Come Risparmiare con la Stufa Elettrica

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Risparmiare usando la stufa elettrica
L’utilizzo di una stufa elettrica al posto del comune riscaldamento, può permettere di risparmiare qualora la si sfrutti nel modo corretto, ad esempio in accoppiata con un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. spesso, durante il giorno, produciamo corrente che poi non sfruttiamo, mentre concentriamo i consumi nelle ore serali, quando l’impianto fotovoltaico non sta producendo.

Oggi scopriremo alcuni accorgimenti per risparmiare utilizzando i comuni convettori elettrici che possiamo acquistare nei negozi di elettrodomestici o in quelli per il fai da te, integrando il riscaldamento di casa con l’erogazione termica proveniente dall'uso della corrente elettrica.



Come risparmiare


Una Stufa Elettrica è un oggetto piuttosto economico, si può comperare con cifre che partono dai 10 euro e permette di riscaldare molto rapidamente piccoli ambienti, soprattutto se consideriamo i modelli che sono dotati di ventola di irraggiamento e/o possono ruotare per diffondere il calore in modo più omogeneo. Il loro funzionamento è legato all'effetto Joule, anche detto effetto termico, un fenomeno per il quale un qualsiasi materiale classificato come conduttore, si riscalda se attraversato da energia elettrica.

Se tuttavia questo è il principio che sta alla base del funzionamento di ogni stufa elettrica, in realtà ne esistono numerose tipologie, che si appoggiano a tecniche di riscaldamento più raffinate e permettono un risparmio maggiore.

Indipendentemente però dal modello che sceglieremo, ci sono alcune caratteristiche comuni che ci inducono a prediligerne uno rispetto all'altro:

  1. Possibilità di impostare voltaggi anche molto bassi, in modo da limitare i consumi.
  2. Presenza di ventola per la diffusione del calore, così da permettere un riscaldamento rapido e maggiormente economico.
  3. Possibilità di impostare avvio e spegnimento programmati.
  4. Sistema di sicurezza anti caduta (se cade si spegne) e anti-surriscaldamento (non prende fuoco), in modo da poter utilizzare la stufa in sicurezza ed evitare spiacevoli incidenti.

Per attuare una reale strategia di risparmio, l’ideale sarebbe riuscire ad attivare la stufa nel momento di massima produzione del nostro impianto fotovoltaico, così da sfruttarne appieno la potenza ed evitare di pagare l’energia che ci serve per riscaldare la casa. In inverno, quindi, possiamo pensare di programmare la stufa elettrica per un periodo di funzionamento che va dalle 11.30 a circa le 13.30, e poi eventualmente diminuirne la durata con l’avvicinarsi della primavera. Una buona strategia può essere quella di lasciare tapparelle o scuri chiusi, in modo da evitare la dispersione del calore attraverso i vetri, e trovare (al nostro rientro serale) un ambiente meglio riscaldato.
Considerando che l’efficacia delle stufe elettriche è maggiore nelle stanze di piccole dimensioni, dovremmo limitarci a riscaldare solamente gli ambienti che frequentiamo maggiormente la sera, quindi cucina, salotto ed eventualmente il locale bagno.

Sarà nostra cura impostare il voltaggio in modo proporzionale alla potenza erogata dall'impianto fotovoltaico, per esempio, nel caso di un sistema da 3kw, non dovremmo mai settare la stufa elettrica ad un voltaggio superiore ai 3000watt. In realtà, siccome la potenza realmente erogata non è mai coerente con quanto dichiarato dai costruttori, e non si tratta certo di una produzione costante, è sempre meglio considerare un margine di errore nella resa di almeno un 50%. Inoltre dobbiamo ricordare che alcuni elettrodomestici, come il frigo, restano sempre collegati all'impianto elettrico di casa, quindi non abbiamo sempre accesso a tutta la potenza presente nell'impianto.

Possiamo dire che, se possediamo un impianto da 3kw, è meglio impostare il consumo della stufa elettrica non oltre i 1500 watt.

Date queste considerazioni, risulta evidente l’importanza nella scelta della stufa più adatta alle nostre esigenze; segue pertanto la descrizione precisa e dettagliata di tutti i modelli oggi esistenti sul mercato.



Stufa elettrica a resistenza


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Esempio modello stufa elettrica
a resistenza
Questo tipo di stufa, chiamata comunemente termoconvettore o termoventilatore, produce calore attraverso una resistenza metallica o in ceramica, associata ad una ventola che ne permette la diffusione nell'ambiente  A oggi è possibile trovare in commercio resistenze ceramiche che sono più performanti dei classici filamenti metallici.

In questo caso abbiamo due parti che devono funzionare all'unisono: la resistenza e la ventola. Se dovesse rompersi la ventola, la stufa diventerebbe inutilizzabile perché il calore non verrebbe più diffuso nell'ambiente circostante e sarebbe come avere un “braciere” che scalda solo i pochi mq dov'è collocato. Se invece dovesse rompersi la resistenza, la ventola diffonderebbe nell'ambiente solo aria fredda.


Il vantaggio principale è quello di scaldare velocemente i locali sfruttando lo spostamento dell’aria calda prodotto dalla ventola. Alcune stufe possono arrivare a riscaldare anche 65 metri cubi, ossia poco più di 21 metri quadri, in tempi relativamente brevi.

Il grosso svantaggio di queste stufe sta nel consumo elevato, solitamente intorno ai 2Kw e, soprattutto i modelli più economici, non permettono di poter impostare valori di consumo più contenuti. Se pensiamo quindi che, normalmente, il contratto con il fornitore di energia elettrica ci garantisce una potenza massima di 3Kw, si rischia il sovraccarico dell’impianto a  causa della presenza di eventuali altri elettrodomestici accesi. Inoltre, anche i modelli di fascia più bassa, non sono particolarmente economici; difficilmente troveremo stufe a resistenza sotto i 25€.



Stufa elettrica al quarzo


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Esempio modello stufa elettrica al quarzo
Queste stufe, (come tutte quelle che elencheremo in seguito) hanno uno o più elementi riscaldanti che sono comunemente detti lampade o candele; nel caso della stufa al quarzo appaiono come piccoli neon di colore arancione. Ogni lampada assorbe circa 400w, (anche se esistono modelli di lampade a 300w, o di potenza assorbita maggiore) quindi, contando il numero di lampade, possiamo determinare il consumo massimo.

Il funzionamento è pressoché identico a quello delle tradizionali stufe a resistenza, ma il filamento viene “eccitato” all'interno della lampada al quarzo che, oltre a proteggerlo, ne migliora notevolmente l’efficienza, erogando, a parità di consumo, molto più calore. Sono particolarmente indicate per ambienti piccoli, come cucine, bagni o stanze da letto, e la loro efficacia può essere così schematizzata:

  • fino a 20 metri cubi, ossia poco più di 6 metri quadrati, per stufe fino a 800w.
  • fino a 40 metri cubi, ossia poco più di 13 metri quadrati, per stufe fino a 1600w.

Il punto di forza di questi erogatori di calore risiede principale nel prezzo, possiamo trovare stufe al quarzo da 800w a meno di 10€, e il rapporto consumo energia/produzione calore è molto buono. Inoltre non esistono tempi di attesa, la stufa inizia a riscaldare quasi immediatamente.

Come dicevamo, nonostante la resa, questi oggetti non sono adatti a riscaldare ambienti di grandi dimensioni, soprattutto i modelli non dotati di ventole di diffusione e piano basculante per direzionare il calore.


Stufa elettrica alogena


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Esempio modello stufa elettrica alogena
Come le precedenti sono composte da una o più lampade, questa volta però alogene. A parità di consumo le lampade alogene sono leggermente più performanti di quelle al quarzo, per questo motivo potrebbero essere considerate “le stufe elettriche low-cost” per eccellenza.

Il funzionamento delle candele è identico a quelle al quarzo, ma il filamento si trova immerso in particolari gas (Iodio, Kripton o Xeno) che permettono al filamento di raggiungere temperature molto elevate, anche fino ai 3000 °K (circa 2700 °C).

Presentano quindi un alto grado di efficienza ma, come le precedenti, sono indicate principalmente per piccoli ambienti.

I prezzi sono piuttosto contenuti, i modelli più economici si trovano a meno di 10€.

Alcune possono essere installate direttamente sulle pareti, questo perché, oltre a produrre calore, emettono uno spettro luminoso molto simile a quella delle lampadine a basso consumo energetico, a luce "calda", trasformando queste stufe in veri e propri punti luce. Interessante quindi valutarne il doppio utilizzo, soprattutto alla luce del fatto che l’intensità dipende dal numero di candele accese, permettendoci anche di illuminare in maniera più o meno “intima” un determinato ambiente.



Stufa elettrica a infrarossi


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Esempio modello stufa elettrica
con tecnologia ad infrarossi
I modelli trattati fino ad ora non fanno altro che “riscaldare l’aria” tramite il trasferimento di calore; per quanto riguarda invece le stufe ad infrarossi, dobbiamo fare uno sforzo d’astrazione per capirne il funzionamento. Siamo abituati a percepire il calore presente in un ambiente come la temperatura dell’aria che riempie la stanza, con le stufe ad infrarossi invece l’approccio è completamente differente.

Questa tipologia di termoconvettori non riscalda l’aria, ma le superfici; le onde generate dalle lampade a infrarossi non interagiscono con le molecole d’aria, ma solo con gli oggetti che vengono a contatto con il fascio di onde che producono.

Il vantaggio è evidente, il calore non viene “sprecato” per riscaldare l’aria (che è un isolante termico, non un buon conduttore di calore) viene direttamente irradiato verso gli oggetti presenti nella stanza. Ovviamente anche la velocità di riscaldamento è praticamente immediata, senza contare che si tratta di un meccanismo indipendente dalla dimensione della stanza, perché la stufa non dovrà riscaldare l’intera massa d’aria presente, evitando inutili dispersioni di calore.

Purtroppo queste stufe non sono adatte a “preparare” un ambiente riscaldato, in modo da permetterci di trovare una certa temperatura al nostro rientro in casa, quindi, ai fini dello sfruttamento in accoppiata con l’impianto fotovoltaico, non da alcun vantaggio. Si tratta di strumenti che vanno installati in ambienti poco utilizzati o frequentati saltuariamente, magari in accoppiata con un sensore di presenza, in modo che entrino in funzione solo quando determinate stanze sono “abitate”, oppure in ambienti dove siamo sicuri di permanere per un certo periodo di tempo senza troppi spostamenti, come a pranzo/cena seduti a tavola o sul divano.

In ultimo, il vantaggio nel rapporto consumo/produzione calore, che è il più alto tra quelli descritti in precedenza, ma ci si deve comunque trovare in ambienti con una temperatura di partenza superiore ai 16 °C, perché altrimenti, respirando l’aria fredda, non potremmo percepire i benefici dell’irraggiamento da parte degli infrarossi.

Va ricordato che, scaldando direttamente il corpo, allo spegnimento si avverte un’immediata sensazione di “abbassamento della temperatura”, perché, a tutti gli effetti l’ambiente circostante non viene riscaldato.


Modelli in Commercio


Vediamo ora nel dettaglio quali sono le caratteristiche principali dei modelli esistenti in commercio, cioè le differenze di accessori, impostazioni, regolazioni, in modo da avere un quadro chiaro del mondo delle stufe elettriche, e a quali esigenze possono rispondere.


Tipologia di installazione


  • A parete: sono installabili a muro tramite apposite staffe.
  • Portatili: hanno dei piedini o una pedana che le permettono di rimanere “in piedi” e una maniglia per essere trasportata ovunque.
  • Ibride: sono sia a parete sia portatili.


Caratteristiche comuni


  • Pedana basculante. Questa funzione permette di direzionare il calore con un angolo variabile. L’angolo di oscillazione solitamente non supera i 90°.
  • Regolazione dei livelli di potenza. Possono essere presenti fino a 4 diversi stadi di erogazione, con conseguente equa suddivisione dei consumi; avere una stufa da 2Kw, con due livelli di potenza, significa disporre di 1Kw per stadio, mentre se i livelli selezionabili fossero 3, ne avremmo 666w per livello.
  • Timer di spegnimento/accensione. Dà la possibilità di agire sui tempi di accensione, spegnimento e durata dell’erogazione di calore, in modo da programmare l’uso della stufa nel tempo. E’ un accessorio molto utile ma, se il modello che ci interessa non dovesse esserne provvisto, si può ovviare con l’uso di una presa temporizzata, che fungerà sia da timer per l’accensione e lo spegnimento.
  • Telecomando di accensione per l’attivazione e lo spegnimento a distanza della stufa.
  • Termostato. Consente di impostare lo spegnimento e l’attivazione al raggiungimento di una determinata temperatura; la stufa regolerà in automatico la potenza assorbita per mantenere un calore costante nell'ambiente. Ottimo come gadget volto al «risparmio di denaro».
  • Funzione antigelo. Se la temperatura scende sotto i 5 °C, si attiva automaticamente, sempre che sia connessa alla rete elettrica. Potrebbe tornare utile in ambienti senza riscaldamento che debbano essere protetti dal gelo.
  • Filtro antipolvere/antibatterico. I termoventilatori, muovendo l’aria, spostano anche una certa quantità di polvere; l’utilizzo di modelli dotati di filtro può aiutare a limitare la diffusione della polvere. Particolarmente indicata per chi soffre di allergie.

Sicurezza

  • Marchio CE. Va sempre controllata la presenza sulla confezione, da non confondere col simbolo “China Export”, volutamente reso simile al noto marchio di sicurezza europeo (che stabilisce la conformità a livello europeo del prodotto), ma che non ha niente a che vedere con esso. Per fare chiarezza sulla differenza, consiglio la lettura di Questo Articolo di Wikipedia che esplicita bene le peculiarità dei due simboli, e spiega come la differenza si giochi sulla distanza tra le lettere.
  • Marchio IMQ. È un’ulteriore sicurezza che garantisce la totale qualità del prodotto che si vuole acquistare, perché ha norme più restrittive rispetto alla marcatura CE. I  marchi originali sono elencati in Questa Pagina
  • Anti surriscaldamento. Un dispositivo indispensabile che garantisce lo spegnimento della stufa in caso di surriscaldamento; evita, in pratica, che l’oggetto prenda fuoco, uno dei rischi più comuni quando si utilizzano questi apparecchi, soprattutto se intendiamo programmarne il funzionamento in nostra assenza.
  • Anti ribaltamento. Altro dispositivo che dobbiamo assicurarci sia incorporato nella stufa elettrica che stiamo acquistando; si tratta di un semplice sensore (a volte proprio un interruttore) che spegne la stufa qualora si ribalti. Nella malaugurata ipotesi in cui, cadendo, la stufa venisse a contatto con un materiale infiammabile (per esempio un tappeto) il forte calore emanato rischierebbe di generare un incendio che metterebbe a serio rischio la nostra casa e la nostra vita.
  • IPxx. L’International Protection è una caratteristica che garantisce il funzionamento della stufa anche in ambienti molto umidi, come per esempio un bagno. La sigla varia a seconda del grado di protezione garantita, nel nostro caso, se intendiamo posizionare la stufa a terra, dobbiamo assicurarci che riporti la dicitura IPx1 (protezione dal contatto diretto con l’acqua), mentre qualora optassimo per la messa a parete, l’ideale sarebbe una IPx3 (protezione dal vapore acqueo diffuso nell'ambiente . E’ possibile approfondire l’argomento a Questo Indirizzo

Quale stufa elettrica scegliere?


Questa lunga analisi ci porta ad alcune conclusioni interessanti; prima di tutto abbiamo capito che dovremmo evitare di acquistare le classiche stufe elettriche a resistenza, perché sono le meno efficienti e anche quelle che permettono di risparmiare meno. La scelta quindi ricade o su quelle al quarzo o sulle alogene, che sono abbastanza equivalenti, anche se probabilmente le alogene hanno una resa leggermente migliore. Tra le due dobbiamo quindi privilegiare quella che, a parità di prezzo, include il più alto numero di accessori, in particolare la ventola per la diffusione del calore e l’appoggio basculante, che aiutano a diffondere meglio il calore nell'ambiente, riscaldandolo più efficacemente.

Allo stesso modo, a parità di prezzo, sarebbe saggio scegliere la stufa-elettrica che include il più alto numero di certificazioni di sicurezza, in modo da evitare spiacevoli incidenti.

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risparmiare facilmente energia
Questo articolo è un guest post di Andrea Ponzinibio, titolare di  un Ottimo Portale sul Risparmio sempre aggiornato con notizie interessanti e utili consigli. Andrea è anche l’autore di "È Più Facile Risparmiare Se Hai Un Obiettivo!" manuale sul risparmio, scritto in modo semplice e ricco di consigli concreti e veramente utili.

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4 commenti:

  1. In questo articolo ci sono parecchie inesattezze:
    1) I pannelli fotovoltaici d'inverno producono molto poco e quindi te lo scordi di riscaldare casa (ho i pannelli fotovoltaici e parlo per esperienza diretta)
    2) Il voltaggio non lo regoli. E' fisso e vale 230V. Caso mai uno regola la POTENZA
    Saluti
    Stefano

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    1. 1) Ho il fotovoltaico da ormai 5 anni e posso dirti che d'inverno producono molto bene perchè il cielo è più terso dell'estate. Il fotovoltaico non è una questione di calore, ma di incidenza dei raggi solari.
      2) La differenza tra voltaggio e potenza mi è chiaro, qui si semplifica per le persone, non per i tecnici, ad una persona interessa comprendere i meccanismi in maniera semplice anche se meno precisa.

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  2. Sono d'accordo con Francesco,il fotovoltaico produce tutto l'anno,l'estate di più, io ho un impianto da 6 Kwp,nel centro-nord dovrebbe produrre 8,6 Kwh, il mio produce ben 7,2 Kwh / anno,misurata all'uscita dell'inverter.Sono più che soddisfatto.
    Quanti professori in Italia...!!

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  3. Ottimo articolo, i miei complimenti. Tuttavia non fate alcun riferimento alle stufe elettriche con fibra di carbonio: Gradirei gentilmente notizie in merito, soprattutto in relazione alla efficienza termica e alla capacità di riscaldamento per metro quadrato di una stanza. Vi ringrazio anticipatamente

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