esistenti, dove si trovano anche informazioni dettagliate su come vengono eseguiti questi conteggi. Quello che a noi interessa però è semplicemente capire come stanno andando le cose, ricordando sempre l'esempio di prima: se c'è un -3% e poi un +3% non siamo andati in pari, siamo ancora in pesante perdita ed è dura recuperare. 

Così ho preso tutti e tre i file Excel pubblicati dalla COVIP, cioè quelli relativi all'andamento dei fondi negoziali, aperti e delle assicurazioni sulla vita (PIP) e li ho rielaborati matematicamente per portare alla luce quanti fondi sono in attivo, quanti in passivo e cosa sarebbe successo se avessimo versato (dal 2002 al 2011) un ammontare di 10.000 euro.

Il file Excel è scaricabile da Questo Link, ho aggiunto una nuova colonna dove ho valutato il rendimento dei nostri 10.000 euro su tutte e tre le tipologie di fondi, li ho unificati in un unico file e ho aggiunto un foglio con la media di tutti i rendimenti: nella seguente immagine, per comodità, riporto i risultati.

integrativo
Rielaborazione delle percentuali di rendimenti basta sui dati COVIP

Circa il 35% dei fondi hanno avuto un rendimento negativo mentre mediamente il capitale versato dai contribuenti ha avuto un incremento del +1,38%.  In pratica, se si fa parte di quel 65% di fortunati che non hanno perso i loro soldi, fino ad oggi mediamente si ha avuto un incremento di capitale pressoché ridicolo. Un qualunque conto deposito nel quale versare progressivamente il nostro denaro, avrebbe avuto un rendimento medio del 3,5% netto, e garantito, e avremmo potuto svicolarci quando volevamo riavendo il capitale al 100% e (eventualmente) perdendo solo gli interessi.

Per chi ha già sottoscritto un contratto di questa tipologia c'è almeno una buona notizia; sembra che i dati provvisori per il 2012 siano incoraggianti e i rendimenti stiano recuperando quanto hanno perso negli ultimi anni… si spera almeno che si arrivi alla pensione con un valore (complessivamente) positivo.

La conclusione di questo papiro di conti è che allo stato attuale delle cose sottoscrivere un fondo pensione integrativo è molto rischioso e, quando va bene, restituisce un rendimento addirittura sotto l'inflazione, quindi praticamente pari a zero.

Che alternative possiamo trovare?


Purtroppo il dato di fatto è che le nostre pensioni saranno piuttosto misere inoltre personalmente non ho la minima intenzione di lavorare fino a 70 anni per poi passare in libertà il periodo meno interessante della mia vita; a 40 anni mollerò il lavoro e vivrò di quello che sto costruendo giorno dopo giorno. Da tempo infatti sto attuando un piano per crearmi una rendita complementare che possa sostituire la pensione e il mio attuale lavoro; a tal proposito consiglio la lettura dell'articolo Come Si Possono Fare Soldi Senza Lavoro, dove spiego quali sono oggi le opportunità più interessanti per generare una rendita alternativa in modo passivo.

Sullo stesso argomento poi possiamo capire come Sfruttare la Nostra Creatività per Trarne del Denaro, dove elenco alcune strategie per guadagnare grazie a quello che sappiamo fare meglio. Un'altra strada importante, che non dobbiamo dimenticare, è quella di Fare di un Nostro Hobby un Modo di Fare Soldi, perché niente più essere più semplice e appagante di guadagnare da ciò che ci piace realmente fare.
Per chi si trova a due passi dalla pensione consiglio anche di valutare il trasferimento all'estero, perché sono molti i Paesi dove è possibile Godere della Pensione Italiana Senza Tasse, in modo da permettere una vita più agiata che in Italia.

Se invece intendiamo comunque investire del denaro in modo da garantirci una rendita vitalizia, direi che possiamo dare un'occhiata al Funzionamento dei Conti Deposito, che sono un modo sicuro (probabilmente il più sicuro oggi esistente) per investire bene anche pochi soldi e con un rendimento certamente superiore a quello oggi ottenuto dai fondi pensione.

Il mattone è un'altra strada fortemente consigliata per investire, possiamo pensare di Acquistare un Immobile all'Estero per Spendere Poco e avere una resa interessante o di Appoggiarci alle Aste Immobiliari per acquistare un immobile da mettere a rendita, risparmiando percentuali interessantissime. Infine, se proprio ci piacciono i fondi, direi che è molto più saggio appoggiarsi ai Fondi Immobiliari, che sono un modo per investire nel mattone senza spendere il denaro necessario all'acquisto di un appartamento da affittare.



Cosa fare


Non possiamo Lavorare Tutta la Vita aspettando di arrivare alla pensione per poi morire economicamente poveri; non è giusto buttare la nostra esistenza riempiendo di denaro le tasche dei nostri dirigenti e dei politici, grazie le nostre capacità e competenze.

Dobbiamo ribellarci una volta per tutte, adesso, usiamo il nostro tempo e le nostre capacità per noi stessi, costruiamoci un futuro attraverso una rendita complementare basata su quello che ci piace fare, lavoriamo meno che possiamo e portiamo a compimento questo progetto, per noi, per la nostra famiglia, per la libertà che è lì che ci attende e non aspetta altro che essere afferrata.

15 commenti:

  1. “ … Purtroppo il dato di fatto è che le nostre pensioni saranno piuttosto misere inoltre personalmente non ho la minima intenzione di lavorare fino a 70 anni per poi passare in libertà il periodo meno interessante della mia vita; a 40 anni mollerò il lavoro e vivrò di quello che sto costruendo giorno dopo giorno. …”

    Quello che dichiari è ammirevole e condivisibile, ma vale solo per una elite di coraggiosi e volenterosi. Io se mi guardo in giro vedo il 99% degli individui che terrorizzati dalla mancanza di sicurezza accetta “serenamente” (che orrore!) il grande Matrix, a loro basta consolarsi con la fredda sequenza lavoro-impreco-consumo-invecchio-muoio non vedono proprio alternative oppure non hanno voglia di costruirsele. Dico questo perché io stesso non posso considerarmi un fuoriclasse della vita e ho il dubbio che se quasi tutti non ci provano è solo perché alla fine ci si schianta con elevate probabilità. Vebbè io continuo lo stesso nella mia lotta verso la libertà.
    Comunque in fin dei conti è meglio che questo 99% resti dov’è, siamo sicuri che se tutti fossero determinati a cambiare vita come tu proponi ci sarebbero spazio e risorse per tutti?
    (ps: anch’io seguo il blog di Perotti)
    ciao

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    1. Eh il blog di Perotti per me è fonte di grande ispirazione, spesso scrivo post sull'onda dei suoi, lo stimo per il coraggio che ha avuto anche se purtroppo non mi ha saputo aiutare dal punto di vista economico, intendo con consigli pratici su come smettere di lavorare se non sei un dirigente strapagato come era lui... ma ammetto che leggerlo mi da coraggio.

      Il tema del "se tutti cambiassero" è centrale, non so rispondere a questa domanda perchè una modifica del sistema su così larga scala penso produrrebbe effetti totalmente imprevedibili.

      Purtroppo, se guardiamo la realtà, non possiamo che constatare che il sistema è forte, fortissimo, quasi tutti vivono inconsapevoli di quello che sta accadendo, è veramente come Matrix, da dentro è dura vedere il quadro generale.

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    2. Scusa, ma come fai a stimare uno come Perrotti? Un egocentrico qualunquista che si arricchito grazie al sistema di sfruttamento capitalistico al punto da potersi permettere di abbandonare il lavoro in giovane età. Alle spalle poi ha una famiglia ricca, quindi psicologicamente in una condizione molto diversa rispetto a quella di tanti altri che non possono contare - mal che vada - sul paracadute famigliare.
      Non contento s'è messo pure a guadagnare dando consigli su come vivere con poco! (sic!) Ma c'era bisogno di Perrotti? Non bastava chiederlo a chi prende 800-1000€ al mese? Robe da matti! :)
      Libertà sì, ma nella responsabilità, non dimenticando o abbandonando chi sta peggio di noi.

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    3. Concordo con quello che dici Ale, so tutto di lui, dove abita, quanto gli è costata la casa, dove ha lavorato ecc... so ogni cosa perchè ho studiato il su o caso per capire quanto fosse praticabile la mia strada. Non credo possa dare consigli sul risparmio, fuma sigarette, già questa è una contraddizione totale nella sua lotta al consumismo.

      Quello che stimo di lui è l'essere stato capace di abbandonare la carriera; dato il suo ego, buttare via una tale posizione sociale deve aver richiesto molto coraggio.

      Sul discorso soldi non commento nemmeno probabilmente adesso vive bene visto che il suo primo libro (Adesso Basta) ha venduto più di 100.000 copie (tipicamente un autore prendere il 7% netto sul prezzo di copertina, fatti due conti ;)).

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    4. Sapere quanto ha guadagnato dal suo libro non fa che aumentare la mia rabbia. Davvero scaltro e furbo. Sul fatto dell'abbandono della carriera, secondo me l'ego non c'entra. Ha trovato comunque il modo di stare sulla scena.

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  2. Su questo tema sei stato troppo approssimativo.
    Ci sono tante variabili che hai tralasciato e che possono cambiare radicalmente il risultato.
    La detrazione fiscale su quello che versi, il contributo del datore di lavoro.
    Solo questi 2 temi ribaltano il risultato.
    Poi devi considerare che in alcune circostanze puoi riavere tutto il capitale, non solo la metà.
    Inoltre in alcuni casi puoi anticipare la prestazione pensionistica.
    Insomma, secondo me é uno strumento di pianificazione del futuro molto valido.
    Comunque sono soldi tuoi messi da parte in un cesto un po' diverso.
    Disponibile ad approfondire.
    Con stima
    Alberto
    ( uno che sta facendo il tuo stesso percorso)

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    1. grazie delle dritte, mi informo su quanto hai detto ed eventualmente integro il post con ulteriori dettagli. Resta il fatto che non sottoscriverei mai un contratto che non posso recedere.

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    2. incentivi fiscali e contributi del datore di lavoro delle "DRITTE"?? mi informo???
      Ma queste cose sono l'A B C dei fondi pensione. e lei darebbe consigli?? Bravo!! Come scrivere di automobili senza sapere cosa sono frizione e pompa d'iniezione...... Patetico.

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    3. Non credo che con le offese otterrai una risposta alle tue perplessità.

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    4. Ha perfettamente ragione e mi scuso. Cancelli pure il "patetico" finale.
      Ma la sostanza rimane tutta. In giro ci sono troppi pressapochisti.
      Cordialità.

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  3. Ciao Francesco, come sai sono un tuo grande "ammiratore" ma leggendo questo articolo devo dirti che hai toppato un po'.
    Alleata, la polizza di alleanza per crearsi un fondo pensione integrativo privato, garantisce il 2% MINIMO GARANTITO se si sceglie il piano Garantito, al termine della polizza, si può scegliere se ricevere tutto il capitale con le rivalutazioni maturate (il minimo del 2% annuo, che è cumulativo, ossia viene calcolato prendendo in considerazione non solo il premio versato ma anche l'interesse maturato negli anni prima) OPPURE se ricevere il 50% in capitale e il 50% in una rendita vitalizia rivalutabile o ancora se ottenere il 100% in rendita vitalizia reversibile. inoltre se si perde il lavoro per 12 mesi si può richiedere un riscatto parziale, se invece si resta disoccupati per 48 mesi, si resta invalidi permanenti o per spese mediche, acquisto e restauro casa si ottiene il 75%. Ora non ricordo bene, ma sono anche quasi certo che si possa disdire trascorsi un tot di anni.

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  4. Salve,

    Francesco ha ragione purtroppo, e le promesse dei fondi sono spesso alla prova dei fatti irrealizzabili. I fondi sono investimenti come altri, e come tali vanno seguiti in dettaglio per entrare ed uscire al momento giusto seguendo il ciclo economico. Il capitalismo e' un gioco a somma zero (uno perde e uno vince), quindi l'idea che tutti ci ritroveremo di piu' e' matematicamente impossibile. Infatti il sistema pensionistico iniziale era sempre in attivo perche' attingeva dal sistema produttivo, non da quello speculativo, e quando l'Italia ha smesso di generare ricchezza e' andato in perdita.
    Se invece di pagare l'INPS o un fondo mi dessero a me i soldi, probabilmente andrei in pensione da solo a 50 anni...

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  5. Per me sei un grande Francesco. Sono uno dei tanti che stringe la cinghia per arrivare alla fine del mese e s'inventa, grazie anche al tuo blog, modi alternativi per guadagnare.
    Probabile che sarò tra quelli che lavoreranno fino a 70 anni (ne ho 38 e lavoro da quando ne avevo 15) per avere una misera pensione, ma approvo quello che scrivi per cercare di "evadere" la routine imposta da questo sistema vergognoso in atto nel nostro paese e non solo.
    Ti supporto in pieno e i tuoi post troveranno spazio anche sul mio blog.
    Continua cosi.

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  6. lasciate perdere tanto è una freccia che dall'alto finisce sempre nel sedere della povera gente

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  7. Ma solitamente questi fondi pensione non garantiscono la restituzione del capitale investito? Nell'informativa di PosteVita Previdenza ad esempio si legge chiaramanete che: "Si deve essere consapevoli che il rischio connesso all’investimento dei contributi, alto o basso che sia, è totalmente a carico dell’Aderente, fermo restando che Poste Vita S.p.A. garantisce alla scadenza della fase di accumulo la restituzione di un importo minimo garantito (capitale investito), pari ai contributi netti versati".
    http://www.postevita.it/resources/contenuti_editoriali/pdf/prodotti/postevita/previdenza/settembre2015/Nota_Informativa_sett_2015.pdf

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