Mollo Tutto e Vado a Vivere all'Estero (4 luoghi interessanti)

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Paesi esteri dove emigrare e vivere con poco
In passato abbiamo già analizzato una decina di Paesi esteri dove mollare tutto e trasferirsi per vivere una nuova vita, ci siamo resi conto delle reali difficoltà che s'incontrano quando si decide di operare una scelta di questo tipo, e di come abbandonare ogni cosa sia più un impulso controproducente che una reale strategia di cambio vita.

Oggi esploriamo altri quattro luoghi dove tentare di ripartire da zero, zone del mondo dove è possibile vivere con poco e trovare il giusto equilibrio tra vita e denaro, ma a quale prezzo?


Quanti sono gli Italiani all'Estero?


Nonostante l'A.I.R.E., cioè l'anagrafe della popolazione italiana residente all'estero, pubblichi periodicamente dati per stimare questo fenomeno, va detto che è molto difficile valutare quanti siano i cittadini che hanno scelto di abbandonare l'Italia e trasferirsi all'estero, questo perché l'iscrizione è si obbligatoria, ma molti (per svariati motivi) scelgono di non aderire.

Ai sensi dell'articolo 6 della Legge 470/1988, chiunque trascorra all'estero un periodo di tempo superiore ai 12 mesi, deve necessariamente presentare domanda di iscrizione all'AIRE; maggiori informazioni sono reperibili sul sito degli Affarei Esteri.

Quello che si può fare, per stimare il reale flusso di persone che emigrano ogni anno, è quella di incrociare i resoconti periodici dell'AIRE con i dati delle pensioni pagate all'estero dall'INPS. Molo brevemente abbiamo:

  • L'ultimo censimento AIRE: quasi 5.000.000 gli italiani iscritti (quindi realmente residenti all'estero).
  • Ultimi dati INPS su pensioni pagate all'estero: quasi 400.000.

Se confrontiamo questi dati, con quelli relativi agli anni precedenti, e consideriamo che l'aumento demografico in Italia oggi è pari a zero (+0,5 in realtà, ma dovuto solo all'immigrazione) sembra che mediamente ogni anno circa 100.000 italiani scelgano di vivere all'estero. Gli anziani, invece, che decidono di trascorrere la vecchiaia lontani dal “Bel Paese” sembra crescano annualmente di circa il 30%.

Sottolineo che questi dati vanno “presi con le pinze”, perché esiste una grande fetta di popolazione che non è iscritta all'AIRE, molti anziani che continuano a ricevere (spesso sbagliando) la pensione in Italia anche se residenti all'estero e perché non si ha accesso ai dati fiscali relativi a coloro che vivono nei 14 Paradisi Fiscali oggi esistenti nel mondo.

Da non perdere: Come Ottenere i Soldi della Pensione all'Estero (senza pagare le tasse italiane)

E' però innegabile notare come esista una tendenza all'aumento dell'emigrazione, dovuto principalmente alle reali difficoltà che oggi s'incontrano in Italia, legate sia ad un costo della vita sproporzionato rispetto allo stipendio medio, sia ad una tassazione (sul privato e sulle aziende) che non permette di condurre un'esistenza dignitosa.



Come e Dove Mollare Tutto


Come al solito ho analizzato alcuni luoghi del mondo dove vivere con pochi soldi, incrociando i dati reperiti in rete, con esperienze reali di persone che, da anni, hanno scelto di trascorrere la propria vita in un Paese diverso dall'Italia. Di seguito alcuni luoghi che nell'immaginario comune sembrano essere interessanti, quando si scegli di consumare in modo alternativo la propria esistenza.


Uruguay


espatriare in Uruguay


L'Uruguay può essere considerato come il paese più Europeo di tutto il Sud America, il clima è piuttosto vario ma il principale vantaggio consiste nel fatto che le stagioni sono invertite rispetto alle nostre, per cui può essere un ottimo posto dove svernare.

I prezzi delle case variano a seconda del luogo, ma se consideriamo che gran parte della popolazione e del mercato si concentra nei centri urbani principali (Montevideo e Punta del Este), per l'acquisto di un immobile si va dai 50.000 euro per un appartamento di 50mq, ai 150.000 euro per una villa di 350mt. Gli affitti oscillano tra i 150 e i 250 euro mensili.

Lo stipendio medio si aggira attorno ai 400 euro mensili, mentre i ceti medi guadagnano dai 700 ai 1000 euro al mese.

La povertà è molto diffusa, per cui il tasso di criminalità è piuttosto elevato, la capitale è spesso teatro di gravi fatti di cronaca; i quartieri “Borro” (nella periferia nord ), “Cerro Nord” e “Casabó” (nella periferia ovest), “Cuarenta Semanas” (nella periferia nord-ovest), “Euskal Erría” (nella periferia est), sono considerati “zona rossa”, addirittura difficilmente accessibili alle stesse Forze di Polizia. Il deterioramento delle condizioni di sicurezza si è espanso anche nei quartieri residenziali della Capitale, come “Pocitos”, “Punta Carretas” e “Carrasco”.Le località turistiche più frequentate, in generale, sono posti abbastanza sicuri.

La qualità del servizio sanitario pubblico, negli anni, è decisamente peggiorata, e rimane piuttosto lontana dai livelli e dagli standard medi europei. L'assistenza a pagamento è invece di buon livello, ma presenta costi decisamente elevati, se rapportati allo stipendio medio.

Per ottenere un visto di residenza permanente in Uruguay corre soddisfare i seguenti requisiti: 

 1. Una pensione di circa 1000 euro 
 2. Una rendita dimostrabile di circa 1000 euro
 3. Un capitale di almeno 75.000 euro 
 4. Un investimento in loco (immobiliare, imprenditoriale ecc..) di circa 75.000 euro

Per essere sempre aggiornati sulla situazione in Uruguay: Viaggiare Sicuri Uruguay

Cile


"vivere all'estero"


Il Cile è la quinta economia del Sud America, è un paese ormai stabile e gode di un'inflazione molto bassa, si estende notevolmente da nord a sud, quindi presenta situazioni climatiche molto differenti a seconda delle zone e di paesaggi estremamente vari. L'intero Paese è a forte rischio sismico.

I prezzi delle case oscillano notevolmente in base alla zona, ma se consideriamo le principali città e le località di mare, possiamo dire che si va dai 60.000 euro per un appartamento di 50 mq ai 150.000 euro per una casa singola di 150mq. Gli affitti oscillano tra i 100 e i 200 euro al mese.

Lo stipendio medio si aggira attorno ai 600 euro al mese.

L'assicurazione sanitaria è necessaria anche per la sanità pubblica, che comunque non è paragonabile al livello europeo, mentre le strutture sanitarie private sono di ottimo livello. L'assicurazione sanitaria costa circa 150 euro al mese.

Nel complesso si può dire che il Cile è un Paese sufficientemente sicuro, la criminalità si concentra soprattutto in alcuni quartieri della capitale e nelle zone periferiche, soprattutto durante le ore serali. Nel resto del territorio è consigliato evitare le periferie di tutte le maggiori città.  All'estremo nord (confine con Bolivia e Perù) e a quello sud (Bahía Azul dell'Isla Grande de la Tierra del Fuego, Isla Nueva, Isla Picton, Isla Deceit, Isla Freycinet e Isla Hornos) esistono ancora numerosi campi minati; per muoversi in quelle zone è necessari affidarsi ad una guida locale.

Per ottenere un visto di residenza permanente in Cile corre soddisfare i seguenti requisiti:

 1. Un investimento (immobiliare, imprenditoriale ecc..) di circa 40.000 euro

Per essere sempre aggiornati sulla situazione in Cile: Viaggiare Sicuri Cile


Guatemala


campare in Guatemala


Il Guatemala, insieme al vicino Messico, rappresentano una delle mete più desiderate da chi intende scappare dall'Italia e andare a vivere all'estero, il clima è decisamente accogliente, il cibo generalmente buono e le persone piuttosto amichevoli.

E' molto difficile stabilire un prezzario medio delle abitazioni, soprattutto perché la situazione economica è ancora piuttosto instabile e in questo senso non esiste un vero e proprio mercato, anche se si stima che i prezzi delle abitazioni siano saliti di circa il 5% nell'ultimo anno. Gli investimenti stranieri sono principalmente volti al commercio e non all'acquisto di proprietà, soprattutto perché la situazione economica del Paese dipende in parte dagli aiuti internazionali, e gli investimenti sono limitati dal degrado dovuto alla facilità con la quale si possono possedere armi da fuoco. La maggior parte degli immobili in vendita sono ville di singoli privati. Possiamo generalmente dire che i prezzi per un alloggio decente partono dai 35.000 euro, mentre con circa 100.000 euro si possono acquistare ville sul mare di 400mq.

Lo stipendio minimo è di circa 16 euro al mese, per questo il tenore di vita è molto basso e la maggior parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. C'è un alto tasso di mortalità infantile soprattutto a causa delle malattie a trasmissione sessuali come L'HIV.

La situazione sanitaria è una delle più precarie dell'America Latina; il sistema sanitario pubblico è inadeguato e fortemente carente, soprattutto per via del sistema politico, della corruzione e della frequente mancanza d'acqua. L'assistenza medica minima è garantita solo nella capitale.

Si registra un indice di violenza molto elevato, che va aggravandosi, soprattutto nella capitale, principalmente a causa dei ricorrenti assalti armati ai danni dei conducenti dei mezzi pubblici, al fine di operare rapine ai passeggeri. Oltre agli omicidi, fortemente diffusi e in costante aumento, si consumano spesso reati gravi, come violenze sessuali e rapine, ad opera della criminalità legata al narco-traffico

Per ottenere un visto di residenza permanente in Guatemala corre soddisfare i seguenti requisiti: 

 1. E' richiesta una rendita o pensione mensile minima di circa 750 euro. 
 2. E' richiesto un capitale minimo di circa 35.000 dollari americani.

Per essere sempre aggiornati sulla situazione in GuatemalaViaggiare Sicuri Guatemala


Nauru (più una curiosità che una meta)


trasferirsi in un paese straniero


Ufficialmente meglio conosciuta come Repubblica di Nauru, è uno stato indipendente dell'Oceania, composto da una sola isola di 21,4 km² con 10.000 abitanti, che incarna alla perfezione il concetto di “mollo tutto e vado a vivere su un'isola deserta”, letteralmente. Anni di sfruttamento intenso delle miniere di fosfati, hanno reso quella che era un'isola tropicale lussureggiante, una miniera a cielo aperto.

In quanto paradiso fiscale, nel quale non sono nemmeno presenti regole sulla censura, l'economia del Paese si basa sostanzialmente sul flusso di denaro in transito da parte degli investitori e sull'esistenza di numerose società di comodo, operanti fiscalmente sul territorio. Il Governo non esige tasse dai residenti, alloggio, istruzione e sanità sono gratuite.

E' molto difficile trovare informazioni relative ai prezzi delle case in Nauru, non esiste un vero e proprio mercato immobiliare, anche perché il Paese non ha moneta propria, ma si basa sul dollaro australiano. Se ci affidiamo alle notizie riguardanti le poche transazioni immobiliari e sulle vendite da parte dei privati, possiamo dire che i prezzi per un alloggio partono dai 10.000 euro.

La disoccupazione è al 40%, per cui non esiste un concetto di salario minimo, né di retribuzione media.

Dal punto di vista della criminalità, il Paese risulta sicuro sotto ogni profilo.

La situazione sanitaria è scadente; i due ospedali oggi esistenti sull'isola sono dotati di limitate attrezzature, per casi di malattie gravi o complicanze è sempre preferibile recarsi in Australia, dove tuttavia serve un visto d'ingresso.

Per restare sempre aggiornati sulla situazione in Nauru: Viaggiare Sicuri Nauru


Ho voluto inserire questo Paese per pura curiosità, non credo che sia realmente praticabile andare a vivere all'estero in questa Nazione, tuttavia essendo la Repubblica indipendente più piccola al mondo, addirittura priva di capitale, ho ritenuto interessante parlarne. Per approfondire consiglio la lettura di questo post che spiega la storia e il tracollo di un Paese che, da ricchissimo, perse tutto in una notte, arrivando ad avere una disoccupazione del 100% e il 30% della popolazione col diabete: da non perdere!




Ancora una  volta, vivere all'estero non è tutto rose e fiori


Chi segue questo blog da qualche tempo sa che periodicamente pubblico articoli su luoghi del mondo dove siamo soliti fantasticare e dire la famigerata frase “mollo tutto e vado su un'isola deserta”, ma purtroppo la realtà è ben lontana dalle nostre aspirazioni, e i problemi che s'incontrano quando si decidere di operare questa scelta, sono numerosi.
Ormai abbiamo analizzato in modo abbastanza approfondito una quindicina di posti dove sarebbe potenzialmente possibile vivere meglio, ma come abbiamo potuto osservare dobbiamo fare i conti con poche certezze, uno standard sanitario spesso inferiore a quello a cui siamo abituati e uno stile di vita estremamente diverso dal nostro (anche dal punto di vista della sicurezza). 

Quest'ultimo punto è particolarmente importante, perché spesso si pensa di scappare all'estero e aprire un baretto sulla spiaggia, ma siamo veramente capaci di rinunciare a tutto il superfluo di cui quotidianamente ci nutriamo? Se, qui in Italia, non siamo in grado di imporci una condotta di vita sobria e rinunciare a quei piccoli vizi che, se abbandonati, renderebbero migliore sia la nostra vita sia la nostra condizione economica, come possiamo pensare di vivere felici all'estero, in una Nazione dove saremmo praticamente costretti ad un'esistenza semplice?

Credo che questa domanda richieda una riflessione molto più profonda che quattro righe di conclusione di un post già sufficientemente lungo e dettagliato, ne parleremo dunque prossimamente.

smetteredilavorare.it

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